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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
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ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
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che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
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ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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30 maggio 2007

ANCHE DI PIETRO TOGLIE LA FIDUCIA A VISCO.

Il ministro Di Pietro annuncia che oggi sarà depositata una mozione con la quale l’ Italia dei Valori chiede al presidente del Consiglio, Romano Prodi, di ritirare la delega al vice ministro all’Economia, Vincenzo Visco. «Sia Visco che il comandante generale della Guardia di finanza, Roberto Speciale, sono, per il ruolo che ricoprono, di per sé credibili ma le loro versioni dei fatti sono diametralmente opposte. Su questa vicenda - spiega Di Pietro - sono in corso inchieste della magistratura per cui è inopportuno che il viceministro Visco continui a mantenere la delega sulla Finanza, anche per non dare spazio a sospetti di interferenza. E’ questa la ragione che ci porta a chiedere al presidente Prodi la sospensione temporanea delle sue deleghe, in attesa degli esiti delle indagini della magistratura».

A giudizio di Di Pietro  "è un fatto"  che "l'evento non ebbe conseguenze sol per la determinazione del comandante della Gdf a resistere alle pressioni e per l'intervento del procuratore generale di Milano". All'epoca il presidente del Consiglio Romano Prodi parlò in Parlamento di "normale avvicendamento", ma secondo Di Pietro "purtroppo fu indotto in errore". Anche per questo il ministro delle Infrastrutture osserva: "Innanzitutto il viceministro dovrebbe chiarire le vere ragioni che l'hanno indotto a fare quella richiesta". E il premier, da parte sua, "la prossima volta farebbe bene, prima di andare in Parlamento, a parlare direttamente col comandante generale della Guardia di Finanza".

Adnkronos 30/05/2007

 

La mozione sul caso Visco sarà discussa in senato il 6 giugno, sarebbe opportuno che a questo punto oltre Di Pietro, anche Parisi,Rutelli, Mastella e altri, schifati anche loro da questo “verminaio”, si uniscano alla richiesta , sarebbe veramente imbarazzante spiegare all’opinione pubblica perché se Visco  è estraneo alla vicenda, un governo con un minimo di dignità istituzionale continua a mantenere al loro posto da un anno, dei “calunniatori” come il comandante generale della GDF, Speciale, tre generali di corpo d’armata, e altri ufficiali che hanno verbalizzato delle accuse precise davanti a un magistrato.


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permalink | inviato da il 30/5/2007 alle 21:39 | Versione per la stampa


30 maggio 2007

NON ERA L’ONDA AZZURRA…..

E’ STATO UNO TSUNAMI ! ! !

 A bocce ferme e con i risultati definitivi si può fare un’analisi  più attenta del risultato di queste elezioni amministrative.

Nei comuni capoluoghi la sinistra conquista L’Aquila,Taranto e al ballottaggio Agrigento,ma quest’ultima è una situazione particolarissima, il sindaco eletto è infatti il segretario provinciale dell’UDC in rotta con il governatore Totò Cuffaro,ma non solo, qui il centrodestra ha comunque un risultato in termini di voti superiore al 60%, tanto che in consiglio comunale risultano eletti 22 consiglieri del centrodestra e 8 per la sinistra,ci vorranno i salti mortali per governare se non si andrà alla ripetizione del voto.

Per la sinistra tutto qui, il centrodestra invece conquista Monza, Alessandria, Asti, Gorizia e Verona, ma il dato eclatante è ancora un altro ,infatti dove la sinistra mantiene le posizioni,riesce a stento e perdendo molti voti,un esempio per tutti Genova ,dove al comune ha vinto con il 51% e nella provincia,cosa mai accaduta,si andrà al ballottaggio, cinque anni fa c’era una differenza di venti punti,la CDL  invece dove vince lo fa quasi dappertutto con percentuali bulgare, ovvero con i voti di due cittadini su tre a titolo di esempio Reggio Calabria ( 70% a 28,8%), Verona (60,7% a 33,9%), Como (67,8% a 28,5%) , Vercelli (66,7% a 28,4%), Varese (67,1% a 25,3%) ,Alessandria (66,1% a 33,6%) ecc.ecc.

Nelle province la sinistra ne conferma 2( La Spezia e Ancona) su 3 perdendo consensi,a Genova come detto,si andrà al ballottaggio,la CDL invece conferma pienamente le 4 che già governava.

Nell’Italia settentrionale non si è trattato di una semplice sconfitta per la sinistra , ma di  una caporetto, infatti in tutte le province del nord nelle quali si e’ votato la sinistra e’ sotto il 30%,nei comuni capoluogo, tranne Cuneo, raggiungono a stento il 40%", al sud, in sette capoluoghi su nove, sono sotto il 35%, nelle regioni rosse, Emilia e Toscana, tutti i capoluoghi sono andati al ballottaggio, persino la rossa Pistoia.

Da parte del governo e della maggioranza si cerca di minimizzare , ma il dato non può passare inosservato e non mancherà di produrre ulteriori tensioni in una compagine governativa nata già debole e raffazzonata.

Da parte della CDL invece,un’ulteriore dimostrazione,casomai ce ne fosse ancora bisogno,che l’unità della coalizione e il grande appeal di Berlusconi  nella cittadinanza e nell’elettorato ( ancora una volta ha dato il meglio di se, in un’esaltante campagna elettorale), produce un solo risultato:la vittoria.

Segnalo una divertentissima chicca, ancora una volta, da parte dei “zucconi” di Repubblica ,leggo testualmente: “ L'Ulivo si conferma primo partito del centro Italia ,Emilia Romagna, Liguria e Basilicata comprese ” ???, insomma pur di non ammettere la bruciante sconfitta sono disposti a stravolgere anche le più elementari nozioni geografiche,che gente,che gente…

Update 30/05/07  : Meglio una spallata o uno sradicamento ?

''Non parlerei come fa Prodi di delusione, siamo di fronte a un vero passaggio storico: il Nord non è un luogo qualsiasi, ma è una parte importante della riorganizzazione che stiamo vivendo, è un asse di una grande costruzione, la spina dorsale dell'Europa e della sua crisi. E' una cartina di tornasole. Per me è decisivo constatare che per la prima volta nella storia della Repubblica le sinistre vengono sostanzialmente sradicate dal Nord, vengono ridotte a fenomeno marginale''.

Fausto Bertinotti 30/05/07 (Adnkronos)


                    


29 maggio 2007

.....ADESSO NON RIDE PIU' ! ! !

                   


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29 maggio 2007

BERLUSCONI: VITTORIA SONANTE !

"E’ una vittoria sonante, sono risultati straordinari. Tutta l’Italia ha mandato un segnale chiaro a Prodi: questo governo delle tasse deve andare a casa". Silvio Berlusconi nel pomeriggio da Arcore, si e’ tenuto in contatto con il suo portavoce Paolo Bonaiuti, ha chiamato ad uno ad uno i coordinatori di Forza Italia, non si e’ risparmiato in complimenti con chi ha vinto sul territorio, ha sentito piu’ volte al telefono Umberto Bossi con il quale in serata ha valutato i risultati.

Il nostro Presidente, ha spiegato chi gli ha parlato, e’ estremamente soddisfatto dal voto delle amministrative:
"Questo Paese non vuole piu’ essere governato da questa maggioranza", ha ragionato commentando il dato di Verona con Niccolo’ Ghedini; "adesso andiamo a battere cassa", ha esultato con il coordinatore del Piemonte, Guido Crosetto; "al nord abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere", ha sottolineato con il coordinatore della regione Lombardia, Maria Stella Gelmini; "sono dati esaltanti", ha detto ’collegandosi’ anche con i colonnelli siciliani.

Silvio Berlusconi, hanno spiegato alcune parlamentari azzurre, in particolar modo ha fatto notare "le percentuali bulgare" ottenute dove la Cdl ha vinto, "in alcune realta’ la forbice e’ enorme". Dunque, altro che minimizzare il dato delle elezioni: il nostro Presidente  ’monetizzare’ al massimo il responso delle urne. "Adesso - ha osservato con i suoi interlocutori - dobbiamo partire all’attacco".

28/5/2007


28 maggio 2007

ANCHE I COMMERCIALISTI PROTESTANO.

“Siamo di fronte a un governo che crea difficoltà insormontabili per l’assolvimento dell’obbligo tributario” così il presidente dell’ordine dei Dottori Commercialisti Antonio Tamborrino spiega la protesta dell’ordine contro il governo e la sua politica fiscale.

Nessuna concertazione,nessun coinvolgimento degli ordini professionale e dei contribuenti,violazione dello statuto del contribuente ,in pratica si è tornati indietro di almeno venti anni.

Se persino i commercialisti che avrebbero tutto da guadagnare con nuove norme e nuovi adempimenti si lamentano,è tutto dire.

L’ordine ha acquistato una pagina su  alcuni quotidiani dove con un manifesto illustra le ragioni della protesta,si annuncia la non partecipazione a “tavoli di concertazione” inconcludenti e l’astensione dall’effettuare impossibili “tour de force” nell’imminenza delle scadenze fiscali, declinando, se del caso, incarichi per la trasmissione di dati e comunicazioni connesse alla presentazione delle dichiarazioni dei redditi.


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27 maggio 2007

NON FARTI FREGARE.....


                   


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27 maggio 2007

TAV: NON SE NE FARA’ NULLA ?

Partono i Bandi europei per la richiesta di finanziamenti comunitari per la costruzione di linee ferroviarie ad alta velocità: chi non ne farà richiesta rimarrà senza fondi .L'Italia ha 60 giorni per prendere una decisione.
Il parlamento europeo ha approvato il regolamento per il finanziamento delle transeuropee di trasporto, le "Ten-T", tra le quali, figura anche la tanto discussa linea ad ferroviaria ad altà velocità Torino Lione. Entro la prima settimana di Giugno, con molta probabilità la Commissione europea predisposta lancerà i bandi di gara per i singoli progetto. La documentazione necessaria per ottenere parte degli 8.013 miliardi messi a disposizione dalla comunità dovrà essere spedita entro 60 giorni.

