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  Aurora86 AZZURRA LIBERTA' - * BLOG MORALMENTE INFERIORE *
 
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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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27 aprile 2007

UN MARTIRE DELLA MALAGIUSTIZIA .

Silvio Berlusconi è stato assolto dai giudici della seconda corte d'appello di Milano nel processo Sme. La procura generale lo scorso 26 marzo aveva chiesto la condanna a cinque anni di reclusione per il leader di Forza Italia, accusato di corruzione in atti giudiziari.

I giudici hanno assolto Berlusconi dall'accusa di corruzione in atti giudiziari per i 434 mila dollari che da un conto Fininvest sono finiti al giudice Squillante attraverso Cesare Previti. Per questo capo d'accusa l'assoluzione, in base all'art.530 comma 2 (la vecchia formula dell'insufficienza di prove) è nel merito per non aver commesso il fatto. In primo grado Berlusconi per questo campo di imputazione era stato prosciolto per prescrizione grazie alla concessione delle attenuanti generiche. Per quanto riguarda invece il capo di imputazione sui 100 milioni di lire passati dal conto di Pietro Barilla al giudice Squillante, i giudici hanno confermato l'assoluzione, come in primo grado, perché il fatto non sussiste.

E così dopo 12 anni di veleni, accuse gratuite,gogna mediatica ,finalmente giustizia è fatta, accuse che si basavano come sempre,come al solito  sul teorema “non poteva non sapere”  e nulla più.

Sono 12 anni che aspetto,era ora che si facesse un po’ di giustizia, queste le prime parole di Silvio Berlusconi dopo che gli avvocati Ghedini e Pecorella lo hanno informato della sentenza, sottolineando che al contrario di tanti comuni cittadini lui ha i mezzi per difendersi.

E’ vero il Cav. ha le spalle larghe ne ha passate tante, chiunque altro al suo posto, dopo gli attacchi più micidiali e sleali che gli sono stati rivolti,avrebbe mollato tutto da un pezzo,sarebbe scomparso non solo dalla scena politica,ma anche da quella imprenditoriale, non lui però che è un leone, il leone della libertà.

Di fronte alla inconsistenza delle accuse fabbricate da PM che vogliono “governi condivisi” (Sic) e operano per “cambiare la società da dentro le istituzioni” ,la magistratura giudicante non si è potuta esimere,come già nel processo di primo grado, dal riconoscere la totale estraneità alle accuse che gli venivano contestate.

Adesso chi risarcirà il cittadino Berlusconi? E soprattutto chi risarcirà  la democrazia italiana condizionata per tutti questi anni dai veleni e dall’uso politico della giustizia?

A quando un monumento al cittadino Berlusconi che si adoperò per impedire una svendita a “prezzo e condizioni di favore” di un’azienda italiana che aveva soltanto bisogno di essere rilanciata?

Mi piacerebbe una risposta a queste domande,ma forse la migliore risposta l’hanno data in tutti questi anni i tantissimi cittadini e elettori che hanno dato il loro consenso a Silvio Berlusconi e alla CDL ,convinti di votare per un galantuomo.

Voglio chiudere questa mia riflessione riportando alcuni brani dai verbali del processo di Brescia a Antonio Di Pietro, che non fu condannato perché non sussistevano elementi penalmente rilevanti, ma sicuramente moralmente e politicamente riprovevoli,che aiutano a capire come si tentò di attuare la “via giudiziaria al potere”.

 

Brescia, settembre 1996.

Il Maresciallo dei Carabinieri Giovanni Strazzeri si presenta a palazzo di Giustizia per rendere una testimonianza. Spiega perché in febbraio si è congedato dall’arma, e ricostruisce il suo lavoro in procura:

<<L’80% della attività di indagini eseguite dai magistrati impegnati sul fronte della pubblica amministrazione era ed è concentrato sui vari filoni di indagine a carico del Gruppo Fininvest>>

<<Il procuratore Borrelli aveva avvertito che chiunque avesse trovato informazioni sia sulle società Fininvest, sia su Silvio Berlusconi, bisognava informarlo immediatamente, per far conseguire una promozione>>

<<Volevano a tutti costi arrestare Paolo Berlusconi per spingere il fratello Silvio a dimettersi da Presidente del Consiglio>>

<< Di Pietro mi disse:”Strazzeri, dobbiamo impegnarci. Abbiamo fatto fuori quelli della DC, quelli del PSI, e adesso dobbiamo far fuori Silvio Berlusconi, eliminato lui, potrò andare io al governo, perché io rappresento l’area moderata e col consenso di tutta la gente, potrò andare a Palazzo Chigi tranquillamente”>>

<< [la segretaria di fiducia di Davigo] Da quando è iniziata l’inchiesta ha rilasciato, ai soli giornalisti accreditati ai corridoi della Procura(quelli dell’Espresso, Repubblica, Unità, Corriere della Sera), notizie riservate e copie degli atti istruttori>>.

 

Nel gennaio 1994, << in diverse occasioni, quando mi trovavo negli uffici di Di Pietro sentii dire da colleghi che al telefono c’era per lui l’On. Violante. Non riuscivo a rendermi conto quali rapporti ci fossero tra Di Pietro e il suddetto parlamentare. Me ne resi conto subito dopo, quando verso la metà del mese di novembre del 1994 entrai nell’ufficio di Di Pietro per vedere se vi era il mio collega Corticchia.

Mentre parlavo con la segretaria, squillò il telefono, rispose un collega che disse a Di Pietro: “Dottore, c’è al telefono per Lei da Roma l’On. Violante”. Glielo passò. Dopo qualche secondo sentii:

“Luciano è tutto pronto, però dobbiamo agire con cautela. D’accordo con Borrelli abbiamo pensato di aspettare il vertice di Napoli. Questa volta non dobbiamo fallire come è accaduto con il fratello Paolo. Vedrai che faremo un gran lavoro, questa volta non ti deluderemo”…>>

Il Maresciallo venne arrestato per calunnia, che giuridicamente è una novità assoluta.

Corticchia confermerà quanto detto da Strazzeri.


27 aprile 2007

BULIMIA DA RIPENSAMENTO/2

Quando Craxi nel 1993 pronunciò il suo discorso sul malaffare diffuso e sul finanziamento illecito, io ero in aula. Si votava l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti. La nostra reazione fu di dire: “Ora stiamo parlando di te, non di noi”. Invece sarebbe stato più utile riprendere il suo ragionamento».
Fassino ha detto che Craxi potrebbe stare nel pantheon del Pd.
«Fassino ha una famiglia con una lunga tradizione socialista. Ognuno ha il suo pantheon ideale».

Lei ha detto che non ama il giacobinismo che produce vantaggi editoriali. A chi si riferisce?
«A Marco Travaglio, per esempio».
Nel Pd c’è chi ha rispolverato la formula «i meriti e i bisogni». Per primo la usò il socialista Claudio Martelli a Rimini, nel 1982.
«Io non sto simpatico a Martelli e la cosa è reciproca. Però lo considero uno dei migliori ministri della Giustizia che abbiamo avuto. E se dovessi fare un’antologia dei discorsi politici in Italia, quello ci starebbe».

Il miglior ministro del precedente governo?
«Beppe Pisanu. Ha superato le aspettative».
Il ministro meno efficace, oggi?
«Non ho capito bene che cosa stia facendo Di Pietro… A parte occuparsi delle cose altrui».

Luciano Violante 26/04/07

 E’ un’ulteriore dimostrazione,casomai ce ne fosse ancora bisogno che, con gli esponenti del PCI-PDS-DS-PD e quello che verrà dopo, la “regola dei venti anni” funziona sempre e a pieno regime.

Sono sempre più convinta che tra qualche decennio,Berlusconi sarà nel Pantheon del Partito Democratico.

I prossimi “ripensamenti” di Violante magari riguarderanno le sue telefonate a Di Pietro nel novembre 1994, così come confermate dai marescialli Strazzeri e  Corticchia ,oppure le sue anticipazioni alla stampa ,da Presidente della Commissione  Antimafia ,sull’imminente arresto di Marcello Dell’Utri,cosa per la quale fu costretto a dimettersi,attendiamo fiduciosi.



26 aprile 2007

MASTELLA SI AGITA .

"Il sistema migliore che funziona in Italia e' l'ipotesi di presidenzialismo come esiste a livello regionale, da applicare sia alla Camera sia al Senato". Lo ha detto il ministro della Giustizia Clemente Mastella, intervenendo dai microfoni del programma 'Radio anch'io'.
"Questa mi sembra la cosa piu' confortante - aggiunge - per il paese, ha dato buona prova di se, non ha eliminato i piccoli partiti, e li ha fatti contare per quello che sono, per quello che rappresentano". Ma anche "non ha mosso conflittualita' all'interno delle coalizioni, mi pare evidente che laddove avessi saputo che Parisi e Santagata avrebbero determinato un referendum contro di me, ci avrei pensato meglio ad allearmi con loro... questo mi pare evidente".

Se parte la macchina e viene dato l'annuncio che si va al refendum sulla legge elettorale, esco dal governo".

Adnkronos

 

Mastella così come altre piccole forze sia a sinistra come a destra sembra essere terrorizzato dall’ipotesi referendum che rischia di far pulizia dei piccoli partiti.

Io personalmente sono contraria all’ipotesi referendaria,anche perché si rischia di coalizzarsi in liste uniche,salvo poi ridividersi in parlamento all’indomani delle consultazioni elettorali ,molto meglio allora correggere l’attuale legge nei punti che riguardano il premio di maggioranza al senato e la soglia di sbarramento, si potrebbe pensare anche a un diritto di tribuna per quelle forze che non superano lo sbarramento che avrebbero almeno 1 o 2 rappresentanti nelle camere, mi pare che questa sia la migliore legge possibile.

Quasi a dare più consistenza alle minacce di Mastella, l’on.Fabris capogruppo alla camera  per l’UDEUR dichiara che il partito si riserva di votare la legge sul conflitto di interessi.


25 aprile 2007

THANK YOU USA !

Ogni anno,nella ricorrenza del 25 Aprile mi trovo costretta per un motivo  o l’altro a ribadire la realtà storica di quello che è stata la “resistenza italiana” ,quest’anno in particolare nel leggere ed ascoltare esternazioni di ex carristi assurti a ricoprire cariche istituzionali.

