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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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26 dicembre 2006

PIAZZE E STRADE PER BETTINO CRAXI !

L'ambasciatore di Tunisia in Italia, Habib Mansour, ha oggi comunicato alla famiglia Craxi che il Presidente della Repubblica di Tunisia, Zine El Abidine Ben Alì, ha disposto l'intitolazione di una via in ricordo del presidente del Consiglio italiano, Bettino Craxi, nella città di Hammamet.
La cerimonia ufficiale avverrà in Tunisia in occasione del settimo anniversario della scomparsa dello statista italiano, il prossimo 19 gennaio 2007.

E’ il caso che anche in Italia si provveda ad intitolare vie e piazze a uno dei più grandi statisti del secolo scorso, si potrebbe incominciare magari da Milano,spero che il sindaco Letizia Moratti decida in tal senso.

Sull’opportunità o meno di tale riconoscimento, citerò un esempio per tutti : “ ad uno  come Togliatti ,complice morale e materiale dei crimini di Stalin, che si è detto orgoglioso della cittadinanza sovietica poiché si vergognava di  di far parte di un popolo di miserabili mandolinisti (Sic), che ci aveva già venduti all’impero del male, che ha chiesto  e ottenuto nel nome della rivoluzione proletaria le sanguinose repressioni di Budapest e Danzica, che ha pubblicamente approvato l’assassinio  dei dissidenti quali Slansky , Trotskij ecc.,che ha dato del pederasta e poco di buono a Ignazio Silone solo perché osava condannare i crimini dello stalinismo, per tacere di tutto il resto,sono state intitolate decine e decine di strade e piazze in Italia”.

Ebbene se a un “porco” come Togliatti  sono state intitolate centinaia di strade e piazze, per uno come Bettino Craxi ce ne vogliono migliaia,non siete d’accordo?



Update: 27/12/06, informo coloro che ne fossero interessati,che questo post è stato scelto e pubblicato sul portale di Libero,pertanto chi vuole può partecipare al dibattito che si è sviluppato anche su quel sito,considerato che vi sono già centinaia di commenti.




permalink | inviato da il 26/12/2006 alle 23:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (152) | Versione per la stampa


24 dicembre 2006

NON CI RIESCO.

Proprio non ci riesco,dopo due giorni che Welby ci ha lasciato,a dare un giudizio su quello che è successo.

Da una parte la sofferenza dell’essere umano e la sua precisa volontà che chiede di mettere fine alla sua esistenza,dall’altra la legge,almeno quella attuale,  che parla chiaramente della “vita umana come diritto indisponibile”, non ho quindi un’opinione ben definita al riguardo,questo naturalmente senza tirare in ballo argomenti morali e religiosi .

Ho un’opinione ben precisa però su coloro che hanno speculato sulla sofferenza umana per farne una campagna politica con tanto di “conferenza stampa “ (Sic) ,una volta raggiunto l’obiettivo.

Ho provato sdegno,nausea e ribrezzo per Pannella e i  Radicali, hanno finalmente raggiunto l’apice della meschinità e dell’opportunismo, dopo Coscioni e Welby  chi sarà il prossimo “agnello sacrificale” sull’altare del cinismo mediatico?

Dopo che hanno portato i terroristi in parlamento e messo i gay nel presepe della camera,quale altra pagliacciata si inventeranno pur di avere un po’ di visibilità sui media?

Per fortuna gli italiani sono meno stupidi di quanto credono e hanno capito da tempo con chi hanno a che fare,non a caso sono e rimangono costantemente un “partitino” da 1%  o poco più.

Mai come in questo momento sono contenta del loro passaggio a sinistra, una destra seria non può avere a che fare con un simile carrozzone .




permalink | inviato da il 24/12/2006 alle 1:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


22 dicembre 2006

GRAZIE A TUTTI:SONO COMMOSSO.