Vittorio Agnoletto,uno dei leader dei NO TAV e europarlamentare di Rifondazione Comunista canta già vittoria “Ancora uno sforzo e abbiamo vinto: niente Tav in Val di Susa”.

E spiega: “Secondo quanto votato a Strasburgo, il governo per ottenere i finanziamenti deve dimostrare di aver ottenuto le approvazioni necessarie degli enti locali. E quando ce la può fare in soli due mesi?”

Anche perché, ammesso che Prodi si ostinasse a dire di sì, dove prende il resto dei soldi per fare la Tav? Che fa? Taglia le spese sociali? Sarebbe un suicidio.

La rinuncia al corridoio 5 sarebbe un fatto gravissimo,che oltre a far perdere all’Italia finanziamenti pari a diverse decine di  miliardi di euro,condannerebbe il paese all’isolamento,dirottando in Svizzera la nuova linea.

Al momento della questione TAV non se ne parla, Prodi aveva promesso solennemente che si sarebbe realizzata, era stata inserita anche nei famosi dodici punti prioritari del governo, ma sembra che abbia fatto la fine di un altro di quei punti,ovvero che a nome del governo avrebbe parlato solo il portavoce Sircana, come si evince nel governo e nella maggioranza parlano tutti con lingue diverse come una Babele,tutti, tranne Sircana.

Se non ci saranno provvedimenti immediati e concludenti, rischiamo l’isolamento economico e  dovremo rassegnarci ai sentieri e  tratturi per attraversare le Alpi.


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26 maggio 2007

PIU' TASSE COMUNALI PER TUTTI .

Le famiglia italiane di lavoratori dipendenti quest'anno verseranno,fra addizionale Irpef, Ici e tariffa rifiuti, 495 euro nelle casse dei Comuni. Con un incremento del 17,2%, pari a 72,75 euro rispetto al 2006. Il calcolo e' stato fatto dalla Uil, prendendo come campione una famiglia, residente in uno dei 104 Comuni capoluogo di provincia, composta da 2 lavoratori dipendenti,con 2 figli a carico, un'abitazione di proprieta' di 80 mq e un reddito annuo lordo di 36.000 euro (21.000 e 15.000).

25/05/07 Ansa

 

Non è un fulmine a ciel sereno, è una notizia largamente preventivata, ovvero l’effetto di una finanziaria ingiustificata “tutta tasse” che ha riaperto l’aumento delle imposizione tributaria degli enti locali, intanto il governo prosegue con la “politica degli annunci” su come destinare il cd “tesoretto “ frutto di una inutile quanto spropositata vessazione tributaria.


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25 maggio 2007

CASO VISCO : LA PROCURA APRE UN'INCHIESTA .

La procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo,per il momento contro ignoti, sul caso che vede coinvolti il comandante generale della GDF Roberto Speciale e il vice ministro Visco sulle ingerenze e intromissioni nella catena di comando,verbalizzate davanti all’avvocato generale dello Stato Manuela Romei Pasetti, un’altra indagine parallela è stata aperta dalla Procura militare che nella persona del PM Antonino Intelisano sta ascoltando,sulla vicenda,alcuni ufficiali.

Intanto dopo le accuse del comandante generale Speciale e la conferma sempre a verbale di tre generali di corpo d’armata,Favaro,Pappa e Spaziante,emergono ulteriori particolari e nuovi testimoni,questi non ancora ascoltati,ma indicati da Speciale come testi.

Si tratta del colonnello Carbone e del maggiore Cosentino della GDF i quali si trovavano nell’ufficio di Speciale il 17 luglio 2006 alle ore 9,26 , che ascoltarono la conversazione tra il comandante generale e il vice ministro Visco con il viva voce aperto , e non possono fare a meno di udire la voce rabbiosa di Visco  che si rivolge a Speciale reo di non aver rispettato alcuna regola deontologica , non dando esecuzione automatica ai  suoi ordini, ovvero rimuovere tutti a Milano tranne il comandante interregionale, poi ordina  a Speciale di riunirsi “subito con i generali Pappa e Favaro per dare a quegli ordini esecuzione immediata e di concordare con loro una risposta da dare alla Procura di Milano”, infine la minaccia : “ se non ottempera sono chiare le conseguenze a cui andrà incontro”.

La CDL intanto ha presentato formale mozione di sfiducia a Visco al senato che probabilmente si discuterà la prossima settimana,alla camera intanto il governo prende tempo e si impegna a rispondere al question time del 20 giugno, come al solito Prodi scappa di fronte alle responsabilità sperando che il caso si raffreddi,ma al senato sarà altra musica.

Probabilmente la mozione di sfiducia sarà respinta, anche larghi settori della maggioranza schifati da questo verminaio, Di Pietro, Rutelli, Parisi, Mastella ecc. ,pur di rimanere attaccati alla poltrona e controvoglia voteranno contro la mozione,rimane però l’opinione pubblica alla quale si dovrà spiegare,come sia possibile che il comandante generale della GDF,tre generali di corpo d’armata e altri ufficiali pur essendo dei “calunniatori”(Sic) sono rimasti ai propri posti e non sono stati ne rimossi ne radiati immediatamente.

Non ho alcun dubbio,che,con le facce di bronzo degne di miglior causa che si ritrovano, anche in questo caso, sapranno trovare la “pezza a colore”.


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24 maggio 2007

ALTRI TRE GENERALI ACCUSANO VISCO.

Dopo il comandante generale della GDF Roberto Speciale, altri tre generali   Favaro,Pappa e Spaziante confermano le accuse di pressioni minacce e ingerenze fatte da  Visco ai vertici dell’arma.

Il giornale pubblica oggi alcuni estratti dai verbali di interrogatorio dei tre generali di corpo d’armata che riferiscono di  fatti,iniziative e anomale sollecitazioni fatte dal vice ministro.

A questo punto alcune domande sorgono spontanee,mi chiedo e vi chiedo:

- Se le dichiarazioni del comandante generale della GDF e di altri tre alti  generali del corpo sono false, come può permettersi  un governo,anche un Circo Barnum come questo, con un minimo di dignità e serietà , di tenere al comando generale e ai vertici dell’arma dei calunniatori ?

-Se invece all’opposto le dichiarazioni del comandante in capo e degli altri generali sono vere,come può un governo mantenere Visco al suo posto come nulla fosse successo?

Se ad un anno dalle “presunte calunnie” il comandante in capo Speciale e gli altri generali non sono stati ne rimossi ne radiati , si presume che  le accuse sono fondate.

Il governo non potrà continuare a lungo a tergiversare, anche nella maggioranza si alzano richieste di chiarezza e trasparenza ,ultima in ordine di tempo quella del ministro della difesa Parisi, dopo che la CDL ha già  chiesto ufficialmente  chiarimenti e spiegazioni da effettuarsi nelle aule parlamentari.

Il ministro Di Pietro oggi, in una intervista al quotidiano Libero, cita un “biglietto galeotto”, allegato agli atti, in cui Visco, a proposito degli spostamenti, afferma: “dispongo di farlo immediatamente e di farlo in via esecutiva”.


24 maggio 2007

TRIONFO DI BERLUSCONI E DEL MILAN.

Dopo una tiratissima partita, allo stadio Olimpico di Atene, il Milan ha battuto il Liverpool  per 2 a 1 con una doppietta di Pippo Inzaghi,vendicando così la sconfitta ai rigori del 2005 e ha conquistato la settima Coppa dei Campioni della sua storia,quinta dell’era Berlusconi, che è il Presidente di Club in attività che più ha vinto nel mondo,non male per uno che ha cominciato la carriera sportiva allenando la gloriosa EDILNORD.

"A Berlusconi va una dedica speciale". Carlo Ancelotti commenta cosi' la vittoria per 2-1 sul Liverpool nella finale di Champions 2007. "Solo qui e' stata possibile una cosa del genere - dice ancora - perche' la societa' mi ha dato il tempo di lavorare. Le critiche? Le cose stavano andando male, e qualche pericolo c'era, ma la vittoria di stasera e' stata costruita proprio nei momenti di difficolta'. A novembre potevamo sfasciarci, e invece siamo ripartiti da li"'.

“Il Milan e' la squadra piu' forte d'Europa degli ultimi 20 anni". Lo ha dichiarato, visibilmente soddisfatto, il presidente del Milan Silvio Berlusconi dopo la vittoria contro il Liverpool. "Con questa vittoria andiamo in pari con la sconfitta di Istanbul che ci pesava ancora molto ed inoltre con questa il Milan ha partecipato ad 8 finali - la seconda e' la Juve con 4 - negli ultimi 20 anni e per questo e' in assoluto la squadra piu' forte d'Europa negli ultimi 20 anni, che e' un ottima soddisfazione". Berlusconi racconta ai microfoni di Sky che aveva predetto ad Inzaghi che avrebbe segnato una doppietta. "Gli avevo garantito che avrebbe fatto due gol, quindi mi sembra che la promessa e l'impegno siano stati mantenuti". La qualita' del gioco nella finale di Atene non e' stata granche', ma Berlusconi si accontenta. "A Istanbul la gara e' stato molto piu' bella e si e' giocato mneglio, ma si sa come sono le finali, c'e' grandissimna tensione. Dalle finali si pretende la vittoria e non il bel gioco" ha detto Berlusconi, che ha promesso almeno un grande colpo di mercato.
  "Abbiamo in animo di potenziare il Milan, certamente faremo una campagna acquisti in questa direzione, ci sara' un rinforzo importante. Buffon? L'ho sempre escluso, grande portiere Buffon ma anche Dida e stasera lo ha dimostrato, non abbiamo da cambiare. Il Milan ha vinto per se', per l'Italia e questo deve avanzarci e bastarci".

"Il mio motto e' essere piu' forti dell'invidia, piu' forti dell'ingiustizia, piu' forti della sfortuna. L'ho voluto anche per il Milan, e questa sera abbiamo dimostrato di essere piu' forti dell’invidia, dell'ingiustizia e della sfortuna".






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23 maggio 2007

QUESTO TRASFERIMENTO S’HA DA FARE !

