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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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31 marzo 2007

SONO DISPOSTI A TUTTO .

La sua proposta ha già creato scandalo in entrambi i poli, ma il leader della Quercia Piero Fassino non demorde e torna a proporre l'allargamento della maggioranza con l'Udc e persino con la Lega Nord. "Sappiamo che la maggioranza è esigua - ha spiegato - e quindi è nostro dovere cercare convergenze, anche al di là della maggioranza che ha vinto le elezioni, che rendono più stabili la governabilità del Paese".
"Se Casini, Bossi e Maroni vogliono far parte organica del centrosinistra - ha aggiunto - io non ho nessun pregiudizio".

Reuters

 

Ormai niente può meravigliarmi, già qualche anno fa la Lega Nord fu definita da D’Alema  “la costola della sinistra”, ma a questo punto perché solo UDC e Lega Nord? Perché non invitare a far parte della maggioranza anche AN, Forza Italia e tutto il resto del Centrodestra? La governabilità sarebbe assicurata oltre ogni ragionevole dubbio.

Della serie “siamo disposti a tutto”, questi pur di rimanere attaccati alle loro cento e più poltrone venderebbero anche la madre.    


29 marzo 2007

D'ALEMA E IL GOVERNO COSA FANNO ?

Se il governo di Hamid Karzai non trattera' con i talebani e rilascera' due detenuti l'interprete di Daniele Mastrogiacomo, Adjamal Nashkbandi, sara' ucciso. La minaccia e' arrivata oggi dal mullah Dadullah. "Cosi' come il governo italiano ha agito nell'interesse del suo popolo e ha avuto a cuore il destino di un connazionale, e si e' adoperato per liberarlo, cosi' dovrebbe agire Karzai", ha detto Dadullah a SKY TG24 nel corso di un'intervista.

"Allo stesso modo degli italiani, Karzai deve parlare con noi per Adjmal", ha aggiunto, "cosi' come e' avvenuto per la liberazione di Daniele, ottenuta con il rilascio di alcuni nostri combattenti, chiediamo al governo Karzai di liberare due nostri uomini in prigione in cambio della liberta' di Adjmal". "Karzai finora ha ottenuto la liberazione di stranieri, ma non quella di un cittadino afgano", ha insistito, "ma in realta', noi pensiamo che Karzai non sia il vero presidente, ma solo un burattino al comando dell'ambasciata italiana".

Lo zio di Adjmal, ha raccontato, "e' responsabile governativo del distretto di Bagram. E lui personalmente ha lavorato, in passato, nella base aerea americana che c'e' a Bagram". Dunque, se Karzai non interverra' "Inshallah, lo uccideremo", ha minacciato.

Il mullah Dadullah e' convinto che Daniele Mastrogiacomo non fosse un vero giornalista. "Se un giornalista facesse davvero il suo lavoro, allora riservargli questo trattamento non sarebbe giusto", ha detto Dadullah ai microfoni di SKY TG24. "Ma se si tratta di qualcuno che porta un fucile o che collabora con l'altra parte, che lavora per i nostri avversari, pubblicando solo le loro opinioni, coprendo solo le loro attivita', facendo dunque un lavoro non imparziale, allora merita questo trattamento", ha aggiunto.
  "Se un giornalista non e' obiettivo, se non scrive anche cio' che riguarda la parte dei talebani, merita di essere catturato, scambiato o persino ucciso", ha insistito, e "questo giornalista non era un vero giornalista, era uno di loro (n.d.r. le forze Nato) ed era anche una figura importante".

(AGI)

 

D’Alema e il governo che stanno facendo per risolvere questa situazione? Stanno facendo pressioni su Karzai affinchè liberi i due terroristi come chiede Dadullah?

In fondo anche questa è una vita umana coinvolta da Mastrogiacomo, e due terroristi in più o meno liberati non cambieranno certo la nostra reputazione e il nostro onore nei confronti degli alleati, ne questo ulteriore scambio pregiudicherà più di quanto non sia stato già fatto la sicurezza dei militari e civili dell’alleanza in Afghanistan,  ci siamo già abbondantemente coperti di riprovazione e ridicolo, o no ?


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permalink | inviato da il 29/3/2007 alle 23:44 | Versione per la stampa


29 marzo 2007

AMNISTIA PER I TERRORISTI ?

Il Capogruppo al Senato di Rifondazione Comunista,Giovanni Russo Spena, insiste nel chiedere di varare un provvedimento di amnistia per coloro che sono implicati in atti di terrorismo di destra e di sinistra,sostenendo che si è “ucciso per errori politici” (Sic) ,in una stagione di “violenti scontri politici”.

Innanzi tutto bisognerebbe chiedere ai familiari delle vittime cosa ne pensano,dubito che siano d’accordo, ma il fatto di aver ucciso in una stagione di violenti scontri politici rappresenta caso mai un’aggravante non da poco, oltre che assassini hanno offeso anche democrazia e politica.

Ma che abbiamo fatto di male per meritarci questa gente?


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permalink | inviato da il 29/3/2007 alle 16:28 | Versione per la stampa


29 marzo 2007

L'ORDINE DEL GIORNO DI FORZA ITALIA AL SENATO .

Questo l’odg presentato da Forza Italia al senato che impegnava il governo a dare concrete garanzie per i nostri soldati impegnati in Afghanistan.

 

“Il Senato in sede di discussione dell’A.S. 1381 «decreto legge n. 4, recante proroga missioni internazionali;
premesso che:
la missione Isaf della Nato in Afghanistan sta diventando sempre più impegnativa sul piano strettamente militare;
nel settore controllato dal generale Satta, in dicembre un’ autobomba ha ucciso il capo della polizia di frontiera Safi, poi è stato assassinato il capo della polizia di Herat. In gennaio un kamikaze si è fatto esplodere all’aeroporto, il 18 febbraio è stato attaccato un check point sulla Ring road, il 21 febbraio una mina ha investito un convoglio italo-spagnolo, uccidendo una soldatessa, il 3 marzo l’esplosione di una bicicletta bomba ha sfondato un taxi uccidendo tre passeggeri, episodi isolati ma che offrono uno scenario che sta mutando;
lo stesso generale ha richiesto con urgenza l’invio di elicotteri per garantire maggiore sicurezza aerea;
la brigata Sassari è stata attaccata da gruppi di talebani e avrebbe risposto al fuoco, così come negli ultimi giorni vi sono stati attacchi nei confronti dei nostri militari;

avremmo dovuto perlustrare la valle Musaqala, alle porte di Kabul, ma abbiamo rinunciato, su consiglio degli americani, perché non adeguatamente armati per difenderci da possibili attacchi;
vi è il forte rischio che gli scontri si intensifichino in vista dell’ormai preannunciata offensiva talebana di primavera;
lo stesso sottosegretario alla difesa Lorenzo Forcieri ha dichiarato che «anche se non cerchiamo guai, i guai cercheranno noi», tradotto, i nostri soldati rischieranno la vita come qualunque altro soldato dei Paesi coinvolti;
constatato che: non vi è dubbio sul ruolo dell’Italia per quanto riguarda l’aspetto civile della missione: nel 2006 sono stati spesi 5,3 milioni di euro per costruire ospedali, ambulatori, pozzi e scuole,impegna il Governo:a dotare, in tempi brevi, i nostri militari di armi di difesa attiva, come ad esempio veicoli di massima blindatura, elicotteri, postazioni predisposte per il tiro, armamenti e apparecchiature per attivare la reazione immediata in caso di attacco, procedure di intervento e contrasto in caso di violazione delle zone perimetrali, al fine di garantire adeguati strumenti che consentano di fronteggiare eventuali scontri, eliminando così quanto più possibile il rischio della vita dei soldati.”

G5 (testo 3) SCHIFANI, MATTEOLI, CASTELLI, CUTRUFO, GIULIANO, GUZZANTI, BIONDI, MARINI GIULIO, NESSA

 

Nulla di eccezionale dunque,ma soltanto la consapevolezza del peggioramento della situazione sul campo, e l’intenzione di garantire ai nostri militari adeguati strumenti di difesa attiva.

L’odg è stato firmato e votato da tutta la CDL,Udc compresa, ma è stato respinto dalla maggioranza,a  quel punto l’astensione è stata una scelta obbligata.

Coloro che hanno rifiutato per mero calcolo politico l’accoglimento di queste misure minime per mettere i nostri militari in condizione di operare in sicurezza,sono gli ultimi che possono permettersi di parlare di “voltafaccia”.

Coloro che vanno a braccetto con Hezbollah e con Hamas, che fanno liberare capi terroristi dei Talebani e che li propongono come interlocutori,che hanno portato la  politica estera italiana al punto più basso della sua storia repubblicana, non hanno titoli per dare lezioni a nessuno,abbiano almeno il pudore di tacere.


28 marzo 2007

BENE L'ASTENSIONE AL SENATO .

Hanno fatto bene Forza Italia ,An, Lega Nord, DC e gli altri minori ad astenersi ieri al senato sul volto di rifinanziamento delle missioni militari all’estero, era esattamente quello che la base ha chiesto a gran voce, non ci può essere voto favorevole per gli amici di Hamas e dei Talebani.

E’ notizia di ieri che il sottosegretario di stato americano Nicholas Burns, ha espresso il disagio dell’Alleanza atlantica per la gestione delle trattative per il rilascio del giornalista di Repubblica, questo dopo le polemiche con gli alleati,in primis gli USA, dove il ministro degli esteri D’Alema aveva millantato “comprensioni” che non ci sono mai state.

"Il voto di astensione di Forza Italia, An e Lega  deriva dal fatto che non e’ stato recepito l’ordine del giorno presentato da tutti i partiti dell’opposizione che chiedeva, con indicazioni assai precise, una maggior sicurezza per i nostri soldati, ma anche dalla clamorosa involuzione che caratterizza in modo sempre piu’ accentuato la nostra politica estera", l’aggettivo più benevolo degli alleati nei nostri confronti è “inaffidabili”.

Intanto “Su due importanti questioni, l’Unione si è divisa. Prima, sull’ordine del giorno di Calderoli G2 che chiede al Governo di impegnarsi a chiedere l’esclusione dei talibani dall’eventuale conferenza di pace, nonostante il parere favorevole dei relatori e del governo, sette senatori del correntone Ds, tra cui Cesare Salvi, Rifondazione Comunista e Verdi e Comunisti Italiani non hanno partecipato al voto, mentre otto irriducibili hanno addirittura votato No, tra questi Furio Colombo, Oskar Peterlini, Fernando Rossi, Turigliatto, Giannini e Ribaldi.
Poi, su un altro ordine del giorno di Calderoli, il G14, che impegna il governo a ricercare una strategia comune dei paesi Nato nella gestione di rapimenti in zona di operazioni, sul quale il ministro D’Alema ha addirittura ringraziato Calderoli per aver presentato il documento, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi hanno votato No in blocco, insieme ad alcuni colleghi dell’Ulivo, per un totale di 42 senatori, oltre un quarto della coalizione.