Innanzi tutto non si può falsificare la realtà storica affermando che coloro i quali combatterono nella resistenza non erano una minoranza, erano invece proprio una minoranza, poche decine di migliaia di uomini,male armati che combattevano in clandestinità,diverso invece è il discorso sul popolo italiano, per la maggioranza avverso al regime nazi-fascista ,ma questo solo dopo gli immani lutti e distruzioni che aveva portato l’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania.

Nessuno può dunque ragionevolmente credere che poche migliaia di uomini ,per giunta clandestini e male armati potessero aver ragione dell’esercito nazista in Italia senza l’intervento anglo-americano , a quest’ora probabilmente stavano ancora qui,questo per la verità storica e senza nulla togliere a coloro che hanno combattuto e fatto la loro parte.

Vi è poi da dire che molte azioni dei partigiani sono state spunto per rappresaglie contro la popolazione civile senza nessuna utilità sulla guerra in corso,basti ricordare ad esempio l’attentato di via Rasella a Roma a cui seguì l’eccidio delle fosse Ardeatine, gli americani sarebbero giunti a liberare Roma comunque nello stesso arco temporale.

In Italia coloro che hanno combattuto per la resistenza si possono dividere essenzialmente in due categorie, da una parte vi erano coloro che combattevano per la libertà d’Italia tra questi semplici cittadini senza nessuna connotazione politica, i cattolici,popolari,repubblicani ecc, dall’altra invece vi erano coloro che combattevano non per liberare l’Italia ma per la “rivoluzione proletaria” per i quali la patria non era l’Italia bensì il mondo intero liberato dal capitalismo e dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, costoro erano appunto i “porci comunisti” che ci avevano già venduto all’Unione Sovietica di Stalin.

Per capire come costoro combattessero per  la nostra patria citerò a titolo di esempio cosa pensava Togliatti dell’Italia e degli Italiani tratto dal suo intervento al XVI congresso del PCUS : «E’ per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere dieci volte più del migliore italiano».

Nemmeno si può ignorare il piano  cosiddetto a tenaglia ,che prevedeva l’invasione dell’Italia  ed era sui tavoli dell’armata rossa, e Togliatti che andava a riferire giornalmente all’ambasciata sovietica personalmente o a mezzo di persona di fiducia , quello di cui si trattava nel governo provvisorio italiano.

Così come è realtà storica che nell’immediato dopoguerra bande di comunisti trucidarono migliaia di persone che con il fascismo e il nazismo non avevano nulla a che fare ,le loro uniche colpe erano di essere possidenti o piccoli imprenditori, e anche sacerdoti.

Fu a causa della presenza dell’esercito americano in Italia e degli accordi di Yalta che Stalin non si sentì di  appoggiare la rivoluzione proletaria  italiana che dovette essere rimandata a tempi migliori e i comunisti furono “costretti al gioco democratico”, tanto che lo stesso Togliatti prese un impegno solenne nei confronti dei comunisti italiani: «L'ideologia che ci ha guidati e che ci guida nel determinare le nostre posizioni è l'ideologia marxista... Sarebbe strano che si chiedesse agli uomini che dirigono il nostro partito che non si rivolgessero più, come a guida sicura, a Marx, a Engels, a Lenin, a Stalin... Due sono le direttive del partito: prima, seguire la linea ideologica di Marx, Engels, Lenin e Stalin; seconda, attuare in Italia un regime sul modello di quello russo».

L’Unità 5 Gennaio 1948

Fortunatamente nelle elezioni del 1948 il popolo italiano “scelse la libertà” ,poi grazie alla Democrazia Cristiana ,agli USA e al piano Marshall ci siamo garantiti 50 anni di pace ,prosperità e progresso.

 Non ci potrà essere “memoria storica condivisa” sino a quando non si ammetterà che una gran parte della resistenza italiana ,quella che si richiamava al comunismo, combatteva la dittatura nazifascista per instaurarne un’altra quella del proletariato e per questo ci avevano gia venduto,pertanto è quanto mai ridicolo che oggi  il presidente della repubblica Napolitano, parli  di come la liberazione fu in effetti anche "premessa e condizione per un'Italia nuova, per la Costituzione, per la faticosa ed entusiasmante edificazione di una democrazia vitale per la rinascita economica e sociale, per lo sbocciare della realtà istituzionale dell'Europa e delle organizzazioni internazionali".

Napolitano ricordi prima di tutto a stesso lui dove stava e chi erano i suoi “compagni di merende”,lui e il partito dove ha militato non hanno nulla a che vedere con la rinascita economica dopo che volevano imporre a De Gasperi  di non accettare il piano Marshall, e meno che mai con la realtà istituzionale europea, all’epoca Napolitano&C.  giravano  per l’Italia predicando “l’eurocomunismo” (Sic), famoso in questo contesto un suo discorso a Siena che non riporto per carità di patria.

L’Europa è stata fatta e voluta dai De Gasperi e Adenauer ,dai Martino e Schumann,dai Spaak e dai Monnet , da Einaudi  ecc.ecc., non dai “pistolini di Stalin e Pol Pot”  che all’epoca predicavano l’eurocomunismo, evidentemente si è perso del tutto il senso del ridicolo.

Pertanto il nostro grazie va prima di tutto agli USA senza il cui decisivo apporto non saremmo nemmeno qui a parlarne, prima perché ci hanno liberato dal nazifascismo e poi perché ci hanno preservato dal comunismo,poi a tutti i cittadini e partigiani che hanno lottato nella resistenza per la Patria, e anche ai partigiani comunisti in buona fede poiché sicuramente ce ne sono stati, ma sicuramente non si possono ringraziare coloro che volevano liberaci da una dittatura per imporne un’altra a loro convenienza.

Del resto anche Stalin e l’armata rossa poterono combattere e vincere solo grazie agli USA, dal settembre del ’41 Washington, oltre a concederle un primo prestito di un milione di dollari, fornì all’Unione Sovietica centinaia e centinaia di migliaia di tonnellate di armamenti e materie prime che nei primi due anni ammontarono a 171 navi, 2mila 800 carri armati, 1960 aerei, 527mila 692 tonnellate di munizioni e 44mila 583 tonnellate di carburante. Approvvigionamenti vitali, come confermò lo stesso Stalin. Quando, all’inizio del 1943, gli Stati Uniti gli fecero sapere che gli Uboot tedeschi stavano infliggendo gravissime perdite ai convogli e che il flusso dei rifornimenti avrebbe subito un momentanea contrazione, replicò immediatamente: ”Voi comprendete senza dubbio che ciò non potrà non influire sfavorevolmente sulla situazione delle truppe sovietiche”.

Voglio chiudere questa riflessione sul 25 Aprile riportando un ringraziamento agli USA che è stato fatto in un’occasione speciale giusto un anno fa.

 

Per la generazione di italiani alla quale appartengo gli Stati Uniti rappresentano il faro della libertà e del progresso civile ed economico.
Sarò sempre grato agli Stati Uniti per aver salvato il mio Paese dal fascismo e dal nazismo a costo del sacrificio di tante giovani vite americane. Sarò sempre grato agli Stati Uniti perchè nei lunghi decenni della guerra fredda hanno difeso l’Europa dalla minaccia dell’Unione Sovietica. Impegnando ingenti quantità di uomini e di mezzi finanziari in questa battaglia vittoriosa contro il comunismo gli Stati Uniti permisero a noi europei di destinare risorse preziose alla ripresa e allo sviluppo della nostra economia.
Sarò sempre grato agli Stati Uniti per aver aiutato il mio Paese a vincere la povertà ed a conseguire crescita e prosperità dopo la Seconda Guerra Mondiale grazie alla generosità del Piano Marshall.
Ed oggi sono ancora grato agli Stati Uniti che continuano a pagare un alto prezzo in termini di vite umane nella lotta contro il terrorismo, per la sicurezza comune e per la difesa dei diritti umani in tutto il mondo.
Quando guardo la vostra bandiera, non mi stancherò mai di ripeterlo, non vedo soltanto la bandiera di una grande democrazia e di un grande Paese, ma vedo soprattutto un simbolo, un messaggio universale di democrazia e libertà.

Allow me to conclude:

Vorrei concludere ricordando una breve storia.
La storia di un ragazzo che alla fine dei suoi studi liceali fu portato dal padre a visitare il cimitero in cui riposano molti giovani valorosi soldati, giovani che avevano attraversato l’Oceano per ridare dignità e libertà ad un popolo oppresso. Nel mostrargli quelle croci, quel padre fece giurare a quel ragazzo che non avrebbe mai dimenticato il supremo sacrificio con cui quei soldati americani avevano difeso la sua libertà. Gli fece giurare che avrebbe serbato per il loro Paese eterna gratitudine.
Quel padre era mio padre, quel ragazzo ero io.
Quel sacrificio e quel giuramento non li ho mai dimenticati e non li dimenticherò mai. Vi ringrazio."

 

Dal discorso al Congresso degli Stati Uniti- Silvio Berlusconi- Washington, 1 marzo 2006


24 aprile 2007

SENZA TAV NON SI MANGIA .

Con slogan come questo, ieri i lavoratori dei cantieri dell’alta velocità hanno occupato per qualche ora ,l’autostrada Torino-Milano non c’erano professionisti della protesta, nullafacenti e no global, ma lavoratori, con le loro tute da lavoro, a nome dei seimila operai, in difesa del loro posto di lavoro e delle loro famiglie.

A presenziare alla manifestazione CISL CGIL e UIL , “senza Tav l’Italia resta fuori dai grandi traffici commerciali che dal Mediterraneo vanno verso l’Europa”, “il mercato concorrenziale non è qualcosa da realizzare sulla pelle delle maestranze” ,questo quanto dicono i sindacati.

«Siamo passati dalla certezza di avere lavoro ancora per dieci anni - denuncia Maurizio Nieli, segretario provinciale della Filca-Cisl - a neanche la speranza di andare avanti fino a ottobre».