Nel Luglio 2006 il vice ministro Visco esercitò continue e ripetute pressioni sul comandante generale della guardia di finanza Roberto Speciale, affinché alcuni ufficiali impegnati in delicate indagini su BNL, UNIPOL E COOP ROSSE fossero trasferiti ad altra sede, Visco arrivò addirittura a minacciare il comandante Speciale.

E’ quanto si evince dal verbale di interrogatorio che Speciale ha reso avanti all’avvocato generale Manuela Romei Pasetti, verbale che Il Giornale pubblica oggi ,e che ha provocato un vero e proprio vespaio di polemiche e dichiarazioni.

Tutto incominciò il 13 Luglio 2006 quando, durante un drammatico incontro, Visco sventola sotto il naso del comandante generale un foglietto indicante i nomi dei quattro ufficiali da mandare via da Milano. Senza nemmeno preavvisare, come avviene invece di rito chiedendo persino un parere, la procura che coordina le indagini degli ufficiali coinvolti. Non solo. Visco dispose anche «perentoriamente », a detta di Speciale, di concertare ogni decisione d’impiego futura direttamente con due sottoposti, i generali Italo Pappa e l’allora capo dei reparti d’istruzione Sergio Favaro. Che il Vice Ministro aveva appena incontrato. Insomma, una sorta di «commissariamento», pregiudicando le prerogative e l’autonomia del comandante generale. Visco ordina quindi a Speciale di spostare i gradi vertice della Lombardia e di coinvolgere Favaro e Pappa. E così, sempre stando alla ricostruzione dello stesso Speciale, Pappa e Favaro prima si incontrano tra di loro, predisponendo le ipotesi di avvicendamenti. Poi Pappa va dal numero uno con il piano operativo. Ma arriva l’intoppo non previsto. Scende in capo il procuratore capo di Milano, Manlio Minale che, allarmato, chiede ragione delle voci su azzeramenti della GdF in Lombardia. Teme «serie problematiche alla prosecuzione delle delicate indagini in corso». Ovvero, Unipol, Bnl, Antonveneta e Telecom. Speciale dice chiaro e tondo che è stato Visco a ordinare, aprendo così uno scontro tra diversi poteri. Minale è allibito, chiede a Speciale «delucidazioni scritte », coinvolge la Procura generale e l’Avvocato generale. Che apre un fascicolo e lunedì 17 interroga in gran segreto sia Speciale che il capo di Stato Maggiore Emilio Spaziante. Prima però, venerdì, Speciale ricorda di esser stato sottoposto a pressioni di ogni tipo. Visco telefona, manda lettere, cerca il numero uno, fa chiamare dal proprio staff.

Fino a quando Speciale ventila le dimissioni: «Risposi al vice ministro che l’osservanza delle regole è stata da sempre il faro della mia vita. Di non poter pertanto assecondare queste sue ultime richieste e che pertanto ero pronto a rassegnare il mandato».

La vicenda poi si concluse con il blocco dei trasferimenti da parte di Speciale.

Visco smentisce e parla di ricostruzione falsa da parte di Speciale, viene difeso da Prodi e Fassino che accusano di propaganda e linciaggio la CDL che compatta ne chiede le dimissioni e preannuncia iniziative parlamentari.

Durissimo Berlusconi : Il caso-Visco "testimonia l'arroganza di questa sinistra che pensa di utilizzare le istituzioni dello Stato, come la Guardia di finanza, per attaccare gli avversari o coprire proprie operazioni finanziarie". Lo ha affermato Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, parlando con i giornalisti a margine di un'iniziativa elettorale a Lucca, riferendosi alle rivelazioni pubblicate oggi da 'Il Giornale', a proposito degli avvicendamenti nella Guardia di finanza richiesti dal viceministro dell'Economia l'estate scorsa.

Berlusconi ha detto di immaginarsi "che cosa sarebbe successo se una cosa del genere fosse stata addebitata a un componente del nostro governo. Invece vedo con preoccupazione che i grandi giornali nazionali, ormai vicini alla sinistra, mettono il silenziatore su una vicenda grave".

"Mi auguro che cambino questa posizione, e diano notizia ai loro lettori di questo fatto molto grave, che non può accadere, e che testimonia l'arroganza di questa sinistra che pensa di utilizzare le istituzioni dello Stato, come la Guardia di finanza, per attaccare gli avversari e coprire le proprie operazioni".

Fin qui la cronaca,qualche domanda però sorge spontanea;

Se sono falsità,come ha detto,Visco quereli Speciale e avrà soddisfazione , ma che interesse avrebbe il comandante in capo della GDF a fare quelle dichiarazioni davanti all’avvocato generale ?

E perché Visco voleva a tutti i costi azzerare il vertice milanese della GDF?
Probabilmente, come al solito, quando si parla della sinistra, si tratta di "interessi senza conflitto".


22 maggio 2007

L' ITALIA E' SEMPRE PIU' POVERA .

L'Italia e ' sempre piu' povera: di fronte all'assemblea generale dei vescovi italiani, il neopresidente della Cei, mons. Angelo Bagnasco, ha fatto proprio e rilanciato il grido d'allarme che giunge da tutte le parrocchie del Paese e dai centri della Caritas. Il presule ha anche rivolto un appello alle autorità politiche e alle parti sociali affinché prendano misure per garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro e  pongano un freno alle morti  bianche.  
Riguardo all'emergenza povertà - ha detto Bagnasco - un numero crescente di  pensionati, persone sole, famiglie non arrivano "a fine mese": così sacerdoti e volontari cattolici si ritrovano a distribuire quei 'pacchi viveri', che "parevano definitivamente superati", appartenenti ormai ad un passato di fame lontano.
"La nostra esperienza diretta - ha detto mons. Bagnasco ai suoi 247 confratelli riuniti nell'Aula del Sinodo in Vaticano - registra una progressiva crescita del disagio economico sia di una larga fascia di persone sole e pensionate, sia delle famiglie che fino a ieri si sarebbero catalogate nel ceto medio".
"E proporzionalmente - ha aggiunto - c'é un ulteriore schiacciamento delle famiglie che avremmo definite povere". Dalle segnalazioni ricevute, ha spiegato il presidente della Cei, "la situazione attualmente più esposta sembra essere quella della famiglia monoreddito con più figli a carico".  "Spesso con difficoltà si arriva alla fine del mese. E' da questa tipologia di famiglie che viene oggi alle nostre strutture una richiesta larga e crescente di aiuto- anche con i 'pacchi viveri' che parevano definitivamente superati per lo più mascherata e nascosta per dignità". 
Bagnasco, invitando la comunità cristiana ad una rinnovata solidarietà verso questi nuovi poveri, ha delineato un quadro cupo della situazione: disoccupati che si abbandonano all'alcolismo ed altre "dipendenze", madri sempre più in difficoltà con i figli piccoli, giovani "senza futuro", che  non si possono comprare la casa o pagare un affitto. "Situazioni varie, dunque, che - ha commentato - ci stanno dinanzi e che ci interpellano per intensificare la testimonianza della carità evangelica e per far crescere la sensibilizzazione generale".

Il presule non fa sconti sul significato del "Family Day": "é la società civile che si è espressa  in maniera inequivocabile e che ora attende un'interlocuzione istituzionale commisurata alla gravità dei problemi segnalati", afferma. La manifestazione di San Giovanni è "stato un fatto molto importante" "consolante per noi vescovi", e con "un'ottima riuscita": "una testimonianza forte e corale - incalza - a favore del matrimonio quale nucleo fondante e ineguagliabile per la società".    "Se a livello di media laici - prosegue - non c'é stata sempre prontezza nel cogliere la novità e la portata di questo evento, non di meno esso rimarrà come un segno forte nell'opinione pubblica e come un appello decisamente non  trascurabile per la politica".

Ansa  
 

Secondo l'ultimo rapporto Istat sulla povertà pubblicato nel 2006, i poveri in Italia sono 7.577.000, pari al 13,1% della popolazione residente, ossia 2.585.000 nuclei familiari, nel mezzogiorno risiede il 70% delle famiglie povere.

La povertà e il disagio sociale dovrebbero essere le priorità di un governo serio e per giunta di sinistra, l’unica politica seria perseguita invece da questo governo su questi temi   è quella degli annunci, peraltro mai univoci  e concordanti, per il resto ci si occupa di merchant bank , di come occupare tutto l’occupabile, dei DICO , del  Partito Democratico ecc.ecc.

Che,per carità ,sono anche argomenti interessanti,ma non aiutano certo a riempire le buste della spesa, e che non interessano dunque a gran parte degli italiani.

Sembra che ormai certi temi siano considerati quasi come un fastidio da una parte non certo minoritaria della sinistra italiana, non mi meraviglierei certo se i proletari del quarto stato raffigurati nel celebre dipinto di Pelizza da Volpedo fossero sostituiti a breve ,da “ingegneri tengentisti rei confessi” e “illustri calzolai”.


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21 maggio 2007

E VAI : QUOTE ROSA ANCHE PER I FINOCCHI !

“Se proprio volete le quote rosa, allora io propongo le quote anche per i finocchi , basta con le riserve indiane, basta con le donne che vengono elette alla Regione senza rappresentanza “ .

A dirlo non è qualche becero omofobo seguace del vaticano , la frase è stata  pronunciata dal capogruppo del partito DS nel Consiglio regionale d'Abruzzo, Donato Di Matteo, durante una seduta della commissione Statuto.

E' un episodio vergognoso, per il presidente nazionale dell'Arcigay, Aurelio Mancuso, il quale giudica “inqualificabile” il comportamento di Di Matteo e chiede “pubbliche scuse da parte dei dirigenti nazionali dei Ds e provvedimenti seri nei confronti di un personaggio che ricopre un ruolo di primo piano in Abruzzo”.

Un'altra grana insomma per il povero Fassino , il quale proprio oggi con due lettere aperte a Repubblica e all’Unità ha definitivamente abdicato sui DICO, riconoscendo l’impossibilità della loro approvazione in parlamento, e si dice pronto a trattare con il centrodestra per ottenere dei diritti modificando il codice civile,con tanti saluti alla laicità del partito.

Ma non era  forse proprio ciò che chiedeva Rutelli al tempo della scrittura del libro dei sogni di 280 pagine ?