Bene così dunque, non possiamo essere confusi con coloro che negano ai nostri militari  gli strumenti per potersi difendere e operare al meglio,con coloro che fanno liberare capi terroristi in cambio di ostaggi mettendo a repentaglio la sicurezza di militari e civili della coalizione, e con coloro che telefonano ai capi terroristi di Hamas promettendo impegno per fare arrivare loro i finanziamenti che la comunità internazionale ha bloccato.

Infine per quanto riguarda l’UDC , che ha voluto differenziarsi dalla CDL votando a favore, c’è da sottolineare che  Casini e Cesa possono abbaiare solo alla luna, non hanno i numeri infatti per sostituire eventualmente la sinistra radicale nel governo, e il partito è già spaccato in questa situazione figuriamoci se appoggiasse il governo anche dall’esterno.

Ma non solo, la gran parte della loro base si riconosce nella CDL, tanto che le alleanze per le amministrative sono state a grandissima maggioranza confermate,tranne qualche sporadico caso,in eventuali elezioni l’UDC se va da sola o passa a sinistra a stento riuscirà a confermare si e no la metà dei voti che attualmente ha, e in ogni caso la CDL vincerebbe ugualmente alla grande.

L’unica possibilità che l’UDC ha per rendersi autonoma e mantenere la maggior parte dei consensi  è una legge elettorale che gli permetta di competere da sola alleandosi magari con qualche altra formazione centrista attualmente schierata a sinistra, tipo UDEUR o altri, ma questo è difficile che si realizzi e  nulla toglierebbe alle potenzialità di vittoria della CDL.

Pertanto non è il caso di inseguire più di tanto Casini&C , che cuociano pure nel loro brodo,ci penseranno i loro stessi elettori a farli rinsavire.


27 marzo 2007

MILANO: BAGNO DI FOLLA PER BERLUSCONI .

Impossibile per Silvio Berlusconi non salire sul palco. La piazza è sua, lo spinge, lo trascina tra coretti e acclamazioni fino alla fine del corteo per la sicurezza. Il programma prevedeva un monologo del sindaco di Milano, Letizia Moratti, ma l’ex premier è quasi costretto a parlare alla gente in attesa, che guarda in alto sulle impalcature di piazza Argentina e aspetta che il leader detti la linea. Lui non li delude e dice esattamente ciò che ogni manifestante sogna di sentirsi dire, che il Cavaliere è in armi per scalzare Romano Prodi. «È tempo che questo governo si dimetta. Siamo venuti qui per dire basta. Uno Stato che non difende i cittadini è illegittimo. Tagliano i fondi sulla sicurezza, concedono l’amnistia ai terroristi, lasciano che interi quartieri siano invasi dagli extracomunitari» scandisce tra i palloncini che volano su corso Buenos Aires, la strada dello shopping che un anno fa è stata oltraggiata dalla violenza degli estremisti di sinistra e questa sera è un inseguirsi di lumini e fiaccole, striscioni e sciarpe colorate. All’appello mancano solo le bandiere dei partiti, un’assenza voluta per lasciare spazio ai cittadini.

Eppure. «Questa è una manifestazione politica. Uno Stato che non protegge non è legittimo» ripete Berlusconi. Non sono parole da comizio, al contrario annunciano un atto parlamentare concretissimo, l’astensione sul voto per il rifinanziamento della missione in Afghanistan. Il messaggio è chiaro: nessuna stampella al governo che non garantisce la sicurezza dei soldati, così come nessuna stampella al governo che non garantisce la sicurezza dei cittadini. È un discorso che vale per l’esercito, per la lotta alla criminalità e all’immigrazione clandestina. «La sicurezza non è nemmeno presente nei dodici punti del nuovo programma di governo illustrato dal presidente del Consiglio» accusa. Va oltre: «Sono stati fatti passi indietro».

Sotto accusa i tagli ai fondi a disposizione delle forze dell’ordine e l’attacco alla Bossi-Fini che, spiega Berlusconi, ha reso ancora più insicure le città. «La politica delle porte aperte sull’immigrazione è insensata e i cittadini fanno bene a manifestare per la sicurezza» è la critica, a cui segue l’interpretazione. Ancora una volta, è il prevalere delle posizioni più radicali dell’Unione a determinare la linea del governo Prodi: «La sinistra estrema vede nell’immigrato un fattore di contrasto rispetto allo Stato fondato sulla proprietà privata». Il governo è responsabile anche di aver decurtato i fondi per la sicurezza: «Da un lato, con la Finanziaria, si sono ridotti di 500 miliardi i fondi a disposizione delle forze dell’ordine. Dall’altro si è sottratto alle questure per trasferirlo ai Comuni, molti dei quali sono di sinistra, il compito di controllare la legittimità della permanenza dei cittadini stranieri in Italia». Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: «Basta presentare un documento e dire che si è in cerca di lavoro per potersi fermare tre mesi e rimanere ancora in Italia».

Poi si è concesso alla gente. Come per esempio a Maddalena, una giovane donna di Sesto san Giovanni presente alla manifestazione nonostante sia costretta da anni su una sedia a rotelle per una malattia congenita. «Ho chiesto al presidente - ha detto Maddalena - che ci aiuti a far cadere questo Governo. Perchè questo Governo mi ha tolto la fisioterapia e le medicine». E lui? «Lui mi ha detto "brava, sei stata coraggiosa a venire"».

Milano lo accoglie come un liberatore. Berlusconi procede a fatica, c’è chi gli chiede di firmargli un autografo sulla mano, chi cerca di fermarlo. «Un presidente, c’è solo un presidente» gli cantano dai fianchi. Lo inseguono, esagerano: «Silvio, santo subito». Lo incalzano: «Tutti a casa, tutti a casa domani». È la folla, il suo elemento naturale, e a mano a mano che la attraversa perde anche l’iniziale malumore dovuto al processo Sme. Il bagno di gente lo porta velocemente al sorriso. «Se pensano di fermarmi si sbagliano di grosso, vuol dire che non mi conoscono» confida a chi lo avvicina per solidarizzare.

Oltre la protesta, a caccia di soluzioni. «Chiediamo al governo di cambiare la sua politica, di dare attenzione alla difesa del cittadino e di non lasciarsi guidare dall’ideologia della sinistra». Conclude: «Questa è una manifestazione di cittadini che chiedono al governo di fare il suo dovere». Intorno i palloncini sono di tutti i colori.

 26/03/2007







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27 marzo 2007

C' E' SEMPRE UN PURO PIU' PURO...

A sinistra “c’e’ sempre un puro più puro che ti epura “ ,chissà se di questo aforisma di Pietro Nenni  se ne è ricordato Bertinotti  durante la contestazione che ha subito ieri all’ Università  La Sapienza di Roma.




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26 marzo 2007

LA BEFFA DEL GAS, PIU' TASSE SPACCIATI PER TAGLI ! ! !

Aumenta nuovamente il gas.
Lo stabilisce il decreto del 23 febbraio del ministero dell’Economia, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 marzo, e intitolato Riduzione per l’anno 2007 delle aliquote di accisa sul metano per combustione per usi civili per i consumi nei territori diversi da quelli di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978 n. 218, ossia al testo unico delle leggi sugli interventi per il Mezzogiorno.
La Finanziaria 2002 ha stabilito che ogni anno il ministero dell’Economia emani un decreto per armonizzare le tariffe e ridurre gli squilibri esistenti tra le varie zone del Paese. In particolare per la cosiddetta tariffa T2 agevolata, cioè il metano per riscaldamento individuale fino a 250 metri cubi annui di consumo. Il decreto legislativo del 1995 prevedeva un'aliquota di 78,85 euro per mille metri cubi. Nel 2006 il governo di centrodestra l'ha abbassata a 41,40 euro. Mentre il provvedimento dell'Unione l'ha riportata a 46,30 euro per mille metri cubi. Tagliando i 78,85 euro del 1995 ma aumentando la soglia fissata l'anno scorso.

(Adnkronos)


Dopo il raddoppio dell’IVA sul Gas dal 10 al 20% stabilito con il decreto Visco arriva un nuovo aumento almeno per il 70% dei cittadini italiani.
La norma del governo infatti comporta un aggravio dell'11,8% su quella che per qualcuno è la totalità, per tutti la prima fetta delle spese annue per il riscaldamento (escluse le regioni del Mezzogiorno, dove l’aliquota per la stessa tariffa è attualmente di 38,65 euro per mille metri cubi).

Chi si era illuso che,con la stagione mite si potessero effettuare significativi risparmi e compensare l’aumento dell’IVA si è dovuto ricredere.

Probabilmente l’aumento è stato deciso proprio per compensare il calo dei consumi e mantenere invariato il gettito fiscale.

E meno male che il governo aveva promesso in primavera bollette più leggere per i consumatori, come al solito parole, ma questa ormai non è più una novità.


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26 marzo 2007

LE RAGAZZE DI BENIN CITY .

