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  Aurora86 AZZURRA LIBERTA' - * BLOG MORALMENTE INFERIORE *
 
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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
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ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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31 luglio 2007

UNA SCENEGGIATA CONTINUA.

 Gli accordi su pensioni e welfare che Prodi pomposamente aveva annunciato,vengono smentiti ogni giorno da sindacati, associazioni imprenditoriali, e sinistra radicale.
Particolarmente grave la rivolta all’interno della CGIL ,dove il segretario Epifani è stato costretto a scrivere una lettera per contestare a Prodi l’uso di “mezzucci” cambiando parti del testo, e chiedendo di firmare per parti separate.
Stesso discorso per Confindustria,non soddisfatta,che analogamente chiede di firmare parti separate del pseudo accordo, giudizio totalmente negativo poi da Confcommercio,Confartigianato e piccola industria.
Nella maggioranza rullano i tamburi di guerra,dopo che una delegazione di ministri e rappresentanti della sinistra radicale aveva incontrato Prodi per discutere degli accordi e chiederne la modifica in parlamento,il portavoce del governo Sircana con un comunicato ribadiva la inemendabilità del testo.
Ieri il ministro Ferrero ha confermato che gli accordi così come sono non piacciono alla sinistra radicale,ovvero ad 1/3 della maggioranza e che i loro 150 voti saranno fatti pesare.
Oggi il segretario di Rifondazione Comunista,Giordano,dalle colonne del Corriere si di dice non essere disponibile a ricatti:” non mi si può porre di fronte all'alternativa o fate così o arriva Berlusconi, se questi provvedimenti non cambiano noi non li voteremo”.
Prodi si dice non preoccupato,non ho difficoltà a credergli, del resto lui e il governo vivono ormai in un’altra dimensione, magari su second life , ad essere preoccupati sono i cittadini italiani che vedono ogni giorno che passa,un governo sempre più allo sbando,ingessato dai veti incrociati.
Non ho difficoltà a credere nemmeno che alla fine un qualche compromesso si troverà, del resto alle poltrone tengono tutti,ma i problemi arriveranno da piccoli gruppi o singoli parlamentari intransigenti, i sen. Rossi e Turigliatto ad esempio hanno già ribadito che non voteranno questo testo nemmeno con la fiducia.
E’ eloquente poi il fatto che ministri e rappresentanti della sinistra radicale si dichiarino ogni giorno :” liberi dal vincolo di maggioranza” , non ci vogliono certo gli indovini per prevedere un’autunno caldo,in tutti i sensi.




30 luglio 2007

NON SONO STATI ELETTI PER TIFARE UNIPOL !

Vi propongo questa interessante intervista a Peppino Caldarola,il quale fa delle considerazioni sul caso UNIPOL-BNL , talmente condivisibili  da qualunque persona dotata di un minimo di buon senso,che ogni ulteriore commento mi sembra superfluo e fuori luogo.

Roma - Politica, questo dovevano fare. Dovevano fare programmi, dare sogni a un popolo, amministrare un Paese. Invece telefonavano a Consorte e chiedevano notizie sulla scalata Bnl. «Ma noi non li abbiamo eletti per fare il tifo per Unipol», si lamenta Giuseppe Caldarola. «Tra politica e finanza non ci possono essere relazioni amichevoli. Loro invece le hanno avute, danneggiando tutta la sinistra italiana». Ex direttore dell’Unità, senatore per due legislature, Caldarola dopo essere uscito dalla Quercia ora si è riavvicinato a Veltroni. D’Alema e Fassino lui li conosce bene: «Hanno sbagliato tutto». Quanto ai Ds, «nessun partito può più vantare superiorità morale».
Quello Ds è un garantismo a corrente alternata?
«Effettivamente sì. È un problema di cui non sono ancora riusciti a liberarsi. Prima, quando si avvantaggiavano con le sventure giudiziarie degli altri, non chiedevano garanzie, non criticavano gli eccessi. Lo fanno adesso che tocca a loro. Due pesi e due misure. Come per il caso della transazione Giuffrida-Fininvest. Tanto clamore quando si parlava di provenienza mafiosa dei capitali del gruppo, zero ora che il perito ha fatto dietrofront».
Violante sostiene che si può dire sì all’uso delle intercettazioni a patto che il Parlamento condanni l’operato della Forleo.
«Noi - sì, dico noi anche se sono un ex - non abbiamo avuto la stessa attenzione che adesso richiediamo. Ricordiamoci il comportamento tenuto nei confronti di Bettino Craxi, accusato in base a un teorema che fa rabbrividire: “Non poteva non sapere”. Violante farebbe meglio a ricordare che nessuno di noi - sì, mi ci metto pure io anche se l’ho difeso pubblicamente -, nessuno di noi ha mai chiesto delle censure nei confronti di quei magistrati che hanno definito Raffaele Fitto pericoloso criminale».
Livia Turco ipotizza una manovra dei poteri forti in coincidenza con la nascita del Pd.
«Che ci sia una relazione tra un progetto politico e la messa in mora di una classe dirigente, mi pare frutto di una fantasia sfrenata. Il tifo, voglio usare proprio questo termine, per il Partito democratico nei grandi giornali italiani è universale. Il Corriere della Sera è addirittura una delle principali levatrici. Parlare perciò di congiure anti-Pd è bizzaro. È una teoria strampalata, non c’è nemmeno uno straccio di editoriale a confortarla. Vogliono sabotare Veltroni? Una fesseria. Comunque gli auguro le migliori fortune».
È diventato veltroniano? Proprio lei che era un dalemiano di ferro?
«No. Ma ho firmato per la candidatura di Walter».
Basta dunque con Fassino e D’Alema...
«È un gruppo dirigente che ha commesso un colossale errore politico. Un vertice che ha mischiato la politica con l’economica. Non sono stati eletti perché si occupassero di Unipol. Noi non li abbiamo eletti per fare il tifo per qualche cordata finanziaria nemmeno per fare tutto quello che emerge dalle intercettazioni».
Invece...
«Invece così hanno provocato un bel guaio a loro, ai Ds e, almeno come immagine, anche a tutta la sinistra italiana».
Qual è il grado di coinvolgimento di Fassino e D’Alema? Le loro posizioni sono differenti? Lei li conosce bene, si sarà fatto un’idea.
«Me la sono fatta come tutti, leggendo gli atti. Il segretario appare come uno che vuole sapere, che vuole informarsi di come vanno le cose, che chiede notizie in gran parte pure già pubblicate. Invece l’intimità, l’amicizia di Latorre e D’Alema sempre secondo quelle carte, sembra assai maggiore».
Come ne possono uscire?
«Io spero, anzi tifo, perché ne escano fuori. La strada non è certo quella di dire no all’uso giudiziario delle intercettazioni. Non devono accettare il gesto di fair-play di Berlusconi, i Ds devono chiedere che quel materiale venga messo a disposizione della magistratura, senza pretendere condizioni. Certo, bisogna battersi contro le tesi pre-costituite, ma per questo basta la normale vigilanza. Bastano i giornali».
Morale?
«Cerchiamo di prendere le due cose buone che escono da questa storia. La prima è che si capisca una volta per tutte che nessuna forza politica può vantare una superiorità morale rispetto alle altre. La seconda è che si comprenda che politica e finanza sono due mondi che devono restare separati. Se si toccano, si forma un corto circuito».

Il Giornale 30/07/2007




30 luglio 2007

L'USO POLITICO DELLA GIUSTIZIA CI INDIGNA.

 Le intercettazioni ''devono essere consentite solo per le indagini aventi ad oggetto reati gravi, per esempio reati per i quali la pena minima edittale sia superiore a dieci anni''. Lo ha affermato Silvio Berlusconi che intervistato dal Quotidiano Nazionale ha sottolineato anche che ''non dev’essere consentito ai media di dare in pasto al pubblico la vita privata della gente''.
Per questo motivo Berlusconi ha confermato il no in Parlamento all’uso delle intercettazioni richieste dalla Forleo. ''Da un lato non occorrono certo microspie e intercettazioni per scoprire che esiste una contiguità, non solo ideale ma operativa tra i DS e le Coop rosse'', dall’altro ''non ho mai creduto che sia moralmente lecito tentare di distruggere gli avversari per via giudiziaria''. ''Vogliamo vincere e sappiamo che vinceremo per le nostre idee, per i nostri programmi, per le nostre capacità operative, non certo per scorciatoie giudiziarie '', ha osservato Berlusconi che ha ricordato come ''abbiamo subito a lungo questi metodi e li abbiamo sempre denunciati. Non saremo certo noi a favorirli e a condividerli ''.
''A differenza di altri noi non siamo garantisti a corrente alternata. L’uso politico della giustizia ci indigna, chiunque ne siano le vittime''. ''Il fatto che queste intercettazioni mettano in difficoltà la sinistra non ci fa cambiare opinione '', ribadisce: ''L’eccesso di potere dell’ordine giudiziario, per esempio in materia di intercettazioni, e’ un grave problema di libertà ''.
30/07/2007




29 luglio 2007

E' CROLLATO UN'ALTRO TEOREMA .