Quanto tempo sprecato…..


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18 maggio 2007

CIVIS MARGINALIS .

Ebbene si, cari amici, mi sono dovuta ricredere, credevo di aver raggiunto l’apice della sublimazione  becera ,qualunquista e opportunista ,reazionaria e borghese, tanto che mi sono sempre dichiarata orgogliosa di appartenere ad una “ umanità moralmente inferiore” ,così come anni fa il buon Achille Occhetto definì i sostenitori e gli elettori di Forza Italia  in un dibattito televisivo contro Giulianone  Ferrara.

Evidentemente il meglio non si raggiunge mai, se è vero infatti  che la teoria di  Akel  è stata confermata più volte da pseudo intellettuali con la puzza sotto il naso,magari ex fascisti come Scalfari, nei deliranti appelli di Umberto Eco, o da un autoeletto “rappresentante della società civile” come il direttore della rivista Micromega, Paolo Flores D’Arcais  che cito testualmente : “ In una democrazia liberale la moralità è patrimonio di tutti. In Italia, invece, è patrimonio diffuso solo nell’elettorato di centrosinistra. L’elettorato di centrosinistra, dico purtroppo, è moralmente di gran lunga superiore a quello di centrodestra”, e chi più ne ha più ne metta, da oggi ho scoperto che esiste un’altra sottospecie , che naturalmente fa sempre capo agli antropologicamente inferiori, e cioè la “Civis Marginalis” .

Che cos’è il  Civis Marginalis? Innanzi tutto è l’opposto del Civilis Nobilis ,ovvero il cittadino modello descritto nei libri di educazione civica, che ha veramente a cuore la cosa pubblica, che  è incarnato in Italia da non più di due cittadini su dieci(e naturalmente votano a sinistra), il Civis Marginalis appartiene alla cittadinanza rozza,incolta e rurale, quella che poco sa e meno vuole sapere, oltre al suo immediato tornaconto,cioè individui gretti, meschini ed egoisti, che badano solo al loro mero interesse( e naturalmente votano a destra), così infatti tale Alberto Statera dalle pagine di Repubblica, nel prendere atto che,dopo il voto di domenica scorsa, la primavera di Palermo è diventata un lungo e gelido inverno, definisce gli elettori di centrodestra che hanno votato il sindaco uscente Cammarata con  la conseguente  sconfitta di  LeoLuca Orlando.

Ma non è tutto,l’elettore di centrodestra sarebbe : “l’oggetto passivo di una campagna elettorale “laurina”, comprato con pacchi di pasta o banconote dimezzate da ricongiungere a voto avvenuto; quello che neanche si accontenta più del pacco di spaghetti; l’antropologicamente inferiore, molto inferiore, cammellato sui pullman dei Musotto, dei Micciché, dei Berlusconi, dei Cammarata e dei Totò Cuffaro; l’imbrancato che grida a comando “Silvio, Silvio!” grazie all’elargizione generosa dei “buoni pizza”; il mercenario dotato di telefonino e normografo per documentare il proprio voto in vista dei benefici futuri; il prezzolato che si vende il voto per 70 euro e oltre; la preda inevitabile di una cultura da sottoscala; la sentina di ogni sporco traffico, contrapposta a una borghesia orlandista “in buona parte partecipante per convinzione”.

Roba da non credere ai propri occhi, naturalmente lo scrivente non si chiede nemmeno lontanamente perché a distanza di 13 anni,il corpo elettorale che eleggeva a Palermo LeoLuca Orlando sindaco di Palermo con percentuali bulgare di oltre il 70% e quindi appartenente ai Civis Nobilis si sia talmente imbarbarito da passare armi e bagagli ai Civis Marginalis, questa storia  fa il paio con quella del voto mafioso, se è vero che in Sicilia si vota centrodestra a causo del voto mafioso, è anche vero che il voto mafioso si sposta, anche questo voto infatti si sarà trasferito nel centrodestra considerato che gli elettori sono più o meno gli stessi e prima votavano LeoLuca Orlando e Padre Pintacuda.

Lascio a voi ogni ulteriore considerazione, io naturalmente mi dichiaro da subito “orgogliosa di appartenere ai Civis Marginalis”, questi deliri non meritano risposte, ne potremmo darne considerata la nostra ignoranza, UNA SONORA PERNACCHIA  mi sembra più che sufficiente.

Ma tu guarda cosa tocca leggere, e cosa sono costretti a scrivere, per non parlare di politica ,ogni volta che gli elettori li prendono a ceffoni, una risata li seppellirà.


17 maggio 2007

UN MESTO COMPLEANNO .

Il governo Prodi compie un anno essendosi insediato il 17 maggio 2006,si può quindi fare un primo bilancio e un confronto nel merito con il primo anno di governo Berlusconi della scorsa legislatura.

Nel primo anno di governo della Cdl, il Parlamento approvò definitivamente 99 leggi: nel primo anno di governo dell’Unione, le leggi approvate sono soltanto 35. Con Berlusconi, nello stesso periodo, il governo emanò 53 decreti legge, riuscendo a farne convertire 45, con Prodi, i decreti varati da Palazzo Chigi sono 30, e il Parlamento ne ha approvati 18.

Insomma camera e senato non lavorano affatto,i numeri dicono che si è soltanto al 30% dei provvedimenti in confronto alla precedente legislatura,giustamente si potrebbe obiettare che conta la qualità e non certo la quantità dei provvedimenti, ma tranne una finanziaria  tutta tasse, il decreto Bersani sulle liberalizzazioni e quello sull’indulto votato con il concorso di parte dell’opposizione,non vi è  traccia  di provvedimenti qualitativamente “consistenti”,viene da chiedersi se si lavora poco per la risicata maggioranza o per la conflittualità evidente nella coalizione governativa,io propendo per quest’ultima ipotesi.

E’ davvero quindi un mesto compleanno per il governo Prodi, il cui gradimento è ai minimi storici da un pezzo,nonostante la stampa amica  asservita tenti di convincere ultimamente con improbabili sondaggi di una  risalita dei consensi che non c’è.

Non passa giorno e non c’è argomento su cui non si litighi con distinguo  evidenti da parte ora di questo ora di quel partito, divisi su tutto insomma,ma alla fine prevale l’attaccamento alla poltrona.

Questo potrebbe sembrare un giudizio palesemente di parte, ma non è così, per rendersene conto basta leggere la stampa amica e di partito in questi ultimi giorni.

"Cara Unione così non va. L’Unione e il suo governo sono in difficoltà. C’è innanzitutto la difficile questione sociale. C’è poi la sconfitta elettorale di Palermo. E i Dico: dopo il Family day è sempre più complicato trovare una maggioranza per il sì alla legge. Sul conflitto di interessi, la maggioranza rischia di perdere pezzi". (L’Unità)
"La gente non è felice di questo centrosinistra. L’identità del governo è a un bivio. Forse è meglio dire che sta su un crinale ed è destinata a precipitare di qua o di là". (Liberazione)
"Se abbiamo l’impressione che sull’Ici ci sia nel governo un dialogo tra sordi, è perché lì convivono due idee diverse dell’Italia. Prevale nel governo la filosofia (incarnata da Visco, uno convinto che possedere una casa sia un lusso) secondo la quale la vita degli italiani è tutta scritta nel modello unico. Gli italiani pagano troppo. Tutti, reddito fisso e autonomi. E avvertono come più inique le tasse che colpiscono il loro unico vero patrimonio, la loro sicurezza: la casa". (Europa)
"La tv è sua (di Berlusconi), il Family day è suo ed è sua anche la Sicilia. Per completare, regaliamogli pure Rutelli e la Binetti, così il suo conflitto d’interessi resterà, ma noi staremo meglio". (L’Unità)
"Si capisce meglio, oggi, l’acrobazia di Piero Fassino che alla vigilia del Family day e del "coraggio laico" ha scelto di non stare né di là né di qua. Se avesse privilegiato uno dei due appuntamenti, forse il Pd si sarebbe arenato definitivamente". (Repubblica)
"Tanti anni fa i girotondini. Poi ci sono passati Berlusconi e Fini, quel tipo di Rivera, il Family day. Adesso pure quelli del Gay Pride. Insomma, tutti meno che lui. E si è scocciato. Garantito che se invece dei gay a San Giovanni ci andavano i mormoni, Fassino si presentava lo stesso". (Europa)
"Lo sciopero degli statali potrebbe essere il primo di una serie, un’escalation fino allo sciopero generale. Non basta l’olimpica serenità di Prodi per ridare fiducia al popolo del lavoro. L’imponente raduno dei pensionati, le proteste del pubblico impiego, il malessere operaio constatato da Giordano e Ferrero a Mirafiori sono tanti pezzi di un disagio crescente. Le tute blu hanno visto nei due esponenti politici i rappresentanti di un governo nel quale avevano riposto speranze enormi, attese miracolose, esagerate, e non soddisfatte". (L’Unità)

Ogni altro commento mi sembra davvero inutile e superfluo.


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16 maggio 2007

.....INTERESSI SENZA CONFLITTI !


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16 maggio 2007

ELEZIONI AMMINISTRATIVE SICILIA: BENE CDL.

Ottima performance elettorale della CDL in Sicilia,si è votato per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Siracusa, per il Sindaco a Palermo,Trapani,Agrigento e in altri 32 comuni superiori ai 10.000 abitanti.

Questi i risultati definitivi:

La sfida più importante quella per il Sindaco di PALERMO si è conclusa con la vittoria dell’uscente Diego Cammarata(CDL) che con il 53,5%  ha battuto lo sfidante Leoluca Orlando(Unione) che ha ottenuto il 45,2% dei voti,non senza polemica visto che Orlando ha parlato di brogli in alcune sezioni, ma sembra una polemica fondata sul nulla, visto il distacco di 30.000 voti che lo separano dal vincitore.