E’ uscito un nuovo libro di Laura Maragnani,LE RAGAZZE DI BENIN CITY, in questo nuovo lavoro la giornalista di Panorama affronta senza troppi giri di parole la tratta delle ragazze nere, le nuove schiave del sesso.
Per la recensione di questa nuova opera,l'opinione del giornalista Enzo Bonifazi.
"...e ora ti spiego che la tratta non è solo un problema di sesso, di puttane e di clienti...".
(Enzo Bonifazi) Hanno anche 12 e 13 anni e sono alte, nere, statuarie: sberle di ragazze avviate a quel “mondo del lavoro” che noi italiani chiamiamo “fare le puttane”. E le fanno “le puttane”, proprio qui in Italia, sotto i nostri occhi strabici e incapaci di vedere “dentro” le cose.
La loro storia e la loro vita nell’Italia di oggi, già culla della civiltà, ce la racconta per la prima volta Laura Maragnani, giornalista di Panorama e già scrittrice di altri libri di successo fra cui “Nero Padano” pubblicato da Rizzoli dieci anni fa. Ce la racconta con un libro 'LE RAGAZZE DI BENIN CITY' pubblicato da Melampo, presentato ufficialmente il 5 marzo in Val D’Aosta dove vive la vera protagonista e finalmente da oggi 14 marzo nelle librerie italiane.
Belle, bellissime... e per questo schiave e incatenate ai meccanismi d’una organizzazione fatta di persone solo in apparenza umane; meccanismi che oltre Laura Maragnani oggi, solo il giornalista e scrittore Scerbanenco osò portare sulle indimenticabili pagine dei suoi romanzi degli anni ‘60 e ‘70.
Sapete cos’è un “papagiro”? Isoke Aikpitanyi, vera protagonista del libro nata a Benin City e sbattuta sulle strade di Torino giovanissima nel 2000 e che oggi finalmente libera ha aperto una casa rifugio per le giovani schiave; Isoke dunque l’ha raccontato a Laura Maragnani e questa a noi che possiamo da oggi leggere questo libro.
Un libro duro, che ci rimanda alle violenze umane degli zingari sui bambini raccontate due secoli fa da Victor Hugo ne “L’uomo che ride” o nelle pagine di “Boujargal” dove la schiavitù nera del tempo non ebbe paragoni nemmeno nei ricordi del “Villaggio di Stepancikovo” scritto da Dostoevskij.
Cosa spinge questa folla umana di splendide ragazze a lanciarsi nel buio della vita? Laura Maragnani ci racconta anche questo. A fare il resto è la cultura delle “ragazze di Benin”, fatta di legami che non si spezzano nemmeno a migliaia di chilometri di distanza, non si spezzano nella solitudine, non si spezzano di fronte a niente...e che invece dovrebbero essere tagliati di netto: come un nodo gordiano.
Ma in origine è la “fame”, quella “FAME” in maiuscolo che non è solo quella che comunemente intendiamo noi, ma è quel “non-vivere” che meglio di qualsiasi scrittore ha descritto un gigante della letteratura di fine ‘800, Knut Hamsun, la cui potenza espressiva fulminò gente come Tolstoy e Zola, Bjornson e Ezra Pound. Ebbene Hamsun, proprio come il mistero mai risolto della sua nascita e crescita letteraria (studiò fino a 14 anni in una povera frazione della Norvegia), raccontò tutti i misteri della fame (autobiografica) in quella monumentale opera che ebbe e ha per titolo proprio “Fame”.
Si sopravvive alla fame, in ogni senso? Si e Laura Maragnani nel suo nuovo libro traccia benissimo, anche se da scoprire, le linee guida e le misteriose strade che dalla miseria umana organizzata da belve umane, possono condurre alla “luce”.
Come è nato questo libro che racconta per la prima volta la storia di un’ex-schiava in Italia?
Lo dice la stessa giornalista Maragnani : ''Abbiamo coinvolto nel progetto del libro una cinquantina di ragazze di Benin City e dintorni, tutte vittime ed ex vittime della tratta. Molte sono ancora sui marciapiedi italiani a lavorare, alcune si sono sposate con dei clienti, altre sono sfuggite al racket ma sono costrette a vivere nascoste per paura di essere uccise'' spiega la Maragnani. ''Altre, invece, dopo aver pagato il debito con l'organizzazione che le ha fatte venire in Italia, comprano delle ragazze in Nigeria e diventano, a loro volta, delle maman''.
E chi è Isoke? Sognava un lavoro come commessa in Italia. Per averlo, aveva giurato di pagare 30mila euro. Ma quando Isoke Aikpitanyi, nigeriana di Benin City, e' arrivata a Torino, nel dicembre del 2000, ha scoperto che il 'posto di lavoro' che le avevano promesso non era affatto in un negozio: ''Era in mezzo a una strada, anzi un marciapiede. Intorno a me camminavano ragazze seminude, nonostante il freddo e la neve, con delle scarpe dal tacco altissimo: prostitute. Peggio: vere e proprie schiave del marciapiede'' racconta oggi Isoke. ''In Italia ne arrivano a migliaia, e tra queste ci sono anche ragazzine di 12-13 anni, cedute dai genitori alle 'maman'. Per pagare i 30-60 mila euro del viaggio sono costrette a prostituirsi. E quelle che provano a ribellarsi vengono picchiate, violentate, uccise in modo terribile per dare l'esempio alle altre''.
Isoke aveva 20 anni quando arrivò in Italia....e ricorda:
La prima volta che vai sulla strada per lavorare vai nel panico.
Io ricordo la strada.
Ricordo il marciapiede.
Ricordo la mia vergogna di stare lì, con dei vestiti assurdi.
E l'attesa.
Ricordo l'attesa che qualcuno arrivasse e mi facesse un segno dal finestrino abbassato, che dicesse vieni, che dicesse quanto.
Ricordo ancora la voce dei primi che mi hanno chiamato, e la mia voce che rispondeva no, no, no...
Ma è impossibile ribellarsi, perchè il prezzo è la morte.
Oggi la voce di Isoke, finalmente libera, si intreccia alle mille storie delle sue compagne di sventura in una testimonianza durissima e commovente: le terribili maman e i loro riti voodoo, i clienti che stuprano e quelli che si innamorano, i bambini nati in casa e quelli cresciuti di nascosto. E il dolore, la rabbia, le fughe, l'umiliazione di chi «sbatte» sul marciapiede sette giorni la settimana.Per cinquantadue settimane.Per dodici mesi.Per tre o quattro anni.
Come Isoke sia infine tornata libera ritrovando mille e mille ragioni in più per vivere proprio nell’Italia che l’aveva buttata nella disperazione, lo racconta Laura Maragnani nel suo nuovo libro. Il primo appuntamento in libreria è fissato a Roma per lunedi 26 marzo alle ore 18, presso la libreria L'Argonauta - Libri per viaggiare ,Via Reggio Emilia n°89 00198 Roma tel. 06 8543443 (info@argonautasrl.it www.argonautasrl. Saranno presenti oltre alla Maragnani e Isoke Aikpitanyi, Stefania Caracci e Sandra Petrignani.
             

'LE RAGAZZE DI BENIN CITY'
DI LAURA MARAGNANI
(MELAMPO, 112 pp. - 12 euro)


I diritti di questo libro contribuiranno a sostenere le campagne e le iniziative del progetto "La ragazza di Benin City".


24 marzo 2007

IL VERO "PELATO".....



         
       


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23 marzo 2007

TOCCATO IL FONDO, SI CONTINUA A SCAVARE.

Le modalità relative alla liberazione del giornalista di Repubblica Mastrogiacomo, sequestrato dai terroristi in Afghanistan, hanno portato l’Italia al ridicolo e alla disapprovazione internazionale.

Se in un primo momento tutti abbiamo esultato per la liberazione, le sue prime dichiarazioni “sono stato trattato come a Guantanamo” ,hanno fatto venire dubbi e ripensamenti sull’opportunità di trattare con i “tagliatori di teste” per salvare un simile coglione.

Forse sarebbe opportuno prenotare per lui un soggiorno a Guantanamo , ma non nella parte americana,bensì in quella cubana, gli servirebbe per schiarirsi definitivamente le idee.

Il nostro ministro degli esteri ha abdicato per qualche giorno dal suo ruolo e insieme al governo e ha delegato Gino Strada per trattare direttamente con i terroristi,il quale ha ottenuto la liberazione di 5 ,ma sembra siano di più, capi terroristi detenuti nelle carceri afgane, in cambio dell’ostaggio italiano, per ottenere questo il governo ha fatto pressione direttamente sul presidente afgano Karzai.

"Noi non abbiamo trattato con nessuno ma attraverso un'associazione umanitaria abbiamo ricevuto una lista di persone, ne abbiamo liberato nessuno, perchè non erano nostri prigionieri, ma abbiamo trasmesso la lista al governo afgano, che ha ritenuto queste persone non così pericolose da non essere liberate".

Queste le dichiarazioni di D’Alema al riguardo, viene da chiedesi ma se queste persone non erano pericolose che ci facevano in carcere,ma d’altronde lui non può rispondere a queste domande,bisogna chiederlo al sostituto del ministro Gino Strada, il quale ha chiesto e ottenuto che fossero messi da parte i servizi segreti che in collaborazione con gli alleati pare avessero già scoperto la zona in cui era detenuto Mastrogiacomo.

Insomma si sono liberati dei pericolosi terroristi,tra cui il fratello del mullah che teneva prigioniero l’ostaggio italiano,pronti immediatamente a riprendere le azioni contro i civili e i militari della comunità internazionale, le prossime vittime in quel paese chi le avrà sulla coscienza?

Il governo riferendo in parlamento ha affermato di aver avuto l’avallo di tutti gli alleati per l’operazione,D’Alema negli USA ha parlato di “comprensione” degli alleati dopo un incontro con Condoleeza Rice,evidentemente il suo inglese non è stato “compreso” se subito dopo il dipartimento di stato americano ha emesso una dura nota di biasimo in cui negava di essere a conoscenza dell’operazione e di averla avallata,subito dopo anche gli altri paesi dell’alleanza atlantica tra cui Inghilterra, Germania ,Olanda ecc. hanno dichiarato la loro preoccupazione per l’iniziativa italiana che mette a rischio la vita di civili e militari in Afghanistan,se passa l’idea che basta rapire qualcuno per far rilasciare dei terroristi immaginarsi quello che può succedere, ed è stato ribadito che con i terroristi non si tratta.

Insomma uno strappo in piena regola che ha portato ai minimi termini la considerazione internazionale dell’Italia, i commenti più benevoli ci definiscono “inaffidabili”.

«L’Onu non tratta con i terroristi» dice il portavoce delle Nazioni Unite in Afghanistan. Soprattutto se questi terroristi sgozzano l’autista del giornalista italiano, Sayeh Agha, un giovane di 24 anni, padre di quattro figli, la cui moglie incinta, appena appresa la tragica notizia, ha perso il bambino per il dolore.

«Molto preoccupati», per il modo in cui si è giunti alla liberazione del reporter e per le implicazioni che ciò avrà su tutti i giornalisti in Afghanistan, dicono anche a Reporters sans frontières. L’organizzazione dei giornalisti afgani si è unita alla popolazione che ha manifestato per protestare contro il governo di Kabul per la liberazione dei terroristi: «Temiamo che i giornalisti diventeranno sempre più obiettivo per i talebani e per Al Qaeda» afferma il portavoce dell’associazione dei giornalisti afgani.

Anche durante il governo Berlusconi ci sono stati dei rapimenti di civili italiani in Iraq, ma non si è mai derogato dai canali istituzionali(servizi segreti), così come organizzazioni umanitarie come la Croce Rossa agivano in piena collaborazione con i servizi, e soprattutto non c’è mai stato scambio tra ostaggi e terroristi.

E per finire,ciliegina sulla torta,la proposta italiana  di una conferenza di pace sull’Afghanistan, aperta anche ai terroristi talebani, è stata accolta con derisione negli ambienti diplomatici,si dovrebbero sedere a un eventuale tavolo della pace i “tagliatori di teste”, coloro che il diritto internazionale definisce “banditi”, gli accordi si possono fare con stati ed eserciti riconosciuti dalla comunità internazionale non con i terroristi che  l’ONU e la Nato sono andati a combattere.

Insomma come non dar ragione all’ex direttore dell’Unità e dalemiano Peppino Caldarola quando afferma: “Sono d’accordo - spiega - che bisogna salvare la vita ad un ostaggio a qualunque costo, ma quando c’è uno scambio di prigionieri invece del pagamento di un riscatto la situazione cambia, eccome. E se poi i nostri Servizi vengono tagliati fuori perché lo vuole sempre Gino Strada, si fa più complicata. Se gli alleati si arrabbiano si ingarbuglia. E se alla fine si lancia la proposta di una conferenza di pace con la partecipazione dei talebani, beh allora non si capisce più niente. Ora sono io a chiedere da destra il ritiro dei nostri soldati. Non ha senso mantenere a Kabul un’armata Bertolaso (il capo della protezione civile) che si limita a costruire ospedali quando lì si spara. Dichiariamoci neutrali come la Svizzera e smettiamola con questa politica della piccola potenza della minchia.

Praticamente si è toccato il fondo,ma incuranti di tutto si continua a scavare.



