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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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31 gennaio 2007

PRESIDENTE,SI CONTENGA.

Dopo la pubblicazione della “presunta” lettera di Lady Veronica da parte di Repubblica che chiede “pubbliche scuse” al marito,Silvio Berlusconi a causa di avances e apprezzamenti fatti a delle signore durante la consegna dei telegatti,la notizia è stata ripresa da tutti i quotidiani o quasi e naturalmente da tutti i telegiornali e rubriche varie televisive.

Pensate un po’ a cosa si è ridotto il giornalismo italiano, i maggiori quotidiani che dedicano tanto spazio a una notizia che starebbe bene in un qualsiasi settimanale di gossip e scandaletti.

Io non so se questa lettera è autentica o meno,spero che perlomeno abbiano controllato la provenienza,se lo è questa è la migliore dimostrazione che quando Berlusconi parla di libertà  si incomincia a casa sua,anche se per me una donna intelligente e sicura di se non farebbe mai una cosa del genere,magari romperebbe i piatti o addirittura il matrimonio,ma non metterebbe in piazza i suoi affari domestici e privati,non è una signora qualsiasi che scrive alla “posta del cuore”.

Se invece non lo è,tanto di cappello, è la migliore dimostrazione che senza Berlusconi nel bene e nel male questo paese non riesce a sopravvivere.

In ogni caso Silvio ne esce alla grande.

Comunque Presidente Lei sa che noi la amiamo per questo,per la sua spontaneità,perché è un piacione, perché è un uomo che sa scherzare,perché parla senza giri di parole,perché non è il solito politico “gufo e serioso”,comprendiamo anche che l’elettorato femminile va coltivato, pertanto quando capitano di queste occasioni,visto che la sua signora non comprende che il suo apprezzamento più grande l’ha fatto a lei divorziando dalla sua prima moglie e sposandola, certi complimenti li sussurri con più discrezione,si contenga giusto un pochino, e poi a sua moglie la stupisca con gli “effetti speciali” come ha fatto in Marocco,magari regalandole qualche diamante più spesso, Lei se lo può permettere.

Di tutto abbiamo bisogno in Italia tranne che di un’altra Hillary…



Update: Silvio Berlusconi dopo poche ore replica a Veronica Lario.

"Cara Veronica, eccoti le mie scuse. Ero recalcitrante in privato, perché sono giocoso ma anche orgoglioso. Sfidato in pubblico, la tentazione di cederti è forte. E non le resisto”.

Ma la tua dignità non c'entra, la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore anche quando dalla mia bocca esce la battuta spensierata, il riferimento galante, la bagattella di un momento. Ma proposte di matrimonio, no, credimi, non ne ho fatte mai a nessuno. Scusami dunque, te ne prego, e prendi questa testimonianza pubblica di un orgoglio privato che cede alla tua collera come un atto d'amore. Uno tra tanti. Un grosso bacio Silvio.

Questi dunque i passi più salienti della replica di Silvio Berlusconi, che ha disdetto alcuni impegni e da Roma è partito alla volta di Arcore dove passerà la serata in famiglia,il caso è chiuso.

Nella miriade di commenti di questa giornata ne segnalo uno che mi sembra quanto mai significativo : “La lettera con la quale Silvio Berlusconi chiede scusa alla moglie Veronica Lario è "un esempio di comunicazione perfetta". Silvio Sircana, protavoce di Romano Prodi, risponde da "esperto di comunicazione" a chi gli chiede di commentare il botta e risposta mediatico tra i coniugi Berlusconi. "Sui contenuti non mi esprimo - aggiunge - ma per il risultato gli do' dieci".




permalink | inviato da il 31/1/2007 alle 16:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa


29 gennaio 2007

E FINALMENTE ARRIVA LA FELICITA' !!!

Come  promesso in campagna elettorale, con la riforma fiscale,un’ondata di felicità(Sic), sta piovendo in questi giorni sugli italiani.

C’è già comunque chi,come i pensionati,ha già ricevuto la sua parte di felicità con la rata di pensione relativa al mese di gennaio, e sono tutti pervasi da allegria e euforia incontenibile per aver ricevuto un aumento medio mensile di poco più di 6 euro.

In questi giorni tocca invece ai lavoratori dipendenti godere della benevolenza e delle promesse fatte in campagna elettorale,con l’arrivo delle buste paghe infatti, si preparano anche loro a godere.

Per chi ancora non ha avuto l’occasione di accertare la “consistenza “ degli emolumenti , è bene invece  che non si faccia prendere da “ entusiasmi e aspettative” del tutto fuori luogo.

“In molte città, la Finanziaria 2007 farà crescere le richieste del Fisco sui redditi, anche per quei contribuenti che la stessa manovra intendeva "premiare".
Oltre a ridisegnare le curve del prelievo, infatti, il Governo ha sbloccato le addizionali locali, ferme dal 2002, e molte Giunte regionali e comunali non hanno tardato a ritoccare la leva fiscale per rimettere a posto i conti e cercare di rispettare il Patto di stabilità interno. Le scelte locali, di conseguenza, rischiano di travolgere l'assetto dell'Irpef disegnato dal Governo, riducendo drasticamente gli sgravi e arrivando anche a far pagare più dell'anno scorso quei contribuenti che le nuove aliquote dovrebbero avvantaggiare, cioè i redditi medio-bassi. Per gli altri, gli aumenti stabiliti da Comuni e Regioni non fanno che aggiungersi ai rincari generali sanciti a livello nazionale”.

Così il Sole24Ore.

“Partiamo dalla busta paga di questo mese: i nuovi conteggi faranno sì che si passi dai 7,42 euro (spremuta e tramezzino) risparmiati dal single con reddito di 15 mila euro, ai 71,52 euro (le scarpe) della famiglia con coniuge e due figli a carico (uno sotto i tre anni) con reddito di 30 mila euro. La stessa famiglia, però, se dimezzasse le entrate risparmierebbe solo 22,19 euro. E ciò vuol dire che la riforma premia più i redditi "quasi medi" che quelli poveri. Dai 50 mila euro di entrate annue, invece, si comincia a perdere davvero molto: i 200 euro al mese per il single, 130 per la famiglia. I calcoli sono fatti su una busta paga: moltiplicarli per 13 mesi per capire quale sarà il risparmio o la perdita annua sarebbe un errore perché non terrebbe conto del conguaglio di fine anno. Si tiene in considerazione l'aumento dei contributi Inps (dall'8,89 al 9,19 per cento), ma non quello delle addizionali.
E qui arriva la seconda sorpresa e il grande paradosso. Quando si parla di addizionale comunale e regionale non c'è famiglia a carico che tenga. Anzi chi ce l'ha, finisce con il versare a quelle due voci qualcosa di più riducendo l'impatto positivo che la riforma del fisco aveva sul suo stipendio. E questo è perché il nuovo sistema, passando dalle deduzioni alle detrazioni, non riduce la base imponibile sulle quali le addizionali si calcolano. Per il single non cambia nulla, perché non aveva deduzioni prima non ha detrazioni adesso, per il capofamiglia invece sì perché gli sconti che aveva prima sulla base imponibile ora non ci sono. Questo vale ad aliquota invariate, figurarsi quando aumentano. A Roma , comune che le ha ritoccate, ciò fa sì che vadano già in rosso sia il single con 20 mila euro (per 7,59 euro l'anno) che la famiglia con 30 mila (per quasi 75 euro l'anno)”.

Così Repubblica.

Incredibile vero? Il Sole24Ore e Repubblica arrivano alle stesse conclusioni,non succede poi così spesso.

Ma forse non era poi questa la “felicità promessa”, molto più probabilmente si riferiva a “più parrucchieri ed estetisti per tutti”, anche se mi viene il dubbio che,chi ha pochi o niente soldi,cosa se ne fa del parrucchiere o dell’estetista aperto di lunedì?




permalink | inviato da il 29/1/2007 alle 16:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (33) | Versione per la stampa


27 gennaio 2007

13 ANNI DI BATTAGLIE PER LA LIBERTA' .

Il 26 gennaio 1994 Silvio Berlusconi,con il famoso discorso della “discesa in campo”,che potete rivedere qui, annunciava all’Italia la nascita di un nuovo movimento politico,Forza Italia, nulla sarebbe stato più come prima.