TRAPANI                       Girolamo Fazio(CDL) 64,7%       Mario Buscaino(Unione) 22,2%

AGRIGENTO                 Vincenzo Camilleri (CDL) 44,0%  Marco Zambuto(Unione) 35,3%

                                      si va al ballottaggio.                                RAGUSA PROVINCIA Antoci Giovanni (CDL) 65,4%  Barone Giuseppe (Unione) 25,8%

In totale dunque oltre che nella provincia di Ragusa,la CDL vince in 10 comuni tra cui Palermo e Trapani , la sinistra vince in 4 comuni, si andrà al ballottaggio tra 15 giorni per il comune di Agrigento e in altri 20 comuni non capoluogo. 

Una bella vittoria dunque, “Dedico questa vittoria ai miei tre presidenti: Berlusconi, Miccichè e Cuffaro". E' la prima dichiarazione di Diego Cammarata, riconfermato sindaco di Palermo al termine del test elettorale in Sicilia, tradottosi in un gran successo per la Casa delle Libertà. "La dedico a Berlusconi che mi ha dato la possibilità di crescere in un partito libero anche per tutto quello che ha subito e continuano a fargli subire come il conflitto di interessi e la legge ammazza-Mediaset. La dedico a Miccichè - ha continuato - perché senza di lui non sarei mai stato candidato cinque anni fa e non sarei stato rieletto oggi. Il mio terzo presidente - conclude - è Cuffaro, vero amico, leale sostenitore e alleato, grande governatore, che mi ha seguito e ha seguito la città non facendole mancare supporto".

Soddisfatto anche Berlusconi,  "Se le elezioni amministrative nel resto d'Italia avranno gli stessi "straordinari risultati" ottenuti dalla Cdl in Sicilia(“la Lombardia del sud” per la Casa delle libertà) , questo sarà "un messaggio inequivoco, una intimazione di fine al governo Prodi".

 




15 maggio 2007

PIL 1° TRIMESTRE 2007: ITALIA ULTIMO VAGONE D'EUROPA.

Secondo i dati preliminari sulle stime del PIL del 1° trimestre nella zona euro,diffusi stamattina l'Italia ha una crescita di +0,2% che porta il dato aggregato su base annua a + 1,4%.
L'Italia si conferma ultima tra i paesi maggiormente industrializzati dell'aerea UE,Francia e Germania(+0,5),Paesi Bassi (+0,6%), Spagna (+1,%), Portogallo e Austria (+0,8%) e Gran Bretagna (+0,7%).
Si fa sentire l'effetto della finanziaria 2007,composta per la maggior parte di nuove entrate derivanti da nuove o maggiori imposte che comprimono la crescita.


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13 maggio 2007

PIU' FAMIGLIA PER TUTTI !



“Come cittadini e come cattolici affermiamo che  ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese. Perciò la difenderemo con le modalità più opportune da ogni tentativo di indebolirla sul piano sociale, culturale o legislativo. E chiederemo politiche sociali audaci e impegnative.”

Grande Successo del family day a Piazza S.Giovanni a Roma,gli organizzatori parlano di almeno un milione di persone in piazza, oltre ogni più rosea previsione dunque, un flop clamoroso invece la contromanifestazione di Piazza Navona ,organizzata da socialisti,radicali e sinistra massimalista, presenti solo poche migliaia di persone.

Per  ribadire la centralità della famiglia come cellula fondante della società e chiedere politiche sociali adeguate,nonché la difesa della stessa dagli attacchi sempre più frequenti dell’ “incenso laicista” tantissime persone comuni giunte da ogni parte d’Italia,intere famiglie con  bambini al seguito,ma non solo, erano presenti due ministri del governo Fioroni e Mastella, i senatori a vita Cossiga e Andreotti e tutta la CDL al gran completo, Fini,Buttiglione,Casini, Carolina Lussana per la Lega Nord, delegazioni di Alternativa Sociale,Fiamma Tricolore,Nuova DC e naturalmente Silvio Berlusconi che ha sciolto le riserve dei giorni scorsi ed è intervenuto insieme alla delegazione di Forza Italia.

Il Cav. ha spiegato che "ero in dubbio se venire oggi a piazza San Giovanni" perche' "non volevo che si pensasse alla volonta' di strumentalizzare questa manifestazione. Questa mattina, tuttavia, ho letto la vignetta della prima pagina del Manifesto" che raffigurava un dialogo tra due persone nel quale una dice all'altra: 'Family Day, ci saranno un sacco di preti' e l'interlocutore risponde 'e' meglio lasciare a casa i bambini?'. "Questa vignetta - ha sottolineato Berlusconi - mi ha fatto decidere di venire a portare la mia testimonianza perche' e' una cosa indegna. C'e' ormai un movimento che e' contro la Chiesa - ha concluso Berlusconi - e a cui si vuole impedire di esprimere le proprie opinioni",c'è già stata una Chiesa del silenzio ed era nei Paesi comunisti, non credo che si possa accettare che qualcuno la voglia anche qui".

"Forza Italia non ha nulla contro le coppie di fatto - precisa inoltre il leader azzurro - pensiamo che debbano essere tutelati i loro diritti, pensiamo che si debba fare attraverso il codice civile che può essere anche migliorato". E ancora. "Penso che ci sia un rigurgito di laicismo, che è stato il male della nascita della nostra Repubblica".

I cattolici che militano nel centrosinistra "si trovano in contraddizione con loro stessi - prosegue - perché stanno con degli alleati come quelli dell'estrema sinistra che in tutti i provvedimenti di questo governo, che è loro ostaggio, lasciano l'impronta e il segno della loro ideologia" che "non ha niente a che fare con la dottrina sociale della Chiesa".

Una bella manifestazione ,una bella giornata per la famiglia e per l’Italia.








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12 maggio 2007

IGNORATE LE “PROVE DELL’INNOCENZA”.

Dopo l’assoluzione del 27 Aprile scorso di Silvio Berlusconi  al processo SME  per “non aver commesso il fatto” e “perché il fatto non sussiste” ,le motivazioni della sentenza sono state depositate ieri dai giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Milano.

Il quadro che esce dalle motivazioni è “devastante” ,per i magistrati della Corte d’Appello di Milano si sono “ignorate le prove dell’innocenza di Berlusconi” in pratica vengono sconfessati undici anni di inchieste e di “accanimento giudiziario senza precedenti”.

Questi in sintesi i principali punti delle motivazioni :

 

-E’ concretamente «ravvisabile carenza e contraddittorietà» nella sentenza con cui il tribunale, il 10 dicembre 2004, aveva deciso di assolvere Berlusconi solo per prescrizione dopo la concessione delle attenuanti generiche dall’accusa di aver versato sul conto svizzero «Rowena» del giudice Renato Squillante 434mila dollari (bonifico «Orologio», del 1991) attraverso il conto «Mercier» di Cesare Previti, e di aver concorso (con lo stesso Previti e Pietro Barilla) a corrompere con 200 milioni nel 1988 il giudice civile Filippo Verde, estensore della sentenza che nel 1986 bloccò la cessione a De Benedetti del colosso alimentare Sme. Per la corte d’Appello, infatti, non esiste correlazione tra il versamento «Orologio» e «atti riconducibili alla funzione giudiziaria concretamente esercitata» dall’ex capo dei gip di Roma. In primo grado, infatti, il tribunale, «mentre ha disatteso la testimonianza dell’Ariosto in merito alle dazioni corruttive in contante a favore di Squillante e ha, per altro verso, escluso la riferibilità a Berlusconi del bonifico del 26/7/88 al fine di condizionare l’esito del processo Sme, ha nel contempo ravvisato nel solo bonifico del 6/3/91 da Previti a Squillante (con fondi di provenienza Fininvest) la prova del continuativo asservimento del giudice agli interessi dell’imputato, senza individuare atti riconducibili alla funzione giudiziaria concretamente esercitata». Perché «a parere della corte, il dato più rilevante per contrastare la prova a carico è costituito dal fatto, (assolutamente incontroverso) e tuttavia ignorato dai pubblici ministeri territoriali, che, nel periodo in contestazione (tra il 1986 e il 6 marzo del 1991), nessun procedimento approdato all’ufficio Gip del Tribunale di Roma, ove Squillante avrebbe potuto influire direttamente o indirettamente, ha rivelato aspetti irregolari o discutibili». «Risulta, al contrario, che in quei pochi casi in cui poteva profilarsi un interesse di Berlusconi o di società del gruppo Fininvest i titolari dei procedimenti decisero coerentemente in conformità alla richiesta della pubblica accusa o, “mostrandosi più realisti del re”, assunsero iniziative contro le richieste del pm, ma in senso sfavorevole agli interessi di Berlusconi».

-Perché mai - scrivono i giudici - un imprenditore avveduto come Berlusconi, dotato di immensa disponibilità finanziaria, avrebbe dovuto effettuare, o meglio fare effettuare, un pagamento corruttivo attraverso la modalità (bonifico bancario) destinata a lasciare tracce, anziché con denaro contante, e per quale ragione il pagamento avrebbe dovuto essere eseguito attraverso il transito sui conti di Previti, anziché direttamente al destinatario?. E, infine, nemmeno valgono le testimonianze rese da Stefania Ariosto (la teste “Omega”), perché dalle sue dichiarazioni «possono trarsi elementi di giudizio sulla propensione corruttiva di Previti», ma «nessun serio indizio» a carico di Berlusconi.

-Nessun indizio può trarsene a carico di Silvio Berlusconi in ordine al reato a lui contestato a meno di non ritenere che tra lui e Previti, che certo era avvocato di affari Fininvest, si sia attuato un inedito procedimento di fusione identitaria, dando luogo a un nuovo, complesso soggetto di diritto derogativo del principio della responsabilità penale, proprio l’ineludibile distinzione giuridica delle posizioni dei personaggi comporta l’irrilevanza, rispetto a Berlusconi, di altre vicende narrate dall’Ariosto.

 Non solo dunque  i “PM territoriali” (Procura di Milano) , hanno ignorato le prove dell’innocenza di Berlusconi,ma anche i magistrati giudicanti di primo grado lo hanno fatto con una sentenza “carente e contraddittoria”, viene da chiedersi  se per “conclamata incapacità” o “accanimento e malafede” , io propendo per la seconda ipotesi.