Update: Dopo Daniele Mastrogiacomo i talebani rapiranno altri giornalisti stranieri da utilizzare quale merce di scambio come e' accaduto con l'inviato di Repubblica. A prometterlo e' stato il mullah Dadullah in un'intervista telefonica con un giornalista pakistano, Rahimullah Yusufzai, sentito dal 'Guardian'. Dopo aver ottenuto la liberazione di cinque suoi uomini, Dadullah "ha detto che si sente cosi' contento che si prendera' una vacanza lasciando il comando" al fratello, (uno dei detenuti rilasciati), ha spiegato Yusufzai. Secondo quanto riferito al quotidiano inglese, "ogni giornalista occidentale che non chiedera' l'autorizzazione di Dadullah per entrare nella provincia di Helmand, sara' arrestato", proprio come avvenuto per Mastrogiacomo.

Beh poi ci si lamenta se i nostri alleati ci prendono a pesci in faccia e sono costretti ad acquistare pagine di quotidiani , alla Farnesina  ormai tutto è catalogato come “irrituale”.

Io mi chiedo e vi chiedo : “saranno irrituali quelli o dilettanti questi” ?


22 marzo 2007

CENTOMILA EURO, UN BEL REGALO !

Dopo che le foto del povero Sircana,portavoce del governo , sono finite su tutti i giornali,ed aver assistito al servilismo della grande stampa e dei poteri forti, che hanno negato persino l’evidenza, il che dimostra ancora una volta,casomai ce ne fosse ancora bisogno, che la stampa libera e indipendente,salvo poche eccezioni ,in Italia non c’è, non c’è  mai stata, fa sensazione sapere che il direttore Pino Belleri  del settimanale Oggi del gruppo Rcs, già da novembre scorso era in possesso di quelle foto,pagate ben centomila euro, e mai pubblicate.

E così dopo aver toccato con mano il “giornalismo alle vongole” italiano,caso emblematico tra i tanti quello di Francesco Alberti del Corriere della Sera che  dubitava dell’esistenza delle foto e parlava di “montatura mediatica”,mentre nella pagina accanto veniva pubblicata un intervista a Belleri che confermava il possesso delle foto,roba da scompisciarsi dalle risate,ci si chiede perché il direttore di un giornale investe centomila euro per delle foto e poi non le pubblica,da notare che il settimanale Oggi fa parte dello stesso gruppo editoriale del Corriere della Sera , per spendere una cifra così consistente per delle foto ci vuole come minimo l’avallo dell’editore Rcs, che come tutti sanno rappresenta il gotha industriale-finanziario italiano, Belleri parla di “ripensamento etico” (Sic), e di aver acquistato quelle foto per “toglierle dal mercato”.

Io mi chiedo e vi chiedo:

- E’ credibile che un gruppo editoriale acquisti delle foto quantomeno compromettenti per poi non pubblicarle?

- E’ credibile che si dichiari di averle acquistate per “toglierle dal mercato” e fare così un favore al governo,ricambiato come?

- Si può supporre che quelle foto potessero essere utilizzate dallo stesso gruppo editoriale per condizionare alcune scelte del governo e quindi ricattarlo?

Tutto è possibile, io di certo non mi sorprenderei più di tanto.




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22 marzo 2007

CESARE BATTISTI: AVVIATO ITER PER L'ESTRADIZIONE.

La Corte Suprema brasiliana ha annunciato ieri sera di aver dato 40 giorni all'Italia per presentare una richiesta formale di estradizione di Cesare Battisti, ex-militante di estrema sinistra condannato all'ergastolo per omicidio dalla giustizia italiana.

Ieri il sostituto procuratore generale di Milano Nunzia Gatto infatti ha avviato la procedura per ottenere l'estradizione dell'ex terrorista,  leader dei Proletari armati per il comunismo (Pac) arrestato domenica a Rio de Janeiro dopo tre anni di latitanza,  divenuto scrittore noir, mentre il Guardasigilli Clemente Mastella ha promesso tempi rapidi per il suo trasferimento in Italia.

Bene,dopo che è stato stabilito l’iter formale della pratica di estradizione, resta soltanto un aspetto dell’intera vicenda che non è stato ancora del tutto chiarito,e cioè :” una volta estradato in Italia,quale ente o ministero si avvarrà dei servigi e delle consulenze  del  terrorista Cesare Battisti?”




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18 marzo 2007

SIRCANA: PUBBLICATE QUELLE FOTO .

Alla fine il paparazzo di Corona,Max Scarfone ,dopo le improbabili e penose marce indietro dei giorni scorsi, messo alle strette dai magistrati ha ammesso che è stato proprio lui a scattare a quelle foto raccontando  minuto per minuto la "cronaca" del 14 settembre scorso quando pedinò e fotografò il portavoce di Prodi, sin da quando si trovava al ristorante con una donna e la sera in un viale romano frequentato da transessuali.

Foto che sono state acquisite agli atti dell'inchiesta condotta dal pm di Potenza, Henry John Woodcock.

Le foto sono poi arrivate anche ad alcuni giornali,  il direttore di Oggi Pino Belleri  ha confermato di averle acquistate per 25000 euro a novembre perché non cadessero nelle mani di rotocalchi concorrenti,anche questo fatto è stato appurato dai magistrati.

E’ lo stesso Sircana adesso a chiedere che siano pubblicate quelle foto: "Sono allibito ancora una volta si cerca di accreditare una tesi inesistente. Ho detto la prima sera al giornalista del "Giornale", e lo confermo oggi, che non sapevo nulla e non lo sapevo perché non ero stato ricattato. Mi pare che si continui a tentare di gettare fango. Che le pubblichino queste foto...".

Lo stesso Sircana era stato avvertito dalla redazione del Giornale la sera prima della pubblicazione dell’articolo in cui si parlava delle foto che hanno provocato la bufera di questi giorni.

Dell’esistenza delle foto, e delle ammissioni del paparazzo ne parlano oggi tutti i giornali,si proprio tutti,da Repubblica al Corriere,dall’Unità al Manifesto, che sino a 24 ore fa “negavano l’esistenza” delle foto e spargevano veleni su Maurizio Belpietro e il Giornale accusati di costruire polveroni sul nulla per attaccare il governo e Romano Prodi,anche se qualche eccezione si è registrata come quella del direttore della Stampa Anselmi.

Viene difficile credere che di questa storia ne sia stato a conoscenza solo il Giornale,del resto si sa nell’ambiente tutti utilizzano più o meno le stesse fonti, a meno che non si pensi che i lettori abbiano tutti l’anello al naso, ci si chiede perché tanto accanimento nel “ negare a priori” l’esistenza delle foto e del tentativo di ricatto da parte di quasi tutta la stampa salvo poi a prenderne atto dopo 24-48 ore?

Sarebbe questa forse la prova della libertà e dell’indipendenza della stampa italiana? E’ tutto da ridere se non ci fosse da piangere,sempre pronti a riempirsi la bocca di parole quali libertà di stampa, deontologia professionale ecc. ,ma prontissima a piegare la testa e a chiudere gli occhi quando c’è di mezzo il potente di turno.

Questa stessa stampa che fino a ieri ha tentato di difendere con un servilismo da far paura il portavoce del governo,parlando di fango e veleno,di violazione delle più elementari regole della privacy e chi più ne ha più ne metta, è la stessa che per anni ha marciato sulle intercettazioni,sulle foto e sulla messa in berlina di imprenditori,calciatori,veline e vallette,gente comune, senza scrupolo alcuno, forse è vero che anche quando si sparge merda bisogna distinguere tra quella buona e quella cattiva.

Nessuno ha chiesto le dimissioni di Sircana,tranne la “velina rossa”, stia pure al suo posto,anzi ha ricevuto attestati di solidarietà da tutti bipartizan, quello che io trovo scandaloso e da paura è il tentativo di coprire ,di far passare tutto come un’invenzione ,soltanto perché è coinvolto un esponente del governo, del resto dei cittadini ci si può fare di tutto e di più.

Che dire poi dell’intervento del garante della privacy? Costui pagato dai contribuenti 20.000 euro al mese, dopo un lungo sonno nel quale ha tollerato di tutto e di più sulla stampa nostrana , dagli  SMS di Anna Falchi a Ricucci alle foto del calciatore Adriano, alle conversazioni private delle figlie dell’ex direttore della Banca d’Italia Fazio, improvvisamente si sveglia dal suo torpore e mette il bavaglio specificando bene,solo a una determinata inchiesta ,quella di Potenza.

Ma chi decide poi qual è l’interesse pubblico il garante o Palazzo Chigi?

In una qualsiasi democrazia il ricatto o il tentativo di ricatto del governo o di un suo esponente sono notizie da prima pagina, in Italia invece governo,garante, e libera stampa ??? ,tutti insieme appassionatamente pronti a coprire non le tendenze sessuali ma la menzogna,roba da far impallidire gente come Mussolini o Kim il Sung.

Alla fine della fiera chi ha di meno da vergognarsi è proprio Sircana, e bisogna dire grazie a Belpietro e al Giornale che non sono stati al gioco e hanno fatto saltare il banco.


18 marzo 2007

BERLUSCONI: MI SPIACE PER PRODI.

Il Silvio Berlusconi che non t'aspetti è quello che poco prima delle due di notte lascia la festa di compleanno di Roberto Maroni in un ristorante a pochi passi da via dei Coronari. E con il cappotto sulle spalle, fermo davanti all'auto che lo riaccompagnerà a via del Plebiscito, prende le parti di Romano Prodi, perché - spiega ai pochi cronisti rimasti - ormai pure nella maggioranza «dicono cose spiacevoli sulla sua persona» e «in fondo si tratta pur sempre del presidente del Consiglio».
Un Berlusconi che non smentisce la linea di qualche ora prima, quando appena arrivato alla serata in onore dell'ex ministro leghista giusto in tempo per il taglio della torta non esita un attimo a prendere le difese di Silvio Sircana, perché - dice il Cavaliere - «non c'era nessun bisogno di inserire quella intercettazione nell'ordinanza del giudice».
La serata va avanti tra saluti, strette di mano e fotografie. E un lungo conciliabolo tra il leader di Forza Italia, Maroni, Bruno Vespa e il dg di Confindustria Maurizio Beretta. Con tanto di simpatico siparietto quando Santino, compagno della deputata del Carroccio Paola Goisis, dopo aver detto la sua anche al conduttore di Porta a porta si fa incontro al Cavaliere («ué, Berlusca... ») e gli rimprovera le sorti della Rai. «Siamo stati cinque anni al governo - dice - e Santoro e l'Annunziata hanno ancora la loro poltrona... ». L'ex premier allarga le braccia: «Ha ragione, purtroppo Santoro e l'Annunziata sono ancora lì. E pensare che ora neanche quelli del centrosinistra li vogliono più», dice con un eloquente riferimento alla polemica tra Clemente Mastella e il conduttore di Anno Zero.
Berlusconi, però, non parla solo di Rai. E rilancia l'idea del «Canale delle libertà» che dovrebbe partire a maggio su Sky e sul digitale terrestre. «Una bella cosa», dice il Cavaliere, ma «non si tratterà di un investimento importante». E scherza: «Per il casting mi affiderò a Corona... ». Parole di elogio, invece, per Michela Brambilla, presidente dei Circoli della libertà: «È un caterpillar. Attenzione a quello che farà in futuro. E poi - sorride - mi dicono che è anche simpatica alle nostre parlamentari».
Ormai terminata la cena a base di specialità siciliane, si passa al taglio della torta rigorosamente a strisce rossonere, all'applauso e al brindisi. Maroni chiede al Cavaliere due regali: «Che compri Ronaldinho e che confermi il no al referendum». Si vedrà. Di certo c'è che il leader di Forza Italia è fermamente convinto che «della legge elettorale alla gente non interessa nulla». «Ma un accordo per evitare il referendum è possibile?», chiede un cronista. «Mi auguro - è la risposta - che ci sia un'intesa all'interno del centrodestra. Vedo che si va verso una soluzione concorde. E spero che non ci sia il referendum».
Il Cavaliere, però, ci tiene a escludere qualsiasi inciucio: «Voglio essere chiaro. Non ho avuto e non avrò contatti con l'altra parte. Sono quello di sempre, trasparente e sulla stessa posizione». Anche se, aggiunge, è possibile che dopo il primo giro di consultazioni, possa decidere di giocare la partita in prima persona: «Si vedrà».
Un modo per non rifiutare definitivamente un faccia a faccia con il Professore nel caso in cui il dialogo decollasse davvero. Anche se, spiega il portavoce dell'ex premier, Paolo Bonaiuti, «l'invito di Prodi a Berlusconi non era fatto certo per bontà, ma per cercare di rafforzare politicamente la sua azione e trarne una forza che in questo frangente non ha». «In questo momento - spiega infatti il Cavaliere - la confusione è massima. Ma da loro è molto peggio. Purtroppo, però, la debolezza degli altri è la forza di Prodi. Io ho criticato le situazioni, mai le persone, eppure se ascoltate quello che dicono di là, sentirete cose spiacevoli sulla persona di Prodi. E in fondo ne sono dispiaciuto perché si tratta pur sempre del presidente del Consiglio. Mi dispiace per lui».
Di legge elettorale è tornato a parlare pure Pier Ferdinando Casini, ospite a Cernobbio del Forum di Confcommercio. «Penso che gli italiani - spiega il leader dell'Udc - si accorgeranno presto che il modello tedesco è l'idea giusta. Con lo sbarramento al 5 per cento e la sfiducia costruttiva credo sia in grado di dare stabilità al sistema». Una soluzione che, è noto, non entusiasma il Cavaliere.