Durante il corteo di ieri - dice ancora Nieli - «sono stati gridati slogan contro il governo e la sua politica sui lavori pubblici. I lavoratori hanno gridato che tra un po’ loro resteranno a casa perché non ci sarà più lavoro, ma se i politici della maggioranza proseguiranno così anche loro alle prossime elezioni resteranno a casa».

Se non ci saranno segnali chiari di sblocco della situazione da parte del governo,i lavoratori torneranno a manifestare il 9 maggio.

Il tutto accade perché con il recente decreto sulle liberalizzazioni il governo su proposta del ministro Di Pietro ha rescisso i contratti di appalto per le tratte Milano-Verona, Verona-Padova e la Milano-Genova,in pratica si dovranno rifare nove gare di appalto e tutto resta fermo sino al 2011.

Di Pietro ha annunciato che così facendo si risparmierà il 20% sui costi dell’opera, omettendo di dire quanto costerà il contenzioso con le ditte appaltatrici e il tempo che non sarà breve per dirimerlo,senza contare il danno di immagine con  investitori ed aziende straniere che ormai considerano l’Italia un far west del diritto.

A tutto questo poi bisogna aggiungere i costi sociali, ma per questo governo sono solo dettagli di poca importanza.


24 aprile 2007

ESPERIMENTI DI POLITICA FISCALE.

Supponiamo che ogni giorno, dieci uomini escano a bere una birra e che il conto complessivo sia di €100. Se pagassero il conto come paghiamo le tasse, andrebbe più o meno così:
I primi quattro (i più poveri) non pagherebbero niente.
Il quinto pagherebbe €1.
Il sesto pagherebbe €3.
Il settimo pagherebbe €7.
L'ottavo pagherebbe €12.
Il nono pagherebbe €18.
Il decimo (il più ricco) pagherebbe € 59.
E così decisero di fare.
I dieci continuarono a bere al bar ogni giorno e sembravano piuttosto contenti dell'accordo, finchè un giorno, il proprietario fece loro un'offerta.
"Dal momento che siete tutti così buoni clienti," disse, "vi riduco il costo delle vostre birre giornaliere di €20."
Le birre per i dieci ora costano solo €80.
Il gruppo voleva continuare a pagare il conto con lo stesso sistema con cui si pagano le tasse, quindi i primi quattro non furono influenzati dallo sconto. Avrebbero continuato a bere gratis. Ma cosa sarebbe successo per gli altri sei clienti che pagano?
Come potevano dividere i €20 di sconto in modo che ognuno ottenesse la propria "parte equa"? Calcolarono che €20 diviso per sei equivaleva a € 3.33. Ma se avessero sottratto quell'importo dalla quota di ognuno, allora il quinto ed il sesto avrebbero finito con l'essere addirittura pagati per bere la loro birra.
Allora, il barista suggerì che sarebbe stato equo ridurre il conto di ciascuno all'incirca di una quota uguale, e procedette nel calcolo degli importi che ciascuno avrebbe dovuto pagare. E dunque:
Il quinto, come i primi quattro, ora avrebbe bevuto gratis (risparmio: 100%)
Il sesto, avrebbe pagato €2 invece di €3 (risparmio: 33%)
Il settimo €5 invece di €7 (risparmio 28%)
L'ottavo €9 invece di €12 (risparmio 25%)
Il nono €14 invece di €18 (risparmio 22%)
Il decimo €49 invece di €59 (risparmio 16%).
Ognuno dei sei era in condizioni migliori di prima, E i primi quattro continuavano a bere gratis. Ma una volta usciti dal bar, i dieci iniziarono a confrontare il risparmio di ciascuno.
"Ho ottenuto solo un euro su dieci", dichiarò il sesto. E indicando il decimo "ma lui ne ha avuti dieci!".
"Sì, infatti" esclamò il quinto. "Anche io ho risparmiato un solo euro. Non è giusto che lui abbia avuto dieci volte più di me!"
"E' vero" gridò il settimo. "Perchè lui dovrebbe ricevere €10 quando io ne ho avuti solo due? Il ricco si prende tutto lo sconto!"
"Scusate un attimo," urlarono all'unisono i primi quattro. "Noi non abbiamo preso niente del tutto. Il sistema sfrutta i poveri!"
I nove circondarono il decimo e presero a picchiarlo.
La sera successiva, il decimo non si presentò al bar a bere, pertanto i nove si sedettero e presero da bere senza di lui. Ma quando fu il momento di pagare il conto, scoprirono qualcosa di importante. Non avevano abbastanza soldi tra tutti loro per pagare neanche la metà del conto!
E quello, ragazzi e ragazze, giornalisti e professori universitari, è come funziona il nostro sistema fiscale, quelli che pagano più tasse ricevono i maggiori benefici da una riduzione delle tasse. Tassateli troppo, attaccateli per il fatto che sono ricchi, e potrebbero iniziare a non farsi più vedere. In effetti, potrebbero iniziare a bere all'estero dove l'atmosfera è più amichevole.


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23 aprile 2007

PERCHE' IL PARTITO DEMOCRATICO.

Noi ci uniamo con i Ds nel Partito democratico "perché il comunismo organizzato è stato sconfitto dalla  storia".  "Se uno mi avesse detto" quando ero un giovane dirigente della Cisl "che avrei militato nello stesso partito con uno della Cgil, sarei andare a sbattere con la moto. Oggi accade perché il comunismo organizzato è stato sconfitto dalla storia".

Franco Marini 22/04/07

 

ALLELUIA !!!



23 aprile 2007

NESSUN TESORETTO .

''Posso testimoniare con la mia vicinanza ad Anna Craxi e sua figlia Stefania che Bettino Craxi morì povero e non lasciò nessun tesoretto".

"Craxi per me  è stato un amico. Il volto e la figura di Bettino Craxi di cui sono stato amico anche nei momenti più difficili mi spingono a dire che su di lui sono state dette delle falsità. Craxi non ha lasciato alla famiglia alcun tesoretto  viveva di politica e credeva in quello che faceva".

 

Silvio Berlusconi 21/04/07


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22 aprile 2007

IL "COMPAGNO BERLUSCONI " (IDEE PER IL PANTHEON) !

Fine settimana di Congressi per il “compagno Berlusconi”, prima dai DS e poi dai DL che si accingono a confluire insieme nel partito democratico.

Con la Margherita e Rutelli , applausi al suo arrivo, reciproco scambio di complimenti , e proposte di collaborazione nell’interesse del paese, più o meno tutto normale ,ma è al congresso dei DS che Berlusconi ha rubato la scena a Fassino&C, tant’è che qualche maligno  sussurrava che “è venuto ad assistere al funerale della quercia.

In compagnia di Bonaiuti e Gianni Letta il Cav. si è presentato al Pala Mandela di Firenze dove era in programma l’ultimo congresso dei DS, oltre alla sua personale scorta è stato preso in “consegna” dal servizio d’ordine dei DS composto dai “comunisti portuali livornesi” e scortato al suo posto tra una ressa di folla,giornalisti e fotografi, che con somma meraviglia hanno constatato la totale assenza di contestazioni, nemmeno un fischio per sbaglio.

Prima dell’inizio dei lavori ha ricevuto il saluto di Fassino che si è intrattenuto con lui qualche minuto e gli ha stretto calorosamente la mano, quasi una legittimazione del nuovo soggetto politico, poi ha ascoltato la relazione del segretario dei DS, ha annuito e applaudito in alcuni passaggi,sulle riforme e sulla non demonizzazione degli avversari politici.

Alla fine prima di andarsene ai cronisti ha detto : “Siamo venuti ad ascoltare la relazione del segretario in un momento di transizione verso, spero, una democrazia più moderna e più avanzata, in cui ci siano dei partiti che si confrontino tra di loro senza volersi eliminare a vicenda, ma magari rispettandosi, l’intervento del segretario è stato un intervento serio, responsabile e sincero sulle difficoltà che il progetto incontrerà, faccio molti auguri alla volontà coraggiosa di Fassino.

Se questo è il Partito democratico al 95 per cento sarei pronto ad iscrivermi anche io”.

Un clima di “distensione totale “ insomma, ma chissà cosa pensa davvero il Cav. , non a caso D’Alema nel suo intervento ha ricordato che “Berlusconi ha una straordinaria percezione di quel che avviene nel paese”.

Dopo le folle amiche ,nel giro di pochi giorni,Berlusconi ha affrontato anche quelle avversarie o presunte tali , prima ha messo in grave imbarazzo Casini al congresso UDC dove è stato salutato da un’autentica ovazione, poi in questo fine settimana accolto benissimo ai congressi DS e DL , pare che lo faccia apposta, quasi a voler dimostrare, casomai ce ne fosse ancora bisogno, che è lui, il leader più carismatico che c’è in Italia, del resto già nel medioevo l’acclamazione popolare stabiliva le cariche pubbliche.

Tornando al costituendo Partito Democratico, non ho notato , ma non è una novità , nessun riferimento alla classe operaia,ai lavoratori , si autodefiniscono un partito  di popolo , tanto che la parola sinistra è stata cancellata, ormai è già da un pezzo che si occupano soltanto di “alta finanza”,di Merchant Bank e come diventare padroni di banche e assicurazioni.

Può darsi che io sbagli,ma vedo soltanto la continuazione naturale di DS e DL come un solo “partito elitario”  ,si applaudono a vicenda  con l’annuncio di tante buone intenzioni,ovvietà e banalità a iosa, ma nulla di nuovo e concreto, tutto straordinariamente borghese insomma, non a caso la minoranza di sinistra capeggiata da Mussi ha preferito abbandonare il progetto da una parte,così come Bianco e De Mita dall’altra,non vi si ritrovavano più, e non hanno tutti i torti,da oggi in poi sarà difficile trovare nelle sezioni del PD il celebre quadro di Pelizza da Volpedo ,raffigurante i proletari del quarto stato, questi nella migliore delle ipotesi saranno sostituiti da “ ingegneri tangentisti rei confessi “ e da “illustri calzolai”, mi sembrano piene di buon senso le parole di Umberto Bossi quando dice che in politica due più due non fa quattro.

Va dato atto comunque che soprattutto il congresso dei DS è stato sensazionale, ottima musica,luci e palco curatissimi, attori che recitavano benissimo la loro parte, quasi un congresso di Forza Italia, forse addirittura meglio.