Si è arrivati all’assurdo, lo stato di diritto recita che si è presunti innocenti sino a prova o sentenza definitiva inappellabile contraria, in tutti questi anni invece è accaduto esattamente l’opposto, c’era un colpevole che è rimasto tale sino a prova contraria, ossia sino a riconosciuta innocenza.

Esultiamo tutti dunque,poiché a un galantuomo è stata riconosciuta,al di la di ogni ragionevole dubbio,la sua innocenza dopo dodici anni di “persecuzione giudiziaria”.

Chi risarcirà questo “martire della malagiustizia” ?

Chi risarcirà la democrazia italiana di 12 anni di veleni e uso politico della giustizia?

A quando un monumento o una medaglia per il cittadino Berlusconi che impedì la svendita a "prezzi e condizioni di favore" di un'azienda statale che aveva soltanto bisogno come poi fu fatto di essere rilanciata?

                       


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11 maggio 2007

L' ADDIO DI TONY BLAIR .

Oggi annuncio la mia decisioni di lasciare il comando del partito laburista. Il 27 giugno consegnerò le mie dimissioni da primo ministro nelle mani della regina.

È stato un onore servire questo Paese. Con la mano sul cuore posso dire che ho fatto ciò che mi sembrava giusto per il mio Paese, mi scuso per le volte che ho fallito.

Con queste parole Tony Blair ha comunicato l’abbandono della leadership dei laburisti e della carica di primo ministro dopo 10 anni e dopo aver condotto il suo partito a tre vittorie consecutive.

Si chiude un’era dunque per l’Inghilterra,il successore designato di Blair è Gordon Brown , che eredita una situazione difficile dal punto di vista dei consensi,  per i laburisti infatti precipitano sempre più come hanno dimostrato le ultime elezioni amministrative,non a caso il leader dei conservatori David Cameron ha definito quello dei laburisti “un governo di morti viventi”.


10 maggio 2007

DDL GENTILONI SBUGIARDATO DALLA UE.

Mentre il ministro Gentiloni rilascia interviste in cui chiede di accelerare l’iter del disegno di legge sul riordino,ancora una volta,del sistema televisivo italiano,  giustificando la richiesta con il timore di un’imminente tsunami  elettorale visto l’impegno preso con gli elettori di modificare la legge Gasparri,il direttore della concorrenza  Ue Philip Lowe  scrive al ministro chiedendo chiarimenti e precisando la posizione comunitaria su alcuni aspetti fondamentali del ddl.

Tra le altra cose Lowe ribadisce che,nella UE  il tetto del 45% della raccolta pubblicitaria non si applica come limite di  “posizione dominante” ,ma viene deciso caso per caso, e che non si può spacciare  come applicabile al mercato pubblicitario tv una norma che invece fa riferimento solo «ai mercati della comunicazione elettronica».

Il capo di gabinetto del commissario alla concorrenza Viviane Reding suggerisce a questo punto, in modo esplicito, di «modificare la formulazione della disposizione in questione, onde evitare di utilizzare termini fuorvianti ed eliminare il riferimento improprio al quadro normativo comunitario». E ancora gli si rivolgono osservazioni e richieste di modifica su altre questioni strettamente tecniche.

Tutto il contrario di quanto sostiene Gentiloni e cioè che le soglie antitrust si giustificano in tutti i Paesi occidentali dove c’è una minaccia al pluralismo e alla libertà di espressione per un eccesso di concentrazione.

Un vero e proprio ceffone dunque,al quale il ministro dovrà a breve termine rispondere fornendo i necessari chiarimenti richiesti,che fa il paio con quello ricevuto nell’ottobre scorso quando a Strasburgo tentò di far approvare dall’europarlamento un emendamento che parificava le telepromozioni agli spot bocciato dal voto congiunto di socialisti,PPE e liberali.

Insomma si collezionano figuracce in serie al solo scopo di danneggiare le aziende di Berlusconi, infischiandosene se con questo si danneggia anche la RAI azienda pubblica, forse sarebbe meglio che Gentiloni e il governo da oggi in poi si occupino di questioni serie invece che rendersi ridicoli nelle istituzioni internazionali.


7 maggio 2007

ASINI CHE RAGLIANO !

 Quello che non è riuscito per via giudiziaria e per via elettorale,ovvero l'eliminazione di Silvio Berlusconi dalla vita politica, la sinistra italiana lo vorrebbe realizzare tramite un'assurda legge sul conflitto di interessi,la quale prevede l'incompatibilità delle cariche di governo per coloro che sono imprenditori con un patrimonio superiore ai 15 milioni e nel caso l'affidamento a un “ blind trust” cieco o nella peggiore delle ipotesi l'alienazione del patrimonio.Viene difficile capire che differenza fa avere 15 o 1 milione di patrimonio oppure 100, ma tant'è questo già spiega l'assurdità di questa proposta di legge,insomma possono accedere a cariche di governo soltanto coloro che hanno passato l'esistenza nei quadri del partito o del sindacato, che al massimo hanno fatto i boiardi di stato, E IN VITA LORO NON HANNO MAI LAVORATO.
Autorevoli esponenti della sinistra, Prodi, Franceschini, Fassino ,Giordano,Bertinotti e chi più ne ha più ne metta parlano di legge giusta e appropriata sull'esempio americano,ma come al solito sono “asini che ragliano” senza sapere di che parlano.
Con una simile legge personaggi come John F. Kennedy e Franklin Delano Roosevelt che erano titolari di patrimoni immensi non sarebbero mai diventati Presidenti degli Stati Uniti,in america non esistono limitazioni economiche per chi si candida a cariche pubbliche.
Ma non solo il “blind trust” è una tradizione più che un'obbligo di legge che è regolato da stato a stato e da carica a carica,ma in ogni caso esso mai prevede l'alienazione a terzi e addirittura all'insaputa del titolare.
E' superfluo dire che più si è ricchi e meno si può essere condizionati da piccoli e grandi interessi legati alla carica pubblica, come diceva qualche giorno fa Alan Dershowitz, giurista di fama internazionale della Scuola di Legge dell’Università di Harvard, per i cittadini americani avere alla Casa Bianca uno come Bill Gates sarebbe il massimo, ma chi glielo spiega ai nostri “asini nostrani”, che,da buoni nipotini di Stalin e Pol Pot , vedono nella ricchezza il nemico da combattere, l'odio di classe e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo?
Sul conflitto di interessi americano ne avevo già parlato tempo fa qui, mi limito soltanto a un breve sunto: “Negli Stati Uniti, la materia è regolata da un codice di “leggi etiche” di 90 pagine, disponibile presso l’United States Office of Government Ethics. Le norme non si occupano dei conflitti potenziali, piuttosto puntano sulla trasparenza e si limitano a sanzionare penalmente i comportamenti privati che confliggono con gli interessi pubblici. “Va segnalato – si legge nel report del 31 ottobre 2003 del Congresso degli Stati Uniti che fa il punto delle leggi americane sul conflitto di interessi – che non esiste alcuna legge federale che richiede espressamente a un particolare funzionario federale, o a una categoria di funzionari, di mettere i propri assets in un fondo cieco per esercitare un lavoro pubblico all’interno del governo federale”. Ancora: “I funzionari federali e gli impiegati non sono obbligati a dismettere i loro beni per evitare il conflitto di interessi. Piuttosto… i metodi principali di regolamentazione dei conflitti di interessi, a norma delle leggi federali, sono l’esclusione e la trasparenza (disclosure)”. Le leggi americane, dunque, non impediscono a priori a nessuno, neanche a un simil Berlusconi locale, l’elezione o la nomina a cariche politiche o di governo. Non forzano la vendita, non obbligano a mettere in un fondo cieco il proprio patrimonio. La legge americana prescrive esclusivamente “l’esclusione”, cioè la ricusazione, l’astensione dal partecipare a decisioni pubbliche che potrebbero favorire interessi privati, e poi la trasparenza, cioè rendere pubblici i propri interessi finanziari.
Ma, attenzione, l’obbligo di non partecipare alle decisioni pubbliche potenzialmente confliggenti con gli interessi privati vale soltanto per i funzionari di governo e per gli impiegati federali, non si applica né al presidente degli Stati Uniti né al vicepresidente né ai parlamentari di Camera e Senato né ai giudici federali (articolo 202, comma c del codice degli Stati Uniti). Ancora prima che questa esplicita esenzione fosse iscritta nel codice, era consuetudine consolidata escludere presidente e vicepresidente dalle norme sul conflitto d’interesse, per lo stesso motivo per cui non sono mai state applicate ai parlamentari:
“Una ricusazione obbligatoria potrebbe interferire con i doveri di presidente e vicepresidente richiesti dalla Costituzione”, perché in democrazia è più importante l’interesse pubblico che gli eletti sono chiamati a perseguire, piuttosto che il potenziale conflitto con gli interessi privati.
Negli Stati Uniti, dunque, il potenziale conflitto di interessi del capo del governo e dello stato, del suo vicepresidente, dei senatori e dei deputati è così poco regolato da far apparire draconiana la legge Frattini.
Ha ragione dunque Berlusconi quando parla di killeraggio politico , ma sono altresì convinta che questi sistemi rappresenteranno un boomerang per la sinistra italiana,senza contare che, settori della stessa maggioranza da Mastella a Boselli e Capezzone sono in netto disaccordo e dunque la strada per il disegno di legge è tutta in salita.
Ci sarebbe poi da discutere sulla costituzionalità della legge in questione, ma è un'argomento di cui mi occuperò in seguito.


7 maggio 2007

LE PRESIDENT NICOLAS SARKOZY .

Spuntare le unghie dei sindacati; ridurre il carico fiscale, ridimensionare lo Stato sociale e il pubblico impiego; adottare una politica estera autonoma, ma più vicina a Washington di quella di Chirac; ridimensionare l'impresentabile "costituzione europea"; introdurre regole più severe per l'immigrazione, iniziando dalle politiche di riunificazione familiare; tenere fuori la Turchia dall'Unione europea; imporre un giro di vite sul crimine.

Questi alcuni dei punti più qualificanti del programma di Nicolas Sarkozy che oggi nel ballottaggio presidenziale francese si è imposto nettamente sulla rivale Segolene Royal , 53,06% contro il 46,94% (98% dei voti scrutinati).