07/03/2007


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17 marzo 2007

LA CARNE E' DEBOLE,FIGURIAMOCI IL PESCE.....

LE FOTO CI SONO. CENSURA di VITTORIO FELTRI

Adesso lo sport nazionale, il più praticato, è il tirassegno. Bersaglio, Maurizio Belpietro, direttore del Giornale di berlusconiana proprietà, accusato di ogni turpitudine soltanto perché non ha avuto pietà di Silvio Sircana. Si ignora volutamente che la pietà non è un obbligo ma una facoltà. Da notare che a dargli addosso sono gli stessi ipocriti addetti stampa e infermieri del potere, che non hanno esitato a diffamare ragazze scemotte disposte a darsi per mille euro o per fare carriera, le quali comunque non hanno danneggiato nessuno eccetto se stesse; gentucola che ha sputtanato centravanti e terzini, ha dileggiato personaggi dello spettacolo, arrampicatori e fotoreporter, chiunque capitasse e poi, davanti all'autorità politica di turno, si è acquattata ai piedi dell'esecutivo giurando eterno amore e fedeltà. Non ce l'abbiamo, ovvio, con Silvio Sircana vittima a sua volta, anzitutto di sé medesimo (è noto: la carne è debole, figuriamoci il pesce), ma con chi pur di proteggere la casta dei politici alla puttanesca si è venduto la libertà di stampa, quel poco che ne restava, e un pezzo di democrazia.

Libero 17/03/2007

              


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17 marzo 2007

TREMATE,TREMATE , CARNEVALE E' TORNATO.

Con immenso piacere, vi faccio partecipi di questa bella intervista a Corrado Carnevale,conosciuto anche come “magistrato ammazza sentenze”,per la scrupolosa applicazione della legge.

Per questo odiato e vilipeso dalla maggior parte dei magistrati,quelli per intenderci che il garantismo lo vivono come un fastidio, o peggio come un intralcio al loro protagonismo .

Dopo tante vicissitudini e le accuse più infamanti , riconosciuta la sua innocenza, questo “martire della malagiustizia”, a prezzo di una durissima lotta contro la casta dei suoi colleghi che hanno fatto di tutto per impedirlo, finalmente torna al suo posto, e già annuncia battaglia,ci sarà da divertirsi.

 

Parla Corrado Carnevale:

“tornerà la mia giurisdizione”

“Fino al 2013 i miei nemici non riusciranno a liberarsi di me”

“Meglio tardi che mai, certo non potrò concorrere per posti in cui pure non avrei demeritato ma almeno posso dire alto e forte che nella magistratura non si libereranno di me per i prossimi sei anni sei mesi e 24 giorni, giusto il periodo che rimasi sospeso per quelle accuse calunniose dei pentiti che si rivelarono tutte puntualmente false.”

Tremate, tremate Carnevale è tornato. E preannuncia in questa intervista di avere intenzione di riprendere il discorso lì dove si era interrotto oramai più di dieci anni fa. Cioè da quella giurisdizione garantista che dopo di lui le sezioni penali della Cassazione per anni hanno avuto paura di applicare. E che solo recentemente è ritornata in auge grazie alla buona volontà di alcuni singoli.

Giudice Corrado Carnevale, sarà contento? Finalmente il Csm ha deciso di ottemperare a una legge dello stato italiano in vigore ormai da più di tre anni..

“Si, l’udienza dell’altro giorno è stata fissata al Csm proprio pochi giorni prima che io mettessi in esecuzione un giudizio di ottemperanza del suo pronunciamento diventato definitivo dopo che il Consiglio di Stato lo aveva confermato a suo tempo. Certo in Italia è veramente difficile convincere certi magistrati ad applicare una semplice legge..”

I giornali a lei ostili sottolineano come il Csm si sia spaccato in due nella votazione che la ha riammessa all’interno della suprema corte..

“Quello che questi giornali si dimenticano però di fare notare ai propri lettori è che il voto del Csm non riguardava una questione dove è lecito avere opinioni differenti ma la mera applicazione di una legge ormai in vigore da anni che semplicemente aveva stabilito che quelli che come me hanno patito una ingiusta sospensione dal servizio a causa di accuse che poi si sono rivelate destituite di ogni fondamento avevano diritto a un periodo uguale e contrario di tempo in deroga oltre l’età pensionabile per recuperare gli anni perduti. E nel mio caso si tratta di anni sei, mesi sei e giorni 24, il che vuol dire che fino al 2013 lor signori non mi si toglieranno di torno..”

E ora che succederà? Dove andrà a far danno, nelle sezioni civili o in quelle penali?

“Tutto dipenderà da dove verrò assegnato dal primo presidente, o quello titolare o quello facente funzioni visto che da quasi un anno siamo in regime di vacanza del posto e non si riesce a trovare un candidato per quel posto. Mi auguro di poter riprendere servizio già prima di Pasqua.”

Come si sono svolte le ultime puntate della telenovela di cui è stato l’involontario protagonista?

“Io avevo promosso il giudizio di ottemperanza nei confronti del Csm ma nel frattempo il presidente del Tar aveva saputo che c’era stata la fissazione della seduta decisiva in seno al Csm e quindi ha ritenuto di attendere l’esito. Poi mercoledì c’è stata questa benedetta decisione che come lei forse saprà si è conclusa con un voto a favore del mio reintegro. Più precisamente 11 voti a favore, 10 contrari e 4 astensioni.”

Commenti sul voto?

“Mi domando come si potesse votare contro o astenersi quando in ballo c’era soltanto l’applicazione di una legge. Mica era materia di opinioni o dibattiti, era una legge in vigore e si trattava di decidere finalmente di applicare l’esecuzione di una sentenza del Tar ormai passata in giudicato. Quindi non mi spiego i voti contrari né gli astenuti. Però è accaduto. In Italia evidentemente queste cose capitano.”

Insomma lei crede che non fosse possibile votare contro il suo reintegro?

“No, perché si trattava di ottemperare a una legge dopo una sentenza definitiva del Tar. E io non capisco come il procuratore generale presso la Corte di Cassazione abbia potuto votare contro. C’è da ridere.

Sono persone che non sanno cosa è il diritto e di conseguenza non sembrerebbero nemmeno adatti a fare i giudici, o no?”

Uno potrebbe pensare che si tratta solo dell’ennesima riprova che il caso Carnevale fu un caso politico, non giudiziario..

“Non c’è dubbio, diciamo che è andata. Adesso mi aspettano, e non solo a me, altri sei anni, sei mesi e 24 giorni di carriera e non ho intenzione di fare un minuto di meno, a meno che il destino non mi colga. Tenga presente che ho 77 anni ma sono in buona salute fisica e soprattutto mentale, cosa che non è scontata nel mio ambiente”.

Tornerà ad ammazzare le sentenze?

“Tornerò a essere un magistrato scrupoloso e garantista e se sarò assegnato alle sezioni penali riprenderò la mia giurisprudenza lì da dove era stata interrotta la mia carriera. Su questo nessuno può nutrire illusioni. Quanto alle sentenze non ero io che le ammazzavo ma qualcuno che le faceva nascere morte. E ai miei persecutori ricordo di essere sopravvissuto anche a qualcuno di loro, io sono uno che sa sedersi sulla riva del fiume e aspettare.”

Dimitri Buffa

   


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16 marzo 2007

CI MANCAVANO SOLO I TRANS.

Dei gusti sessuali di Sircana  non me ne può fregare di meno, il portavoce del governo ha tutto il diritto di andare con chi crede,omo,etero o trans, quello che stupisce di questa vicenda è la velocità con cui il garante ha emesso un provvedimento bavaglio,pubblicato già  sulla gazzetta ufficiale in cui da oggi è proibito dare notizie «che si riferiscano a fatti e condotte private che non hanno interesse pubblico, oppure eccedenti rispetto all’essenzialità dell’informazione o che attengano a particolari della vita privata delle persone diffusi in violazione della tutela della loro sfera sessuale».

E questo,solo per l’inchiesta di Potenza ,non altre, condotta da Henry John Woodcock ,  ad esempio non potranno essere impaginate le foto scattate dalla banda di ricattatori che ritraevano Sircana fermo, al volante della sua auto, in una strada di Roma battuta da transessuali.

Ma il garante dov’era quando venivano sbattuti in prima pagina Sottile e la Gregoracci (inchiesta finita poi in una bolla di sapone) ,oppure le figlie dell’ex direttore della Banca D’Italia Fazio, o ancora il calciatore Adriano e gli SMS di Anna Falchi a Ricucci, e tanti altri tra  vallette, calciatori, imprenditori e gente comune con generale divertimento e senza il minimo scrupolo?

Questo provvedimento che si può tranquillamente chiamare “ decreto Sircana” ha il solo scopo di impedire la pubblicazione delle foto, di cui la Procura di Potenza nonostante smentite interessate  ha confermato l’esistenza come corpo del reato.

Io mi chiedo e vi chiedo ma l’interesse pubblico chi lo deve valutare il garante della privacy o qualche usciere di Palazzo Chigi?