Ma a cosa serve cambiare in continuazione nomi e simboli se poi gli uomini e la mentalità sono sempre quelli?

Infine ultimo problema da risolvere,il Pantheon, un nuovo partito o partito nuovo abbisogna di radici profonde e così ci si è esercitati a cominciare da Fassino su chi metterci e chi No.

Che pena però questi ex comunisti,ogni volta che cambiano nomi e simboli, sputano sul loro passato pur di rimanere a galla, per convenienza avendo ormai perso l’identità.

E così archiviati Gramsci,Togliatti e Berlinguer, rimossi del tutto Marx, Stalin,Mao,Pol Pot, Fidel Castro ecc., nel Pantheon del Parito Democratico entrano di diritto De Gasperi, Kennedy, Martin Luther King, Bettino Craxi , Moro, ecc. , e ancora se ne cercano altri.

Io un modesto suggerimento l’avrei, un altro nome da inserire nel Pantheon del nuovo partito: Silvio Berlusconi.

Si avete letto bene,proprio lui, dite che questo poi sarebbe veramente troppo?

Aspettate e vedrete, tra qualche decennio, meglio se post-mortem, con la “bulimia da ripensamenti “ che contraddistingue i post-comunisti, magari in occasione di un nuovo nome e un nuovo simbolo, perché questo sicuramente non sarà l’ultimo, Berlusconi sarà additato da costoro come un grande statista,un sincero democratico, l’uomo che costruì la destra democratica in Italia, accetto scommesse.

Perché aspettare fino ad allora dunque? Si metta subito Berlusconi nel Pantheon del Partito Democratico e non se ne parli più.
Ma si costruiamo pure una nuova storia, tanto che importa se in quelle precedenti si è sbagliato tutto?





20 aprile 2007

IL CAPITANO CORAGGIOSO .

A margine del congresso dei DS, Silvio Berlusconi ha ribadito di aver saputo dai suoi figli e da Fedele Confalonieri ,che è stata chiesta la disponibilità di Fininvest e Mediaset nell’ambito di una cordata italiana per il futuro assetto di Telecom.

E’ solo un “atto di patriottismo” per salvaguardare l’italianità dell’azienda,non vogliamo avere posizione di dominio o altro nel pieno rispetto delle leggi vigenti,ma se ci sono obiezioni di qualsiasi carattere siamo pronti a ritirarci in buon ordine senza alcun rimpianto.

Così parlano i veri “capitani coraggiosi” quelli cioè che hanno mezzi finanziari,tecnologia e consolidate capacità imprenditoriali( unici in questo momento nel paese),da mettere sul mercato nell’interesse del sistema Italia.

Tutto il contrario cioè di quando la Telecom è stata privatizzata ad un’altra cordata di “capitani coraggiosi” che hanno comprato indebitando l’azienda stessa con le banche non avendo mezzi finanziari e tecnologici in grado di espanderla e renderla competitiva a livello europeo e mondiale.



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20 aprile 2007

IL PIU' AMATO DAGLI ITALIANI .

Il politico più amato dagli italiani? Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Questo quanto emerge dal sondaggio Ekma , che evidenzia come il gradimento per il Cavaliere sia ancora salito rispetto al mese di marzo, passando dal 45 al 47 per cento.
Dietro Berlusconi si posizionano il sindaco di Roma, Walter Veltroni a quota 44 per cento, più uno per cento rispetto al mese precedente, e il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, passato dal 44 al 41 per cento. In quarta posizione il leader di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, stabile al 40 per cento. 
Curioso che tra i cinque politici più amati dagli italiani tre siano dell’opposizione, questo a conferma delle notevoli difficoltà di appeal che l’esecutivo di Romano Prodi sta incontrando. Proprio il Professore continua la sua emorragia di consensi, passando dal 32 per cento al 30 e scivolando in ottava posizione.Gli unici esponenti di governo a guadagnare consensi sono il presidente della Camera, Fausto Bertinotti (dal 32,2 al 34) e il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro (dal 27 al 29), mentre Piero Fassino perde due punti e il vicepremier Francesco Rutelli addirittura tre.


19 aprile 2007

IL FURBONE IMMOBILIARISTA .

Abbiamo imparato a conoscere Antonio Di Pietro come un ministro che si oppone al governo, oggi lo “scopriamo” come ministro che si presta ad azioni discutibili. Azioni che lui stesso, in altri tempi, avrebbe perseguito penalmente.

La lettura della denuncia dei redditi dei parlamentari svela infatti alcune operazioni che il presidente dell’Italia dei Valori ha portato avanti a dispetto di quei principi che predica e con metodi che lui stesso perseguiva quando indossava la toga nel tribunale di Milano. L’“affare” in questione riguarda l’acquisto da parte della società An.to.cri. srl di proprietà di Di Pietro di un appartamento a Milano e di un mutuo acceso presso la Bnl.

Fin qui tutto bene. Ma poi si scopre che l’immobile è stato affittato all’Idv, il suo partito, il quale versa un canone superiore alle rate del mutuo stesso.

La stessa operazione viene ripetuta a Roma. Insomma l’integerrimo magistrato di Mani Pulite, il persecutore dei corrotti e dei furbetti, oggi ministro delle infrastrutture, fa un doppio affare: compra per sé degli immobili che diventano un investimento e li fa pagare all’Italia dei Valori. Partito che “campa” grazie ai contributi degli iscritti e al finanziamento pubblico dei partiti (cioè tutti noi).

Verrebbe da dire che, a furia di inseguire i furbetti, Di Pietro abbia imparato bene l’arte e l’abbia messa da parte.


Thanks a Potere Sinistro
.


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19 aprile 2007

CASO TELECINCO: TUTTI ASSOLTI,TOTALE ESTRANEITA' DI BERLUSCONI.

L'Audiencia Nacional spagnola ha assolto tutti gli otto imputati di reati fiscali e societari nel "caso Telecinco", lo rende noto Niccolò Ghedini, avvocato difensore di Silvio Berlusconi nel processo. Fra gli imputati assolti l'ex presidente di Telecinco Miguel Duran e gli italiani Alfredo Messina e Giovanni Acampora. Dal processo era stata sospesa nel 1999 la posizione di Silvio Berlusconi ed ora sarà disposta una immediata archiviazione.

Il "caso Telecinco" riguardava il presunto controllo da parte di Fininvest di una parte del capitale dell'emittente superiore a quanto ammesso dalla legge spagnola sulle concentrazioni televisive grazie ad operazioni che delineerebbero reati fiscali e di falso documentale.

"Tale processo, che aveva visto interessato anche Silvio Berlusconi e la cui posizione era stata temporaneamente sospesa in ragione delle sue cariche istituzionali, e per il quale ovviamente ora sarà finalmente disposta una immediata archiviazione", afferma Ghedini in un comunicato, "era nato anche dalle ripetute sollecitazioni della Procura di Milano che aveva tentato di allargare il fronte dei processi con accuse che erano e si sono dimostrate prive di ogni fondamento".

"Come sempre quando si arriva ad un giudizio di fronte a giudici super partes la totale estraneità e la assoluta correttezza di Silvio Berlusconi emergono prepotentemente", prosegue Ghedini. "Non ci si può non interrogare sulle ragioni che hanno indotto la Procura di Milano a perseguire Silvio Berlusconi per oltre 13 anni con decine di processi e oltre 2000 udienze, tentando addirittura di coinvolgere giudici stranieri che, alla verifica dei fatti, hanno emesso l'unica sentenza possibile, ovvero una totale assoluzione per tutti".

TGFIN 19/04/07

 

E’ evidente in questo caso che i magistrati giudicanti non si sono “autoeletti rappresentanti della società civile” , non vogliono “governi condivisi “anche se stranieri , e non vogliono “cambiare la società da dentro le istituzioni” , è l’unico commento che si può fare a una notizia come questa.        



18 aprile 2007

INAFFIDABILI ANCHE NELLO SPORT .

CARDIFF -Il Campionato europeo di calcio del 2012 è stato assegnato a Polonia e Ucraina. Grande la delusione dell'Italia, che credeva molto nell'organizzazione della manifestazione sia per il rilancio del movimento calcistico sia per la ristrutturazione degli impianti. Dopo l'annuncio da parte di Michel Platini, che ha comunicato la scelta dell'esecutivo Uefa, il ministro dello sport, Giovanna Melandri, una delle sostenitrici più tenaci della candidatura italiana, si è messa le mani sul volto: “Che amarezza ha detto a caldo”.

"Fare il Ministro dello Sport non significa solo entrare negli spogliatoi dei calciatori, rilasciare interviste o applaudire la Nazionale di calcio. Dopo questa figuraccia ci aspettiamo almeno le scuse del Ministro Melandri". Lo ha affermato Elisabetta Gardini, Portavoce nazionale di Forza Italia. "Non abbiamo infatti nulla da invidiare a Polonia e Ucraina. Come e’ possibile dunque aver perso questa opportunita’? Il Ministro ha delega anche ai Giovani. Si rende conto di quante opportunita’ di lavoro abbiamo perso per i nostri ragazzi?".  
18/04/07

E così dopo l’inaffidabilità per gli investitori esteri nel nostro paese e dopo l’inaffidabilità in politica estera,è arrivata anche l’inaffidabilità sportiva, toccato il fondo si continua a scavare….

      


18 aprile 2007

IN FUGA DALL'ITALIA.

La vicenda Telecom  sta assumendo aspetti  che definire grotteschi e ridicoli è dire poco, una delle concorrenti all’acquisizione dell’azienda telefonica,la americana AT&T   ha annunciato il ritiro.

Mancanza di regole certe soprattutto,e poi l’ingerenza di un governo irresponsabile che pretende di cambiare le regole in corso d’opera, minaccia nemmeno tanto velatamente interventi della magistratura, e organizza cordate di “imprenditori amici” per difendere l’italianità dell’azienda.
Emblematico a tal proposito il commento dell’ambasciatore Usa in Italia,Spogli, che parla apertamente di “forte presenza del governo nell’economia”, e spiega così il basso livello degli  investimenti esteri nel nostro paese .    