"La netta affermazione di Nicolas Sarkozy dimostra la volontà di cambiamento che sta attraversando tutta l'Europa e non solo la Francia. La sconfitta della Royal è un'ulteriore prova del fatto che gli europei considerano ormai esaurita la capacità di governare della sinistra". Così Silvio Berlusconi commenta le elezioni per l'Eliseo.
"Sono legato a Nicolas Sarkozy - aggiunge Berlusconi - da antica stima ed amicizia sul piano personale. Sul piano politico Sarkozy condivide gli stessi valori e gli stessi principi che sono alla base del nostro impegno politico e il programma che egli ha presentato ai francesi coincide sostanzialmente con il nostro. A Nicolas Sarkozy vanno le mie più affettuose congratulazioni e gli auguri più cordiali per la sua presidenza".
Il neopresidente Nicolas Sarkozy ha telefonato in serata al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Lo riferisce il portavoce dell'ex premier Paolo Bonaiuti, sottolineando che si è trattata di una "cordiale conversazione" e di una telefonata di "cortesia". Il presidente francese ha raggiunto telefonicamente il Cavaliere nella villa di Macherio. Berlusconi, ha detto Bonaiuti, si è congratulato con Sarkozy per la vittoria.

06/05/07

E’ la vittoria della politica che parla alla gente,al popolo e non al palazzo e ai salotti buoni, è la politica della destra moderna,fatta di pragmatismo e concretezza che lascia alla sinistra sofismi e orpelli ideologici,la politica del fare contro quella delle chiacchiere.

Qualcuno obietterà che questo è populismo spiccio,e chissenefrega , la politica deve appunto rispondere innanzi tutto ai bisogni del popolo, la moralità in politica è appunto “mantenere gli impegni assunti con il corpo elettorale” , da questo punto di vista sono sicura che Sarkozy non deluderà le attese,i francesi lo hanno votato perché lo hanno già visto all’opera come ministro.

Infine nella ridda dei commenti del dopo voto francese ce ne sono almeno due a mio avviso che meritano di essere segnalati,quello di Prodi che si è congratulato con Sarkozy per la vittoria,definendolo un’amico e con l’affetto di sempre, tutto questo mentre fino a ieri è intervenuto nella campagna elettorale francese schierandosi a fianco della rivale del neo presidente, e quello di Marco Follini leader ??? dell’Italia di mezzo spostata a sinistra,che ha definito “centrista il discorso di Sarkozy alla Francia dopo la vittoria”,per favore qualcuno gli spieghi che il “salto del fosso” dopo averlo fatto in Italia ,non lo può fare anche in Francia e dovunque ce ne sia l’opportunità.

E’ tutto da ridere,se non ci fosse da piangere.




6 maggio 2007

DI PIETRO: NEL PD FORSE DOPO EUROPEE 2009 .

"Per ora abbiamo lanciato l'idea di un' area liberaldemocratica che rappresenti, con il nostro apporto, la 'terza gamba' del centrosinistra. Come laici e liberaldemocratici vogliamo confrontarci con il Partito democratico per gettare le premesse per una futura, possibile confluenza". Così il leader di Idv Di Pietro, su un possibile ingresso del suo partito nel Pd, dal palco della Fiera di Roma dove l'Idv ha organizzato una giornata nazionale di confronto politico. "Pensiamo di presentarci alle Europee del 2009 con il nostro simbolo e la nostra identità. Sarà l'occasione per valutare i risultati del nostro impegno".

05/05/07-Rainews

E’ davvero sorprendente che Di Pietro voglia rimandare così a lungo il suo ingresso ufficiale nel partito democratico.

Non si capisce infatti perché non lo abbia fatto da subito, Di Pietro infatti si può certamente annoverare tra i “padri fondatori “ del PD, il quale non è nato adesso , viene da lontano, correva l’anno 1995, e Di Pietro era già nell’organigramma del futuro partito.

Telefonata intercorsa tra Antonio Di Pietro e Carlo De Benedetti

ore 10:31 del 19 novembre 1995 (dagli atti del Tribunale di Brescia):

Di Pietro: ‘Pronto?’

De Benedetti: ‘Dottor Di Pietro?’.

D.P.: ‘ Sì...’.

D.B. : ‘Non...l’ho svegliata?’.

D.P. : ‘No...assolutamente, come va innanzitutto?’.

D.B. : ‘Sono Carlo De Benedetti, bene.

D.P. : ‘Sì...l’avevo riconosciuta benissimo, come va...che piacere sentirla.

D.B.: ‘Bene, bene... anch’io’.

D.P.: ‘Noi, a questo punto, ho capito che abbiamo tanti amici comuni.

D.B. : ‘Eh, ne abbiamo tanti ... sicuro.

D.P.: ‘Tanti amici comuni, con cui lavoriamo insieme.

D.B. : ‘Bene... e Prodi è uno di questi... no?’.

D.P. : ‘Prodi è uno di questi, sì, in questo momento, pensi, sono davanti al computer.

D.B. : ‘Sì’.

D.P. : ‘Eh, sto scrivendo un’affettuosa lettera di... e... attenzione verso Prodi, che credo farò con Scalfari pubblicamente, perché lui più volte mi sta tirando in ballo in questi giorni e voglio raccomandargli discrezione e serenità, ma lo faccio in modo molto cordiale.

D.B.: ‘Sì, ma quando...ehm... il suo progetto va avanti?’.

D.P. : ‘Il nostro progetto... il nostro, eh sì, il mio progetto va avanti, sta, stiamo lavorando... ma quando avremo modo di parlarne, poi gliene preferisco parlargliene a voce.

D.B. : ‘Con grande piacere.

D.P. : ‘Sì’.

D.B.: ‘Quando lei vuole, io, ho piacere anch’io...’.

D.P. : ‘Sì’.

D.B. : ‘Di... qualche, anche perché secondo me ci vuole un’accelerazione dei tempi.

D.P.: ‘Credo che ci sia un’accelerazione in tanti sensi, devo dire che anche noi stiamo facendo parecchio, anche poi...grazie ad amici comuni, insomma ecco...’.

D.B. : ‘Uhm...uhm... senta una cosa, poi ne parliamo perché mi interessa anche sapere la sua idea... su questa pseudo o finta entrata di Romiti.

D.P. : ‘Eh... non lo so se poi è pseudo o se è finta (sic!)...credo che sia una variabile...anch’io ci sto riflettendo...Eh...eh...eh... per certi versi interessante, per certi versi uhm.. come si può dire...uhm.

D.B.: ‘Conturbante’.

D.P. : ‘Conturbante... conturbante, perché credo di capire dove vuole andare a virare.

D.B. : ‘Mah...le dirò... io penso che tutto qu... io mi sono convinto di quello che una volta anche lei mi ha detto, e cioè che bisogna evitare il partito-azienda, ora questo...’.

D.P. : ‘Eh... sì.

D.B. : ‘Quello di Berlusconi è una cosa del tutto anomala, però... in fondo, io trovo che tutte le invasioni di campo...’.

D.P. : ‘ Mah... quello... che partito azienda è azienda potere, quindi...’.

D.B. : ‘Quindi è una cosa diversa infatti.

D.P.: ‘Ancora un po’ più...più.

D.B. :’Al peggio, in quanto...’.

D.P. :’ Que...qui siamo...’.

D.B.: ‘Senta, quando lei ha un momento mi telefoni che ci vediamo settima... settimana prossima senz’altro me ne farò carico.

D.P.: ‘Grazie dottore.

D.B.:’ Grazie a lei, arrivederci.




3 maggio 2007

IMMIGRAZIONE: PRONTI AL REFERENDUM .

Il vice coordinatore di Forza Italia on. Fabrizio Cicchitto ha annunciato che Forza Italia è pronta al referendum contro il nuovo disegno di legge sull’immigrazione “ che elimina  praticamente ogni regola all’ingresso degli immigrati nel nostro Paese e rischiando cosi’ di provocare un’invasione di massa senza alcun tipo di controllo di chi arriva in Italia, con inevitabili ricadute sotto il profilo della criminalita’". 

"Questo provvedimento fa il paio con il progetto di dare la cittadinanza italiana agli immigrati che vivano nel nostro Paese da almeno cinque anni, con conseguente diritto di voto amministrativo.

Per quanto ci riguarda, se tali modifiche alla Bossi-Fini dovessero diventare legge siamo pronti al referendum e contiamo sul sostegno della maggioranza degli italiani, che in queste ore stanno dimostrando a quali pericolose tensioni andremmo incontro nell’eventualita’ di un’invasione di massa e senza controllo alcuno di immigrati”.

03/05/2007

 

Riguardo a questo argomento che,credo stia a cuore a tutti gli italiani, segnalo il comunicato di Michela Vittoria Brambilla , Presidente Nazionale dei  “Circoli della Libertà” che hanno iniziato una raccolta di firme contro il DDL delega sull’immigrazione, chiunque senza alcun obbligo politico può recarsi a firmare presso uno dei tanti Circoli della Libertà presenti nella stragrande maggioranza dei comuni italiani, è cosa buona raccogliere quante più firme è possibile,pertanto non esitate,nessuno lo farà per vostro conto.

 

DAL 28 APRILE RACCOLTA FIRME CONTRO IL NUOVO DDL DELEGA DI FERRERO E AMATO.

A partire da sabato, nelle principali piazze d'Italia, i Circoli della Libertà organizzano una raccolta firme contro il ddl delega sull'immigrazione approvato dal consiglio dei ministri.