Sono pienamente d’accordo a che si approvi la normativa che è in parlamento a tutela della privacy e della dignità di tutti i soggetti coinvolti anche solo per caso in una qualunque indagine, quello che spiace è constatare che si è arrivati a provvedimenti di questo tipo soltanto quando è risultato essere coinvolto l’on.Sircana,portavoce del governo.

Ma è tutto inutile, si cerca di chiudere la stalla quando ormai i buoi sono scappati,mai come in questo caso si può affermare senza tema di essere smentiti che la serietà al governo è andata a puttane,o meglio a transessuali.
   




Update:    Milano - Le foto ci sono. Per ora, però, restano in redazione. Ordine del Garante della privacy, diventato più veloce di Schumacher nel momento in cui è esploso il caso Sircana: chi le pubblica verrà denunciato alla magistratura e rischia una condanna da tre mesi fino a due anni. Le foto sono cinque e sono state scattate da qualcuno che ha pedinato il neoportavoce del governo Silvio Sircana.

Il paparazzo ha immortalato Sircana a Roma, ai tavoli del ristorante «Dal Bolognese», ha colto diversi momenti della serata, infine l’ha seguito e ha catturato quell’ultima immagine oggetto dell’intercettazione pubblicata mercoledì dal Giornale: l’auto ferma in una strada della capitale, un transessuale sul ciglio della via. Max Scarfone, il presunto autore, ora nega. Ha dato una collezione di interviste per dire che lui scherzava al telefono con Fabrizio Corona. Dunque, quelle istantanee le ha scattate qualcun altro? Oppure sono un parto collettivo, opera di due o più fotografi? Domande. Quesiti che dev’essersi posto anche il pm di Potenza Henry John Woodcock che parla dell’episodio nella richiesta di arresto di Corona. Le foto ci sono. Eccome. Anche se qualche giornale ha seminato dubbi, punti di domanda e pure qualche insinuazione.
Un riquadro vuoto con all'interno scritto "qui avremmo voluto pubblicare le foto del tentativo di ricatto a Sircana" campeggia oggi al centro della prima pagina del nostro giornale. E' simbolo, forte, di ciò che i lettori non possono vedere: quelle foto "vietate" dal garante, quei cinque scatti che per la procura di Potenza servivano a ricattare Silvio Sircana, portavoce del premier Romano Prodi. Un riquadro vuoto compare anche sulla prima pagina di "Libero" diretto da Vittorio Feltri. «In questo spazio - si legge sul quotidiano - avremmo dovuto pubblicare la fotografia del portavoce del governo in una situazione sconveniente, ma ripetutamente negata. Il decreto fatto approvare a tempo di record e pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale ci impedisce di farlo. Ce ne scusiamo con i lettori».

Il Giornale 17/03/2007


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15 marzo 2007

IMPAGABILI I MARGHERITINI .

Dopo il record della campagna di adesioni dove Forza Italia è arrivata al tesseramento di circa 400.000 sostenitori,l’ufficio stampa della Margherita contesta,non è dato sapere su quale base, le cifre relative al tesseramento di FI,che hanno avuto grande risalto sulla stampa nazionale.

L’ufficio stampa della Margherita si spinge addirittura ad ipotizzare(Sic) ,che gli iscritti a FI sarebbero in tutto poche migliaia.

Dopo che hanno arruolato nelle loro fila anche Ciarrapico, che non ha mai rinnegato il suo passato fascista passando direttamente dalla democrazia cristiana, e dopo che in diverse regioni cittadini ignari si sono visti recapitare a domicilio la tessera del partito(se ne è occupata persino Striscia la Notizia), si stanno svolgendo  i congressi provinciali dove succede  di tutto e di più, tanto che a Roma ad esempio,dopo il congresso nessuno sa esattamente quanti tesserati hanno partecipato ne tantomeno quanti hanno effettivamente votato le mozioni, per rendersene conto consiglio di visitare il sito di Mario Adinolfi,a cui esprimo la mia solidarietà per la coraggiosa battaglia di democrazia e trasparenza che sta portando avanti nel suo partito.

In ogni caso i numeri sono numeri e lasciano poco spazio alla fantasia, Forza Italia nelle ultime elezioni ha avuto più del doppio dei voti della Margherita e tutti i recenti sondaggi dicono unanimemente che oggi il rapporto è 3 a 1, nessuna meraviglia dunque che, pur non avendo tesserato nessuno a sua insaputa,Forza Italia ha tantissimi tesserati in più della Margherita.

Questo è appunto uno dei tipici casi in cui “il bue da del cornuto all’asino”…..
   

         


14 marzo 2007

STATALISMO E DIRIGISMO.

Si spacciano per liberalizzatori quando si tratta  di parrucchieri,estetisti, tassisti,benzinai e quant’altro, ma non appena c’è la possibilità che il mercato globale investa in Italia,in un settore come le telecomunicazioni,ecco che prepotentemente affiora l’anima dirigista,statalista, e protezionista del governo, la cultura delle partecipazioni statali insomma.

Il ministro Bersani è preoccupato perché a suo dire “ il settore delle telecomunicazioni rischia di passare in mani straniere e il capitalismo italiano non è in grado di raccogliere sfide di questa portata”(Sic), in pratica in un mercato europeo e globale ci dobbiamo preoccupare della nazionalità di chi gestisce le aziende e non invece dei costi per i consumatori e della qualità dei servizi.

Chissà forse adesso si ritirerà fuori il “Piano Rovati” dai cassetti di Palazzo Chigi, così con i soldi dei contribuenti si potranno comprare le aziende che rischiano di finire in “mani straniere”,oppure visto che questa opzione è stata già ampiamente pubblicizzata, magari troveranno un’altra cordata di “capitani coraggiosi” che potranno acquistare le aziende indebitando le stesse con banche compiacenti,in accordo con il governo senza spendere un euro.

L’economia e le aziende le fa il mercato,che è sovrano e premia chi merita ed elimina chi non è all’altezza delle sfide.

Ai cittadini e ai consumatori poco importa della nazionalità dei gestori,interessa invece enormemente il rapporto costi/qualità dei servizi e che le aziende in questione siano competitive e redditizie.

Basta con questa cultura del protezionismo,basta con l’assistenzialismo industriale, basta nuove tasse per finanziare pseudo grandi industriali buoni soltanto a privatizzare utili e profitti e a socializzare le perdite, solo un governo come questo poteva mettere a carico dei contribuenti 10.000(dico diecimila) prepensionati cinquantenni provenienti dalla FIAT, in attesa dal 2002,cosa che il governo Berlusconi  non ha mai permesso e preso in considerazione.

Liberalizzatori dei miei stivali.


13 marzo 2007

PRONTO A CADERE INSIEME AL GOVERNO.

«Io non ho mai firmato». Il Guardasigilli spiega: «La verità è che quando io non ho firmato il centrosinistra pensava di stravincere e che un partito piccolo come l’Udeur non sarebbe stato determinante, ». La conseguenza della premessa è che, «se mi pongono un dilemma, o al governo oppure tu devi firmare i Dico, io esco dal governo». Pronto a far cadere il governo Prodi,significherà auto-caduta, cado anch’io,se si ponesse, ma mi pare che l’abbiano scongiurata, la questione di fiducia, io voterei no».

Clemente Mastella e' convinto che non passera' il disegno di legge sui Dico. Ma qualora dovesse passare sarebbe legittimo promuovere un referendum abrogativo. Lo ha detto il ministro della Giustizia durante la registrazione di 'Porta a Porta'. "Credo che la legge non passi, ma laddove questo accadesse ritengo che questa promozione sarebbe legittima anche da parte del mio partito", ha detto il guardasigilli.

Adnkronos 12/03/2007

 

Mastella ha tutto il mio appoggio e la mia solidarietà, con calma e determinazione sta allargando sempre di più il solco che lo separa dalla sinistra radicale,giustizialista e anticlericalista.

Da politico intelligente ha capito che la caduta del governo Prodi è inevitabile, ma non prepara un ribaltone, bensì qualcosa di più raffinato,vuole rendersi autonomo e non farsi travolgere, starà alla finestra e poi farà il meglio per collocarsi nella posizione più utile.

Bravo Clemente,non mollare.


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13 marzo 2007

C'E', NON C'E', CI SARA'.

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha detto oggi che il governo non ha idea di chi detenga il giornalista Daniele Mastrogiacomo, rapito lunedì scorso in Afghanistan, e si è rifiutato di fare speculazioni sulle richieste avanzate da sedicenti portavoce dei rapitori riportate da vari media.
"E' inutile fare ipotesi senza fondamento", ha detto Prodi in un intervento fatto durante la registrazione del programma televisivo Matrix . "Non sapendo chi lo detiene e non avendo ricevuto nessun messaggio su quel che chiedono in contropartita, sarei un disonesto a dare una risposta".

 

ROMA (Reuters) - Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha ribadito oggi che il governo è convinto che Daniele Mastrogiacomo sia ancora vivo e di sapere chi sono gli autori del suo rapimento.

"Abbiamo degli elementi per pensare che sia ancora vivo", ha detto D'Alema durante una conferenza stampa con il suo omologo portoghese a Lisbona riferendosi al giornalista di Repubblica rapito una settimana fa in Afghanistan da un presunto gruppo di talebani. "Sappiamo chi lo ha preso in ostaggio", ha aggiunto il capo della diplomazia italiana.

D'Alema ha anche specificato che la Farnesina sta continuando ad impegnarsi per liberare l'ostaggio.

"Siamo in contatto con i rapitori per cercare di arrivare presto alla sua liberazione", ha detto D'Alema, spiegando, però, che la materia è troppo delicata per poter rivelare ulteriori particolari sulle trattative.

12/03/2007

 

Uno dei due sta mentendo clamorosamente,chi secondo voi ?

C’è da rimanere basiti, forse non si parlano più,altrimenti non si spiega.
   


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12 marzo 2007

SONO DIVENTATA OMOFOBA.

Non ho mai avuto antipatia per  gay o lesbiche,anzi ho alcuni amici che lo sono,e ho avuto sempre comprensione per i loro problemi quando qualcuno si è confidato con me.

Ero d’accordo a migliorare  leggi già esistenti per facilitare loro convivenza e tanti aspetti della vita quotidiana,ma non certo i DI.CO. che rappresentano un submatrimonio , questo fino a qualche giorno fa.

Adesso però non li sopporto più,hanno stufato, questo voler a tutti i costi imporre i loro diritti come cosa buona e giusta, quasi fossero un’etnia da tutelare o una specie da proteggere, con la tipica saccenteria di chi crede di essere “illuminato e all’avanguardia” e chi la pensa diversamente invece additato come “barbaro e troglodita” ,per non parlare del Papa e degli altri  esponenti della chiesa cattolica a cui si vorrebbe addirittura chiudere la bocca ,supportati in tutto ciò  da pseudo-intellettuali, capi e capetti di partito,giornalisti  d’assalto  e chi più ne ha più ne metta.

Sono rimasta disgustata dalla trasmissione AnnoZero ,dove a parte il fatto che si voleva a tutti i costi zittire il ministro Mastella ,e al solito denigrare chi come lui la pensa diversamente,sono state mostrate scene in una fascia di orario protetto di gay&lesbiche che definire vomitevoli è riduttivo.