Sembra ieri,eppure sono già 13 anni, politologi,opinionisti e benpensanti ironizzavano sulla “sconfitta certa” e pronosticavano a breve la scomparsa del “partito di plastica” come amavano definirlo,fondato dal Cavaliere,non rendendosi conto che era entrato già nel cuore della gente “moderata e di buon senso”.

 Nonostante gli attacchi più micidiali e sleali portati senza alcun ritegno da parte di avversari,istituzioni,magistratura politicante, che avrebbero abbattuto chiunque,ma non Silvio Berlusconi, Forza Italia esiste,resiste e cresce, è largamente il primo partito italiano, e il suo leader come mai prima,ha un larghissimo consenso nel paese, 2 italiani su 3 lo rivogliono al più presto al governo.

Valori e concetti tanto rivoluzionari quanto semplici, come la “moralità del fare” ,  “i diritti dell’uomo e del cittadino sono superiori e antecedenti a quelli dello stato”, “liberi nello stato,liberi dallo stato” sono ormai radicati nella gente,nessuno potrà più cancellarli,qualunque cosa accada.

Mi piace ricordare qui una frase pronunciata Berlusconi in un momento di  estrema difficoltà e che per noi giovani è diventato un motto:  “Ho forza,tengo duro,e vado avanti”,in queste poche parole secondo me sono racchiusi il piglio e la determinazione che ognuno di noi dovrebbe avere per superare le inevitabili difficoltà  che la vita ci propone o ci proporrà.

Per chiudere vi lascio alla lettura di un bellissimo articolo  di un “carbonaro della libertà e della democrazia” che descrive magnificamente l’atmosfera e le sensazioni  che precedettero e seguirono la nascita di Forza Italia.

 

WE CHOOSE FREEDOM

 La nascita di Forza Italia è per me un evento della memoria. Ma quando si partecipa ad un evento che sarà storico non lo si sa. Tutto ciò che poi viene commemorato è vissuto da chi ne è partecipe come un avvenimento semi banale. Io ricordo le riunioni ad Arcore, a cui partecipavo con Antonio Martino, Pio Marconi, Paolo Del Debbio, Fedele Confalonieri, Marcello Dell'Utri e che non erano riunioni di fondazione ma esami di fattibilità. Sembrava soltanto che dovessimo tentare qualcosa soltanto perché la coscienza lo chiedeva.

Allora i maestri dell'opinione pubblica avevano imposto ai lettori il volto vindice di Antonio Di Pietro: le manette, l'infamia dell'avviso di garanzia divenuto un avviso di condanna, il ricatto - cioè una forma di tortura come mezzo del magistrato inquirente - avevano trasformato l'Italia in un regime di polizia, in cui chi avesse avuto incarichi politici poteva aspettare sulla soglia il suo carabiniere di turno.

Credere che sei o sette signori riuniti ad Arcore potessero cambiare una macchina così ben oleata, che aveva fatto fuori il Gotha del potere, incriminato Craxi, Andreotti, Forlani e la schiera dei loro più importanti aderenti, sembrava follia.

Ho avuto sempre, da buon spagnolo, il sentimento di don Chisciotte, secondo cui le uniche cause buone sono quelle perdute. Mi era piaciuto sempre il motto di Eschilo, caro a Simone Weil: la giustizia è una dea che fugge la casa dei vincitori. In genere portavo fortuna ai miei sconfitti, se continuavano a combattere: se abbandonavano, portavo iella.

Alle riunioni di Arcore andai nello stato d'animo di un carbonaro o di un sessantottino che, per essere realista, chiedeva l'impossibile. Chi avrebbe fermato la mano dei magistrati milanesi? Berlusconi non diveniva una vittima autodesignata alla ghigliottina di Di Pietro e Borelli?

Mi muoveva anche la meraviglia per non aver capito che, grazie a Violante e ad un gruppo di magistrati, l'Italia, che non era mai stata un paese giacobino e di ghigliottina, lo fosse improvvisamente diventato.

Io tutto quel che avevo da dire a Berlusconi era che credevo nello Spirito Santo e perciò nelle ispirazioni: e la sua mi pareva tale. Da allora cominciai a considerare Berlusconi come un evento spirituale, cosa che mi è ovviamente rimproverata dal mondo cattolico cui appartengo, ma che stranamente, contro i suoi principi, non crede che lo Spirito Santo agisca anche sui laici e sugli eventi temporali. Perciò mi limitai a dire: "dottore (allora Berlusconi non poteva che essere chiamato così), lei tenti, non prenderemo la maggioranza ma costruiremo l'opposizione".

Nella mia storia donchisciottesca, essere all'opposizione era sempre sembrato più fascinoso che essere nella maggioranza. La maggioranza è sempre noiosa, l'opposizione ha il fascino della fantasia. Ma soprattutto io che allora votavo leghista nelle comunali, pensavo che creare un'opposizione fosse l'unica arma contro il regime della ghigliottina, della carcerazione preventiva, del ricatto giudiziario, del suicidio in carcere.

Ho sempre notato che l'unica figura definita dal vangelo "iniqua" è quella di un giudice: e mi pareva una definizione azzeccata. Il fascismo era stato meno odioso di questa burocrazia togata che usava la violenza in nome della giustizia. Nella storia d'Italia, se la libertà avesse prevalso, come ormai mi sembra certo, i nomi dei magistrati di Milano, i Di Pietro, i Borelli, i Davigo, le Boccassini sarebbero per sempre stati "signati nigro lapillo" come figure da ricordare con orrore, quelle del giudice iniquo.

Perché all'Italia sia toccata la sorte del golpe giudiziario, mi è oscuro ancora adesso. Vi è alla base il nesso tra sinistra, rivoluzione, cultura giudiziaria, magistratura: un nesso politico che i partiti democratici non avevano visto nascere. La loro colpa maggiore non sono le tangenti, che c'erano e saranno prima o dopo di loro, ma l'ingenuità politica di credere che i magistrati non volessero anch'essi la parte dominante del potere.

Questi erano dunque i pensieri che mi accompagnavano quando andavo alle riunioni di Arcore. Mi confortai quando partecipai ai corsi di Publitalia che, cambiato nome, sceglieva e preparava i candidati. Non pensai a fare il candidato, due cose lo impedivano: io ero un craxiano notorio e Forza Italia doveva dissimulare i rapporti originari che la legavano al Psi. Poi ero un prete sanzionato dalla Chiesa per essersi candidato a parlamentare europeo socialista, preferivo riavere la Messa a una nuova candidatura. Non era desiderabile per me, non era opportuno per Forza Italia candidare un prete craxiano sospeso a divinis .
Ebbi però la gioia, tutta spirituale, di vedere che la vittoria di Berlusconi liquidò le due bestie nere quelle che avevo scelto di combattere con la candidatura socialista: l'unità dei cattolici attorno alla Dc e la stessa Dc. Ma questi sono i sentimenti del poi, quando invitato in televisione all'annuncio dei risultati vedevo i pidiessini fuggire e rimanere solo Cossutta, il combattente sovietico, sbiancato in volto ma presente a testimoniare con la sua desolazione la vittoria di Forza Italia nel popolo italiano. Non sarebbe bastato a vincere, ma bastava a cominciare. Era accaduto più di quanto il mio donchisciottismo mi avesse permesso di sperare.

Gianni Baget Bozzo-Scegliemmo la libertà





permalink | inviato da il 27/1/2007 alle 1:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa


26 gennaio 2007

LIBERALIZZAZIONI: "UNA SVOLTA EPOCALE" !

Finalmente,dopo tante illazioni,indiscrezioni, previsioni più o meno attendibili, è partita la fase 2 del governo: via alle grandi liberalizzazioni, abbattimento delle rendite per lo sviluppo,crescita, competitività.

Queste in sintesi le principali novità:

-Abolizione dei costi delle ricariche dei telefonini: ottima cosa , si tratta di un anticipo del provvedimento che il mese prossimo avrebbe preso l’autority ,sarà per questo che è stato utilizzato un decreto legge?

-L’indicazione della data di scadenza dei prodotti deve essere chiaramente leggibile: ma per questo non bastava una semplice direttiva ministeriale?