Prima di tutto i dati, quelli veri. Primo, non è affatto vero che oggi, in Italia, su 3,7 milioni di immigrati, solo 760 mila siano gli irregolari e/o i clandestini. Questi ultimi sono almeno tre volte di più e crescono al ritmo di almeno 50 mila al mese, forse anche più. Secondo, tutti i tentativi fatti fino ad oggi per arginare questo sempre crescente flusso di sans papiers sono, in gran parte, falliti. I motivi sono tanti. Il primo è che vi sono troppe frontiere da controllare, al nord come al sud, il che fa sì che, mentre si accentuano i controlli su una determinata frontiera, ad esempio le coste siciliane e calabre, i clandestini, assai spesso gestiti o manovrati da organizzazioni ad hoc, cambiano itinerari cercando sempre nuovi e più accessibili varchi. Il secondo è che, alle spalle di questa immigrazione irregolare, manovrano spesso organizzazioni criminali che, avendo ormai sponde e riferimenti molto attivi e strutturati anche in Italia, favoriscono, in ogni modo e ovviamente per un loro tornaconto, questi flussi. A conti fatti - da qui l'allarme da tempo lanciato dal nostro ministero dell'interno - queste organizzazioni di matrice straniera ma operanti anche in Italia, sono addirittura 18 e delle più diverse etnie. Si va, infatti, dalla Triade cinese che controlla gran parte dell'importazione in Italia di prodotti contraffatti provenienti dalla Cina e da altri paesi del Sud est asiatico, alla mafia albanese oggi leader nel settore della prostituzione, a quella rumena che, in combine con quella turca, opera soprattutto nel campo della droga a quelle, infine, magrebina e senegalese, orientate a gestire oggi ogni genere di traffico e di attività illeciti. C'è di più: con alcune di esse, sulle varie sponde europee, opera in combine l'ndrangheta, diventata ormai l'organizzazione criminale principe, per volume di affari e per raggio di azione, nel mercato della droga, dell'usura, del riciclaggio del denaro sporco, del toto nero ed anche del racket. La conclusione è una sola: queste organizzazioni, per rafforzare il loro radicamento in Italia e aumentare, nello stesso tempo, l'area dei loro traffici, hanno assoluto bisogno di mano d'opera che, da un lato, sia la più anonima possibile e, dall'altro, possa essere tenuta stretta grazie ad ogni forma di ricatto. E chi, se non l'immigrato clandestino, può servire a questo scopo? E veniamo quindi al dunque. La bozza di legge delega (non se ne conosce ancora il vero articolato) varata dal consiglio dei ministri la scorsa settimana e che tenta di disciplinare, in diverso modo, i flussi di immigrazione, risulta aberrante per almeno tre motivi. Il primo è che, facendo una scelta di campo tutta diversa da quella adottata dagli altri paesi del Nord Europa ma anche dalla Spagna, privilegia i diritti dell'immigrati rispetto a quelli che, invece, dovrebbero essere i suoi doveri nei confronti del paese che lo accoglie. C'è chi sostiene che questa scelta di campo del governo Prodi sia dovuta al fatto che si intenda favorire in ogni modo la crescente domanda di immigrati da parte delle nostre imprese. Il che può anche essere giusto, ma aprire questi nuovi e assai più flessibili varchi all'immigrazione, senza parallelamente affrontare anche il problema dei controlli da esercitare su questo crescente flusso è, proprio per le ragioni che abbiamo prima illustrato, pura follia. Un conto, infatti, è legittimare l'ingresso, in Italia, di immigrati che abbiano già in tasca un contratto con queste imprese, un altro, ben diverso, è dare all'immigrato il diritto di entrare e soggiornare in Italia quanto e come vuole per il solo fatto di poter esibire - e in che modo non si sa - un reddito che comunque ne garantisca la sua sopravvivenza. Questo per dire che è proprio aberrante, nel contesto in cui si muove oggi l'immigrazione in Italia, legalizzare il concetto della "autosponsorizzazione" con il quale ogni immigrato può d'ora in poi arrogarsi il diritto di restare quanto vuole e come vuole in Italia se ha un po' di spiccioli in tasca o se ha alle spalle un'associazione o un ente in grado di garantirglieli. Per arrivare al succo: può darsi che, in alcuni casi, il rapporto tra questo immigrato e lo Stato italiano possa essere legittimo e trasparente, ma è altrettanto certo che, in molti altri casi, si legittimerà la presenza in Italia di immigrati che, per assicurarsi questo reddito da esporre, sono già finiti o stanno per finire sotto il cono d'ombra delle organizzazioni criminali, della cui invasiva presenza nel nostro paese abbiamo già accennato. La verità - ed è questo il motivo per cui proprio gli indirizzi e le finalità di questa legge delega vanno respinti in toto - è che questa normativa farà di questo paese una specie di grande gruviera che darà ulteriore spazio di manovra ad ogni tipo di attività illecita o addirittura criminale. Tutto il contrario delle normative in atto negli altri paesi, tutto il contrario delle normative europee fissate, a suo tempo, con il trattato di Shengen.
Difatti, a tirare un sospiro di sollievo sono i nostri alleati europei a cui questa normativa italiana fa fin troppo comodo perché, pressando loro, invece, sui controlli a stretto raggio su ogni tipo di presenza straniera nel loro territorio, non vedono l'ora che questo flusso crescente di immigrazione indistinta si incanali in paesi, come appunto l'Italia, che, da questo punto di vista, non vanno tanto per il sottile accettando tutti e non controllando, in pratica, più nessuno.
E la povera Italietta sarà così sommersa da sempre maggiori e più aggrovigliati problemi.

Michela Vittoria Brambilla


2 maggio 2007

SQUADRISTI ROSSI .

Che c'entrate con il Primo maggio? Sei un democristiano, non hai diritto su questa piazza, te ne devi annà». Le urla e gli insulti esplodono davanti al tavolo dei volontari che raccolgono le firme per il referendum sulla legge elettorale, sotto la statua di San Francesco a piazza San Giovanni, dove si svolge il tradizionale concertone del primo maggio.
L'atmosfera fino a quel momento è serena: Mario Segni si ferma a parlare con i giovani che firmano: «'81, '85, guardi qua, addirittura uno nato nell' '88... Beati loro». Poi, all'improvviso, quelle urla, l'intimazione a non firmare: «È una legge truffa - grida un 40enne davanti al tavolo - il maggioritario lo vuole la P2, questo è un massone, che c'entri tu con il Primo maggio, che diritti hai su questa piazza», urla rivolgendosi a Segni.
Poi gli insulti si fanno più pesanti, l'uomo spinge i tavoli e butta via i volantini. Alcuni giovani provano a fermarlo, altri strappano i manifesti. Qualche minuto di tensione, poi torna la calma mentre arriva la polizia. Segni, sempre rimasto seduto al tavolo, commenta sereno: «Hanno tutto il diritto di esprimere la loro opinione. D'altronde - dice Segni indicando un volantino attaccato allo stand del Prc, situato accanto al tavolo dei referendari - Rifondazione comunista invita a non firmare. Noi siamo qui per un diritto democratico, loro hanno il diritto di non essere d'accordo», conclude Segni.
«Erano ragazzi di Prc - ricostruisce Enzo Curzio, coordinatore di Roma per il referendum - che invitavano a non firmare per il referendum. A Segni non è successo nulla solo perché noi dello staff lo abbiamo protetto e perché è giunta la polizia municipale». Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato promotore del referendum, esprimendo il suo sconcerto per l'aggressione verbale a Segni, se la prende con Bertinotti. «Mi preoccupa, e molto, che questi atti possano, seppur in una prospettiva delirante, trovare un'oggettiva sponda nelle parole di chi non più di una settimana fa ha dichiarato che il referendum rende un cattivo servizio alla democrazia».

Corriere della Sera 01/05/07

 

Pare che i “fascisti rossi” abbiano portato via la documentazione relativa a circa 200 firme, hanno uno strano concetto della democrazia  queste teste d’uovo, nonostante questo a più riprese tentano di impartire lezioni agli altri.

E’ inutile, non c’è niente da fare, quando una minoranza tenta con la forza di impedire al popolo di esprimersi,è l’anticamera del regime, e costoro che sono stati e sono  “complici morali ed ideologici” di tutte le peggiori dittature del mondo, non temono concorrenza in materia, l’unica cosa che temono è la democrazia.


1 maggio 2007

LIBERO MERCATO: CHI LO HA VISTO?

L’accordo tra Mediobanca, Intesa, Generali, Benetton e la spagnola Telefonica per l’acquisizione di una quota di controllo di Telecom, sembra chiudere definitivamente la vicenda in atto ormai da diversi mesi.

Le Generali sono  intervenute nella vicenda Telecom a difesa dell’italianità del gruppo di tlc, augurandosi che se fosse necessario, in futuro, il governo intervenga a difesa dell’italianità della stessa Generali.
Lo ha affermato il presidente della compagnia triestina, Antoine Bernheim, durante l’assemblea, svelando di essere stato contattato dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa.
“Quando mi ha contattato su Telecom – ha affermato - gli ho detto che non ci occupiamo di telefoni, ma di assicurazioni; però se ci fosse stata un’azione complessiva, di interesse generale, avremmo partecipato. Poi gli ho detto: ‘visto che siete pronto a difendere l’italianità di Telecom, spero che, se accadrà alle Generali, il governo sia pronto a difendere l’italianità di Generali e venga in nostro aiuto’.”

“Sulla cessione di Olimpia a Telefonica-Mediobanca-Generali-Intesa Sanpaolo, pesa l’ombra dell’interventismo di governo e maggioranza e l’esclusione dei piccoli azionisti”.
La pensa così Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia, “ penso che peggio di cosi’ difficilmente potesse andare, in termini di interventismo governativo tanto negato quanto praticato e in termini di immagine disastrosa dell’Italia come luogo in cui investire".

Della Vedova  ha  preannunciato un’ interrogazione parlamentare al ministro Padoa-Schioppa sulla telefonata al presidente di Generali Bernheim".

Durissimo nella maggioranza anche Capezzone che parla di “gravissime interferenze politiche”.

Tronchetti-Provera infine si è tolto diversi sassolini dalle scarpe,ha attaccato il governo e i media compiacenti, e ha affermato  che : “in Italia non c’è spazio per imprenditori autonomi ,questo è un Paese che vede in modo anomalo l'imprenditore. O ne mette in discussione il ruolo. Oppure lo concepisce come valido solo se subalterno”.

Tutto nella normalità dunque, il libero mercato in Italia allo stato attuale è un’utopia, ma la Merchant Bank di Palazzo Chigi funziona alla perfezione, una tribù governativa di banche amiche ha preso il controllo di Telecom.


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