 Francesco Giuffrida,funzionario della Banca D’Italia,perito per il Pool di Palermo nel processo a Marcello Dell’Utri , dopo che era stato incaricato di “ricostruire” la nascita della Fininvest con una discussa perizia in cui si adombravano flussi di capitali misteriosi, “SI E’ RIMANGIATO TUTTO”.
Giuffrida a causa di quella perizia era stato citato per danni dal gruppo di Segrate e alla fine per chiudere il contenzioso ha sottoscritto una transazione in cui “ammette che la sua consulenza è stata parziale” ma non solo, la perizia non fu completata perché il procedimento fu archiviato e quindi furono lasciate insoluto le origini di otto operazioni finanziarie e,udite udite, il suo lavoro era sottoposto al diretto controllo dei PM che “sceglievano i documenti da consultare e acquisire agli atti”, in pratica il perito fungeva da copertura, chi decideva cosa,come e quando erano i PM.
Non è certo una novità e non è la prima volta che succede, probabilmente anche questi magistrati fanno parte di quella larga schiera di “frustrati” e in “crisi di autostima” che devono inventarsi qualcosa per finire sulle prime pagine dei media.
Per questo ora Giuffrida “riconosce i limiti delle conclusioni rassegnate nel proprio elaborato e delle dichiarazioni rese al dibattimento ed inoltre che le predette operazioni oggetto del suo esame consulenziale erano tutte ricostruibili e tali da escludere l'apporto di capitali di provenienza esterna al gruppo Fininvest”.
Memorabile il comunicato dell’ avv.Ghedini ,legale della Finivest di cui vale la pena citare qualche passaggio.
“La transazione dimostra inequivocabilmente l'assoluta infondatezza di ogni ipotesi di  illeicità o carenza di trasparenza dell'origine del denaro utilizzato per fondare la Fininvest. Denaro lecito, derivante da operazioni finanziarie tutte ricostruite fino all'ultimo centesimo.
La relazione di Giuffrida, infatti, e la tesi di possibili capitali mafiosi presenti nella costituzione dell'azienda non avevano finora ottenuto alcun esito processuale visto che l'indagine sull'origine della Fininvest già si era chiusa con un nulla di fatto.
Ma il lavoro di Giuffrida per anni ha alimentato le accuse mediatiche.
Berlusconi ha creato ricchezza e decine di migliaia di posti di lavoro in modo assolutamente corretto - continua Ghedini - Questo è tutto ciò che si evidenzia dopo anni e anni di inattendibili ricostruzioni.
 Oscuri giornalisti sono diventati famosi e analfabeti di ritorno sono diventati scrittori, diffamando Berlusconi in merito all'origine del suo patrimonio.
Molti, e fra questi anche politici di rilievo dell'attuale maggioranza, dovrebbero scusarsi per aver tentato negli anni passati di strumentalizzare vicende del tutto infondate. Solo la volontà e la pervicacia di Berlusconi hanno consentito di dimostrare la realtà e la verità dei fatti ma in questo paese, dove si diviene garantisti soltanto per difendere i propri amici, la coerenza è un mero auspicio e la decenza è del tutto inesistente.”
Adesso però sorge un altro problema,cosa racconteranno i “guitti&giacobini da operetta”, gli alfieri del “giacobinismo che produce vantaggi editoriali”,ovvero i vari Guarino,Gomez,Veltri,Travaglio, Luttazzi e chi più ne ha più ne metta, a tutti quei fessi che hanno creduto e continuano a credere ai loro teoremi e ricostruzioni parziali ?
Dopo le intere collane di libri, trasmissioni televisive, recital teatrali, pagine e pagine di giornali e periodici, sarebbe un vero delitto deludere la credulità di coloro che li hanno arricchito, e perdere così la “gallina dalle uova d’oro” ,con le facce di bronzo che si ritrovano, probabilmente si inventeranno qualcosa,che so tipo il Giuffrida impaurito dallo strapotere economico-legale della Fininvest che ha ceduto a indebite pressioni, ma loro invece no,erano,sono e rimarranno nel giusto.
Si accettano scommesse, non so a voi, a me se devo essere sincera, tutta questa gente presa per i fondelli da costoro, fa un misto di compassione e tenerezza.




28 luglio 2007

BASTA,ABBIATE PIETA' !

 Sembra che siano arrivati finalmente a destinazione i fascicoli del Gip di Milano Forleo, che chiede al parlamento l'utilizzazione delle intercettazioni telefoniche nell'inchiesta Unipol-BNL,intercettazioni che riguardano le conversazioni dei "compagni di merende" di Consorte&C, ovvero D'Alema,La Torre e Fassino, esponenti di primo piano dei Ds.
Tutti gli esperti sostengono che questa è l'estate più calda degli ultimi duecento anni, e con il caldo e l'afa meno ci si muove e meglio è, comprenderete quindi che io,e come me suppongo tantissimi italiani, non possiamo permetterci di passare questi mesi a ridere a crepapelle ascoltando e leggendo le "scomposte reazioni" e gli "indecorosi schiamazzi" con cui si difendono i DS, ne va della nostra salute.
Dopo che ieri Fassino ha dato il peggio, attaccando stampa, presidenza della camera e gip, e contemporaneamente autoassolvendo se stesso e i suoi sodali, credo si sia raggiunto il limite della comicità applicata alla politica,alla fine sono “costretti” a dire si all’utilizzo delle intercettazioni per evitare la gogna.
Bisogna chiedere che si proceda,altrimenti chiunque si potrà alzare in questi giorni e accusarci di tutto,a cominciare dai giornali di sinistra”,così D’Alema dalle colonne del corriere.
Il Gip Forleo è "stata costretta" a difendersi dicendo giustamente "rispondo solo alla legge",dagli attacchi a testa bassa degli esponenti diessini,che parlano di "attacco allo stato di diritto",di "sentenze preventive di colpevolezza",e di "minaccia per la democrazia"(Sic).
Ma chi credono di essere,Berlusconi?
Queste cose le può fare un Berlusconi,che ha combattuto e continua a combattere contro tutto e tutti, che ha il torto di essere il granello di sabbia,anzi il macigno che ha inceppato una macchina politico-mediatica-giudiziaria perfettamente lubrificata,ma non gli esponenti di una forza politica che ha fatto della "questione morale" la propria bandiera.
Sicuramente nel nostro stato di diritto vige la “presunzione di innocenza”, ma non si può pensare di “autoassolversi” dimostrando così che ci sono dei “presunti innocenti”, più innocenti di altri.
Eppure quando nel passato stampa,magistratura, e media hanno sconfinato buttando fango sugli altri, costoro si sono guardati bene dal prendere le distanze,anzi presi da sacro furore “forcaiolo e giustizialista” ci spiegavano che era bene così, il cittadino doveva essere informato sulle malefatte della classe dirigente.
Un ulteriore dimostrazione,casomai ce ne fosse ancora bisogno, del doppio pesismo,del garantismo a convenienza, dell’indignazione a giorni alterni, di cui sono capaci questi “moralisti senza morale”.
I miei lettori sanno come la penso sulla casta dei magistrati e sull’ordinamento giudiziario, e specificatamente sul Gip Clementina Forleo ,credo che sia un altro di quei magistrati in “crisi di autostima” che fanno di tutto per essere sulle prime pagine dei media ,autoelettasi “rappresentante della società civile” che magari vuole cambiare la società da dentro le istituzioni.
Per questo sostengo da un pezzo,a parte tutto il resto,che ai magistrati tutti, prima di essere ammessi in servizio bisogna effettuare i test psichico - attitudinali come qualsiasi altro impiegato o dirigente pubblico,ma di questo ne ho già parlato e ne parlerò sicuramente in seguito.
Dubito che ci possa essere qualcosa di “penalmente rilevante” in quelle intercettazioni, ma il tifo da stadio,il collateralismo, lo sponsoraggio e la “complicità morale” con furbetti&furboni del quartierino li giudicherà come sempre il popolo sovrano.
Basta con il vittimismo, basta cercare giustificazioni in complotti inesistenti, sono inchiodati dalle loro parole,una commistione impressionante tra politica e affari con i finanziatori delle loro campagne elettorali,se non si vergognano di questo dovrebbero farlo perlomeno per l’ostentazione di moralità con cui negli anni scorsi hanno condannato alla gogna chi era più innocente di loro.
Insomma compagni, non si può attaccare un magistrato dopo che per dei lustri si è predicato su "l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati" , che "gli atti e le sentenze dei magistrati si rispettano" e via dicendo, non è possibile predicare bene e razzolare male,soprattutto non è serio chiedere la pubblicazione integrale di quelle conversazioni dicendo "non abbiamo nulla da nascondere" e poi a pubblicazione avvenute parlare di "teoremi e complotti".
Spero che l’on.Violante spieghi ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" come scriveva sull'Unità nel 1992, in piena tangentopoli,e cioè "un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha dovere di dimettersi", e se ritiene ancora valido questo "convincimento morale", si faccia spiegare perchè sono ancora tutti insieme appassionatamente ai propri posti come nulla fosse.
Non mi dilungo oltre, spero abbiate cura della nostra salute, basta ridere, fa caldo…..e poi anche al ridicolo c’è un limite.

GARANTISTI? CERTO,MA SOLO QUANDO CONVIENE A LORO…..

NICOLA LA TORRE
Sebbene anche il vicecapogruppo dell'Ulivo sia al centro delle attenzioni giudiziarie sul caso Unipol, i suoi pensieri preoccupati sono tutti per «Massimo». E se davvero sui Ds si starebbe abbattendo la nemesi politica di Tangentopoli, Latorre ripete agli amici che colpirebbe la persona sbagliata: «Io c'ero a palazzo Chigi, quando D'Alema era premier e Bettino Craxi stava per morire ad Hammamet. Massimo si prodigò per il suo rientro ma fu fermato. E pur avendo una visione politica diversa, mai, mai gli ho sentito pronunciare giudizi morali contro il leader del Psi. Massimo era e resta un garantista».
(Corriere della Sera 26/07/2007)

MASSIMO D’ALEMA
Durante la conferenza stampa dopo l’incontro in camper, 1990:
“Mia moglie, quando ha saputo che avevo visto Craxi mi ha detto: disinfettati, prima di tornare a casa”.

Alla Repubblica, 10 gennaio 1993
Craxi se ne deve andare. Si può, si deve difendere come cittadino. La pretesa di trasformare il suo processo in un processo alla democrazia è folle, pericoloso, non lo salverà”[…] Questa battaglia sacrosanta per la moralizzazione non deve concedere nulla al qualunquismo anti-democratico, dobbiamo buttare l’acqua sporca, non il bambino

Il Mondo 16 novembre 1996:
“Craxi non è stato condannato perché era dirigente del PSI, ma perché c’è gente che ha raccontato: “Sono stato da lui e gli ho messo sul tavolo un miliardo”. E’ un leader politico con responsabilità penali specifiche. Vogliamo smetterla con questa storia? Ha preso i soldi Enimont e tre tribunali l’hanno condannato. Vittima lui? Ma de che? Se lei va a rubare un orologio d’oro qui davanti è chiaro che sarà messo in galera. Mica può andare da Amnesty International!

24 marzo 1994, all’Unità:
Berlusconi è lo sviluppo del craxismo, non la sua semplice prosecuzione. E’ il craxismo alleggerito del partito di massa. C’è quello stesso intreccio tra affari e politica senza neppure la mediazione democratica che era un elemento di freno. E’ la versione plebiscitaria del craxismo”.