-Rimborso per il mancato recapito di corrispondenza e pacchi : questo mi sembra che è già previsto negli accordi tra le associazioni dei consumatori e le poste,arrivano tardi.

-Obbligo, per i gestori, di fornire informazioni agli automobilisti per favorire concorrenza e trasparenza sui prezzi dei carburanti su strade e autostrade: beh ma già adesso gli esercenti hanno l’obbligo della pubblicità e trasparenza dei prezzi,faranno cartelloni più grandi?

-Possibilità di apertura di nuovi impianti di distribuzione carburante presso i centri commerciali: male,anzi malissimo, perché soltanto presso i centri commerciali e non su tutta la rete urbana, stradale e autostradale?  la concorrenzialità e l’incidenza sui prezzi sarà minima se non nulla, così come per la vendita dei medicinali da banco perché solo presso la grande distribuzione e non anche all’esterno? Qualche maligno potrebbe pensare che si vogliono favorire grandi gruppi di distribuzione,ma non è così,e in ogni caso,sono “interessi senza conflitto”.

-Tariffe aeree: Vietate le offerte e i messaggi pubblicitari di voli che riportano l'indicazione al netto di spese, tasse e altri oneri aggiuntivi: utile per i più sprovveduti.

-Per le assicurazioni RC auto previsto il divieto di esclusiva nella distribuzione di prodotti assicurativi del ramo danni e una serie di tutele a favore dei titolari di polizze Rc Auto: poca cosa anche qui, la maggior parte delle agenzie sono tutte plurimandatarie, di nessuna rilevanza invece il fatto che si potrà recedere »annualmente, senza oneri«, con il solo preavviso di 60 giorni per le polizze pluriennali,ma quanti hanno queste polizze? Per quelle annuali è già attualmente previsto lo stesso preavviso.

-Più facile cancellare un'ipoteca. Il creditore è tenuto a comunicare entro 30 giorni l'avvenuta estinzione del mutuo alla conservatoria che provvede all'immediata cancellazione, senza necessità di un'autentica notarile: questo è un provvedimento che va bene.

-Prevista l'abolizione di penali in caso di estinzione anticipata dei mutui e consentita la 'portabilita da una banca a un'altra senza costi aggiuntivi: se uno ha il denaro per estinguere “anticipatamente un mutuo” non lo accende nemmeno, bene  la “portabilità” anche se sono casi limitati.

-Più libertà per avviare un'impresa di pulizie, disinfezione e facchinaggio: prevista l'abrogazione delle norme che prevedono requisiti professionali, culturali e di esperienza per l'esercizio di tali attività: questa è divertente,se partecipano alle gare di appalto che gli raccontano?

-Sarà più facile fare intermediazione commerciale e d'affari e saranno soppressi i ruoli o gli elenchi di diverse categorie, a partire dagli agenti immobiliari e dagli spedizionieri: questa è ancora meglio,si sopprimono gli albi degli agenti immobiliari,che devono avere competenze specifiche e si ritorna in mano ai “sensali” ,ovvero tutti potranno fare tutto in un settore delicatissimo,sarà anche questa la tutela dei cittadini e consumatori?

-Parrucchieri ed estetisti potranno aprire la propria attività senza più necessità di rispettare le distanze con analoghi esercizi,e potranno rimanere aperti il lunedì, sarà più semplice aprire una sala cinematografica non dovendo rispettare l'obbligo della distanza minima fra più strutture, Vendita libera dei giornali anche fuori dalle edicole, che non possono avere l'esclusiva. La vendita di stampa inoltre non può essere subordinata al rispetto del criterio della distanza minima fra esercizi o di parametri numerici prestabiliti: sicuramente l’apertura del lunedì è ininfluente perché ormai “facoltativa” in tutti i comuni o quasi e poi permanenti,barbe, e depilazioni fatte di lunedì sicuramente “incentiveranno la crescita e lo sviluppo", più che aprire nuovi esercizi ormai parrucchiere ed estetiste vengono direttamente a casa e “rigorosamente in nero”,così come l’apertura di nuove sale cinematografiche risolleverà la crisi del cinema, e i giornali venduti dappertutto faranno dell’Italia il paese dove si legge il maggior numero di quotidiani.

-La targa sarà personalizzata e conservata dal proprietario al cambio di ogni automobile: questa invece è una buona iniziativa.

-Sono nulle le clausole di massimo scoperto previste nei contratti di conto corrente: questa è della serie “come ti organizzo la felicità”,la banca infatti,tolta la commissione di massimo scoperto,potrà adeguare la decorrenza della liquidazione degli interessi a debito,nonché applicare  commissioni periodiche per la “revisione pratiche di fido” ,alla fine il correntista pagherà il doppio o quasi.

-Una nuova impresa può nascere in un giorno. Una comunicazione unica al registro delle imprese sostituirà tutti gli adempimenti amministrativi finora previsti. Verrà rilasciata in tempo reale una ricevuta che dà via libera istantaneo alla nuova attività: nella maggior parte dei comuni italiani  esistono già “sportelli unici” con questa finalità, non so onestamente se la comunicazione  prevede il rilascio della partita IVA,poiché le nuove norme per il rilascio prevedono anche le “analisi del sangue” o quasi.

-Che altro? Ah si car sharing e  taxi collettivi peri comuni,ma questi ci sono ormai da un pezzo e altre cosette di poco conto.

 

Questa dunque la “svolta epocale” delle liberalizzazioni del governo, tranne per un paio di interventi condivisibili tutto il resto è “aria fritta”,una montagna che ha partorito un topolino, non c’è traccia di qualunque intervento che colpisca i settori veramente protetti, come il trasporto pubblico, l’energia elettrica, il gas, l’acqua, i rifiuti. Cioè tutti servizi locali un tempo gestiti dalla aziende municipali e oggi saldamente in mano a società per azioni, alcune quotate in borsa, che operano in regime di monopolio, e modulano i prezzi in funzione di lauti profitti.

Si conferma  la volontà di non voler “toccare i santuari” e queste sono parole di Rutelli,altro che volontà riformatrice e liberalizzatrice, rispetto al governo Berlusconi che ha liberalizzato banche e mercato del lavoro e fatto “riforme di sistema” queste sono noccioline.

Del resto come ha detto qualche giorno fa il Sen. Giorgio Benvenuto, DS, Presidente della Commissione Finanze del Senato: "Questo è un governo degli annunci, meglio abituarsi".

Vista  la fase 2,non ci sono più dubbi in proposito su quale dovrebbe essere la fase 3 di questo governo: “a casa”.



Update 28/01/2007 : “Liberalizzare i settori strategici del nostro Paese sarebbe un clamoroso e grave errore. Un governo di centrosinistra dovrebbe guardarsene bene dal compierle», ha avvertito Pino Sgobio, capogruppo alla Camera del Pdci. Sulla stessa linea Maurizio Zipponi del Prc”.

“Solo chiacchiere, ma alla fine il quadro che si presenta è molto provinciale”, ho il sospetto che le piccole operazioni del decreto Bersani servano ad evitare di affrontare i temi veri, come l’energia. Si va avanti a colpi di scena ma senza consultare nessuno, così il segretario della Cisl Bonanni.

Insomma solo “demagogia low cost “ e sotto il lenzuolo niente,buonanotte……




permalink | inviato da il 26/1/2007 alle 17:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa


25 gennaio 2007

UNA SCONFITTA PER I CITTADINI.

La bocciatura da parte della consulta di due articoli fondamentali della legge Pecorella sull’inappellabilità del PM in caso di assoluzione è una sconfitta per i cittadini.

Con questa legge infatti a chi era assolto in primo grado veniva evitato il possibile ricorso del PM in appello, con benefici sia per l’amministrazione della giustizia,sveltendo per quanto possibile i processi,sia per il cittadino a cui si evitavano ulteriori perdite di tempo,spese legali, serenità e quant’altro, una legge di “civiltà giuridica” insomma.

Adesso si ritorna al punto di partenza,di nuovo all’inquisizione,c’è infatti un’abissale differenza in Italia tra accusa e difesa, anche se si viene assolti in 1° grado di giudizio il PM può proporre appello contro la sentenza di assoluzione, anche se non sussistono fondati motivi,soltanto per un’impuntatura o un capriccio personale,nessuno si meravigli,i magistrati sono esseri umani come gli altri, con le loro passioni,le loro debolezze e sbagliano come tutti,con la differenza che mentre loro continuano a percepire regolarmente i compensi spettategli per legge, il cittadino si deve far carico delle ulteriori spese legali e processuali.