Mi chiedo e vi chiedo: “sarà mai possibile agli utenti che pagano il canone, avere una televisione pubblica con giornalisti imparziali e professionali,e non “PROTESI E CIABATTE DI PARTITO”?

Ma la goccia che in me ha fatto traboccare il vaso è stata la manifestazione o meglio la carnevalata di sabato scorso a Roma dove si è deriso il Papa e la chiesa cattolica, per non parlare delle salve di fischi al ministro Mastella,  a cui assistevano compiaciuti colleghi di governo e esponenti di partiti della maggioranza.

Il peggio è stato dato quando addirittura è stato fischiato e contestato l’On. Benedetto Della Vedova, un liberal-radicale che secondo questi pagliacci ha il torto di stare con la CDL e quindi con Berlusconi.

Ebbene io a tutto questo DICO NO , basta con il voler imporre la dittatura delle minoranze, se esiste l’orgoglio gay, da oggi in poi in me c’è l’orgoglio dell’” Italia becera,integralista e fondamentalista “ , esprimo tutta la mia solidarietà a Benedetto Della Vedova, con la consapevolezza che adesso ha avuto la conferma che lui e i Riformatori Liberali stanno dalla parte giusta.

Da oggi in poi,per quanto mi è possibile mi batterò affinché non passi nessuna legge di regolamentazione di convivenze omo o eterosessuali che siano, per prima cosa scriverò ai principali esponenti dell’area liberale e dell’area liberalsocialista di Forza Italia,ovvero Martino,Biondi , Boniver , Prestigiacomo, Moroni, Vizzini, Cicchitto, ecc.ecc., chiedendo loro di non appoggiare,anzi affossare ,qualsiasi legge tendente a regolamentare le convivenze di cui sopra.

Preannuncio sin d’ora piena solidarietà a Mastella e al suo partito,così come alla sen. Binetti e a tutti coloro che nella Margherita e nella sinistra si batteranno per impedire a questi pagliacci di imporre alla maggioranza degli italiani i loro “capricci”.

Lo stato ha il dovere di tutelare la “famiglia naturale” così come prevede l’art.29 della Costituzione,chi si unisce in matrimonio ha dei diritti perché si assume degli obblighi e dei doveri verso lo stato e la società, a questa dunque devono essere destinate le risorse pubbliche.

Chi vuole convivere quali obblighi si assume verso lo stato e la società per avere dei diritti?

Oggi è già prevista per legge la convivenza anagrafica,chi vuole convivere senza distinzione  di omo o eterosessuale, faccia una scrittura privata davanti a un notaio  e se la regolamenti come meglio crede e ritiene opportuno, purchè non in contrasto con nessuna delle leggi vigenti, per gli aspetti economici si possono usare anche le polizze vita reciproche,ma non tocca allo stato regolamentare queste singole scelte.

Se a costoro non gli va bene che emigrino pure in qualche altro “stato civile”, non sentiremo la loro mancanza.

E che vadano tutti al diavolo.





11 marzo 2007

FORZA ITALIA: ISCRITTI A QUOTA 400.000 !

L’on. Sandro Bondi coordinatore nazionale di Forza Italia comunica che,la campagna di adesioni che si è chiusa qualche giorno fa, ha avuto uno straordinario risultato,sono circa 400.000 gli iscritti al partito,un record mai così tanti .

Un risultato importantissimo dunque , che assieme al successo dei Circoli della libertà, dimostrano ancora una volta,caso mai ce ne fosse  bisogno, come Forza Italia è oggi più di ieri,il perno del sistema politico italiano.

Il più grande partito d’Italia si prepara al prossimo congresso d’autunno, con la forza e l’entusiasmo dei tantissimi vecchi e nuovi iscritti che parteciperanno ai congressi comunali e provinciali.

Spero sia la volta buona per creare una struttura snella,ma articolata ed efficace su tutto il territorio nazionale,non ci possiamo più permettere di sciupare il grande patrimonio di  consenso  che tanti italiani,di tutte le classi sociali,manifestano verso il partito,per mancanza di interlocutori idonei a livello locale.

Deve essere anche e soprattutto l’occasione per non lasciare più  tutte le incombenze e i problemi sulle spalle di Berlusconi e pochi altri.


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11 marzo 2007

IL DISASTRO DEI CONTI PUBBLICI? ERA TUTTO UNO SCHERZO.....

Egregio Direttore finalmente, con due mesi di ritardo, il governo si è deciso a dire che sì, il Picozzi di Legnano aveva ragione ai primi di gennaio a contestare il merito degli incrementi di cassa e degli avanzi del fabbisogno e poi, ai primi di febbraio, anche le entrate totali. Diceva, il ragioniere di provincia, che gli effetti della manovra di luglio Prodi-Visco-Bersani hanno causato nell’ultimo trimestre 2006 un calo degli avanzi del fabbisogno, un minore incremento delle entrate, e infine un minore incremento del Pil (Prodotto interno lordo) di soli 0,2 punti cioè un terzo rispetto alla media dei nove mesi precedenti, che era stato dello 0,6% al trimestre. Dato poi confermato dall’Istat nei giorni scorsi quando ha segnalato, sempre nell’ultimo trimestre, un rallentamento della produzione rispetto ai primi nove mesi. Non solo. Fino a giovedì il presidente del Consiglio Romano Prodi lamentava in tv la faccenda dei conti disastrati ricevuti dal duo Berlusconi-Tremonti, quindi non era nemmeno il caso di parlare di ribasso delle tasse almeno per un altro paio d’anni. E i suoi giornali, tutti proni. Da venerdì invece, è tutto un peana: gloria al suo governo che ha mietuto l’abbondante raccolto, un buffetto a quel tal Tremonti che l’aveva preceduto, ma non aveva capito niente.
Lo stato dei conti: Rivediamo rapidamente i conti e gli equilibrismi dell’analisi che per tutti fa il Sole24Ore che, con due ex direttori del Corriere della Sera in plancia, plaude al mietitor cortese ma non sa più che fare: i dubbi della politica, i nuovi equilibri. Non resta che dire: prima la sorpresa, poi le conferme. La strana analisi che presenta lascia intendere: si sapeva tutto fin da prima ma era opportuno non fidarsi dei conti disastrati avuti in eredità, soprattutto se non venivano guardati. Infatti anche il Professore li aveva definiti «gravissimi» e del resto, chi mai li guarda i conti? Solo qualche fissato...
La commissione: La commissione di esperti insediata a fine maggio da  Padoa-Schioppa rilevava subito che le entrate di cassa del primo trimestre, per il venir meno delle sanatorie e altre una tantum di tremontiana memoria, delineava per il 2006 una prospettiva disastrosa in un contesto di crescita economica destinata a rimanere bassa. Infatti i movimenti di cassa dei primi tre mesi segnalavano un fabbisogno migliorato solo del 4% sul 2005. Pur ignorando i tre indicatori dell’incremento della produzione e dell’economia del trimestre segnalati dal professor Forte (aumento degli occupati, del consumi energetici e delle esportazioni) la commissione ricognitiva rilevava che le entrate di cassa dai primi quattro mesi non erano più disastrose ma soltanto discrete, però consigliava di non proiettarle per l’intero anno perché condizionate da versamenti straordinari. L’analista conferma che la relazione è dei primi di giugno, ma ignora del tutto anche i dati di cassa di maggio (che portavano il fabbisogno a un miglioramento del 20%, fissato poi a giugno a poi meno del 30%: un avanzo di 15 miliardi sullo stesso periodo del 2005). Non c’era il tempo per guardare i dati della ragioneria di Stato, per cui il governo si buttava a corpo morto ad inventare la stangata di luglio, riservando alle coop rosse alcuni delicati settori ma dimenticando di aggiornare il tanto vituperato Dpef berlusconiano. La relazione veniva esaminata dal governo soltanto ad autunno inoltrato, cioè a dicembre (sempre senza nemmeno guardare i conti dello Stato da aprile in poi).
I meriti del Polo: I risultati sono questi. Il fabbisogno è calato di 25 miliardi a settembre (fonte: Relazione provvisionale di ottobre) per restare inalterato a dicembre (sempre 25 miliardi). Le entrate tributarie sono aumentate: di 16 miliardi nel primo trimestre, di 9 nel secondo e di altri 9 nel terzo e fanno 34 miliardi nei primi nove mesi. Ma a dicembre sono soltanto 36: l’aumento di soli 2 miliardi: è un sesto dei trimestri precedenti ed è l’effetto Visco-Bersani. Una seconda conferma del blocco imposto nel quarto trimestre viene pure dai dati del Pil: tralasciando per comodità i presunti debiti per la sentenza Ue sui rimborsi della Iva sulle auto e la copertura del deficit delle Ferrovie inseriti in ritardo nel bilancio 2007, il deficit sul Pil ordinario si ferma a 1,9. Si era fermato a settembre a 1,7 (fonte: Istat: 0,8 nel primo trimestre, 0,6 nel secondo e 0,3 nel terzo trimestre: fanno 1,7 a settembre), quindi nel quarto trimestre è aumentato solo di 0,2 punti: ossia un terzo della media dei primi nove mesi. La terza conferma è venuta venerdì con i segnali della produzione industriale, pure essa calata nel quarto trimestre rispetto alla media dei primi nove mesi. Tant’è vero che nessun analista governativo ha avuto il coraggio di commentarli. Cosa che faremo dopo aver anche verificato i primi dati di quest’anno.
La Finanziaria:Ribadiamo i concetti. Lo sforzo impresso dal governo Berlusconi-Tremonti ha dato i frutti nei primi nove mesi perché il decreto Bersani di luglio, approvato a settembre, ha dato i suoi effetti solo a partire da ottobre. E i risultati si sono visti; il merito delle maggiori entrate è dovuto soltanto ai tributi sui redditi del 2005 e sugli acconti del 2006 ma calcolati in percentuale sui redditi del 2005; le misure antievasione, che Visco misura adesso in 2,4 miliardi, non possono essere frutto di attività svolte nel terzo trimestre per la semplice ragione che, lo sanno tutti, le verifiche comportano i pagamenti quando va bene almeno un anno dopo, non un anno prima; che la tax compliance, calcolata da Visco in 9,8 miliardi, sia merito suo è una frottola colossale perché da gennaio a settembre i suoi decreti erano inefficaci: non c’erano ancora! E da ottobre a dicembre, quando si pagano gli acconti di novembre sui redditi e dell’Iva a dicembre, il maggior introito è stato di soli 2 miliardi: meno di quelle che il governo cita come «misure antievasione»! Da quale buco salta fuori la tax compliance, cioè versamenti volontari in più rispetto al dovuto fatti dai contribuenti evasori?

Piergiorgio Picozzi-06/03/2007

 

Nessuna meraviglia,almeno da parte mia, già da maggio dello scorso anno avevo scritto della “bufala del disastro dei conti pubblici” , allarmismo e catastrofismo a piene mani per far digerire agli italiani una finanziaria tutta tasse che è servita per fare spesa pubblica e “assistenzialismo industriale”.