Sull’avviso di garanzia a Berlusconi 1994
"Sfido Berlusconi a utilizzare il solo strumento che può consentire una seria verifica, le dimissioni"

PIERO FASSINO
E’ inutile che Speroni cerchi dei diversivi per occultare che l’alleanza della Lega con Berlusconi sta riciclando squalificati personaggi cresciuti e affermatisi in pieno craxismo. Quanto al fatto che Craxi sia ancora vicepresidente dell’Internazionale socialista, il Pds ha già sollevato la questione chiedendo al presidente dell’Internazionale, Pierre Mauroy, di trovare rapidamente una soluzione che elimini tale ambiguità”. (Ansa, 8 marzo 1994).

“La comunicazione di Mauroy (sulle dimissioni forzate di Craxi da vicepresidente dell’Internazionale Socialista, ndr) è stata accolta con favore da Piero Fassino, responsabile esteri del Pds: ‘E’ la naturale e logica conclusione di un’evidente incompatibilità che si era determinata tra la condizione personale di Bettino Craxi e l’incarico di vicepresidente dell’Internazionale socialista’”. (Ansa, 18 marzo 1994).

LUCIANO VIOLANTE

Sul primo governo Berlusconi, in un intervista a Panorama:
“Nessun paese moderno può tollerare di essere governato in questo modo, sembra il film degli ultimi anni del craxismo”.

Articolo per l’Unità su Craxi 1992
"un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha il dovere di dimettersi",

Sulla grazie presidenziale per far tornare Craxi da Hammamet, nel novembre 1999:
“Penso che in uno stato di diritto, l’imputato Craxi abbia gli stessi diritti di qualsiasi altro imputato; non di più, ne di meno. E su questo bisogna essere attenti”.

Nel libro “Contributo per l’identità della sinistra”:
Bettino Craxi è stato condannato con sentenze definitive, dalla magistratura della Repubblica attraverso diversi gradi di giudizio e si è potuto avvalere della difesa di eccellenti avvocati. Ha l’abitus mentale dell’esule, ma lo stato giuridico del latitante.

WALTER VELTRONI
8 giugno 1991, all’Unità
“[la contrarietà del Psi al referendum sulla preferenza] appare funzionale alla conservazione di un sistema che ha potato con sé il controllo mafioso del voto, i brogli, il correntismo esasperato. Il PSI dovrebbe interrogarsi sul suo isolamento dalle forze riformatrici

Luglio ’98, all’Espresso
“Difendendo Craxi, i suoi ex compagni difendono la loro memoria, ed è comprensibile dal punto di vista personale. Non è comprensibile, invece, la rimozione di ciò che è stato. Un paese serio non può dimenticare tanto facilmente il suo passato, Tangentopoli per intenderci, se non vuole che certi guasti si ripetano. Se alla fine scoprissimo che sul banco degli accusati ci sono i magistrati, e su quello degli accusatori la politica della prima Repubblica, saremmo di fronte a un capovolgimento dei ruoli inaccettabile”.

Su l’Unità 30 Aprile 1993
Un vergognoso “colpo di spugna” , la camera nega l’autorizzazione a procedere per Craxi,la DC e il PSI difendono i loro indagati.

FRANCESCO RUTELLI

A Repubblica 2 Dicembre 1993

Craxi? Lo vorrei in galera…..

Update 29/07/2007: Come non detto,non solo Violante non ha spiegato ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" ,ovvero "dimettersi solo con l'ombra di un sospetto" come predicava nel 1992,ma addirittura pretende che il parlamento esprima una mozione in cui si condanni la "mancanza di lealtà e l'abuso" da parte dei magistrati di Milano.
Insomma si all'autorizzazione a procedere,a patto che ci sia una mozione di condanna per i magistrati inquirenti.
E' davvero il mondo alla rovescia, "ridicoli buffoni".




27 luglio 2007

INTERCETTAZIONI,BERLUSCONI: VOTEREMO NO.

 Silvio Berlusconi ha rotto gli indugi, dicendo un no chiaro e forte alle autorizzazioni richieste dal giudice Clementina Forleo.
"Noi diremo no in aula all’autorizzazione per le intercettazioni, e lo faremmo con chiunque fosse il parlamentare interessato. Lo facciamo anche questa volta, quando i parlamentari interessati sono deputati di spicco della sinistra, perché riteniamo che non si debba procedere a questi interventi di uno Stato invasivo nella vita privata. Voglio ricordare che gli italiani, nel nostro paese, sono sottoposti a un sistema di controllo dei telefoni che non ha pari in nessuna democrazia del mondo. I controlli che vengono fatti in Italia sono numericamente dieci volte in più rispetto a quelli degli Stati Uniti, nonostante la popolazione americana sia molto superiore rispetto alla nostra".
Non si può andare avanti con questo Stato di polizia fiscale e burocratica. Basta con questo Stato che interviene troppo là dove dovrebbe essere estraneo, e invece fa troppo poco laddove dovrebbe essere presente per difendere, per esempio, i cittadini dagli attacchi della malavita, della microcriminalità o della criminalità organizzata.
"Qui nessuno è più libero di parlare, anche telefonate che non hanno nulla a che fare con la politica vengono controllate. Questi sono principi fondamentali per uno Stato liberale, noi restiamo su questi principi anche se oggi riguardano dei competitor - appunto D’Alema e Fassino - per noi non cambia nulla".
"Io rispondo ai nostri principi, e i nostri principi ci dicono che questo sistema di intercettazione non può essere accettato. Voteremo no all’uso delle intercettazioni telefoniche, perché è la nostra posizione, nota da sempre. Riteniamo che deve essere fortemente tutelata la libertà dei singoli cittadini e la loro sfera privata: non ha nessuna importanza che in questo momento ci siano D’Alema e Fassino che possono essere favoriti. Noi pensiamo che la magistratura deve poter intervenire con i suoi mezzi, anche con le intercettazioni, ma vorremmo che fossero consentite soltanto quando i magistrati indagano su reati per cui sia prevista una pena minima edittale di 10 o 15 anni. Altrimenti si arriva davvero a uno Stato di polizia dove nessuno è più libero di parlare con nessun altro, comprese le telefonate personali".
26/07/2007

E' proprio quello che mi aspettavo,così parla chi garantista lo è sempre stato,chi è garantista a 360 gradi.
Mi sarei meravigliata del contrario, principi e valori non sono negoziabili e devono valere per tutti D'Alema e Fassino compresi naturalmente.
Valori e principi che non possono soggetti alle circostanze,agli umori del momento e al vento che tira,il "garantismo a convenienza", "l'indignazione a giorni alterni",e il "doppio pesismo" lasciamolo ai D'Alema e ai Fassino di turno.
E poi il politico ha delle garanzie e delle immunità previste dalla costituzione proprio perchè possa esercitare senza nessun tipo di condizionamento il suo mandato,ci mancherebbe che un qualunque magistrato,credendo magari di rappresentare la società civile o che è in crisi di "autostima" perchè il suo nome non compare sulle prime pagine dei media,o che si mette in testa di cambiare la società da dentro le istituzioni,possa condizionare l'attività di qualunque politico e di qualunque partito.
Senza contare che potrebbe trattarsi di un "disturbato mentale", cosa non del tutto improbabile visto che a tutt'oggi i magistrati non sono soggetti ai test "psichico attitudinali" come tutti gli altri impiegati e funzionari pubblici.
Questa deriva è già successa una volta,con i risultati che tutti conosciamo.
Per questo esiste la separazione tra il potere politico e quello giudiziario.





26 luglio 2007

L'EUROPA CORRE,L'ITALIA AL PALO.

Il fondo monetario internazionale rivede al rialzo le stime di crescita dell'economia mondiale e europea,ma non dell'Italia.
In particolare la stima di crescita per Eurolandia è del 2,6% per l'anno in corso,l'Italia rimane fanalino di coda tra i grandi paesi industrializzati con una crescita del 1,8% nel 2007 e del 1,7% nel 2008.
In pratica si rischia seriamente di peggiorare il trend di differenza che ci separa dall'Unione Europea,che è rimasto invariato negli ultimi dieci anni.

1996-2000 MEDIA PIL UE  2,80% MEDIA PIL ITALIA  1,90%  DIFFERENZA -0,9%
2001-2005 MEDIA PIL UE  1,54% MEDIA PIL ITALIA   0,70% DIFFERENZA -0,8%
2006         MEDIA PIL UE  2,70%             PIL ITALIA  1,90% DIFFERENZA -0,8%
Dati Eurostat

Intanto la "zavorra" di governo che ci ritroviamo prosegue nella politica degli annunci,dopo aver offerto un cappuccino al giorno ai pensionati,  favoleggia di nuovo di riduzione delle tasse e nuovi tesoretti(Sic), mentre contemporaneamente si richiede urgentemente l'approvazione di una nuova tassazione delle rendite finanziarie, e non si conosce ancora in che modo saranno finanziati 21 miliardi di nuove spese previste per il 2008,ma questa non è una novità,non a caso si è battuto ogni record di spesa pubblica che è arrivata dopo oltre 10 anni a superare il 50% del PIL.
Si continuerà dunque con la sola politica possibile con questo governo,ovvero quella del "tassa e spendi".