Si badi bene che situazioni  di questo tipo non rappresentano certo un problema per gente abbiente e benestante che possono permettersi stuoli di avvocati al loro servizio e non hanno certo problemi ad affrontare i costi processuali.

E così la “casta” si difende dalle innovazioni tutelando i suoi privilegi a scapito dello snellimento giudiziario e dei cittadini, il governo Berlusconi ha fatto troppo poco in questo campo,si è fatta una riforma all’acqua di rose e il poco che si è fatto viene vanificato da sentenze inconcludenti e senza senso, si è sbagliato ,bisognava fare di più e subito per mettere ordine nel “verminaio” della magistratura italiana,verso la quale la fiducia dei cittadini è ai minimi storici.

In Italia ci sarà di nuovo fiducia nella giustizia quando finalmente si potrà disporre di giudici  “effettivamente terzi” rispetto ad accusa e difesa, quando non ci saranno più “telefonate di intesa” tra PM e giudice, quando non sarà più possibile vedere magistrati che a periodi alterni svolgono le funzioni di inquirenti e giudicanti, quando gli stessi non frequenteranno più gli stessi uffici,gli stessi circoli,lo stesso bar e avranno sviluppi di carriera diversa, quando non ci sarà più una parte di  magistratura politicizzata,non se ne può più  infatti di questi magistrati che si autoeleggono rappresentanti della "società civile" e pretendono di cambiare la società da dentro le istituzioni,che dialogano attraverso le mailing list attribuendo l'epiteto di Koglioni ai cittadini secondo chi votano,    che minacciano mali "ingiusti e notevoli" ai colleghi che "collaborano"con chi cerca di riformare la magistratura,che sono in crisi di "autostima" perchè nella loro procura non si è fatto nulla per meritarsi una "ispezione ministeriale", che sono tre volte resistenti ed auspicano attraverso interviste ai media "governi largamente condivisi"(Sic),che partecipano ad assemblee politiche e sindacali senza un minimo di prudenza e vergogna venendo clamorosamente meno ai propri obblighi professionali e deontologici che stabiliscono senza possibilità di equivoco che :" IL MAGISTRATO NON SOLO DEVE ESSERE EQUO,IMPARZIALE E PROFESSIONALE,MA DEVE SEMBRARLO IN QUALUNQUE OCCASIONE A CAUSA DELLA DELICATEZZA DEL RUOLO CHE RICOPRE" e non vengono mai sanzionati dagli organi di disciplina e autogoverno perché “lupo non mangia lupo”,che notificano a mezzo stampa inviti a comparire acquistando pagine a pagamento dai maggiori quotidiani nazionali al costo di centinaia di migliaia di euro lamentandosi poi per la scarsità di risorse finanziarie dovuta alla loro incapacità di gestire tali risorse, che tentano di interferire quotidianamente nelle discussioni legislative dimenticando che loro le leggi le devono "applicare" non "discutere", ecc.ecc.

E’ interesse di tutti  avere  dei magistrati preparati e professionali che si occupino dei reati,non di quello che può portarli sulle prime pagine dei media.

Rimarrà soltanto una “pia illusione” o forse un giorno si riuscirà ad estirpare questo “cancro” con tutte le sue “metastasi”? 





permalink | inviato da il 25/1/2007 alle 15:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa


24 gennaio 2007

COME TI RISOLVO LA CRISI DEL CINEMA.

Geniale,chissà come mai non ci aveva ancora pensato nessuno, eppure la soluzione per risolvere la crisi del cinema italiano,secondo i comunisti di rifondazione c’è ed è semplicissima si chiama :”autarchia”.

Si avete letto bene, autarchia come quella di Mussolini, questi buontemponi si devono essere accorti che la maggior parte dei film in distribuzione in Italia sono americani e siccome per loro tutto ciò che è americano è un orrore ed è sbagliato,avranno pensato che da questo derivino le difficoltà del cinema italiano.

Ed allora voilà ecco pronta la soluzione: “ per ogni film extracomunitario messo in circolazione nel nostro paese,ce ne devono essere almeno due “comunitari” dei quali ameno uno italiano.

Ma non solo, per affermare che il film sia italiano ci sono determinati criteri da rispettare,ovvero devono essere italiani il regista, lo sceneggiatore, il costumista, la maggioranza degli attori, le riprese in esterna devono essere girate per la maggior parte in Italia  e così via.

Poi nella proposta ci sono altre chicche,tra le quali per esempio è vietato ad un’azienda che gestisce televisioni di controllare un’azienda che distribuisce pellicole cinematografiche,istintivamente viene da pensare a Mediaset e Medusa,ma probabilmente è solo una “fortuita combinazione”, e via di questo passo.

E così per vedere un film decente saremo costretti a sorbirci qualche interminabile e pesante mattone ungherese o bulgaro o rumeno, o qualche documentario nostrano sulla lotta di classe, sui campi antimperialisti o sulla giornata tipo di un operaio  alla catena di montaggio.

Pare fortunatamente che l’idea non sia piaciuta neppure alla maggior parte dei lacchè del nostro cinema pronti sempre a “elemosinare”  contributi  a carico della collettività.

Ma che abbiamo fatto di male per meritarci questi cervelli bacati?    




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23 gennaio 2007

MA CHI E' DAVVERO WALTER VELTRONI?

Per una volta siamo solidali con Walter Veltroni. I fatti sono questi: il 23 dicembre scorso, alla Stazione Termini, presenti il cardinale Ruini e il segretario di stato vaticano monsignor Bertone, il sindaco di Roma aveva inaugurato due stele che intitolavano la stazione a papa Giovanni Paolo II. L’iniziativa non aveva avuto molto risalto sulla stampa, ma aveva suscitato le proteste della Rosa nel pugno, di Liberazione e di alcune associazioni che, preoccupate per la laicità delle ferrovie, hanno inondato il comune di e-mail di protesta, insinuando tra l’altro che Veltroni avesse approfittato del concomitante sciopero dei giornalisti per inaugurare le stele senza dare nell’occhio.A questo punto il sindaco ha sentito il bisogno di chiarire meglio il senso dell’iniziativa: non di intitolazione della stazione si è trattato (nonostante la scritta “Stazione Termini-Giovanni Paolo II” fosse ben visibile sulle stele) bensì di una dedica – una valentina, pare di capire – in “un luogo adatto a ricordare il papa del viaggio e dell’incontro, del dialogo e della pace”.Dopo la rettifica però si è arrabbiato l’Osservatore romano, che ieri ha dedicato al sindaco uno sferzante commento: “Fra dedica e intitolazione abbiamo assistito a un inedito capolavoro di ibrido politico: la detitolazione”.Siamo solidali con il sindaco, come abbiamo detto, e quindi non infieriremo su quell’“ibrido politico” che l’Osservatore rileva, e che è un po’ la cifra politica di Veltroni. Siamo solidali perché da bambini siamo stati nelle giovani marmotte, e quindi conosciamo bene quella sensazione di stizza e frustrazione che coglie chi ha fatto una buona azione e viene criticato proprio dal beneficiario. Con l’aggravante, per Veltroni, di non essere riuscito, per la prima volta nella vita, ad essere al contempo laico e cattolico, progressista e moderato, comunista e anticomunista, tondo e quadrato, vegetale e animale. Insomma, semplicemente Walter. Siamo solidali, infine, perché peggio delle accuse false ci sono solo le accuse false e spudorate, e sostenere che Veltroni abbia inaugurato un monumento – un qualunque monumento – tenendo intenzionalmente lontani taccuini e telecamere, ecco, sostenere la tesi di un simile pudore veltroniano dinanzi a fotografi e telecamere è come sostenere che Pamela Anderson, scegliendo i propri abiti, si preoccupi solo di nascondere le tette. 

Thanks a Paolo Luti.