Silvio Berlusconi ha ringraziato in diretta telefonica i responsabili delle Istituzioni, in primis il Presidente Napolitano, tutti gli italiani che hanno voluto dimostrare la loro vicinanza e anche "i tanti esponenti della sinistra che mi hanno mandato messaggi sinceri. Spero che questo valga come premessa per un confronto sereno in futuro". Il leader di FI con una battuta ha augurato "di cuore con il mio cuore rinforzato" buon Natale a tutti.

Intervistato dal direttore del Tg5 Rossella, Berlusconi ha scherzato sul suo bisogno dopo tante fatiche di una piccola sosta di manutenzione, ma ha rassicurato tutti dicendo che sarebbe stato a casa per passare il Natale con la madre e la sua famiglia.

"Trascorrerò qualche giorno di riposo, perché alla ripresa mi aspettano grandi battaglie liberali, in Parlamento e tra la gente, a difesa della famiglia e della nostra civiltà occidentale contro quella dell'invidia e dell'odio". Berlusconi ha aggiunto che continuerà "a lavorare al partito unico dei moderati, che è già nato con i due milioni accorsi a Roma per la manifestazione contro la Finanziaria".

Berlusconi si è detto "commosso dalle tante manifestazioni di affetto degli italiani" di ogni parte politica: "I centralini miei e di forza italia sono stati intasati di chiamate. Ringrazio tutte le persone e le Istituzioni, a cominciare dal Presidente della Repubblica Napolitano; ringrazio anche i tanti esponenti della sinistra che mi hanno mandato sinceri messaggi di auguri. Sarà dovuto al fatto che io non ho mai insultato nessuno. Spero che questo valga come premessa per un confronto sereno in futuro".

Berlusconi ha concluso facendo gli auguri di buon Natale a tutti, con una battuta delle sue: "di cuore, col mio cuore rinnovato".

TG COM-21/12/2006

Auguri anche a Lei Presidente,sono sicura che,come al solito, a breve sarà più in forma che mai,passi un sereno Natale e poi torni a suonare la carica,l'aspettiamo tutti poichè "RAPPRESENTA L'UNICA SPERANZA DI SALVEZZA PER QUESTO MALTRATTATO PAESE".






permalink | inviato da il 22/12/2006 alle 1:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa


12 dicembre 2006

UN PRESEPE IN OGNI SCUOLA (E IN OGNI CASA).

Come capita ormai da qualche tempo,anche quest’anno nell’approssimarsi delle festività natalizie succede che in nome di un presunto rispetto e  tutela delle minoranze(Sic) , ci sono benpensanti che pervasi da “furore e incenso laicista” , vorrebbero imporre al contrario la rinuncia alle più antiche tradizioni e consuetudini del nostro paese.

Succede così che in una scuola elementare di Milano,è notizia di qualche giorno fa, le mamme degli alunni, a stragrande maggioranza italiani, sono state costrette a portare da casa,un po’ ciascuna tutto l’occorrente per allestire un piccolo presepe,visto che i dirigenti della suddetta scuola, in nome della multiculturalità  non ritenevano opportuno addobbare i locali scolastici con i simboli della natalità cristiana, dimenticando che la maggioranza degli alunni nella stessa scuola segue le lezioni di religione cattolica e di certo non possono vergognarsi di questo, e dunque hanno tutto il diritto di esplicitare il loro credo nelle forme tramandate dalla tradizione.

Passi dunque per le catene di negozi e supermercati come Ikea e Rinascente che hanno deciso di non vendere più presepi,i consumatori si regoleranno di conseguenza,ma nei luoghi dove si forma l’educazione,il sapere e la coscienza dei nostri ragazzi no, non possiamo permetterci di rinunciare alle nostre tradizioni,quasi ce ne vergognassimo.

Pertanto voglio invitare tutti i genitori degli alunni delle scuole materne,elementari e medie,che naturalmente sono cattolici, ad esigere e pretendere che in ogni scuola ci sia almeno un presepe,SIMBOLO OCCIDENTALE E CRISTIANO  della nostra cultura e delle nostre tradizioni,l’albero o altri simboli per quanto belli ed usati non appartengono propriamente alla tradizione italiana,e se possibile fate in modo che ci sia un presepe,magari piccolo in ogni casa,va bene anche sotto o accanto all’albero.