25 luglio 2007

RIFORMISTI ALL'AMATRICIANA

Il candidato alla guida del Partito Democratico,Walter Veltroni ci avvisa che la democrazia italiana è malata(Sic),per fornire al paese "istituzioni nazionali forti, e un "sistema politico adeguato" propone dieci "riforme costituzionali" e istituzionali per risolvere la "crisi del sistema".
La ricetta di Veltroni parte dal Parlamento: superare il bicameralismo perfetto (la Camera resta assemblea politica, il Senato rappresenta le autonomie locali) e ridurre il numero dei parlamentari.
Quanto alla forma di governo, Veltroni sceglie il "premierato sul modello europeo". Dunque "rafforzamento dei poteri del primo ministro" (con potere sostanziale di nomina e revoca dei ministri) compensato da nuove e più incisive garanzie per la minoranza.
E ancora "legge elettorale per ridurre la frammentazione e consentire al governo di attuare il suo programma" e "corsia preferenziale in Parlamento per i disegni di legge del governo".
Ciliegina sulla torta il federalismo: Veltroni chiede di attuarne "gli aspetti più innovativi", di accelerare sul fronte fiscale e di consentire "forme particolari di autonomia che possono avvicinare le Regioni a statuto ordinario alle autonomie speciali".
C'è da rimanere basiti, si ricalca più o meno pari pari la riforma del centrodestra bocciata dal referendum un anno fa,che lo stesso Veltroni avversava.
Possibile che quella che veniva etichettata come "anticamera di un regime autoritario","esautorazione del parlamento"e "onnipotenza del premier" adesso diventa la panacea di tutti i mali?
E' vero che da sempre i "trinaricuti" come nella migliore tradizione comunista,hanno la rara capacità di cambiare posizione a seconda delle proprie convenienze,ma questo mi sembra francamente troppo,non è che dovremo vedere nelle piazze Fini,Bossi,Berlusconi e Casini al grido di "salviamo la costituzione"?
E' inutile,se non si complicano la vita non sono contenti, che bisogno c'è di tentare di far passare come "il nuovo che avanza", uno come Veltroni che andava a Berlino Est ai festival della gioventù comunista ad applaudire i tetri e sanguinari burocrati di Breznev o che il 24 febbraio 1974 organizzava una formidabile manifestazione intitolata: Togliatti con noi. Nel nome di Togliatti le lotte dei giovani per la pace, la libertà, il socialismo,quando per un programma come questo basta e avanza un Calderoli qualsiasi?




24 luglio 2007

PIU' DELINQUENTI PER TUTTI.

Uno dei marocchini arrestati a Perugia era approdato in Italia mescolato ai tanti disperati che affollavano una carretta del mare. Fra pochi giorni, grazie al governo Prodi, quelli come lui si potranno risparmiare soldi e fatica. Sarà sufficiente che dichiarino di entrare in Italia “per visita, turismo, studio o affari”; che dimostrino di avere in tasca 269,6 euro; che promettano di non fermarsi per più di cinque giorni. Poi, liberi di andare dove vogliono, di cambiare identità, di nascondersi, di trovare facile riparo nella rete di protezione del terrorismo o della malavita. Tanto, chi li cercherà più?
E’ il risultato della prossima applicazione della legge 68 (attenzione, nulla a che fare con la Amato-Ferrero in rampa di lancio) le cui modalità attuative saranno varate a giorni. Per intanto, come ci svela Libero, fin dal 4 giugno il ministro Amato aveva spedito a prefetture, questori e posti di frontiera un “telegramma urgentissimo” per preannunciare il “tutti dentro” della legge 28 maggio 2007, con la nuova “disciplina dei soggiorni di breve durata degli stranieri per visite, affari, turismo e studio”. Grazie alla quale non c’è più obbligo di richiedere il permesso di soggiorno.
Se l’applicazione è slittata si deve soltanto alla proverbiale inefficienza della macchina statale, incapace di rendere disponibili da subito i moduli di autocertificazione.
Con questo provvedimento l’Italia si conferma il ventre molle di Schengen, la porta spalancata dell’Unione Europea all’ingresso dei clandestini e, con essi, dei terroristi e dei malavitosi. Vedremo cosa ne dirà l’Europa, visto che “lo straniero titolare di un visto nel territorio di uno dei Paesi contraenti circola nel territorio di tutti”.
La legge 68, d’altronde, è il naturale approdo di una deriva ideologica unica nel mondo occidentale e della quale il governo Prodi, più che mai ostaggio della sinistra massimalista, si fa portabandiera. Abbiamo una magistratura, è storia di ieri, che archivia un’inchiesta di terrorismo negando validità di prova alla “black list” stilata dall’Onu e dal Consiglio d’Europa sui finanziatori del terrore; ultima di una raffica di sentenze che hanno delegittimato inchieste e arresti. Abbiamo un ministro dell’Interno che fa l’elogio del burka. Abbiamo un governo che offre legittimità di rappresentanza a quell’Ucoi i cui rappresentanti si affrettano a difendere l’imam della moschea di Pontefelcino, senza una sillaba di condanna per le sue parole di odio, gli inviti ai bambini musulmani a spargere il sangue di altri bambini.
Il governo che si prepara ad assestare l’ultimo colpo di maglio alla legge Bossi-Fini ha ormai messo in coda ai suoi interessi la sicurezza dei cittadini e la convivenza civile. I provvedimenti di legge seguono ormai una deriva esclusivamente ideologica. Come dimostra il sondaggio del Ministero dell’Interno sull’immigrazione. La sinistra vorrebbe accelerare l’integrazione, accorciando i tempi per la riconoscimento della cittadinanza italiana? Ebbene, il 50% degli immigrati non è interessato, vorrebbe solo i vantaggi del “welfare”. Dice un immigrato, che si dimostra molto più intelligente di chi ci governa: “Come faccio a sapere dopo solo 5 anni che voglio restare in un Paese?”. La risposta la lasciamo a Prodi, Amato, Ferrero e compagni.

24/07/2007

Thanks a Potere Sinistro

Questi sono degli irresponsabili,hanno già spalancato le frontiere a chiunque abbia voglia di deliquere,dagli spacciatori di droga ai terroristi islamici, dai ladri di appartamento agli stupratori,tutti costoro ufficialmente soltanto in "visita" nel nostro paese.
Migliaia e migliaia di disperati e quindi potenziali delinquenti che "lavoreranno" in proprio o saranno arruolati al servizio della criminalità nostrana e internazionale.
Quanti nostri connazionali  vittime ci vorranno per aprire gli occhi e far funzionare il cervello?
Tra qualche mese le Banlieu francesi faranno sorridere in confronto a cosa succederà in Italia.
E meno male che si era detto che la legalità non è ne di destra ne di sinistra ma un "valore condiviso" (Sic).
Povera Italia.






23 luglio 2007

OPERAI E DIPENDENTI PRIVATI VOTANO CDL.

Un sondaggio effettuato dall' Ipsos per il Sole24ore rivela che tra i lavoratori dipendenti di aziende private e quelli di aziende pubbliche di secondo livello,solo tre su dieci voterebbero per l'attuale esecutivo.
Ma il dato più eclatante riguarda il cambio di opinione e intenzione di voto che è di proporzioni eccezionali,poco più di un anno fa,esattamente a marzo 2006,il 29% dichiarava di aver fiducia nella CDL,adesso la percentuale è salita al 48%,coloro che dichiaravano di aver fiducia nell'Unione erano il 42% scesi adesso al 32%.
La cosa non mi meraviglia più di tanto, la sinistra radicale è troppo occupata a difendere le sue poltrone,i DS invece si occupano da un pezzo di merchant bank,alta finanza e scalate bancarie.
Non sarei affatto sorpresa se nel nascente Partito Democratico, i "proletari del quarto stato" raffigurati nel celebre dipinto di Pelizza da Volpedo,venissero sostituiti da "ingegneri tangentisti rei confessi" e da "illustri calzolai".
Non solo dunque i lavoratori autonomi  e le partite Iva, anche i dipendenti, manifestano la loro ostilità e la loro delusione per il governo della sinistra,senza contare che 7 imprenditori su 10 bocciano senza appello la politica economica e fiscale di questo governo.
Insomma non ci sono pregiudizi di classe o località,questo governo non piace a nessuno.




23 luglio 2007

SOLIDARIETA’… MA DE CHE?

Continuo a non capire, leggo che Prodi ha "telefonato" al vicepremier Massimo D'Alema e al segretario dei Ds Piero Fassino. Nel corso della telefonata, Prodi ha espresso solidarietà ai due esponenti dei Ds per le vicende legate alle intercettazioni telefoniche del caso Unipol.
Tutto qui, ora a parte il fatto che suona un tantino strano che Prodi si ricordi soltanto oggi di solidarizzare dopo che la vicenda è da giorni su tutti i media,non sarà per caso che gli avranno ricordato di spendere qualche parola a loro favore vista la immediata,anche qui ,solidarietà, espressa al presidente del consiglio dopo l'avviso di garanzia della procura di Catanzaro?
E poi solidarietà di che? per non essere riusciti nelle "scalate bancarie" o per le intercettazioni delle telefonate apparse sulla stampa?
Solidarietà per l'accusa di "aggiotaggio", "insider trading" e complicità in un "disegno criminoso di ampia portata" o per la "merchant bank" sfumata?
Un pò di chiarezza che diamine,altrimenti il povero cittadino non si raccapezza più.
E poi perchè soltanto a D'Alema e Fassino? e al povero La Torre niente solidarietà?
Solo perchè in quelle telefonate dice che "Fassino non capisce un cazzo" ? ma questa è una cosa che in tanti pensano,io compresa,ed è bello ogni tanto "avere delle conferme".
Niente solidarietà nemmeno per Consorte eppure "faceva sognare". . . . .
E per i Grillo,Cicu e Comincioli? niente nemmeno per loro,forse perche sono di Forza Italia e non sono segretari,vicesegretari e ministri.
Eh ma non ci si comporta così, un po di solidarietà non si nega a nessuno.
Il tutto mentre Di Pietro e Mastella litigano per l'ennesima volta accusandosi a vicenda di "muoversi al di fuori della costituzione",il sen.Salvi DS,che invita a votare si alle richieste del Gip Forleo, e Luciano Violante chiede che: " qualcuno si occupi di vedere cosa accade nel tribunale di Milano"(SIC), chissà perchè quando lo chiedeva Berlusconi parlava di "attentato all'indipendenza della magistratura".
Insomma è una second life,in piena regola,non so voi ma io sto ridendo come una matta.
Telefonate 1 , Telefonate 2 ;




22 luglio 2007

IL MONDO ALLA ROVESCIA.