Ma si piena solidarietà a Walter Veltroni, che sia un “ibrido” è dire poco, d’altronde di uno che ha dichiarato :” non sono mai stato comunista,mi sono iscritto al PCI per combattere il comunismo” , non può meravigliare più nulla, evidentemente doveva essere un omonimo quel Walter Veltroni che il 24 febbraio 1974 organizzava una formidabile manifestazione anticomunista intitolata: Togliatti con noi. Nel nome di Togliatti le lotte dei giovani per la pace, la libertà, il socialismo. E sempre un omonimo doveva essere quel Veltroni dirigente della FGCI che nel suo statuto esordiva cosi : "Gli iscritti e i militanti della Fgci lottano per costruire una società socialista che crei le condizioni e favorisca il processo di liberazione dell’uomo verso il comunismo". E che all’articolo 1 proclamava: "La Fgci si riconosce nella strategia del Partito Comunista Italiano, contribuisce ad arricchirla, ed educa i suoi iscritti alla conoscenza del marxismo e del leninismo, nello spirito dell'antifascismo e dell'internazionalismo proletario”. No non poteva essere lui,cosa ci faceva un “anticomunista” nei giovani comunisti italiani?
E poi si è visto mai un “anticomunista” far carriera nel partito comunista?
Un formidabile professionista insomma della “politica politicante”, e del “cerchiobottismo”, un campione della menzogna e del “ribaltamento della realtà”.       




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22 gennaio 2007

PIU' COCA COLA PER TUTTI !

«Quelli di Tienanmen  erano veramente dei ragazzi poveretti, sedotti da mitologie occidentali, un poco come quelli che esultarono quando cadde il muro; ma insomma, erano dei ragazzi che volevano la Coca-Cola».

Edoardo Sanguineti-candidato sindaco di Genova per l’Unione-21/01/2007

E così dopo aver espresso la volontà di “restaurare l’odio di classe nei confronti dei padroni”,l’aspirante sindaco ci spiega che i ragazzi di Tienanmen in fondo avevano solo sete di Coca Cola,non di libertà.

Ma a costoro un rigurgito di nausea non gli viene mai?

Ogni ulteriore commento mi sembra superfluo e fuori luogo,con permesso,vado a vomitare.




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20 gennaio 2007

BERLUSCONI: A NOI L'EREDITA' RIFORMISTA DI CRAXI.

"A sette anni dalla scomparsa, la figura di Bettino Craxi si staglia sempre piu' netta sulla scena della sinistra italiana che ha perduto con lui l'ultimo vero protagonista del riformismo". E' quanto afferma in una nota Silvio Berlusconi. "L'azione politica di Craxi - aggiunge - resta un esempio di modernita' e di liberta'. Craxi mori' portando sulle sue spalle il peso e le responsabilita' di un sistema politico in cui aveva dovuto muoversi ma del quale aveva saputo obiettivamente riconoscere e denunciare i difetti, le ambiguita' e i rischi. Oggi appare evidente che fu l'unico statista a tentare di portare l'Italia fuori dalla partitocrazia". L'ex premier inoltre osserva: "Ma il suo tentativo di riforma istituzionale fu avversato con ogni mezzo dai veti incrociati del partito comunista e della sinistra democristiana; da quel ceto politico, cementato dal compromesso storico, che oggi vede ricomposti e protetti i propri interessi nell'attuale governo. Proprio perche' non discende da una cultura riformista, la sinistra italiana appare incapace di emendarsi e di tutelare gli interessi nazionali. Questa sinistra, in definitiva, sconta la colpa di aver rinnegato uno dei suoi uomini migliori, che aveva vinto la lunga battaglia di liberta' con il Pci e che per questo andava eliminato dalla scena politica". Per il leader azzurro "Bettino Craxi fu sopraffatto da una giustizia partigiana, utilizzata a fini di lotta politica, che non gli consenti' neppure di ritornare in patria per curarsi in maniera adeguata. Ebbe sempre il coraggio della liberta' e si schiero' senza esitare dalla parte dell'Occidente, nei primi anni Ottanta, in piena guerra fredda, dicendo si', tra mille polemiche, all'installazione in Italia dei missili Pershing e Cruise contro la minaccia dei missili sovietici: una decisione che avrebbe poi contribuito ad accelerare l'implosione del sistema sovietico e la fine del comunismo. Craxi ebbe ancora il coraggio della verita' pronunciando nel '93 il discorso sul finanziamento illegale ai partiti, opposizione comunista compresa, in cui denuncio' al Parlamento e al Paese la deriva giustizialista che si stava profilando. Egli - conclude Berlusconi - fu, al tempo stesso, artefice e vittima del rinnovamento della politica italiana.
  Sarebbe un errore storico dimenticarlo, perche' l'Italia puo' ancora trarre vantaggio delle sue intuizioni e delle sue visioni politiche. Sta a noi di Forza Italia, e non a questa sinistra illiberale e conservatrice, raccogliere e portare avanti la sua eredita' riformista".

AGI NEWS 19/01/2007

Questo dunque il pensiero di Silvio Berlusconi nel 7° anniversario della scomparsa di Bettino Craxi,mi sembra oltremodo interessante il passaggio sulla “cultura riformista” della sinistra italiana,a coloro che sono stati “sconfitti dalla storia”, e  costretti dalla “vergogna” e dal “fallimento” a cambiare più volte nomi e simboli,tutto questo non basta certo per dirsi “riformisti”, se non si cambiano gli uomini ,tutti,nessuno escluso,poiché  porteranno sempre con loro,gli effetti perversi dell'ideologia in cui hanno creduto,legati ad un passato politico ed economico "fallimentare".





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18 gennaio 2007

PRESI PER IL CULO.....

“L’ampliamento della base USA di Vicenza non è una questione politica ma urbanistica e amministrativa , il governo non si oppone alla decisione del precedente esecutivo e a quella del comune di Vicenza a che venga ampliata la base militare americana".

«Sulla vicenda il precedente Governo ha tenuto un iter troppo riservato: io non ne sapevo assolutamente nulla. Credo che queste decisioni vadano prese rendendo partecipe l'opinione pubblica».

Così si era espresso il “signor Tentenna” ,alias Romano Prodi in merito alla decisione di consentire l’ampliamento della base USA di Vicenza.

Le bugie però hanno le gambe corte,soprattutto se sono dette al fine di “barcamenarsi”  e tenere buona l’ala radicale e pacifista della coalizione di governo:

1) Già dal 27 Settembre 2006  infatti,il ministro della difesa Parisi rispondeva ad un’interrogazione dei deputati dell’Ulivo sulla “questione della richiesta del Governo statunitense per l'utilizzazione dell' area civile dell'aeroporto Dal Molin, ai fini dell'accorpamento della 173ª brigata presente a Vicenza”, e nello specifico:” Con la controparte Usa non sono stati sottoscritti impegni di alcun genere. La disponibilità di massima manifestata dal precedente Governo non si è tradotta, infatti, in alcun accordo sottoscritto

2) Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Vicenza Enrico Hullweck che ha precisato la competenza “esclusiva “ del governo sulla questione :

 

a) L’aeroporto vicentino intitolato al maresciallo pilota Tomaso Dal Molin è uno scalo militare. Il terreno è demaniale, dunque di proprietà dello Stato, soltanto a novembre, su sollecitazione del governo che voleva il parere della comunità locale, è stato approvato un ordine del giorno in cui sono stati posti alcuni vincoli. «Il principale - ha ricordato ieri Hullweck - è il divieto a sorvoli di aerei militari americani sul cielo di Vicenza. Il non coinvolgimento in operazioni militari è il primo dei sacrosanti punti che ho sottoposto al Consiglio comunale. Le altre condizioni sono il mantenimento della funzione dell’aeroporto civile, l’impegno degli americani a farsi carico di tutte le spese di ricostruzione e urbanistiche, l’assunzione di personale civile nei lavori e nei servizi per il funzionamento della nuova base». Un «pacchetto di salvaguardia» che il Pentagono ha accettato.