Se c’è un disastro dei conti pubblici non si fa una manovrina a luglio per apportare una ridicola correzione dello 0,1%, del resto anche il commissario UE Almunia , sempre a maggio dichiarava che i conti erano in ordine e per tenerli sotto controllo serviva una finanziaria nello stesso solco di quella 2006,ma questo avrebbe impedito come detto di allargare i cordoni della spesa pubblica e fare assistenzialismo alla grande industria penalizzando la piccola media impresa da sempre motore dell’economia italiana.

Il vero buco è quello che ha ricevuto in eredità il governo Berlusconi nel 2001,certificato da Eurostat e dalla Ue in 38.000 miliardi di lire .

Non fa piacere in questo caso essere stata facile profeta, basta andare a rileggere quanto ho scritto sull’argomento l’anno scorso: Occhio ai risparmi, Effetti retroattivi del governoMa quali tasse , Quelli che: ci hanno lasciato un disastro, Fine delle menzogneUn buco da 33,8 mld di euro , questo solo per citarne alcuni.

Questo dunque chiude definitivamente la questione,il disastro dei conti pubblici  non c’è , non c’era, non c’è mai stato, sembra però che anche gli italiani lo abbiano capito bene, se è vero come è vero che, tutti gli istituti di sondaggio pur con la dovuta cautela, indicano univocamente che : “ 2/3 degli italiani sono letteralmente schifati da questo governo”, e non sarà certo per caso.


10 marzo 2007

ADESSO SE NE ACCORGE.....

"Bisogna intervenire ancora sul reddito dal lavoro dipendente perche' gli sgravi promessi, in realta', hanno funzionato solo per i carichi familiari e perche' le addizionali hanno peggiorato le attese e le speranze: Con 1.200, 1.300 euro netti al mese si pagano piu' tasse di prima. Lo ha detto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, a margine di un'inizativa della Filtea-Cgil tenuta a Firenze e rispondendo ad una domanda sul surplus fiscale.
"Intanto - ha spiegato Epifani - vorrei capire il quanto di questo surplus: un conto e' se si tratta di 8 miliardi, un conto se si tratta di 10 o di 6". Stiamo parlando di un tesoretto strutturale, cioe' qualcosa che puo' essere restituito senza contraccolpi. "In questo contesto le priorita' sono quei problemi che la Finanziaria non ha affrontato, come la condizione dei pensionati, il problema degli incapienti, di coloro che sono in condizioni difficili".

Repubblica 09/03/2007

 

Toh che sorpresa,se ne è accorto anche Epifani, ma come non era stato lui a dire che la finanziaria “sembrava scritta dalla CGIL”?

E del cuneo fiscale che i lavoratori dipendenti hanno preso solo in quel posto,non ci dice niente?

A quando una gita a Roma,comprensiva anche di cestino pranzo, per protestare contro queste ingiustizie?

Eppure non molto tempo fa  i trinariciuti scendevano in piazza per protestare finanche contro l’istituzione della no-tax area, adesso che fanno subiscono e tacciono?

Strano che gli stessi lavoratori non prendano a calci questi pseudo-sindacalisti che fanno politica e difendono tutt’altri interessi che i loro,ma del resto bisogna comprenderli, oltre che koglioni  sono anche masochisti.


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9 marzo 2007

SEMPRE PIU' ZUCCONI .

Chi mi conosce sa bene che, la sottoscritta ha sempre considerato Repubblica un quotidiano buono soltanto per farsi due risate nei momenti di stress e di depressione.

Non mi soffermerò per carità di patria su i reportage dagli USA di uno “zuccone” come Vittorio Zucconi sui neocon americani ,del tutto incapace di distinguere tra Paleocon, Teocon, Realcon, e Neocon oppure su un tale Michele Serra che definisce “idiota” il Presidente Bush ,e se lo dice uno che in vita sua al massimo ha potuto fare il direttore dell’allegato a fumetti del quotidiano del partito comunista c’è da credergli,o ancora la “fantastica” ,in tutti i sensi,inchiesta sull’uranio del Niger smentita persino dai rappresentanti di Rifondazione Comunista in seno al comitato di controllo sui servizi segreti,il che è tutto dire,ma queste sono solo alcune delle centinaia di bufale pubblicate dal quotidiano di proprietà del “tangentista reo confesso” De Benedetti che provocano in me ilarità e buonumore.

Siccome Repubblica rappresenta un caso dove al ridicolo non c’è mai limite, ieri mi sono imbattuta in un articolo dove si parlava del rifinanziamento della missione militare in Afghanistan a firma Claudia Fusani : “Alla fine le idee più chiare sembrano averle i cittadini interpellati ieri sera (a sequestro Mastrogiacomo già in corso) per Repubblica.it da IPR Marketing. Il campione si schiera in maggioranza per restare ancora in Afghanistan. Il 50% è per rimanere finché la Nato non deciderà altrimenti, il 20% pensa sia giusto restarci ancora un anno e il 27% è per il ritiro immediato.
Se si guarda la questione avendo un occhio allo "schieramento" politico del campione, il risultato non si sposta di molto. Tra gli elettori del centrosinistra il 42% è per rimanere rimettendosi alle decisioni della Nato, il 29% per andarsene fra un anno: totale 71% a favore, comunque, di un prolungarsi della missione. Nel centrodestra la percentuale sale all'81% (69% per restare con la Nato e il 12% per ritirarsi fra un anno).”

Così scrive la nuova Pravda, a quel punto incuriosita da tanto improvviso favore verso la missione in Afghanistan sono andata a guardare i precedenti sondaggi dello stesso istituto e con mia somma sorpresa scopro che poco più di un mese fa,esattamente il 24 gennaio veniva rilevato che, a favore del ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan era il 56% degli intervistati e il 37%  contro il ritiro, sondaggio visionabile  a www.sondaggipoliticoelettorali.it .

Delle due l’una: “ o nell’ultimo mese è successo qualcosa di clamoroso che ha convinto ben il 33% del campione a cambiare idea sulla missione italiana che io ignoro, o si tratta ancora un volta di una bufala”,  propendo per la seconda ipotesi.

Del resto questo istituto di sondaggi ??? è lo stesso che dava per certa la vittoria di Kerry su Bush alle ultime presidenziali americane e che dava l’anno scorso alle elezioni politiche il centrosinistra in vantaggio sul centrodestra di ben 8-10 punti,dal che se ne può dedurre l’affidabilità,sondaggi a convenienza insomma.

Qui si raggiunge il massimo : “Dati molto diversi da quelli rilevati in modo analogo, in passato, sulla missione in Iraq. Una maggioranza rilevante del campione era sempre per il ritiro più o meno immediato. Qui, evidentemente, i cittadini colgono una situazione qualitativamente diversa”, scrive sempre l’articolista della nuova Pravda.

E il loro stesso sondaggio del 24 gennaio dove ben il 56% degli intervistati era a favore del ritiro immediato? Niente non se ne parla ,il paragone va bene soltanto con l’Iraq,da scompisciarsi dalle risate.

Io mi chiedo e vi chiedo : ma questi pensano davvero che la gente ha ancora l’anello al naso e si può bere impunemente tutte le stupidaggini che gli propinano?

E poi ci si lamenta che in Italia si leggono pochi giornali, per forza,chi può aver voglia di leggere simili assurdità?

A questo punto mi sorge un dubbio: vuoi vedere che l’inviato di Repubblica,Mastrogiacomo, è stato rapito dai Talebani in Afghanistan perché anche loro stufi di leggere simili cazzate?    

    


8 marzo 2007

UNA GRAVE PERDITA PER IL MONDO LIBERO !

Il 5 Marzo 1953 si spegneva Josif Vissarionovic Dzugashvili, detto Stalin, mentre stava organizzando l’ennesima purga, ancora non è dato sapere se è morto di suo o è stato aiutato.

Costui è stato quello che ha eliminato più comunisti in assoluto,se fosse vissuto ancora qualche anno,operando con l’usuale efficienza,il problema comunista si sarebbe eliminato da solo per mancanza di aderenti,invece abbiamo dovuto aspettare sino al 1989, con alcuni violenti conati tutt’ora in Italia e non solo.

Ma ci pensate? Niente guerra fredda,niente muro di Berlino, niente Ungheria e Cecoslovacchia, Cuba, Togliatti, Pol Pot, Napolitano, 68,Cossutta, Diliberto, Bertinotti,  PCI-PDS-DS , Cattocomunisti ecc.ecc. ecc.

Anche se l’opera è rimasta incompiuta bisogna riconoscere che ha fatto un grande lavoro,pertanto mi sembra giusto tributargli un requiem e un pizzico di gratitudine,che ne pensate?


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7 marzo 2007

QUELLI CHE HANNO CAPITO TUTTO.

Claudia Gioia, esponente delle Unità comuniste combattenti (Ucc), condannata a 28 anni di carcere per l’omicidio del generale dell’Aeronautica Licio Giorgieri e per il ferimento dell’economista Da Empoli, è una delle dirigenti del Museo d’arte contemporanea di Roma. Risulta inoltre essere docente della fondazione Don Sturzo insieme a un altro terrorista rosso, Fabrizio Melorio.

Un’altra “consulente”  eccellente dunque per l’amministrazione Veltroni,che dopo essersi assicurato i servigi della Baraldini,sembra non possa più fare a meno ormai, di terroristi e assassini.

Del resto come dargli torto? Se brigatisti e terroristi siedono allegramente in parlamento,nelle istituzioni e nei ministeri, perché mai non potrebbero dirigere un museo ?

Saranno pure “compagni che sbagliano” ma questi dimostrano di aver capito tutto della vita,avete mai sentito che qualcuno di questi reduci dagli anni di piombo per guadagnarsi onestamente la vita,si dedichi che so,tanto per fare un esempio alla raccolta dei pomodori oppure alla catena di montaggio di una fabbrica?

Niente di tutto questo, solo incarichi di rilievo, e retribuzioni “adeguate” .

Oggi se non hai alle spalle  una carriera di assassino e delinquente,non sei nessuno,conti meno di niente,non puoi accedere alla linea premiale e alle corsie preferenziali che riserva loro la sinistra.



6 marzo 2007

ULTIMO APPELLO PER LA TAV.

E’ fissato al 30 giugno il termine ultimo in cui l’Italia dovrà depositare il progetto “trasparente e ben argomentato” e i suoi “impegni vincolanti” per la linea ad alta velocità fra Torino e Lione, oltrechè per l’asse Palermo-Monaco, che passa attraverso il Brennero,poco meno di 120 giorni dunque.

A metà aprile la Commissione Ue presenterà la bozza di programma di lavoro pluriennale per le grandi opere europee e il bando di gara per le proposte di progetto, tra luglio e settembre la Commissione valuterà le proposte di progetto e stanzierà le risorse.

E’ l’ultimo appello,non ci sono comitati, tavoli, conferenze o dibattiti che tengano: l’alternativa è soltanto la rinuncia al Corridoio 5, l’isolamento dell’Italia dai traffici continentali, questo governicchio non solo rischia di farci perdere i finanziamenti europei pari a un miliardo di euro, ma condannerebbe il paese all’isolamento ai margini della UE,in Svizzera già si fregano le mani.

E così mentre il popolo anti  TAV  santifica i verdi e la sinistra radicale,se non ci saranno provvedimenti concludenti, per attraversare le alpi dovremo rassegnarci a richiamare in servizio permanente effettivo gli elefanti di Annibale.


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