Ennesima figuraccia anche con la Ue che ha lanciato un duro monito attraverso il portavoce della commissione:” il mercato delle telecomunicazioni italiano deve essere aperto a tutte le compagnie del mondo e controllerà che non ci sia stato un cattivo utilizzo delle regole".

Dopo l’assemblea degli azionisti Telecom, duro il commento di Tronchetti Provera : “Pirelli è un azienda  "solida" e venderà la propria partecipazione in Olimpia, la holding che controlla Telecom Italia, solo al giusto prezzo. Operatori del settore delle telecomunicazioni hanno attribuito alla quota Telecom Italia, detenuta da Olimpia, un valore preciso: farli scappare uno alla volta per giocare al ribasso non funziona".

Peggio di così insomma non si può fare, anche al ridicolo c’è un limite, non solo per la NATO e l’Alleanza Atlantica siamo un paese “inaffidabile” ,adesso lo siamo anche per gli investitori stranieri, basta con questi concetti dell’economia da Unione Sovietica, basta con la Merchant Bank a Palazzo Chigi, basta con il provincialismo e il dilettantismo, la rete è un falso problema, nessuno la porta via.


17 aprile 2007

MA IL GARANTE DOV'E' ?

Mi sarei aspettata un decreto ad hoc, anche in questo caso, visto che il settimanale Oggi  pubblica in copertina Silvio Berlusconi circondato da cinque belle ragazze nella splendida Villa Certosa a Portorotondo in Sardegna, il titolo del servizio è tutto un programma “L’Harem di Berlusconi”.

Si avete letto bene, si tratta proprio di quel settimanale del gruppo RCS, che acquistò per centomila euro le foto del portavoce del governo Sircana mentre si intratteneva con un transessuale, e poi per “presunti ripensamenti etici” (Sic) ,tenute in un cassetto e mai pubblicate.

Come tutti ricorderanno il Garante ??? per la privacy ,dopo un lungo sonno dove aveva  tollerato la pubblicazione di tutto e di più sulla stampa negli ultimi anni , si era risvegliato improvvisamente e con un decreto ad hoc vietava qualsiasi pubblicazione di notizie “che si riferiscano a fatti e condotte private che non hanno interesse pubblico, oppure eccedenti rispetto all’essenzialità dell’informazione o che attengano a particolari della vita privata delle persone diffusi in violazione della tutela della loro sfera sessuale”, un caso esemplare  di servilismo e acquattamento  ai poteri forti da parte di un Garante??? che dovrebbe essere un’autorità indipendente.

Siccome dubito che siano foto autorizzate e quindi pubblicabili senza il consenso del diretto interessato mi domando se il Garante continuerà a sonnecchiare o avrà un sussulto di dignità intervenendo anche in questo caso, io propendo per la prima ipotesi, non è difficile,visto e considerato che l’interesse pubblico ultimamente lo decide Palazzo Chigi.

Come potete vedere non c’è nulla di trascendentale in queste foto, tranne il fatto che il personaggio in questione si chiami Silvio Berlusconi ed è circondato da belle ragazze.
Nessun "ripensamento etico" in questo caso da parte del direttore di Oggi?

Forza Garante,se ci sei batti un colpo, e dimostra di non essere un “ servo del potere” , come tutti gli italiani hanno ultimamente creduto.   


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17 aprile 2007

CON BENEDETTO XVI PRIMAVERA DI LIBERTA' E VERITA' .

Questo il testo del messaggio del Presidente Silvio Berlusconi e del Comitato di Presidenza di Forza Italia al Santo Padre in occasione del Suo compleanno:

 “L’anniversario del Suo compleanno, Santo Padre, è l’occasione per ringraziarLa per tutto ciò che Ella ha fatto e continuerà a fare non soltanto per la Chiesa, ma per tutti noi. Ella ha saputo donarci una straordinaria primavera di verità e di libertà nel nostro Paese e nell’Europa, sempre più appesantita da un relativismo e da un nichilismo preoccupanti, che rischiano di far perdere la memoria di ciò che l’Europa è stata e la consapevolezza di ciò che può e deve ancora fare per diffondere nel mondo i valori della democrazia e della libertà, fondati sulla dignità della persona e la sacralità della vita umana. Per questo La ringraziamo devotamente e Le auguriamo serenità e letizia nel giorno del Suo compleanno”.

16/04/2007


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16 aprile 2007

CUFFARO: I NOSTRI VALORI SONO QUELLI DELLA CDL.

Si è chiuso a Roma il congresso dell’UDC  con la riconferma di Lorenzo Cesa a segretario con l’86% dei voti, a Carlo Giovanardi circa il 14% dei consensi, ben oltre le previsioni che lo accreditavano intorno al 10%.

Casini nella relazione finale ha ribadito che l’UDC è alternativa a una sinistra italiana senza valori,per questo vuole costruire un centro dei moderati.

Dopo la standig ovation riservata l’altro ieri a Silvio Berlusconi,calorosi applausi dei delegati per il leader di AN Gianfranco Fini che ha abbracciato Casini, e per Totò Cuffaro.

Il Presidente della regione Sicilia ha sottolineato che “i valori dell’UDC sono quelli della CDL”, ha ribadito la sua stima e amicizia per Silvio Berlusconi e ha pronosticato  la vittoria del centrodestra alle amministrative siciliane,che si svolgeranno 15 giorni prima che nel resto d’Italia, fungendo così da stimolo per tutto il resto del paese.

Cuffaro ha detto di affrontare con serenità il processo che lo riguarda,di essere pronto alle dimissioni in caso di condanna,e di aver rispetto per la magistratura,  non come tanti che la trasformano in uno strumento buono per ghigliottinare la gente.


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14 aprile 2007

IN MEMORIA DI FABRIZIO QUATTROCCHI.

Nell’anniversario della morte di Fabrizio Quattrocchi, vi propongo questo splendido articolo di Francesco Corbisiero.

VI FACCIO VEDERE COME MUORE UN ITALIANO.
Il 14 aprile 2004, esattamente tre anni fa, Fabrizio Quattrocchi veniva ucciso da un gruppo di terroristi irakeni che avevano rapito lui e altri tre vigilantes italiani, Maurizio Agliana, Salvatore Stefio e Umberto Cupertino, che poi sarebbero stati rilasciati due mesi più tardi. Davanti agli aguzzini denominatisi "Falangi verdi di Maometto" che lo avevano fatto inginocchiare con le mani legate davanti a una fossa, Fabrizio chiese che gli fosse levata la benda, la kefiah che gli avvolgeva la testa dicendo "Vi faccio vedere come muore un italiano". Poco dopo venne freddato con un colpo di pistola alla tempia. Per il suo coraggio è stato premiato dall'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con la medaglia d'oro al valor civile.
Oggi, cari lettori e utenti, mi accingo a raccontarvi la storia di un uomo coraggioso che ha saputo e voluto sfidare a viso aperto il fanatismo dei suoi carnefici. Oggi, ora e qui, commemoro il suo gesto audace che ha vanificato il chiarissimo intento dei suoi assassini di spaventare, intimorire e umiliare l'Italia e l'Occidente, consegnando alla Storia e al mondo il documento di più alto valore di un popolo che si oppone fermamente alla seria minaccia del terrorismo islamico. Fabrizio  con la sua ultima, eroica frase ha interpretato il sentimento di tutti coloro che combattono il fanatismo fondamentalista. Non dimentichiamoci di lui, del suo grande sacrificio, della sua immensa dignità davanti al boia, della sua ammirevole fierezza, del suo orgoglio per un Paese che non lo ha saputo salvare dal destino crudele che gli è toccato in sorte. Fabrizio Quattrocchi ha tenuto alto, nel momento di massimo pericolo per la sua vita, il nome della Patria e di questo dobbiamo essegliene grati.
Voglio anche rivolgere qualche parola a quelle persone che hanno infangato la sua memoria, prima e dopo che la sua giovane vita venisse spezzata dall'odio e dalla violenza. Io non so se questi poveri e meschini uomini siano degni del nome che portano. Hanno trattato Fabrizio come un fascistello da strapazzo, come un mercenario pronto ad ammazzare gente innocente pur di far soldi da portare a casa per rimpinguare il suo conto in banca, come un servo usato dagli schifosi "okkupanti americani" per fare il lavoro sporco, come uno che meritava di morire perchè sicuramente lui aveva ucciso tante persone in quel Paese. Io francamente non so se questi individui abbiano pesato le parole che hanno detto in occasione dell'omicidio di questo povero giovane, morto troppo lontano da casa sua, troppo lontanto dai suoi affetti, in una campo di terra battuta, usato dagli jihadisti come concime per le piante, senza che una mano amica potesse calargli le palpebre sugli occhi, se abbiano avuto modo di ripensare a questi giudizi affrettati su una persona che non meritava e non merita tuttora la gogna alla quale è stata sottoposta. Tutti i rifondaroli, sinistri dei salotti buoni con la solita spocchia intellettuale e la puzza sotto il naso, i no global, falsi pacifisti da quattro soldi, gente che vale poco e quasi nulla, hanno sentenziato che Fabrizio era uno andato In Irak, nella terra tra i due fiumi solo per guadagnarsi qualche miserabile dollaro. Un'anima bella, insomma. Ma, precisando che Quattrocchi con quei miserabili dollari avrebbe dovuto pagare il suo matrimonio e una casa dove vivere, sono sicurissimo che questa varia umanità di dabbene avrebbe fatto la stesse cose che ha fatto lui se solo si fosse trovata al suo posto.
Povero Fabrizio, condannato a una pena smisurata solo perchè non apparteneva a quella gioventù che avevano in mente coloro che hanno sputato vigliaccamente sul suo martirio, da questa sinistra che ama la bandiera rossa, preferita al nostro Tricolore, una sinistra buona solo a chiedere scusa del suo insano furore ideologico a chi ha sputtanato ben venti o trent'anni dopo averlo fatto ( vedi Craxi, vittime dei Gulag, martiri della rivolta d'Ungheria 1956 e della primavera di Praga 1968 e la lista è ancora molto lunga... ). Vergogna Italia che non ti ricordi dei tuoi figli come Quattrocchi, che danno la vita per tenere alto il tuo buon nome davanti alla Storia e al mondo libero ! E' arrivato il momento di dire basta a questa, la peggiore delle pene che possano esistere: l'oblio, il non-ricordo. E per farlo dobbiamo oggi più che mai non  dimenticare tutti quei ragazzi come Fabrizio, morti per tutti e per nessuno.
Un saluto a tutti i lettori e utenti
Francesco Corbisiero  
 


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13 aprile 2007

IL TESORETTO.....