 

b) «Vicenza non è una meretrice - ha affermato il sindaco - non dice di sì per avere soldi. È una città italiana, e se lo Stato italiano ha un rapporto di amicizia con gli Usa e in base a questo decide una strategia, Vicenza fa la sua parte». Esistono tre leggi, ha aggiunto Hullweck nella lunga requisitoria di ieri, «che delegano al governo l’intera competenza in materia. Comune ed enti locali non possono fare nulla». D’altra parte, l’esecutivo Berlusconi non aveva firmato nessun accordo con Washington ma soltanto espresso un orientamento favorevole alla concessione del Dal Molin per ospitare l’altra metà della 173ª Brigata paracadutisti. L’ha ricordato il vicepremier Francesco Rutelli il 31 maggio 2006 rispondendo a un’interrogazione presentata dal capogruppo dell’Udeur, il vicentino Mauro Fabris. «Se ci fosse stato questo accordo - ha chiosato il sindaco - Prodi non sarebbe così in imbarazzo. Avrebbe detto: c’è questo documento e lo applichiamo. Siccome invece non c’è né accordo né documento, il governo è in difficoltà. Però non si venga a dire che è stato tenuto nascosto qualcosa».

 

c) Referendum impossibile. Lo stesso discorso vale per il referendum, chiesto con crescente insistenza dai comitati per il no alla base e dai partiti della sinistra radicale. «Una consultazione locale per legge può esserci solo su una materia di competenza locale - ha sottolineato Hullweck - e questa non lo è. In genere si può fare quando un consiglio comunale non decide e quindi si colma una lacuna decisionale. Ma il governo ha chiesto e ottenuto il parere del Comune, perciò pretendere anche un referendum farebbe a pugni dal punto di vista legale. Ma anche ammesso che possa essere preso in considerazione, una consultazione popolare non si potrebbe organizzare prima di settembre».

 

La questione è dunque quanto mai chiara, Prodi ha mentito su tutta la linea, il governo Berlusconi aveva dato un assenso  di massima all’ampliamento della base USA di Vicenza , “è stato questo governo a sottoscrivere l’accordo con gli USA “, ma non solo, “ era bene informato e a conoscenza dell’assenso di massima dato dal precedente governo, come dimostrano le risposte a interrogazione alla camera dei deputati sin dal 31 Maggio 2006.

 

Pertanto cari  Comunisti,Verdi e Pacifisti ,non è stata opera di Berlusconi,non vi rimane altro che rassegnarvi , “LA SERIETA’ AL GOVERNO VI HA PRESO PER IL CULO”!!!

 




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18 gennaio 2007

UOVA E PETARDI PER PADOA SCHIOPPA.

 Il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa contestato dai centri sociali a Torino. Gridando lo slogan "Padoa-Schioppa ministro dei padroni, giù le mani dalle pensioni", alcune decine di manifestanti hanno lanciato petardi, uova e fumogeni colorati nel cortile del Rettorato. Il ministro era stato invitato dal Centro studi sul federalismo a tenere una conferenza sull'Europa nell'aula Magna dell'Università. Per evitare i contestatori, è stato costretto a passare da un'entrata secondaria mentre la polizia usava i manganelli per disperdere la folla.

I muri esterni dell'ateneo sono tappezzati di volantini in cui il ministro viene raffigurato come "Padoa-mani di Forbice Schioppa ministro taglia tutto" e come una sorta di cowboy con uno 'schioppo' sulla spalla. Fra gli striscioni portati nel cortile del rettorato quelli con le scritte "No ai tagli all'istruzione", "Giù le mani dalle pensioni", "Diamoci un taglio, dateci reddito". Alcuni dei manifestanti indossano maschere che raffigurano il volto di Romano Prodi e di alcuni ministri del governo. Protestano anche un centinaio di dipendenti dell'ateneo che sono riusciti a superare il cordone di polizia e mostrano uno striscione con su scritto: "No ai tagli all'istruzione, giù le mani dalle pensioni".

 

Repubblica 17/01/2007

 

Beh tutto sommato mi sembra giusto,nel senso che non può essere sempre e solo  Prodi a beccarsi fischi e insulti, da soli non si va da nessuna parte,i meriti vanno sempre equamente riconosciuti e divisi.        








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16 gennaio 2007

DON ABBONDIO ERA UN DILETTANTE.

"Non sono mica il sindaco io" e questa è "una questione urbanistica e locale e non un problema politico", ovvero il governo non c'entra, anche se poi lo stesso governo "non si oppone alla decisione del precedente esecutivo e a quella del comune di Vicenza a che venga ampliata la base militare americana".

Cosi si è espresso Romano Prodi sulla questione dell’ampliamento della base militare USA di Vicenza.

Insomma cercando di far finta di nulla, come se la questione che ha investito il governo non lo riguardasse affatto ha cercato di non scontentare nessuno, e forse c’è riuscito, anche se le prime dichiarazioni di Franco Giordano di Rifondazione Comunista sono molto dure : "è uno schiaffo alle istanze del movimento pacifista, alla città di Vicenza e a una parte cospicua della propria stessa maggioranza parlamentare",sullo stesso tono anche Diliberto  segretario del PCI che si è detto : “molto, molto, molto deluso”.

Certo che il povero Don Abbondio era un dilettante al confronto di Romano Prodi…        
 




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15 gennaio 2007

OTTIMA INIZIATIVA DI MARCELLO DELL'UTRI.

Dobbiamo  coinvolgere i giovani nel ping pong : è un gioco entusiasmante che insegna a non mollare mai.

Anche se sei sotto,basta un punto,la pallina che gira e cambia tutto.

Del resto Nixon non ruppe il gelo con la Cina andando a giocare a ping pong a Pechino?

Così si è espresso in un intervista al quotidiano La Sicilia,il senatore Marcello Dell’Utri di FI responsabile nazionale dei ” Circoli Giovanili”.

Mi sembra davvero un’ottima iniziativa,soprattutto se proposta da un uomo di grande cultura e grande umanista come Dell'Utri.





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12 gennaio 2007

TANTA "AMMUINA" PER NULLA...

L’esercito di Franceschiello e i suoi generali(al secolo Prodi&C),dopo il conclave nella reggia di Caserta,come ampiamente preventivato hanno alzato bandiera bianca.

Divisi su tutto,frenati da gelosie e incomprensioni, riformisti e riformismo della sinistra vanno definitivamente in soffitta,accantonate sine die le grandi riforme annunciate,a cominciare da quella delle pensioni,con gli applausi dei sindacati e della sinistra radicale,il vertice ha prodotto soltanto un’agenda tanto vaga quanto vuota, una fantomatica cabina di regia ma di che? nonchè chiacchiere e  proclami a volontà,ma di fatti e decisioni neppure l’ombra.

Nemmeno sulle infrastrutture si è deciso nulla,si continua a rinviare sulla TAV,di questo passo diventeremo un paese da terzo mondo con le mulattiere.

Non è certo dunque un caso che qualche vero riformista o liberal che pure c’è in questa babele sinistra ,non trovi di meglio che andarsene,vedi Nicola Rossi.

Ah dimenticavo qualche altra cosa di buono questo vertice lo ha prodotto dopo la “fabbrica del programma” adesso abbiamo” l’albero del programma”(Sic) .

E così  nel tentativo inutile di rimediare all’impopolarità,2 italiani su 3 sono infatti letteralmente “schifati” da questo governo , si è dato vita a un  reality show , peggio di così non poteva andare.

Non a caso all’uscita della reggia di Caserta si è levato un  coro di “buffoni,buffoni” da parte di dimostranti e cassaintegrati della Finmek.

Un governo che “naviga a vista” e che cerca di galleggiare per evitare di affondare nelle sue contraddizioni  è quanto di peggio si  possa augurare al paese, che ha bisogno di un governo che governi.

Tutto come previsto insomma,la solita sinistra italiana PAROLAIA&INCONCLUDENTE.


Update: 14/01/07- "L'ammuina"

Regno della Due Sicilie

COLLEZIONE DE’ REGOLAMENTI

DELLA REAL MARINA

 Anno 1841 N°. 266

 (N°. 6975) REGOLAMENTO da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti della Real Marina.

 Napoli, 20 settembre 1841

 CAPITOLO XIX

 Art. 27 - FACITE AMMUINA – All’ordine “Facite Ammuina”: tutti chilli che stanno a prora, vann’a poppa e chilli che stann’a poppa vann’a prora; chilli che stann’a dritta vann’a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’a dritta; tutti chilli che stanno abbascio vann’ncoppa e chilli che stanno ‘ncoppa vann’abbascio; passann’ tutti p’o stesso pertuso; chi nun tiene nient’a ffa, s’aremeni a ‘cca e a ‘lla.