Non ci capisco più nulla, dopo l'iscrizione di Prodi nel registro degli indagati del tribunale di Catanzaro, e dopo la richiesta del Gip di Milano,Clementina Forleo di utilizzare le intercettazioni telefoniche dei politici coinvolti  nelle "scalate bancarie" ,sono rimasta basita nell'ascoltare e  leggere le reazioni e le dichiarazioni dei soggetti coinvolti a vario titolo nelle inchieste.
Il portavoce di Prodi,Sircana chiede "rispetto" per il "presidente del consiglio" che si autoassolve  e  si dichiara "estraneo ai fatti" contestati, urge una cura di fosforo per questi signori, di rispetto ne hanno avuto quanto ne volevano,nessuno infatti si è sognato di chiedere le "dimissioni perchè lui non è un cittadino qualunque", come è successo a qualche altro presidente del consiglio in passato, e allora di che si lamentano?
I DS invece parlano di "teoremi e complotti", di "ricostruzioni forzate" di "condanne preventive" e udite udite, chiedono "l'intervento del CSM", naturalmente con i vari D'Alema,Fassino,La Torre&C che protestano la loro "estraneità ed innocenza".
Sbaglio o sono gli stessi che fino a ieri, parlavano di "rispetto per il lavoro,le decisioni e l'autonomia dei magistrati" (Sic)?
E per finire Mastella in qualità di ministro della giustizia, minaccia "azioni ed ispezioni" , e ciliegina sulla torta anche Bertinotti oggi ha avuto da ridire sul Gip Forleo criticando la "fuga di notizie".
Davvero non so più che pensare o è il mondo alla rovescia o siamo su second life.
Suvvia,questi atteggiamenti lasciateli a Berlusconi che li ha nel suo DNA, perchè costretto da quando è "sceso in campo" a combattere contro tutto e tutti,perchè gli volete togliere l'esclusiva?
Da chi invece per una vita, ha "campato" sulle disgrazie giudiziarie altrui ci si aspetta bon ton e senso della misura,anche al ridicolo c'è un limite.




21 luglio 2007

L'INTEGRITA' MORALE DI FASSINO.

Il Gip di Milano Clementina Forleo titolare del fascicolo sulle intercettazioni dei politici nei casi Unipol e Antonveneta ha presentato le ordinanze al Parlamento relativamente a 68 telefonate su 73 a disposizione dei magistrati,per valutarne l'utilizzabilità ai fini dell'inchiesta.
 Sei i nomi dei politici che ricorrono nelle due ordinanze depositate dalla Forleo. In quella che riguarda più specificatamente la vicenda Antonveneta, le telefonate intercettate riguardano il senatore Luigi Grillo (Fi). Nella seconda ordinanza, quella relativa a Bnl e alla società editrice Rcs, le conversazioni per cui si chiede il via libera al Parlamento riguardano Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre (tutti e tre Diessini), Salvatore Cicu e Romano Comincioli (entrambi di Forza Italia).
Sarà proprio il placet del Parlamento a rendere possibile la procedibilità penale nei confronti di suoi membri , inquietanti interlocutori di numerose di dette conversazioni soprattutto intervenute sull'utenza in uso al Consorte , i quali all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti nè personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata.
Questo scrive la Forleo in uno dei passaggi delle ordinanze.dove si ipotizzano i reati di "aggiotaggio" e "insider trading" per alcuni dei sei parlamentari coinvolti nelle "scalate bancarie".
Naturalmente tutti protestano innocenza e buona fede,ma questo è film già visto, così come non meraviglia il fatto che Mastella si prepari ad acquisire le ordinanze per controllarne la formale correttezza.
Del resto sono convinta anche io che la questione finirà in una bolla di sapone,ma intanto se ne parlerà a iosa e per diverso tempo.
Eh si, perchè il Gip Clementina Forleo fa parte a pieno titolo di quella particolare categoria di magistrati,che avuto come capi scuola i vari Spataro,Bocassini,Davigo,Colombo,Borrelli ecc. ed è proseguita sino ad oggi con i vari De Magistris,Woodcock,e appunto Forleo,giusto per citarne qualcuno.
Si tratta di una particolare "specie" di magistrato,che al posto di occuparsi di  reati sul serio e dimostrare in qualsiasi occasione fuori dalle aule e non,come prevede il codice deontologico equità,imparzialità e professionalità, sono in  crisi di "autostima"  perchè non appaiono sulle prime pagine dei media o non fanno nulla per meritarsi un ispezione ministeriale,e si autoeleggono "rappresentanti della società civile"(Sic), perchè vogliono "cambiare la società da dentro le istituzioni" ecc. ecc.
Tutto il contrario dunque da quello che ci si aspetta da un magistrato, tenuto conto della delicatezza del ruolo che ricopre.
Forse non aveva tutti i torti Umberto Bossi quando affermava che  a taluni magistrati bisognerebbe "raddrizzare la schiena".
Tornando al caso odierno tra le tante dichiarazioni in merito alla vicenda mi ha sorpreso quella di Di Pietro: "Non vi è alcun dubbio sul fatto che noi dell'Italia dei Valori voteremo in Parlamento a favore dell'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche trasmesse dal gip Forleo", aggiungendo che "quello che mi lascia perplesso, però, è l'affermazione perentoria e indicativa di responsabilità nei confronti di specifici soggetti politici prima che essa venga accertata. Mi riferisco in particolare al segretario dei Ds Piero Fassino sulla cui integrità morale mi sentirei, come mi sento, di mettere la mano sul fuoco".
Tutto qui,ma perchè solo Fassino? e perchè no D'Alema?
La prima cosa che mi viene in mente è perchè D'Alema non si è mai degnato di rispondere insieme a Veltroni alle lettere aperte,riprese da tutti i media, che  Di Pietro sottopose ai due in data 10/10/2000 chiedendo tra le altre cose,dopo l'accertamento di finanziamenti illeciti coperti dalla prescrizione: "a quale piano e a quale stanza  bussavano Gardini e Panzavolta quando portavano miliardi a Botteghe Oscure"?
Risposta che non c'è mai stata, altrimenti Di Pietro avrebbe " messo la mano sul fuoco" anche sull'integrità morale di D'Alema, o non è così?




20 luglio 2007

PENSIONI: UN PASTICCIO STUPIDO

 La montagna ha partorito il topolino, così si può sintetizzare l’accordo faticosamente raggiunto la notte scorsa dopo mesi di estenuanti e ridicole trattative tra il governo le varie anime del centrosinistra e i sindacati.
L’ammorbidimento dello scalone e non la sua “eliminazione” ,che prevede un sistema di “scalini” e quote ed un costo secondo il ministro del lavoro Cesare Damiano  pari a 10 miliardi di euro in dieci anni se va bene, non accontenta nessuno,e soprattutto produce iniquità nei confronti delle giovani generazioni che dovranno accollarsi questa nuova voragine del sistema previdenziale italiano.
Una concertazione “fittizia” fatta soltanto con la “trimurti sindacale” e nessun altra categoria sociale , a cui non è parso vero,poter ancora un volta , difendere rendite di posizione e diritti acquisiti,ignorando come sempre coloro che non hanno diritti e forse sarà assegnata loro una pensione quando saranno già al cimitero.
L’Unione Europea,OCSE,FMI e agenzie di rating sono già in allarme e chiedono chiarimenti esaustivi al governo sulle pensioni, i mercati probabilmente non premieranno certo questo pasticcio,siamo l’unico paese in Europa dove l’età pensionabile viene abbassata,anziché il contrario,tenendo conto dell’allungamento della vita media.
Intanto moderati e centristi della maggioranza esprimono “dubbi e riserve” sull’accordo, mentre dalla sinistra radicale rullano già i “tamburi di guerra” ,i comunisti italiani si dicono “profondamente delusi” ,Rifondazione Comunista attraverso il segretario Giordano parla di “giudizio negativo” e di voler lavorare in parlamento per il “superamento effettivo dello scalone”(Sic), e i rappresentanti dell’ala “dura e pura” del partito,i senatori Cannavò e Turigliatto dichiarano di voler contrastare in ogni modo questo accordo che sarà respinto anche se su di esso verrà posta la fiducia.
Semplicemente ridicoli Fassino e Padoa Schioppa,il primo che parla di “riforma equilibrata e moderna” , il secondo addirittura spiega che la “riforma è a costo zero” , soltanto perché le risorse saranno trovate all’interno del “sistema previdenziale”.
Io mi chiedo e vi chiedo, è giusto sperperare dieci miliardi e metterli sul groppone delle nuove generazioni  per permettere a circa 250.000 lavoratori dipendenti di lavorare un anno o due in meno perché di questo si tratta?
Non sarebbe stato molto più equo utilizzare una parte di queste risorse per il welfare  e per dare qualcosa di più che un “cappuccino al giorno  ai pensionati con bassi redditi?
Non sarebbe stato molto più equo far lavorare al massimo due anni in più i lavoratori dipendenti che maturano il diritto alla pensione a 58 anni e utilizzare queste risorse a “copertura” del sistema previdenziale per gli anni futuri?
Insomma si è perso completamente il senso del ridicolo,davvero un bel risultato.




19 luglio 2007

ALITALIA:MA NON ANDAVA TUTTO PER IL MEGLIO?

 Quanto sono diverse le note dolenti che oggi accompagnano la marcia funebre per Alitalia da quelle che, negli ultimi sei mesi, avevano gonfiato i polmoni dei “tromboni” del governo.
Chissà se Padoa Schioppa, quello che ha dichiarato di viaggiare con la compagnia EasyJet, ricorda di avere definito “perfetta” la gara per la vendita di Alitalia.
Chissà se il ministro Bianchi è ancora d’accordo con il suo sosia, che affermò di avere evitato la svendita a 500 milioni mentre “oggi chi vuole Alitalia dovrà sborsare almeno 1,5 milioni e metterne in conto altrettanti per farla marciare”.
Chissà, infine, se Prodi è lo stesso premier che si era impegnato a “mettere in gioco i rapporti internazionali e la credibilità che ha il governo”. Se lo ha fatto, non gli resta che prendere atto che i “rapporti internazionali” non ci sono e che la “credibilità del governo” è pari a zero. Ma non lo farà: per ora, da quel che sappiamo, sta “riflettendo”.
In questi sei mesi Alitalia ha bruciato oltre 300 milioni di euro e ogni giorno ne butta nella fornace un milione e mezzo. Nel 2006 le sue perdite sono state superiori a quelle complessive di tutte le compagnie aeree del mondo. In questi sei mesi sono tutte tornate all’attivo e solo le vele di Alitalia non sono state gonfiate dal vento della ripresa economica.
Prodi e Padoa Schioppa, per loro stessa ammissione, hanno impegnato in questa partita la loro “credibilità”. I casi sono due: o non c’era, oppure l’hanno definitivamente perduta.
La gara è fallita perché, in realtà, non c’è mai stata. La strombazzata “apertura al mercato” era contraddetta in termini dai vincoli antieconomici che accompagnavano il bando: garanzie occupazionali, contratti di lavoro e di fornitura intoccabili, nessuno scorporo di rami d’azienda, mantenimento di gran parte delle rotte e via dicendo.
E’ finita la gara-farsa”. Lo dicono i sindacati, gli stessi che paventano la perdita di 20mila posti di lavoro nello stesso giorno in cui lasciano a piedi decine di migliaia di passeggeri, regalandoli alle altre compagnie.
E’ finita la gara degli errori”. Lo leggiamo sull’Unità, fino a ieri cassa di risonanza delle avventurose dichiarazioni di Prodi, Padoa Schioppa, Bianchi e compagnia bella sui fulgidi destini della compagnia di bandiera e sullo straordinario successo delle “manifestazioni di interesse” di tanti acquirenti, che uno alla volta si sono dissolti come i “dieci piccoli indiani” di Agatha Christie.
E’ finita la gara che non c’è mai stata. Perché figlia, come tante promesse di questo governo che non c’è, delle contraddizioni politiche dell’Unione. E’ L’Unità a confermarlo: “Diciamo che il governo, per non aprire nuovi fronti di contestazione al suo interno e nella sua maggioranza, ha fatto in modo che il mercato, mandando deserta l’asta, dichiarasse insostenibili le condizioni che si erano volute inserire nel bando di gara”.
L’accusa non viene dal centrodestra, ma dal quotidiano “fondato da Antonio Gramsci”. Il quale ci dice, pari pari, non solo che la gara era finta, ma che il suo obiettivo era proprio il fallimento. Con il lodevole intento, sulla pelle della compagnia di bandiera e di 20mila lavoratori, di far guadagnare tempo al governo e di disinnescare una delle tante bombe che rischiavano di minarne la coesione (che non c’è). Se lo dice L’Unità, chi siamo noi per contraddirla?