Update  14/04/07  : L'extra gettito fiscale registrato dal governo italiano "deve essere utilizzato per ridurre deficit e debito". Lo ha detto il commissario europeo agli Affari monetari, Joaquin Almunia, a margine dei lavori del G7 in corso a Washington. L'esponente dell'esecutivo di Bruxelles non è voluto entrare nei dettagli ma ha ricordato che "il debito italiano è tra i piu' alti dell'Unione Europea".

Questa Europa di banchieri e burocrati francamente ha stufato, come non rimpiangere Berlusconi che, quando andava a Bruxelles, portava a casa l’autorizzazione allo sforamento e al rientro dilazionato del rientro deficit/Pil  per tutti i paesi UE,oppure la conferma di tutti i contributi che avremmo dovuto cedere per buona parte ai paesi di nuova aggregazione,anche minacciando il diritto di veto se necessario.

Forse ci trattano così,dopo aver conosciuto Prodi, non sarà certo per caso che tutta la stampa europea lo ha indicato come “manager incapace” e il “ peggior presidente che la commissione Ue abbia mai avuto” .


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12 aprile 2007

MA ALMENO SI METTANO D'ACCORDO .

Dall’informativa di D’Alema alla camera dei deputati sul sequestro Mastrogiacomo:

 TRATTATIVE E SISMI - Nel corso dell'informativa, D'Alema parla anche del peso avuto dal Sismi, che assicura «è stato coinvolto nelle trattative». «Il 7 marzo emergevano i primi contatti per le trattative», spiega D'Alema confermando che l'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato «un canale utile per il rilascio degli ostaggi. Strada assicurava la sua collaborazione pur esprimendo preoccupazione per l'interferenza di altri attori - racconta il ministro -. Intanto il quotidiano La Repubblica comunicava che con canali giornalistici esisteva la possibilità di un'altra via di contatto con i rapitori. Questo canale è stato operante nel corso di tutta la vicenda. Dunque - chiarisce D'Alema - c'era una pluralità di canali per controllare la fondatezza delle informazioni, un lavoro svolto dall'Unità di crisi della Farnesina ma con la responsabilità e la presenza del Sismi che ha affiancato i canali in loco con proprie strutture e propri funzionari fino al rilascio. I canali sono stati usati in modo costantemente complementare».

Corriere della Sera 12/04/07

 “Quel che avevo da dire a Romano l’ho detto: i nostri servizi erano riusciti a trovare la strada per liberare Mastrogiacomo, ma è stato loro impedito. Ora dovremo fare i conti con le ripercussioni che rischiano di essere pesanti”. E ha aggiunto Parisi: “Le contraddizioni e la confusione nel governo, uniti ai modi sprezzanti del dottor Strada nei confronti dei servizi italiani hanno provocato un grave danno all’immagine dello Stato e la perdita di credibilità agli occhi degli alleati”.

Arturo Parisi –Corriere della Sera  23/03/2007

"... fuori dai coglioni il Sismi, i Ros e tutti quei signori! Se hanno un capo, che li richiami subito. O noi, o loro”.

dott. Gino Strada di Emergency-23/03/2007

E’ troppo chiedere, che se proprio devono raccontare cazzate, almeno lo facciano in modo univoco?        

 


11 aprile 2007

TELECOM,UE : NIENTE DECRETO PER SCORPORO RETE.

La separazione funzionale della rete fissa telefonica dai servizi commerciali di Telecom Italia, può essere decisa solo dall’Authority  per le Comunicazioni nel rispetto dei regolamenti europei.

Ma questo non equivale a “separazione societaria” , e cosa più importante nessun decreto legge e  intervento del governo.

Lo ha comunicato oggi il portavoce del commissario UE Viviane Reding , dopo un colloquio con il ministro Gentiloni.

E così ci siamo procurati un’altra euro-figuraccia, come è stata definita da Capezzone, i pseudo liberalizzatori a convenienza , i dirigisti e statalisti che un giorno parlano di regole del mercato e quello dopo di decreti ad hoc per “espropriazioni “ sono serviti.

Adesso aspettiamo i risultati delle cordate che la Merchant Bank  del governo sta approntando, per impedire l’acquisizione di Telecom da parte di AT&T  e America Movil , scopriremo così se ci sono  e chi  sono i nuovi “capitani coraggiosi”.



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11 aprile 2007

UN ANNO DI PRODI !

E’ facile dal mio punto di vista  fare un “bilancio” di un anno di governo  Prodi, il mio giudizio è fin troppo  scontato e di parte, pur se onestamente qualcosa ho condiviso,perlomeno nelle intenzioni, purtroppo annegate nella “precarietà” e nella “improvvisazione” nel quale questo esecutivo è costretto a muoversi.

Pertanto Vi propongo un “sunto” di due editoriali apparsi in questi giorni sulla stampa, a firma di due giornalisti di certo “organici” al centrosinistra e tutt’altro che Berlusconiani ,Ilvo Diamanti e Luca Ricolfi su Repubblica e La Stampa,che sintetizzano alla perfezione la “delusione” e il “disincanto” del popolo di sinistra più di qualsiasi sondaggio sulle intenzioni di voto.

 

Di Ilvo Diamanti

La delusione dei cittadini. Al di là degli eventi, al di là delle oscillazioni congiunturali, resta elevata. Come un anno fa. Come negli ultimi mesi prima delle elezioni. Molto più alta rispetto al 2002, quando Berlusconi governava da un anno; come oggi Prodi. Con l'aggravante che allora l'economia mondiale era depressa, dopo lo shock dell'attentato alle Torri; mentre oggi è in crescita. La stessa retorica del declino è declinata. Contraddetta dall'andamento dell'economia. Oggi, semmai, la polemica si è concentrata sul significato da attribuire all'attuale ripresa.

Un anno dopo le elezioni del 2006 è come se tutto fosse cambiato, per lasciare le cose come prima. Si continua a navigare a vista. Senza intravedere l'orizzonte. Senza una mappa, una rotta. Ogni voto al Senato è un corpo a corpo. E continua ad aleggiare, nell'aria, l'idea che da un momento all'altro qualcosa possa accadere. Che questa legislatura possa subire uno strappo, una battuta d'arresto, una svolta. Solo il 20% degli italiani pensa che il governo durerà per tutta la legislatura. Era il 33% solo sei mesi fa. Ma fra gli elettori di centrosinistra l'ottimismo non è molto più esteso (scommette sulla "durata naturale" del governo il 35% di essi).

Repubblica 10/04/07

 

Di Luca Ricolfi

Come ha mostrato la recente crisi di governo, la durata di questo esecutivo è del tutto aleatoria: può durare tutta la legislatura, come cadere la prossima settimana. E in quest’ultimo caso sarebbe inevitabile chiedersi: in che modo è stato usato il poco - ma non pochissimo - tempo che ha avuto a disposizione?

L’Italia di oggi somiglia come una goccia d’acqua a quella di Berlusconi, con un’aggravante però: oggi non c’è nessuno che ricordi a chi governa i problemi per cui milioni di persone sono scese in piazza per anni, nonostante nessuno di quei problemi sia nel frattempo stato risolto. Se fra un mese improvvisamente la legislatura finisse, ci ritroveremmo esattamente nella situazione che ieri suscitava un permanente «allarme democratico». Che cosa dobbiamo dunque pensare? In questi dodici mesi i Girotondi hanno rettificato il loro giudizio negativo sull’era Berlusconi?

Se adottiamo il punto di vista dei produttori - ossia lavoratori e imprese - le cose non vanno molto meglio. La promessa centrale della campagna elettorale dell’Unione era stata la riduzione del cuneo fiscale a imprese e lavoratori dipendenti. Le prime non hanno ancora incassato un euro, perché le misure previste in Finanziaria non sono ancora entrate in vigore, e comunque non andranno a regime prima del 2008. Quanto ai secondi, l’aumento di 3-400 euro l’anno c’è stato, ma solo per un lavoratore su quattro.

Qui possiamo anche raccontarci la storiella del risanamento, del recupero di gettito evaso, della ripresa dell’economia. Ma la realtà sembra - purtroppo - essere molto diversa da come amano raccontarcela i nostri governanti. L’economia è in ripresa, ma il nostro tasso di crescita resta sensibilmente al di sotto di quello dell’Eurozona, esattamente come lo è stato negli ultimi dieci anni, con qualsiasi governo. Le esportazioni aumentano, ma la nostra quota di export continua a diminuire, anche qui come è sempre avvenuto negli ultimi dieci anni. Non è colpa di Prodi, naturalmente, ma ci si può chiedere se valesse la pena varare una Finanziaria che, per ammissione dello stesso governo, era destinata a deprimere il nostro tasso di crescita.

La risposta dell’Unione è che la stangata fiscale era necessaria per rimettere in ordine i conti pubblici devastati da Berlusconi, e che l’aumento (imprevisto) del gettito tributario nel 2006 segnala i primi risultati della lotta all’evasione fiscale. Purtroppo questa ricostruzione è incompatibile con l’evidenza empirica disponibile. Le entrate tributarie, al netto delle una tantum della Finanziaria 2006, erano cresciute in modo imprevisto già nel primo trimestre del 2006, e nel resto dell’anno - ossia dopo l’insediamento del governo Prodi - non sono cresciute a un ritmo più rapido che nel primo trimestre. Se il confronto viene fatto con il 2005, l’accelerazione post-elezioni è minima: da +7,9% a +8,6%. Se il confronto viene fatto con il 2004 (il gettito 2005 ha un profilo temporale anomalo), l’accelerazione post-elezioni è addirittura negativa, nel senso che le entrate rallentano la loro corsa dopo le elezioni (da +11,6% a +7,8%). In breve, l’extra-gettito di cui ora si dà mostra di stupirsi, era perfettamente visibile già a metà dell’anno scorso, ai tempi della due diligence e del Dpef, ed era largamente consolidato in autunno, ai tempi del dibattito sulla Finanziaria.