Ordine: “FACITE AMMUINA!!!”

 N.B.: Da usarsi in occasione di visite a bordo delle Alte Autorità del Regno.

 Il Maresciallo di Campo

Direttore del Ministero e della Segreteria di Stato delle Due Sicilie


Update2: 14/01/07 - Il  "De profundis"

 "Li abbiamo fermati,partita chiusa".
Franco Giordano-segretario PRC-Caserta 12/01/2007




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10 gennaio 2007

E VAI,FINALMENTE MENO TASSE E PIU' SOLDI AI PENSIONATI !!!

Dopo il trionfale annuncio di Romano Prodi qualche giorno fa :” “Ho ricevuto i dati Inps sulle conseguenze della finanziaria riguardo alle pensioni: ci sono 9,5 milioni di pensionati che riceveranno un trattamento fiscale migliore, quindi qualcosa in più nella pensione, ci sono un miliardo e 300 milioni di euro in più per i pensionati” , oggi  l’INPS  ha diffuso un comunicato di chiarimento in merito :

"Sulla base delle rilevazioni effettuate dall'Istituto - si legge nella nota dell'Inps - risulta che 9.401.653 pensionati pagheranno meno tasse (per un importo medio di circa 84 euro), per 4.983.253 la tassazione rimarrà invariata, mentre per 565.867 ci sarà un aumento di importo. Inoltre, su circa sette milioni di pensioni che comprendono anche assegni al nucleo familiare, circa due milioni hanno avuto un incremento globale su base annua di circa 45 milioni di euro".
L'incremento su base mensile sarà di 8,56 euro per le pensioni minime, di 7,91 euro per gli assegni sociali, e le pensioni per gli invalidi civili cresceranno di 4,77 euro.  

Da oggi in poi i pensionati possono dormire sonni tranquilli,finalmente hanno un governo che si preoccupa di loro,non un “affamatore del popolo” come Berlusconi.

Facendo due conti si scopre che gli 84 euro di aumento per 13 mensilità sono la bellezza di 6,46 euro mensili,in media,in pratica l’incredibile somma di 0,21 centesimi al giorno.

E il bello è che  non si tratta nemmeno di aumenti o diminuzioni di tasse,è soltanto l’aumento programmato dell’1,7% annuo per il 2006/2007 previsto già dalla finanziaria 2005,allineato o quasi al reale tasso d’inflazione,più o meno 2% infatti.

Ma non sarà troppo? A una certa età le emozioni improvvise possono causare seri  disturbi cardiocircolatori,forse era il caso di prepararli prima di elargire  “ simili e inaspettati benefici”!!!

Sicuramente queste somme basteranno e ce ne sarà anche d’avanzo per far fronte ai vari aumenti quali gas, bollo auto,perchè non tutti se ne possono permettere una nuova,ICI,addizionali varie,tasse di scopo,ticket sanitari e chi più ne ha,più ne metta.

Prima di chiudere e continuare a scompisciarmi dalle risate,mi domando e vi domando:”ma chi sono questi geni che si occupano della comunicazione&immagine  del governo e della maggioranza”? No perché qui è un “tafazzismo” assoluto e instancabile,un continuo martellarsi sui cosiddetti, ormai non serve più nemmeno fare un minimo di opposizione,fanno tutto loro….        
 




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8 gennaio 2007

CHI LI HA VISTI?

Fin dalla prossima finanziaria” noi introdurremo “un assegno pari a 2.500 euro all’anno, per ogni bambino da zero a tre anni, fino alla maggiore età e un grande piano nazionale di sviluppo degli asili nido con l’obiettivo di realizzarne 3 mila in tre anni su tutto il territorio nazionale”. 

 

Romano Prodi – 21 Febbraio 2006

 

Chi li ha visti? Qualcuno ne sa qualcosa? ve li hanno spediti a casa con assegno circolare?

Chiunque ne abbia notizia è pregato di parteciparla,anche perché a molte famiglie farebbero veramente comodo.

Saranno forse nascosti nel maxi-emendamento della finanziaria,oppure si tratta dell’ennesima “sola”  di questo governo?

Che ne pensate?





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7 gennaio 2007

TE LI DO IO I RIFORMISTI.....

Nicola Rossi, deputato DS ed economista di orientamento liberal ha lasciato il gruppo dei DS in parlamento spiegando che: «Sul terreno riformista i DS hanno esaurito tutte le energie».

Critica le scelte del governo sulla Finanziaria, che giudica troppo sbilanciate a sinistra: «Non sono poche le occasioni in cui le mie opinioni sono fonte di visibile imbarazzo per i Democratici di Sinistra e – sia detto con altrettanta franchezza – non sono poche le situazioni in cui sono io a sentirmi a disagio per le posizioni assunte dai Democratici di Sinistra».

Nicola Rossi, economista e deputato Ds, in una intervista a La Stampa, interviene nella dibattito sulla riforma pensionistica, esprimendo una valutazione differente rispetto alle proposte del Presidente del Consiglio, Romano Prodi.
"Ho gia' detto in passato - spiega - che se il governo non e' nelle condizioni di fare un intervento degno di questo nome e' meglio che lasci perdere. E oggi, anche alla luce di queste ultime dichiarazioni i pare proprio che queste condizioni non ci siano. Meglio non fare nulla...".
Per Rossi gli aggiustamenti non bastano.
"E' evidente che occorre intervenire in maniera significativa con l'obiettivo di innalzare l'eta' pensionabile. Questo e' il punto di fondo".
Anche oltre i 60 anni gia' fissati dalla legge Maroni?
"Anche oltre. Sulla misura a regime non ci sono molti voci discordi sul fatto che si debba andare in pensione anche oltre i 60. Il punto di fondo, tanto per cambiare, da 15 anni a questa parte riguarda coloro che stanno per lasciare il lavoro beneficiando del vecchio sistema retributivo. Una generazione che per un qualche strano motivo sembra al di sopra di ogni cosa".

 

Agi-04/07/06

 

Secondo me Nicola Rossi ha commesso un grosso sbaglio a considerare esaurito il riformismo dei DS,innanzi tutto doveva chiedersi se e quando mai c’è stato,magari poteva dare un considerevole contributo in tal senso.

Inoltre sbaglia ad andarsene proprio adesso che i DS stanno nuovamente tentando disperatamente di cambiare ancora una volta nome e simboli, del resto se è bastato cambiare nome al PCI per considerarsi “riformisti” ,adesso potrebbe succedere che diventino addirittura liberali o no?           





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6 gennaio 2007

E IN EUROPA RIDONO.....

"Ci auguriamo che Franco Frattini ricordi bene che oltre ad essere membro della Commissione europea e' prima di tutto un italiano e come tale ha il dovere di salvaguardare gli interessi pubblici del nostro Paese nei confronti di chi vuole speculare sulle spalle di consumatori e contribuenti italiani, i veri soggetti deboli di una catena che noi intendiamo tutelare". Con queste parole il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha replicato al vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini, che ha definito "un'offesa istituzionale" parlare di ritorsione a proposito di un'eventuale decisione dell'esecutivo Ue in merito al caso Autostrade-Abertis. Di fronte all'eventualita' che il commissario Ue alla Concorrenza Neelie Kroes prenda una decisione contraria all'Italia per aver ostacolato la fusione tra le due societa' Di Pietro ha affermato infatti che si tratterebbe di "una grave ritorsione" e di "mancanza di rispetto" verso il nostro Paese. Ora a Frattini il ministro italiano ricorda che "la Commissione europea e' un soggetto che deve fare gli interessi di tutti i cittadini europei" e che "e' singolare che, mentre tutti gli altri funzionari ed esponenti dei diversi Paesi operino per salvaguardare i propri interessi nazionali, noi abbiamo un commissario che si preoccupa piu' dell'Europa che del suo Paese".

Repubblica 05/01/2007

 

Davvero esilarante,un vicepresidente della commissione europea,viene accusato di “occuparsi troppo dell’europa”,  da un ministro del governo del suo paese, ma non solo, si “pretende”  che si “adoperi per fare gli interessi dell’Italia”, è tutto da ridere se non ci fosse da piangere.