Avevano detto: tutto va per il meglio

Prodi:
“L’alleanza di Alitalia” con un partner straniero “deve essere guidata politicamente. Metterò in gioco i rapporti internazionali e la credibilità che ha il governo”. (10/10/2006)
“Avevo promesso che avrei fatto presto. E oggi abbiamo adempiuto alle promesse”. “Io sono veloce”. (5/12/2006)
“Abbiamo fatto una proposta al mercato seria, come Dio comanda e accolta con serietà dagli operatori”. (8/12/2006)
“Sono soddisfatto delle domande presentate, era stato detto che il bando poneva troppe condizioni e che nessuno si sarebbe presentato. Io avevo ribadito che era un bando serio, in cui semplicemente chi si proponeva di acquistare Alitalia doveva avere risorse e programmi di alto livello”. “Il numero di coloro che si sono presentati è elevato. Mi auguro che ci siano anche programmi di alto livello. Intanto la prima fase è stata ben superata”. (30/01/2007)
“Un ottimo esempio di trasparenza e correttezza”. (8/05/2007)
Damiano:
“Prodi sta agendo, lasciamolo agire”. (18/10/2006)
Bianchi:
“Tutto sta andando per il meglio”. (14/02/2007)
“Se avessimo venduto Alitalia l’estate scorsa non avremmo incassato più di 5-600 milioni, oggi chi vuole fare quest’operazione deve sborsare almeno 1,5 miliardi per l’acquisizione e metterne in conto altrettanti per farla camminare per bene”. “Intanto perché siamo partiti da una condizione in cui nuvole di cornacchie dicevano che non si sarebbe presentato nessuno”. (12/04/2007)
“Sono dati incoraggianti per la fase conclusiva. Siamo ormai all’ultimo miglio”. (12/06/2007)
La gara per la privatizzazione di Alitalia, ha rassicurato Bianchi a margine dell’assemblea di Confitarma “sta andando avanti come previsto, abbiamo tutte le migliori intenzioni di farla finire bene, quindi non vedo rischi”. “E’ inutile fasciarsi la testa siamo sicuri di non rompercela”. (5/07/2007)
“Non c’è sentore” di un eventuale rischio di fallimento nella gara. “Si sta andando avanti come previsto, noi abbiamo tutte le migliori intenzioni di farla finire bene, quindi non vedo rischi”. (5/07/2007)
L’ipotesi di una liquidazione di Alitalia “penso che sia l’ultima tra le ipotesi sul tavolo”. (18/07/2007)
Padoa Schioppa:
“Volo Easyjet e mi trovo benissimo”. (4/07/2007)


Thanks a potere sinistro




19 luglio 2007

QUELLI CHE HANNO FATTO LA STORIA.

 Simbolo dell'italianità, Garibaldi è visto dal 92% degli intervistati come un uomo coraggioso, patriottico ed eroico (90%). Tra le virtù gli si riconosce la tenacia (91%) e l'onestà (85%). Nessun difetto dunque? Forse solo uno: il 41% lo ritiene un po' megalomane, ma nessuno è perfetto. Inoltre, nonostante le aspirazioni federaliste del Nord Italia, per il 62% degli intervistati Garibaldi, contribuendo all'unificazione del paese, ha agito "per il bene del popolo": il 14% dice di non sapere dare una risposta, il 6% è convinto che fosse mosso da mire puramente personali, mentre il 18% dice che ha agito a favore delle istituzioni.
Nella classifica di chi ha più contribuito alla storia d'Italia stilata da Assirm, tra personaggi risorgimentali e contemporanei un solo politico 'praticante' dell'Italia di oggi è riuscito a fare breccia: Silvio Berlusconi, che si è guadagnato un soddisfacente ottavo posto tra Sandro Pertini e Leonardo da Vinci. Subito dopo Garibaldi (46,4%), si trova Benito Mussolini (15,5%) seguito da Giuseppe Mazzini (13,4%) e Camillo Benso di Cavour (12,8%). Tra i 'contemporanei' Giovanni Paolo II (9,3%), seguito per l'8,6% da Alcide De Gasperi e Sandro Pertini (5,5%). Poi Silvio Berlusconi, all'ottavo posto e indicato dal 5,4% degli intervistati, seguito da Leonardo Da Vinci (4,8%) e Dante Alighieri (3,8%).
(Apcom)

Beh davvero c'è poco da commentare, due cose risaltano in questa notizia :" la prima è che Silvio Berlusconi è l'unico politico contemporaneo già inserito nella top ten di quelli che hanno fatto la storia d'Italia,l'altra è che non c'è nessuna traccia degli altri attuali protagonisti della "politica politicante".
C'è ancora da dire che questi sono  i risultati del progetto di ricerca su Garibaldi creato da Assirm, l'associazione degli istituti di ricerche di mercato e ricerca sociale, in collaborazione con l'Istituto internazionale di studi Giuseppe Garibaldi. Due le ricerche quantitative alla base del progetto: la prima condotta attraverso 1.002 interviste ad un campione rappresentativo di italiani over 15, la seconda ad un campione rappresentativo di 2.180 italiani dai 14 anni in su.
Sono convinta che Berlusconi presto sarà ancora più in alto in questa speciale classifica,mi chiedo cosa aspettino Veltroni,Fassino,Rutelli&C ad inserirlo nel "Phanteon" del partito democratico,sicuramente ne guadagnerebbero come "immagine" e "fonte di ispirazione".





19 luglio 2007

ECCESSO DI RIBASSO.

Nessuna buona nuova dall'ultimo sondaggio sulla fiducia al governo pubblicato da Repubblica,continua il crollo del sostegno a Prodi e all'esecutivo, solo il 35% dei cittadini nutre ancora qualche fiducia nel governo,mentre viene sonoramente bocciato dal 65%, in pratica da 2 italiani su 3.
I numeri parlano chiaro,la perdita di fiducia è inarrestabile, e non si intravede nulla che possa fare presagire neppure un parziale recupero.
Si può tranquillamente affermare senza tema di essere smentiti che,se l'attuale governo fosse quotato in borsa,il titolo sarebbe sospeso per "ECCESSO DI RIBASSO".




18 luglio 2007

PORTATE I LIBRI IN TRIBUNALE.

Anche Air One, la compagnia aerea italiana che fa capo a Carlo Toto, annuncia il suo ritiro dalla gara per la privatizzazione di Alitalia.
E così l'ultimo concorrente rimasto nella gara per la privatizzazione ha gettato la spugna, costretto a suo dire dagli eccessivi vincoli del contratto,penalizzanti per l'acquirente.
Mentre il titolo crolla in borsa,e l'Unione Europea ribadisce un no deciso agli "aiuti di stato", dal governo fanno  sapere che stanno valutando tutte le ipotesi.
Se cambiano le condizioni Air One potrebbe anche rientrare all'ultimo momento,ma questa sembra un'ipotesi piuttosto remota,anche se tecnicamente ancora realizzabile da qui al 23 luglio,data di scadenza del bando.
Altrimenti non rimane altro che convocare l'assemblea straordinaria dei soci per la messa in liquidazione della società, e portare i libri in tribunale,il che sarebbe sicuramente meglio sia per i fornitori che per i lavoratori,che sarebbero tutelati più che da "una svendita" di favore a qualche "amico del governo".
Anche i sindacati parlano di "risultato scandaloso",qualcuno dovrà spiegare,a cominciare dal ministro dell'economia,perchè si sono persi tanti mesi senza alcun risultato.
Si prevede un'estate caldissima nel settore del trasporto aereo.




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permalink | inviato da Aurora86 il 18/7/2007 alle 17:11 | Versione per la stampa


18 luglio 2007

D'ALEHAMAS.