Come mai il governo, in tutti i documenti prodotti nel 2006, ha chiuso un occhio sull’entità dell’extragettito? Perché «accorgersi» tempestivamente che in cassa stavano entrando un sacco di quattrini avrebbe avuto tre conseguenze indesiderate: rendere meno plausibile la denigrazione del governo precedente, rendere meno giustificabile l’aumento delle tasse, rendere più difficile il finanziamento di nuove spese. Dunque è vero che i conti pubblici vanno meglio, e (forse) andranno ancora meglio l’anno prossimo, ma questo non è il risultato di una correzione dei nostri squilibri strutturali bensì di un ennesimo giro di vite fiscale che ha riportato le entrate in prossimità del loro massimo storico, toccato giusto dieci anni fa (sempre con Prodi, ma allora per una «giusta causa»: l’ingresso in Europa). Continuiamo ad avere aliquote troppo basse sulle rendite finanziarie e troppo alte sui redditi di impresa. Pochi ammortizzatori sociali e troppa previdenza. Insomma, ben poco è cambiato dai tempi del Rapporto Onofri, che i mali fondamentali del nostro welfare li aveva messi in luce tutti già dieci anni fa.

È Pasqua, e dovremmo essere buoni persino con i politici. A me, però, vengono in mente solo «idee che non condivido», per dirla con Altan. Ad esempio questa: visto che non hanno il coraggio di fare le riforme, perché non provano - semplicemente - a fare il meno possibile?

La Stampa 09/04/07

   


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permalink | inviato da il 11/4/2007 alle 15:54 | Versione per la stampa


10 aprile 2007

IL DELIRIO PERENNE DEI MAGISTRATI.

Il delirio di onnipotenza di parte della magistratura italiana ormai non dovrebbe più meravigliare nessuno o quasi, eppure ancora qualcuno come la sottoscritta ancora si stupisce e non riesce a credere che si possa arrivare a tanto,cioè a dettare anche l’iter parlamentare di formazione delle leggi.
L’ ANM infatti ha minacciato  lo sciopero perché la “controriforma” della giustizia  e il disegno di legge di modifica del processo penale saranno prima in discussione al senato e non alla camera dei deputati come hanno chiesto espressamente.

E così dopo aver chiesto “governi largamente condivisi”  (Sic) e definitosi 3 volte “resistenti”, dopo che si sono autoeletti “rappresentanti della società civile” e pretendono di cambiare la società da “dentro le istituzioni” , dopo che alcuni sono in “crisi di autostima” perché non hanno fatto nulla per meritarsi “un’ispezione ministeriale” , non sono sulle prime pagine dei media  e minacciano “mali ingiusti e notevoli” verso i colleghi che collaborano con chi cerca di riformare la magistratura, dopo aver proposto di “ sospendere autoritativamente la democrazia elettiva aritmetica al fine di salvare la democrazia sostanziale ... contro la stessa volontà della maggioranza ... Ad appositi organismi europei potrebbe poi essere demandato un potere sostitutivo di intervento", ecc. ecc. ecc. , non ancora contenti pretendono anche di dettare il “calendario dei lavori parlamentari”.

Se qualcuno non si affretta a ricordare a costoro che “ i magistrati devono applicare le leggi e non discuterle” , prima o poi ci troveremo qualche loro rappresentante nella conferenza dei capigruppo.

Riusciremo mai ad avere magistrati preparati e professionali e indipendenti che si occupino dei reati e non di quello che può portarli sulle prime pagine dei media?

Riusciremo mai ad estirpare questo cancro con tutte le sue metastasi?

Forse non aveva tutti i torti Umberto Bossi quando dichiarava : “  ad una parte di magistrati bisognerebbe raddrizzare la schiena”.


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permalink | inviato da il 10/4/2007 alle 16:32 | Versione per la stampa


10 aprile 2007

L'AGNELLO PASQUALE .

Nel giorno di Pasqua i Talebani hanno provveduto ad immolare l’agnello , in questo caso il povero Adjmal Naskhbandi , l’accompagnatore del giornalista  di Repubblica Mastrogiacomo che era stato liberato insieme a lui e poi non si sa bene come , rimasto ancora prigioniero dei terroristi.

Purtroppo era facilmente prevedibile che finisse così , dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del Presidente Afghano Karzai,che aveva escluso ogni altro scambio di prigionieri ,così come richiedevano i Talebani, magari a sgozzare il povero Adjmal sarà stato qualcuno dei terroristi liberati in cambio di Mastrogiacomo,forse lo stesso fratello del Mullah Dadullah.

Intanto Gino Strada se la prende con Karzai e con Prodi poiché non fanno nulla per liberare il suo braccio destro Rahmatullah Hanefi trattenuto dai servizi segreti afgani con l’accusa di complicità nel rapimento Mastrogiacomo, ma non solo li ritiene responsabili della morte di Adjmal Naskhbandi.

Questa è la pratica dimostrazione di quello che può succedere quando ci si affida a uno come Strada, e non ai nostri servizi segreti che hanno sempre dato dimostrazione di affidabilità e competenza in queste situazioni,fino a rimetterci la vita come Calipari, che hanno anche trattato col diavolo, ma di sicuro non hanno mai fatto liberare capi terroristi pluricondannati.

I nostri servizi già avevano individuato l’area dove Mastrogiacomo era tenuto prigioniero e insieme agli alleati stavano studiando un bliz per liberarlo insieme al suo autista e all’interprete,ma Gino Strada ha imposto la sua linea :”o noi o loro” con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Una vicenda gestita malissimo,pressappochismo e dilettantismo a iosa, si sono fatte pressioni e ricatti sul  governo afghano ,mettendo Karzai in una difficile posizione, non ci si è curati  del rilascio  di tutti i prigionieri, distinguendo tra ostaggi e ostaggi, senza contare la riprovazione del mondo intero, ormai la nostra credibilità internazionale è uguale a zero.

Tutta la CDL chiede che governo riferisca al parlamento,questa volta dicendo la verità, ma non solo,lo chiedono anche Emma Bonino e Capezzone,nonché altri parlamentari di maggioranza, questa vicenda evidentemente ha schifato un po’ tutti.

In serata è arrivata una dichiarazione di Berlusconi che , con senso di responsabilità,invita ad abbassare i toni: “La tragica vicenda di Adjmal non ci puo' lasciare indifferenti e impone a tutti i Paesi impegnati nelle operazioni di pace di intensificare gli sforzi per la salvaguardia di coloro che operano in situazioni di cosi' elevato rischio. Ma le giuste sollecitazioni al massimo impegno non dovrebbero mai trasmodare nella esasperazione della polemica sterile e senza costrutto tra maggioranza e opposizione". Berlusconi conclude: "Vorrei ricordare a tutti che le ragioni umanitarie, il prestigio e il buon nome dell'Italia vengono prima di ogni polemica politica e che percio' vicende come questa vanno trattate con senso di responsabilita' e massima coesione. Confrontiamoci anche duramente ma in modo da non recare nocumento all'immagine internazionale dell'Italia”.

Parole totalmente condivisibili, inutile tentare di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati,ci si preoccupi piuttosto da oggi in poi di tentare di recuperare credibilità internazionale con comportamenti consoni innanzi tutto verso i nostri alleati , ed evitando di millantare “comprensioni” dove non ce ne sono.


8 aprile 2007

AUGURI DI BUONA PASQUA !

A TUTTI I MIEI AFFEZIONATI LETTORI E A TUTTI I NAVIGATORI CHE PASSANO DA QUI,  AUGURO, INSIEME AI LORO CARI UNA 
FELICE E SERENA PASQUA

     
                   


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permalink | inviato da il 8/4/2007 alle 3:35 | Versione per la stampa


8 aprile 2007

TELECOM : PARLA PRODI.

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi, in un colloquio con ‘Il Sole 24 Ore’, all’indomani delle dimissioni del presidente Rossi, si dichiara favorevole a una cordata italiana che contrasti o perlomeno tratti da una posizione di maggior forza con AT&T e Carlos Slim perchè considera l’offerta americana-messicana dettata quasi unicamente dall’interesse di Slim per Tim Brasil, con il rischio “spezzatino” tutt’altro che remoto.
“A me lo spezzatino piace, ma solo a tavola” sottolinea il premier.

Secondo Prodi, scrive il quotidiano, il Governo sulla vicenda Telecom non è “né assente né reticente” ma nemmeno interventista, all’insegna cioè di un rispetto del mercato è assoluto.
In nessun altro Paese, infatti, (così Il Sole 24 Ore riassume il filo del discorso del premier) si farebbero portar via sotto il naso il principale operatore delle telecomunicazioni. Berlino, per esempio, tiene ben saldo il controllo, in mani pubbliche, di Deutsche Telekom. Per non dire di Parigi con France Telecom.

Se fossimo in un altro Paese europeo, spiega, il Governo farebbe di più. Ma in Italia non si può, specie dopo il ‘caso Rovati’ che definisce “un folle attacco al Governo. una vicenda infame, un attacco inqualificabile”.
“Che cosa posso dire di quello che sta succedendo? Una sola cosa. Che bel capitalismo, complimenti!”, afferma Prodi.
Ma è mai possibile, si chiede, non si riesca a mettere su una proposta industriale per gestire la più importante delle società di telecomunicazioni al mondo, con ingenti e strategici investimenti nelle nuove tecnologie?

Per Prodi il bosco poco folto degli attori industriali italiani è un panorama desolante. “Avremmo bisogno - commenta il premier - di forti piante...”.
Sembra di capire che Palazzo Chigi si auguri la formazione di una proposta seria, tra banche e imprenditori, che contrasti quella di AT&T e dei messicani di Carlos Slim o perlomeno tratti con loro da una posizione di maggiore forza. Riportare la rete in mani pubbliche? Prodi dice di no e pensa a una rete che svolga un servizio pubblico, nel senso di essere accessibile a tutti gli operatori, non di proprietà o di controllo statale.
“Una società di garanzia di transito”, specifica Prodi che metta a disposizione un monopolio naturale, un “sistema nervoso” più tecnologico ed efficiente di quello attuale, con l’obiettivo finale di offrire servizi e contenuti al consumatore a costi concorrenziali, senza per questo indebolire l’operatore principale.