Siate tutti uniti con fermezza e determinazione, e se qualche dirigente o insegnante si oppone ricordategli che la scuola è prima di tutto degli alunni,nessuno potrà biasimarvi per questo.

A casa mia allestiamo ogni anno il presepe,se qualcuno si offende può anche andarsene.

Questo sito aderisce con entusiasmo all’iniziativa: “ Un presepe in ogni sito”.

 

BASTA CON L’INCENSO LAICISTA,SI AL RELATIVISMO,NO AL METICCIATO


 




permalink | inviato da il 12/12/2006 alle 17:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (51) | Versione per la stampa


11 dicembre 2006

UN "BUCO" DA 33,8 MILIARDI DI EURO.

33,8  miliardi di euro a tanto ammontano le maggiori entrate fiscali da gennaio a novembre 2006  rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è questo il “bonus”  che Tremonti-Berlusconi hanno lasciato con l’ultima finanziaria e conseguente miglioramento dell’economia.

Naturalmente non si parla più di situazione “Argentina”, “catastrofe dei conti pubblici” e altre castronerie di questo genere,anzi qualcuno buffamente ogni tanto in questo “governicchio” tenta di prendersi il merito di questo exploit,finendo puntualmente per essere smentito dai fatti,e cioè non vi è un solo provvedimento in questi 6-7 mesi del governo che possa avere un minimo di attinenza con tutto ciò, l’aumento è iniziato già dal mese di gennaio ben prima dunque dell’insediamento, e infine la finanziaria che in ogni caso non ha attinenza con il 2006 viaggia ancora in altomare nel parlamento.

La gran parte degli italiani hanno dimostrato di aver capito perfettamente “le menzogne” propinategli in questi mesi, ma in ogni caso è bene puntualizzare anche per l’avvenire,attualmente il rapporto deficit/PIL con questi numeri forniti direttamente dal viceministro Visco in commissione bilancio della camera è al 2,1%,ben lontano dunque dal 4,6% previsto dal governo soltanto in previsione di far ingoiare agli italiani una “finanziaria durissima”.

E a proposito di finanziaria,qualcuno giustamente si chiederà perché,visti questi numeri di maggiori entrate pari  più o meno all’ammontare dell’intervento sul bilancio statale per il 2007, si continua imperterriti a insistere su un documento di bilancio che prevede per l’80% nuove entrate provenienti da maggiori o nuove tasse?

Beh,io un’idea c’è l’ho, se non si tassano i cittadini per fare spesa pubblica e assistenzialismo industriale ai soliti noti, come faranno quest’ultimi,soprattutto i meno abbienti,dopo che avranno pagato l’aumento del gas,del bollo auto, dell’ICI,delle tasse di scopo e quant’altro, ad essere felici?





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10 dicembre 2006

FISCHI&INSULTI PER PRODI.

BOLOGNA
Il presidente del Consiglio Romano Prodi, arrivando al Motor Show per una visita alla kermesse bolognese dei motori, è stato accolto da fischi e insulti che lo hanno accompagnato lungo la prima parte del percorso fino all’ingresso del blocco D, dove le forze dell’ordine hanno bloccato il codazzo dei contestatori. Prodi è stato accolto da slogan del tipo «pagliaccio», «buffone», «mortadella», «ritirati» e poi da un coro: «Andate a lavorare, andate a lavorare». Prodi, che era stato ricevuto all’ingresso dal patron del Motor Show Alfredo Cazzola, è stato fatto salire al primo piano.

L’accoglienza negativa del gruppo di contestatori nei confronti del presidente del Consiglio è stata stigmatizzata «in maniera dura e ferma» dal patron della manifestazione, Alfredo Cazzola. «Un fatto - ha detto - che in 31 anni di Salone come il nostro non era mai avvenuto. Ci siamo trovati di fronte a qualcosa di organizzato, a un coro infame che va stigmatizzato».