 Non si può regalare ad Al Qaida un movimento rappresentativo del popolo palestinese come Hamas: lo ha affermato ieri sera il ministro degli Esteri Massimo D’Alema intervenendo alla Festa dell’Unità di San Miniato. «È sbagliato regalare ad Al Qaida movimenti come Hamas e Hezbollah - ha spiegato -. Hamas si è reso protagonista di atti terroristici, ma è anche un movimento popolare: per l’Occidente democratico non riconoscere un governo eletto democraticamente, magari mentre andiamo a braccetto con qualche dittatore, non è una straordinaria lezione di democrazia».
Secondo D’Alema, invece, «Hamas è una forza reale che rappresenta tanta parte del popolo palestinese», e per questo motivo «è interesse della comunità internazionale - ha concluso - evitare di spingere questi movimenti nelle braccia di Al Qaida».
Chissà come mai l'Unione Europea,L'ONU e tutti gli altri organismi internazionali non ci hanno ancora pensato, del resto basta essere eletti democraticamente per essere riconosciuti dalla comunità internazionale,che poi insieme a questo si possa essere anche terroristi è un fatto assolutamente secondario,che l'Unione Europea inserisca Hamas tra i gruppi terroristici è un dettaglio,che strano concetto della democrazia.
Nessuna meraviglia comunque,forse anche per questo in Italia i terroristi abbondano nelle istituzioni,nel parlamento e come consulenti nei ministeri(Sic).
Su quali basi poi si possano riconoscere movimenti terroristici come Hamas o Hezbollah è un mistero,visto che non intendono assolutamente abdicare dal terrorismo e non sono per nulla interessati alla pace con Israele ,anzi combattono e non intendono riconoscere l'unica democrazia avanzata del medio oriente.
Comunque se non si giustifica,si può capire D'Alema,non era lui che tempo fa affermava  "terrorista è Israele"?
E non era lui  con i "nazisti rossi" del PCI, suoi compagni di merende
, tutti la con Luciano Lama e la sua feccia a gettare davanti alla sinagoga di Roma una bara nera,  con i loro ghigni coperti dalle kefiah che marciavano col pugno chiuso rivolto contro la sinagoga, guidati da Chiara Ingrao, urlanti "ebrei ai forni" e "morte a Israele"?
E non era sempre lui che insieme ad Achille Occhetto portava in trionfo a Assisi un terrorista come Arafat? e successivamente non aveva fine il pellegrinaggio di  questi infami verso il Mukata dove l'assassino viveva prigioniero?
Nessuna sorpresa dunque, si possono cambiare a volontà nomi e simboli,ma il DNA non si può cambiare.




17 luglio 2007

SIAMO TUTTI USURATI.

Ebbene si,siamo tutti usurati,secondo il leader della UIL,Luigi Angeletti in un intervista pubblicata oggi dal Corriere,sono pochissime le categorie di lavoratori che si possono considerare "non usurate" ,tra questi i professori universitari,i politici e in qualche modo anche i magistrati,per tutto il resto,una platea vastissima di milioni di lavoratori,non c'è scampo, chi più chi meno, svolgono tutti "attività usuranti".
Certo, perchè come ribadisce Angeletti, l'usura non dipende soltanto dalla fatica fisica, ma anche e soprattutto dallo stress,e chi non è stressato al giorno d'oggi?
E così se il governo nella trattativa sulla riforma delle pensioni, spera di risparmiare discutendo sui cd "lavori usuranti" , sbaglia di grosso,chiosa Angeletti, lavorare stanca,o meglio usura ,forze dell'ordine, pompieri, militari, infermieri, barman, maestre, portieri, doganieri e chi più ne ha più ne metta,rientrerebbero tutti,secondo il leader della UIL ,nella categoria delle "attività usuranti",dal che se ne deduce, rimangono davvero pochi ad avere un "lavoro gratificante e senza stress".
Questa è un'ulteriore conferma,casomai ce ne fosse ancora bisogno, che la "trimurti sindacale" che ci ritroviamo in Italia, è obsoleta,antiquata e antistorica, prontissima a difendere "privilegi e diritti acquisiti", e a non occuparsi di chi diritti non ne ha, e forse non avrà mai.
Io mi chiedo e vi chiedo,se non sia il caso che, noi giovani e tutti quelli che non hanno certezze lavorative e previdenziali,scendiamo in piazza per far capire a costoro che non ci rappresentano e a difendere il nostro futuro lavorativo e previdenziale.
Mi sembra che l'on. Benedetto Della Vedova stia organizzando qualcosa in tal senso,prometto di tenervi informati.





17 luglio 2007

SPESA PUBBLICA SENZA FRENI.

 Nel giorno del "tax freedom day" ,ovvero il giorno dell'anno in cui il cittadino cessa di lavorare per lo stato e lavora finalmente per se stesso,l'anno scorso era il 24 giugno,quest'anno secondo stime attendibili è stato spostato di venti giorni più avanti,il governatore della Banca D'Italia,Mario Draghi ha tenuto la consueta relazione al senato sul DPEF.
Il governatore non ha avuto mezze misure nel sottolineare come la spesa pubblica sia fuori controllo,che la riforma delle pensioni va fatta aumentando l'età pensionabile nell'interesse delle giovani generazioni, e la pressione fiscale,ormai a livelli record,va abbassata per favorire la ripresa e lo sviluppo.
Un'altro allarme viene anche dalla Corte dei Conti, che conferma l'incontrollabilità della spesa pubblica,attraverso il Presidente Tullio Lazzaro,in audizione parlamentare al senato,il magistrato contabile nel suo intervento ha rilevato che il miglioramento dei conti pubblici è ascrivibile solo all'aumento della pressione fiscale e delle entrate,ma non c'è nessun rilevante taglio alla spesa pubblica,anzi la prossima manovra finanziaria dovrà prevedere risorse per circa 21 miliardi, non ci sono dubbi che continuando di questo passo,la maggior parte di queste risorse sarà reperita con nuove tasse.
Si conferma insomma il governo del "tassa e spendi".
Il tutto mentre il governo incurante dei moniti della UE e del FMI si appresta a ridurre l'età minima pensionabile con disastrosi effetti sui conti pubblici e sul sistema previdenziale,effetti che saranno pagati per intero dalle giovani generazioni,alle quali si sottraggono risorse preziose per il futuro.
Un accordo che mira a placare la sinistra radicale e la trimurti sindacale,ma che rischia di innescare uno scontro generazionale senza precedenti.


Update:17/07/07- A conferma di quanto sopra, oggi il Presidente dell'ISTAT, Biggeri, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato,ha dichiarato che dopo dieci anni la spesa pubblica italiana ha superato il 50% del PIL, ogni altro commento mi sembra inutile e superfluo.


16 luglio 2007

E LE DIMISSIONI?

Sull'avviso di garanzia a Prodi:
"Sfido Prodi a utilizzare il solo strumento che può consentire una seria verifica, le dimissioni"
(Massimo D'Alema)
-
"Prodi scelga la via delle dimissioni. Per qualunque cittadino l'avviso di garanzia non è indice di colpevolezza. Ma lui non è un cittadino qualunque"
(Fausto Bertinotti)
-
" Prodi prenda seriamente in considerazione le dimissioni. Ha voluto fare politica per il bene del Paese. Ora per lo stesso motivo si sollevi dalle sue responsabilità"
(Rosy Bindi)
Queste sono più o meno le dichiarazioni,a puro titolo di esempio, che mi sarei aspettata da questi personaggi dopo l'avviso di garanzia al Presidente del Consiglio da parte della Procura di Catanzaro nell'inchiesta sui fondi UE.
Del resto a queste dichiarazioni basta sostituire la parola Prodi con Berlusconi ,sono esattamente quelle nei confronti del leader di Forza Italia,e in quel momento Premier, a seguito dell'ormai famoso "avviso di garanzia"  che fu notificato al G8 di Napoli nel 1994,finito poi a "babbo morto" con l'assoluzione in Cassazione nel 2001.
Onestamente non so se questi signori stanno ancora riflettendo,se hanno cambiato idea, o se molto più semplicemente gli si sarà seccata la lingua, così come è "seccata la penna" sull'argomento alla "libera stampa" acquattata ai piedi del potente di turno,a cominciare dai zucconi di Repubblica per finire agli ex proletari del Corriere della Sera.
Non meravigliano certo le dichiarazioni sull'argomento di Silvio Berlusconi e di Forza Italia intese ad evitare qualsiasi strumentalizzazione,cosa del tutto normale per coloro che "garantisti" lo sono da sempre.
Non so a voi, ma questi garantisti a convenienza,questi liberali a giorni alterni,questi campioni della menzogna, della doppiezza, e del ribaltamento della realtà, a me fanno semplicemente vomitare.









15 luglio 2007

LA FAMIGLIA PRIMA DI TUTTO.

Dopo la pubblicazione dell'ultimo rapporto Eurispes,nel quale si segnala in maniera preoccupante che,il 51% delle famiglie italiane "vive con l'incubo della terza settimana" e riesce,quando può, a far quadrare il bilancio con molte difficoltà,per un governo con un minimo di dignità e credibilità,questo dovrebbe essere il primo punto dell'agenda politica quotidiana.
Detto fatto, il governo pare voglia occuparsi in maniera seria e approfondita delle condizioni dei nuclei familiari italiani,è stato messo a punto infatti il "ragno", questo il nome del nuovo sistema informatico che, nei piani del viceministro delle Finanze Vincenzo Visco, servirà a stanare l’evasore indagando non soltanto nella sua dichiarazione dei redditi personale, ma allargando la ricerca alla sua "famiglia fiscale",ad esempio una pattuglia della Guardia di finanza ferma una vettura per controllarla; partendo dalla targa si ottiene il nome del proprietario, la congruità della dichiarazione dei redditi con il possesso, magari, di un’auto di lusso,immobili ecc., sia propri che dei congiunti.
Insomma altro che incentivi,detassazione,quoziente familiare ecc., la famiglia è diventata "terreno di caccia" casomai per spolparla e  impoverirla ulteriormente attraverso il "grande fratello" e l'oppressione fiscale, ci si occupa della famiglia solo a fini di spionaggio,ma il garante della privacy non ha nulla da dire?




 


14 luglio 2007

AVVISO DI GARANZIA A PRODI?

Secondo quanto riportato dal sito di Panorama, Romano Prodi è indagato dalla Procura di Catanzaro per abuso di atti d'ufficio.
L'inchiesta riguarda un comitato d'affari per la gestione di fondi UE sull'asse S.Marino-Bruxelles.
Al centro dell'inchiesta, oltre a numerose società sospette, ci sono alcuni uomini considerati dagli inquirenti molto vicini a Prodi e che sono già stati iscritti sul registro degli indagati per i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Come l'onorevole Sandro Gozi, ex funzionario dell'Unione europea, già "assistente politico" di Prodi a Bruxelles e attualmente suo sostituto in Commissione Affari Costituzionali della Camera.
Il Procuratore di Catanzaro dichiara di non essere a conoscenza dell'iscrizione di Prodi nel registro degli indagati,mentre il Presidente del Consiglio interpellato sulla vicenda manifesta totale fiducia nel lavoro dei magistrati.
Tra le altre reazioni del mondo politico quella di Silvio Berlusconi,che durante una conferenza stampa a Lucca ha dichiarato: "Non faccio alcun commento, mi limito ad augurare a Romano Prodi di uscire presto con onore da questa situazione".
Giusto così, garantismo innanzi tutto,che vale per tutti.