Noi Press 07/04/2007

 

Nessuna sorpresa, una desolazione totale e completa, un provincialismo da paura, ancor più inquietante se a fare simili considerazioni è qualcuno che si spaccia per liberalizzatore ed ha in mente un’economia da Unione Sovietica dei bei tempi.

La deriva dirigista e statalista del governo emerge con tutta la sua forza, si rimpiange di non poter fare di più perché “siamo in Italia” , e meno male dico io, dopo il disastro della gestione IRI di Prodi, il quale ereditò l'Istituto con 35mila miliardi di lire di passivo e lo lasciò con 42mila miliardi di passivo, malgrado avesse ricevuto dallo Stato 18mila miliardi di sussidi, licenziando nel frattempo 140.000 persone, i contribuenti e cittadini italiani non sentono assolutamente  il bisogno di ripetere simili esperienze attingendo ulteriori risorse dalle loro tasche.

Ci si lamenta che gli stranieri non investono in Italia, poi quando qualcuno si decide non ce lo vogliamo, che differenza fa se il gestore dell’azienda è italiano o straniero?

Quello che conta è che faccia bene il suo mestiere,che faccia l’interesse degli azionisti e dei lavoratori, che produca utili per se e per l’erario,che porti tecnologia e non debiti,la nazionalità poco importa.

La storia della rete e del sistema è una colossale bufala,veramente qualcuno può credere che se At&t acquista Telecom,smonta centrali e cavi e se li porta in america? Forse che da loro ne mancano anche di più moderni?

Se a Prodi&C sta tanto a cuore la rete, perché non hanno fatto in modo che rimanesse pubblica all’epoca della privatizzazione di Telecom da loro fatta ?

Perché come diceva  Frank Knight, fondatore della scuola di Chicago: "Sanno tante cose, ma sono tutte sbagliate".

Il solo interesse dell’Italia è avere un governo che fa il suo mestiere,che toglie vincoli,ostacoli ed impedimenti,che non interviene nell’economia e non consiglia le aziende se fare una cosa o un’altra,che non fa Merchant Bank a Palazzo Chigi e usa il potere politico per fare affari.

Praticamente l’opposto dell’attuale governo.

Pare infine,stando a quando dice il Corriere, che il ministro Bersani stia organizzando la nascita di una cordata italiana dal momento che “la partita non è ancora chiusa” (Sic).

Quando finirà questa fiera delle banalità,pressappochismo, dilettantismo e provincialismo?


7 aprile 2007

UN GOVERNO DI SERVI,VIGLIACCHI E BUGIARDI.

Qualche giorno fa Gino Strada, aveva definito il governo italiano “un governo di vigliacchi e servo degli USA” dopo che aveva ripetutamente chiesto a Prodi di adoperarsi con il presidente Afgano Karzai per la liberazione del suo braccio destro Rahmatullah, fermato dai servizi segreti afghani e in carcere a Kabul.

In quella occasione il fondatore di emergency  aveva ribadito che per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo,il giornalista di Repubblica rapito dai Talebani e liberato dopo uno scambio con capi terroristi, aveva condotto la mediazione con i rapitori dopo averlo concordato direttamente con il presidente del Consiglio, con il ministro degli Esteri, con l’Unità di crisi della Farnesina e con l’ambasciatore italiano a Kabul.

In parlamento e ai cittadini per bocca del ministro degli esteri D’Alema ,il governo aveva raccontato che : ''Noi non abbiamo trattato con nessuno ma attraverso un'associazione umanitaria abbiamo ricevuto una lista di persone, né abbiamo liberato nessuno, perché non erano nostri prigionieri, ma abbiamo trasmesso la lista al governo afgano, che ha ritenuto queste persone non così pericolose da non essere liberate”.

A questo punto i dubbi erano già diventati certezze,ma in ogni caso  da oggi Gino Strada può anche aggiungere l’epiteto di bugiardi alla sua lista di aggettivi, e le certezze sono state ampiamente confermate dal presidente afgano  Karzai.

Sul ruolo giocato dal governo italiano nella vicenda Mastrogiacomo il presidente Karzai fa le prime ammissioni: «il governo di Kabul si è trovato di fronte ad un obbligo particolare» per la liberazione dei cinque talebani in cambio del giornalista italiano. «Il governo di Roma aveva «il diritto» di chiedere la collaborazione delle autorità afghane nel quadro di «una situazione molto difficile», nella quale l'esecutivo di Romano Prodi «poteva cadere in qualsiasi momento». Ma «questo tipo di scambio non si ripeterà», ha assicurato Karzai.

Una storia insomma di provincialismo, menzogne e spregiudicatezza che come si è già accertato ha gettato ampio discredito sull’immagine dell’Italia nel mondo,mentre qualcuno andava millantando “comprensioni” che non c’erano, così come è del tutto inutile chiedere a rappresentati del governo conseguenti atti di “dignità morale e politica”,le facce di bronzo non conoscono vergogna.

L’unica cosa certa a questo punto,stanti le dichiarazioni di Karzai, è che la vita dell’interprete di Mastrogiacomo rimasto nelle mani dei Talebani è sempre più a rischio,lunedì infatti scade l’ultimatum dei terroristi, che per la vita dell’ostaggio chiedono la liberazione al governo afgano di tre loro complici , con queste premesse sono in pochi a farsi delle illusioni.


6 aprile 2007

BULIMIA DA RIPENSAMENTO .

Dopo l’intervista di Luciano Violante al Corriere in cui tra le altre cose si” rammarica per come Bettino Craxi è stato un capro espiatorio sull’altare del codice penale” (Sic),che trovate nel post precedente, puntuale con una lettera al direttore del giornale, è arrivata la risposta di Stefania Craxi, vi propongo i passi più salienti,ogni ulteriore commento è superfluo .

 

Di Stefania Craxi

"Caro direttore, Luciano Violante è ammalato, mi spiace. È una malattia che Miriam Mafai chiama «bulimia da ripensamenti». È la malattia dei post comunisti. È un virus che ha una a lunghissima incubazione , si manifesta dopo 15-20 anni. Il riformismo era considerato una bestemmia? Ci hanno ripensato! Anche la socialdemocrazia non era poi così male e così il mercato e le imprese private (meglio, però, se «illuminate», amiche). La linea della fermezza sul caso Moro? Fassino e Ingrao ci hanno ripensato! I missili Pershing e Cruise? Ci hanno ripensato! L'Unione Sovietica? In questo caso, addirittura, Veltroni non ci aveva mai pensato perché lui aderì al Partito comunista per combattere l'Unione Sovietica, pazienza se i soldi per il suo stipendio da funzionario e per le sue campagne elettorali arrivavano da Mosca. Il referendum sulla Scala Mobile? Ci hanno ripensato! Il Craxi riformista e innovatore? Ci stanno ripensando! Il patrimonio storico ideale del socialismo italiano? Ci hanno ripensato, molto, così tanto che oggi hanno deciso di partecipare alla nascita del Partito democratico, di un partito a-socialista, figlio legittimo del compromesso storico anni '70 anti-socialista. Però questa è solo una tappa, l'ennesima, magari, chissà, fra 15 anni ci ripensano. Sono ripensamenti onesti? Sentiti? Onerosi e quindi generosi? I comunisti diventati post- comunisti sono cambiati? Per chi li conosce, i «ripensamenti bulimici» sono la dimostrazione pratica che sono cambiati, molto e in peggio. Sono cambiati, sono passati dalla doppia verità di Togliatti alle mezze verità dei Fassino e dei Violante, dalla tragedia alla farsa.
Cari compagni post comunisti, è questo il punto politico, voi non avete alcuna autorità per rivalutare Craxi, voi non avete alcun diritto a dirvi eredi del socialismo riformista italiano, perché non dite la verità su Craxi e, soprattutto, su voi stessi. Non dite la verità perché non potete farlo, perché vi costerebbe non un semplice ripensamento ma la negazione di voi stessi, non solo di ciò che avete fatto, ma di ciò che siete. Per questo siete destinati a non guarire mai e ad annegare nel Partito democratico".

Corriere Della Sera 06/04/07


5 aprile 2007

SEMPRE IN RITARDO,COME AL SOLITO.

«L'autocompiacimento per la propria diversità che a volte era arrogante pretesa di superiorità intellettuale e morale, la tradizionale disattenzione per i diritti civili in nome di un primato dei diritti sociali, la scarsa laicità nei rapporti con la società e la Chiesa, il lungo ostracismo alle riforme istituzionali sono difetti che noi Ds dobbiamo riconoscere».
«Non basta una semplice parentesi in un discorso congressuale, ma occorre un'esplicita ammissione di errori politici gravi, che hanno pesato sulla storia d'Italia».
«Questo silenzio fece di Craxi una sorta di capro espiatorio sull'altare del codice penale».

Luciano Violante-Corriere della Sera-05/04/2007

 

Come sempre, in colpevole ritardo, gli esponenti del PCI-PDS-DS, fanno mea culpa, non si smentiscono mai, dopo che Fassino due anni fa riconobbe Craxi come  uno dei “ padri della sinistra italiana” e  le sue qualità di politico e di statista , ecco che un altro campione dell’ala giustizialista dei post comunisti riconosce la persecuzione giudiziaria di Bettino Craxi.

Viene spontaneo domandarsi come la classe dirigente di questo partito che tanti errori ha commesso,per  esplicita ammissione della stessa, possa ancora rimanere al proprio posto, ma si sa, le facce di bronzo  passano sopra a tutto e tutti.

Tra qualche decennio rivaluteranno anche Berlusconi,accetto scommesse.

Tornando a Bettino Craxi ho appreso con piacere che, il consiglio comunale di Napoli il 23 marzo scorso, a larghissima maggioranza, ha dato mandato alla giunta di intitolare al defunto leader del PSI  una via o una  piazza ,prima tra le grandi città italiane,come  in tanti altri piccoli-medi centri.




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