 

La Stampa  10/12/2006

 

Beh e allora? Ma come quando contestano e contestavano Berlusconi è tutto normale e adesso no?

Altro che contestazione organizzata,se lo fosse stata non sarebbero stati certo si e no una quarantina di ragazzi,forse non si vuole capire che si tratta di sentimenti largamente diffusi nel paese.

Che ci vuoi fare? E’ la libertà bellezza…..





permalink | inviato da il 10/12/2006 alle 19:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa


10 dicembre 2006

AUTORECLUSI E BARRICATI NEL CPT.

Francesco Caruso e Heidi Giuliani, parlamentari di Rifondazione comunista, sono entrati questa mattina nel Cpt di Crotone e vi si sono 'autoreclusi' come forma di protesta "contro questi luoghi di negazione della democrazia e dello Stato di diritto".

ANSA 09/12/2006

 

Bene, speriamo che vadano sino in fondo,dopo essersi “autoreclusi” ci rimangano, e magari si “autoespellano” ,nessuno li rimpiangerà…..  

 
       




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7 dicembre 2006

PIU' TERRORISTI&BRIGATISTI PER TUTTI.

Ho appreso con profondo sdegno la nomina di Susanna Ronconi,brigatista rossa, che ha fatto della rivoluzione armata il suo stile di vita, a membro della Consulta Nazionale sulle tossicodipendenze.

L’ennesima “vergogna istituzionale” si è compiuta,ancora una volta immorali e discutibili individui vengono premiati con “incarichi istituzionali” lautamente retribuiti, evidentemente delinquenti e assassini sono persone da guardare con simpatia e rispetto da parte di questo governo.

In questo momento il mio pensiero va a tutte le vittime del terrorismo,che si staranno rivoltando nelle tombe, e ai loro familiari offesi da tanto disprezzo e noncuranza, a loro esprimo piena e totale solidarietà.

Dopo la Baraldini nominata consulente per le politiche del lavoro(Sic) al comune di Roma, Sergio D’Elia  fatto eleggere alla camera dei deputati,Roberto Del Bello consulente al ministero dell’interno,adesso è la volta di Susanna Ronconi,chi sarà il prossimo?

L’attività meglio riuscita di questo “Circo Barnum”  al governo , sembra essere dunque la “sistemazione” premiale di delinquenti e terroristi, tant’è che il tutto si può sintetizzare con uno slogan breve ed efficace : “PIU’ TERRORISTI&BRIGATISTI PER TUTTI” !!!

Con permesso, vado a vomitare…..





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6 dicembre 2006

PRIMO EFFETTO DELLA PIAZZA:PARTE IL CONTROLLO DEL VOTO.

LA Giunta per le elezioni del senato ha deciso oggi  all’unanimità di procedere al controllo delle schede elettorali bianche e nulle,nonché a campione quelle valide, in 7 regioni, e precisamente in Calabria, Campania,  Lazio,  Lombardia,  Puglia,  Sicilia e  Toscana.

Questo sicuramente è uno degli effetti della grande mobilitazione popolare di sabato scorso, Forza Italia continua a battersi comunque affinché tale controllo si estenda a tutte le regioni.

Quello che continuo a non capire è perché questo controllo non si è fatto immediatamente dopo il 10 Aprile quando invece si sono persi 7 mesi inutilmente in futili polemiche.




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4 dicembre 2006

IL DISCORSO DI PIAZZA SAN GIOVANNI

Questo il testo del discorso che Silvio Berlusconi ha pronunciato a Piazza San Giovanni davanti a una folla di oltre due milioni di persone al culmine della storica manifestazione di ieri.