13 luglio 2007

I DOSSIER ILLEGALI DEL SISMI? UNA BARZELLETTA.

A proposito delle presunte "schedature illegali" del SISMI di politici e magistrati,attività svolta da Pio Pompa a titolo personale, Carlo Bonini,oggi su Repubblica, ci informa che,a seguito delle audizioni dei Procuratori della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara e Pietro Saviotti da parte del COPACO: " nelle carte che sin qui sono state estratte ed esaminate dall´archivio di via Nazionale non sono state trovate notizie idonee in sé a ricattare o intimidire gli obiettivi del lavoro di dossieraggio".
E allora di cosa si sta discutendo? Ancora una volta la "casta" del CSM e i "zucconi" di Repubblica hanno alzato il solito polverone per nulla.





12 luglio 2007

O ELIMINANO LO SCALONE O SARANNO ELIMINATI.

Questo il lapidario commento di Giulio Tremonti sul dibattito interno alla sinistra sull'abolizione o meno del cd "scalone" Maroni che fissa a 60 anni l'età pensionabile a partire dal 1 Gennaio prossimo.
La trattativa sulle pensioni? "Fa schifo", ha affermato Giulio Tremonti. "Sono stati eletti con l’impegno di eliminare lo scalone, lo devono fare. O devono andare a casa", aggiunge il vice presidente di Forza Italia parlando dell’Unione. "Prodi ha fatto un patto con il demonio, ma la morale politica dice che se si e’ fatta una promessa agli elettori, o la si mantiene o si va a casa. Lo scalone lo devono eliminare, altrimenti saranno loro a essere eliminati", ha osservato Tremonti.
Infine, un commento sul “patto generazionale” proposto da Walter Veltroni. Tremonti sottolinea che il sindaco di Roma “non è stato eletto". Dica chiaramente che Prodi ha detto il falso, che ha affermato una cosa non giusta, amorale. Se Veltroni dice che il programma di governo della sinistra è amorale, che formula una proposta impossibile, e se dice che Prodi è amorale perché è stato eletto promettendo una cosa e non la mantiene, allora ne parliamo. Altrimenti - conclude il vicepresidente della Camera - il silenzio sarebbe la cosa migliore”.





11 luglio 2007

NIENTE IMMONDIZIA,E' TUTTO UN COMPLOTTO.

E' tutto un complotto,sono notizie false,tendenziose e inopportune, così il sindaco di Napoli,Rosa Russo Iervolino,commenta l'allarme dell'ambasciata americana che mette in guardia i propri cittadini dai rischi per la salute a causa dei rifuti.
La città è pulita e i cumuli di rifiuti non ci sono più,ogni allarmismo è destituito di qualunque fondamento e si basa unicamente su effetti emozionali amplificati dai media a livello internazionale,dice ancora il sindaco,e quindi sia lei che il presidente Bassolino pretendono le scuse ufficiali e una smentita sul sito dell'ambasciata americana.
Si deve essere proprio così, e il Corriere e gli altri quotidiani che danno notizie di decine di interventi nella notte fatte dai vigili del fuoco per spegnere gli incendi che si levano dai cumuli di rifuti nei cassonetti? Tutto falso,complici anche loro del complotto, così come i blocchi stradali che rappresentano probabilmente soltanto un aspetto folkloristico di Napoli e della Campania.
Cosa importa poi che anche un uomo preparato alle emergenze,attivo e decisionista come Bertolaso abbia dovuto gettare la spugna di fronte ai "diktat" del ministro dell'ambiente,il campano Pecoraro Scanio?
Evidentemente si è perso del tutto il senso del ridicolo, in altre realtà amministratori della cosa pubblica, colpevoli di tanto disastro,sarebbero stati cacciati a calci a furor di popolo, ma ogni popolo ha i rappresentanti che si merita,evidentemente ai Napoletani e ai Campani va bene così.
Chi dovrebbe scusarsi con i Campani e con l'Italia intera per l'immagine devastante che danno del nostro paese nel mondo, è la premiata ditta Bassolino,Iervolino&C, ma nel paese di Pulcinella funziona tutto al contrario.





11 luglio 2007

BROGLI ELETTORALI? NESSUNA MERAVIGLIA.

Il sito on line di Repubblica ha pubblicato un video girato in Australia dal candidato dell'Udeur Paolo Rajo per le elezioni politiche degli italiani all'estero dello scorso anno,dove si vede chiaramente che un centinaio di schede elettorali vengono compilate in blocco, poi richiuse e sistemate nelle buste originali del Consolato e sigillate.
Il candidato aveva informato il suo partito dell'irregolarità prima via e-mail e poi via posta ordinaria,non ricevendo nessuna risposta.
Che ci siano stati brogli e irregolarità sul voto degli italiani all'estero e sul voto nazionale delle scorse politiche è cosa risaputa e più volte denunciata,tanto che qualche giorno fa Luca Ricolfi sulla Stampa,che sicuramente non è un simpatizzante del centrodestra, ha scritto che a tutt'oggi non è dato sapere con certezza chi ha vinto le elezioni politiche del 2006,la giunta per le elezioni alla camera e al senato,a maggioranza di centrosinistra, sta procedendo al riconteggio a campione delle schede elettorali con estrema lentezza,tanto che si calcola per avere il risultato definitivo di arrivare al 2015,una maggioranza certa della vittoria non adopera simili "espedienti" per ritardare il più a lungo possibile la verifica completa,dopo le elezioni del 2001 la maggioranza di cdx dispose una verifica approfondita post voto immediata dove la Margherita si vide attribuire 36.000 voti in più,altre migliaia di voti furono recuperati dalla Lega Nord e da Di Pietro,e Forza Italia addirittura 100.000 giusto per fare qualche esempio.
Inoltre ancora non è dato ancora sapere sul risultato certificato dalla Cassazione,dove siano finite oltre 150.000 schede elettorali che rappresentano la differenza tra i 39.402.384 votanti e le 39.249.190 schede scrutinate comprensive di 1.095.847 bianche e nulle.
Update 12/07/07 : Nicodemo Filippelli dell'UDEUR ha confermato che il
partito era a conoscenza dall'anno scorso del video,ma si preferì non sollevare il caso.
Il Presidente della Camera Bertinotti parla di "
video sconcertante",  chiede che indaghi la magistratura e che il governo riferisca in aula.
Infine Rajo si dice pronto a
conferire con i magistrati.
A questo punto in molti dovrebbero riconoscere che Berlusconi aveva visto giusto quando parlava di "palesi brogli e irregolarità".




10 luglio 2007

A CHE TITOLO PARLA NAPOLITANO ?

Il Presidente della Repubblica,Napolitano,durante la sua visita in Ghana si è detto fiducioso nell'approvazione della riforma dell'ordinamento giudiziario entro il 31 Luglio,questo dopo che qualche settimana fa ha inviato una lettera ai presidenti delle Camere per chiedere che organizzino i lavori parlamentari in modo da giungere entro luglio all'approvazione della riforma dell'ordinamento giudiziario, in tempo per la scadenza della sospensiva vigente sulla riforma Castelli.
Sinceramente non ho capito a che titolo parla Napolitano,se come capo del CSM e quindi portavoce della "casta dei magistrati" che vogliono la riforma come gli fa più comodo e quindi imporre iter e calendarizzazione dei lavori parlamentari oppure come un  Presidente della Repubblica a cui va bene un tipo di riforma piuttosto che un'altra?
Se come capo del CSM qualcuno gli ricordi che l'iter e la formazione delle leggi sono prerogativa del parlamento, ai magistrati spetta applicarle sia che gli piacciano oppure no,se come Capo dello Stato non si capisce perchè voler mettere fretta alle camere affichè si  legiferi in un senso piuttosto che in un'altro, al Presidente della Repubblica spetta l'obbligo della promulgazione delle leggi a meno che non presentino palesi aspetti di incostituzionalità, anche in questo caso che gli piacciano oppure no.
Napolitano si occupi di "rappresentanza" e lasci che sia il parlamento che rappresenta il "popolo sovrano" a decidere cosa sia meglio per il paese,dopo l'Africa magari si faccia un giro nel sud-est asiatico, così dopo le foibe e i martiri di Budapest, avrà modo di scusarsi con le vittime di Pol Pot e dei khmer rossi,visto che l'11 Aprile del 1975 insieme a Cossutta,Nilde Iotti e a tutto il comitato centrale del PCI,firmò una risoluzione a favore di quella che era definita
 l’eroica Resistenza del popolo cambogiano e vietnamita”,esprimendo piena soliderietà a Pol Pot e alla sua cricca di assassini,invitava a “...sviluppare un grande movimento di solidarietà e di appoggio ai combattenti. Ogni democratico, ogni comunista, sia, come sempre e più di sempre, al loro fianco”.
Il tutto mentre il giornale del partito,l'Unità,attraverso l'inviato Massimo Loche raccontava "la gioiosa vita nelle zone liberate" (Sic).




10 luglio 2007

VORREI MA NON POSSO.

Il sindaco di Roma e candidato alla guida del partito democratico,Walter Veltroni,ha incontrato in Campidoglio Giovanni Guzzetta,presidente del comitato promotore del referendum per la revisione della legge elettorale.
E' importante il sostegno alla raccolta delle firme perchè ci sia rapidamente una nuova legge elettorale,ha detto Veltroni,che però non ha firmato per il referendum.
"Il problema non è tanto se firmo io: io sono candidato alla guida di un partito collocato in una maggioranza in cui ci sono opinioni diverse e di queste opinioni non posso non tenere conto. Niente però mi impedisce di esprimere un sostegno che voglio dare e che è cosa più importante che la firma individuale".
E così il novello Ponzio Pilato se ne è lavato le mani, decidendo di non decidere, costretto dai veti incrociati  e dalle contraddizioni di una coalizione lacerata,il che dimostra,casomai ce ne fosse ancora bisogno,assoluta incapacità decisionale e di leadership,attitudine all'equilibrismo e al tirare a campare,e cosa più importante, che tutti gli aspetti programmatici sin qui enunciati e quelli futuri,rimarranno ciò che effettivamente sono,un elenco di buone intenzioni e nulla più.
Non serve a nulla tentare di cambiare il direttore d'orchestra se non si cambiano i musicisti.



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