Persino Emma Bonino(e ho detto tutto) si è detta “sconcertata e allibita” :”  queste dichiarazioni equivalgono a stravolgere lo spirito e la lettera dei Trattati di Roma.I Commissari non sono designati per difendere gli interessi nazionali e sorprende che sia un ex deputato Ue a ignorarlo”

Ma che abbiamo fatto di male per meritarci simili individui?   

   




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5 gennaio 2007

RICOVERATELA.

«Io so che l´elettorato è intelligente e che sa che per avere una sanità competitiva ed efficace, una sanità di sinistra appunto, bisogna compartecipare ai servizi. Il ticket sul pronto soccorso è equo perché colpisce solo chi usa il servizio in modo non appropriato, ovvero va al pronto soccorso quando bastava andare dal medico di famiglia o all´ambulatorio. E le risorse raccolte con quel contributo saranno destinate a rendere il servizio più forte, migliore, all´altezza di quello che deve essere , appunto, un vero servizio sanitario nazionale».

Livia Turco-Repubblica 03/01/2007

 

Elettorato di sinistra intelligente? beh è quantomeno strano,io salvo la buona fede, di ”koglioni” intelligenti non ne conosco.

In quanto ad usare in modo appropriato il pronto soccorso, è una favoletta che non stà ne in cielo ne in terra, se ad esempio qualcuno avverte forti dolori al petto che fa, va prima alla guardia medica o dal medico di famiglia per assicurarsi che si tratti di un principio di infarto e non magari di dolori intercostali e poi eventualmente si presenta al pronto soccorso?

E l’efficacia del soccorso immediato che è basilare in un caso come questo,e come tanti altri?

Al povero cittadino dunque non rimane altro che “tentare la sorte” ,ovvero presentarsi comunque al pronto soccorso  e sperare che la sua sia una patologia esente, se così non è, contribuire a finanziare questi “carrozzoni mangiasoldi” e uscirsene contento.

In pratica saremo sicuri di poter andare al pronto soccorso gratis,solo se moribondi o quasi.

Beh vi meravigliate? È  questa la sanità di sinistra come giustamente si vanta la Livia Turco,presto qualcuno la ricoveri,ma non in un pronto soccorso qualsiasi, bensì in un reparto neuropsichiatrico.

Mai visto un tale “tafazzismo” al governo…..  

Update 06/01/2007: Sandro Bondi annuncia che Forza Italia ha deciso di sostenere e di mettere in campo la propria organizzazione a sostegno della proposta e dell'iniziativa assunta dalla presidente dell'associazione nazionale circolo della libertà, Michela Vittoria Brambilla, a favore di un referendum "per l'abolizione dell'odioso ticket sul pronto soccorso". Nei prossimi giorni saranno annunciate le modalità ed il calendario delle iniziative di Forza Italia nelle principali città italiane. (Adnkronos)
Questa mi sembra davvero un'utile e lodevole iniziativa!!!




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2 gennaio 2007

I GARANTISTI A "CONVENIENZA".

Mi ero ripromessa di non commentare la condanna a morte e l’esecuzione di Saddam Hussein, questo per un profondo rispetto verso una persona che muore,chiunque essa sia, anche uno dei più efferati e sanguinari dittatori degli ultimi decenni.

Quello che ho letto e sentito,mi ha fatto cambiare idea,soprattutto me l’hanno fatta cambiare i cd “garantisti a convenienza” nostrani, così anche se a malavoglia, non mi posso esimere da un breve commento.

Innanzi tutto una “lezione di stato di diritto” ce l’ha data il “libero e democratico” governo irakeno,a Prodi che aveva bofonchiato la ferma contrarietà del governo italiano e personale alla condanna a morte dell'ex rais,ha risposto Yassim Majid, uno dei consiglieri del premier iracheno Nuri Al Maliki :” Coloro che ci criticano hanno forse dimenticato i crimini commessi dal regime di Saddam Hussein contro gli iracheni e contro l'umanità", premette Majid. E al premier italiano l'esponente iracheno replica ricordando che "alla fine della seconda guerra mondiale, Mussolini è stato processato per un solo minuto. Il giudice gli ha chiesto il suo nome e alla risposta 'Benito Mussolini' gli ha detto: 'il tribunale vi condanna a morte' e la sentenza è stata eseguita immediatamente".
"I Paesi europei che condannano l'esecuzione - prosegue Majid - dovrebbero ricordare che "non hanno il diritto di interferire negli affari degli altri paesi, che hanno le loro proprie leggi".

Difficile dargli torto, gli italiani su questa materia sono gli ultimi che possono dare lezioni,senza contare poi che nella mentalità e nella cultura di quella popolazione un gesto di clemenza non sarebbe stato capito,e ai superstiti e familiari delle centinaia di migliaia di vittime del regime cosa gli avrebbero raccontato?

Anche il Presidente della Repubblica ha voluto dire la sua in merito: "Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conferma la contrarietà del nostro Paese a ogni sentenza di morte ed esecuzione capitale, interpretendo i sentimenti profondi del popolo Italiano e gli alti valori morali e giuridici della Costituzione italiana". 

Bene,bravo,bravissimo, eppure la costituzione italiana era in vigore da un pezzo quando Imre Nagy e gli altri martiri di Ungheria furono giustiziati dai suoi “compagni di merende”, non ci fu nessuna contrarietà in quell’occasione, anzi si approvò in nome della “pace nel mondo”(Sic), nessun richiamo agli alti valori morali e giuridici della nostra costituzione in quella come in tante altre occasioni.

Che dire poi di altri “sepolcri imbiancati” come Bertinotti,Cento,Rizzo ecc. che protestano per la morte di Saddam Hussein e parlano di “orrore”, “pagina vergognosa” e castronerie del genere, qualcuno li ha mai sentiti protestare per le esecuzioni a Cuba o in Cina? io no e voi?

Una vera “chicca” invece il titolo dell’Unità sull’esecuzione dell’ex rais :  “ Saddam,il trionfo della barbarie”,soltanto una ventina di giorni fa sulla morte di Pinochet molto diverso il titolo:” Pinochet,è morto un assassino”,vi risparmio per carità di patria il furore di un post-comunista come Furio Colombo che si scaglia con veemenza contro gli USA e Bush con toni apocalittici, ma non è tutto, nello stesso numero nelle pagine interne si giustifica invece l’esecuzione sommaria di Mussolini, insomma tutto e il contrario di tutto, di questo passo nemmeno nella stessa pagina riusciranno a essere coerenti.

Ma poi perché meravigliarsi, è sempre lo stesso giornale che alla morte di Stalin lo definiva “l’uomo che più ha fatto per il progresso dell’umanità”, lo stesso giornale per il quale l’inviato dell’epoca Massimo Loche,scriveva della “gioiosa vita” nelle zone “liberate” da Pol-Pot e dai khmer  rossi.

Non vi annoierò nemmeno con le idiozie e palesi stupidaggini,con le quali un teorico della “superiorità antropologica della sinistra” come Michele Serra su La Pravda(pardon La Repubblica) dà dello “stolto e fesso” al presidente Bush, se lo dice un comunista che in vita sua al massimo ha diretto l’allegato a fumetti del giornale del partito,gli si può credere senz’altro sulla parola.

 Ma dov’erano tutti costoro quando Saddam e il suo regime uccidevano,torturavano,massacravano centinaia di migliaia persone?

Nulla di nuovo insomma, i soliti “garantisti a convenienza”, e “ legalitari a intermittenza”, tra i quali spiccano oltre a coloro che ancora si dichiarano orgogliosamente comunisti, anche e soprattutto coloro che sono stati costretti dal “fallimento” e dalla “vergogna”   a cambiare più volte “nomi” e “simboli” ,ma hanno conservato per intero metodi,abitudini e mentalità comuniste.

Questi “trasformisti senza dignità”,”moralisti senza morale” , “professionisti della menzogna e del ribaltamento della realtà”,hanno anche la pretesa di voler  dare lezioni su democrazia e diritto,su cosa è giusto e cosa no.(Sic)

 Ecco perché si può affermare senza tema di essere smentiti che, ex,post e neo comunisti, sono il “cancro dell’umanità”.




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