 

RIVEDI LA MANIFESTAZIONE

 

Un grande, affettuoso, cordialissimo abbraccio a tutti voi e a tutti gli italiani che amano la libertà. Siete moltissimi voi e sono moltissimi quelli che ci stanno seguendo col cuore attraverso la radio e la televisione.
Sono qui tra di voi perché dovevo e volevo esserci. Quando ho inciampato nella fatica, una cosa che può capitare a chi lavora troppo, siete stati tutti con me, vi ho sentiti tutti fisicamente vicini, fiduciosi, ottimisti come piace a me, pieni di voglia di vivere e di tenere duro.  Grazie, grazie dal profondo del cuore a tutti voi. E grazie per essere venuti così in tanti da tutte le regioni d’Italia, da tutte le città d’Italia a portare qui, a questo corteo di libertà, a questa festa di libertà, oltre alla vostra protesta, la vostra fiducia, il vostro entusiasmo, la vostra speranza.
Noi siamo oggi qui, in questa Roma, in questa piazza traboccante di entusiasmo che ha gli occhi del Paese puntati addosso, per motivi chiari: vogliamo mandare a casa un governo che distrugge la fiducia degli italiani nello Stato,  che aumenta a dismisura il prelievo dalle nostre tasche, che spreca le nostre risorse e riduce la libertà di ciascuno di noi.
Siamo qui perché non ci piacciono le vecchie ideologie punitive del secolo scorso, le concezioni dell’uomo che hanno prodotto lo Stato di polizia e il sistema totalitario, le guerre ingiuste e lo spirito di fazione, la delazione fiscale e il sequestro della ricchezza di chi lavora e di chi risparmia.
Siamo qui perché vogliamo opporci a una cultura che diffida degli individui liberi, che non vuole una società prospera e autonoma, capace di camminare sulle proprie gambe.
Siamo qui perché non ci piace una mentalità che svaluta la famiglia fondata sul matrimonio e sull’amore tra un uomo e una donna, sull’educazione dei figli alla libertà e alla responsabilità.
Siamo qui perché ci piace tutto quello che è nuovo, ma non accettiamo il disprezzo del passato, il disprezzo delle nostre radici, il disprezzo della nostra cultura.

La nostra idea della politica è pienamente laica,  ma ha qualcosa di sacro. “Chi crede non è mai solo”, ha detto il Santo Padre nel suo viaggio in Germania. E ha ragione: guardatevi intorno, guardate quanti siamo. Siamo molti, siamo moltissimi a credere negli stessi ideali.
Siamo un popolo operoso di donne e di uomini che sanno essere tenaci e pazienti, umili e fieri, che sperano, che credono nel futuro e che vogliono difendere la libertà.
La Casa delle libertà, la nostra casa, è aperta e libera, ognuno ci sta con la propria dignità e con le proprie idee,  e per questo motivo Roma e questa piazza sono così affollate e gioiose in uno straordinario pomeriggio italiano che ha bandito persino la malinconia del tramonto e che si farà ricordare negli anni a venire.
Siamo un’onda che si gonfia in modo formidabile, una forza positiva, un’energia costruttiva al servizio del Paese che amiamo.
Siamo qui perché vogliamo impedire alle sinistre di impoverire l’Italia, moralmente e materialmente. Sentiamo intorno a noi il calore di questa nostra comunione politica che ormai da molti anni, e per molti anni in futuro, si è fatta e si farà garante della libertà di tutti.
La nostra opposizione è, e sarà, severa e intelligente. Vogliamo far pesare di più il voto espresso dagli italiani, vogliamo far contare di più l’opinione della maggioranza dei cittadini di questo Paese, nei confronti di questa assurda sinistra di lotta e di governo.
Le questioni personali contano poco.
”Tutti insieme” siamo una leadership forte e autorevole, siamo gente che ha affrontato con dignità e onore le conseguenze dell’11 settembre,  nel rispetto delle alleanze e dei doveri morali di un grande Paese europeo e occidentale.
Tutti insieme abbiamo ingaggiato la battaglia contro il terrorismo, tutti insieme abbiamo cercato le vie della pace in mezzo ai venti di guerra, tutti insieme abbiamo affrontato i rischi del fare e dell’esserci nel Paese e nel mondo.
Abbiamo mantenuto le promesse con sincerità e con equilibrio, dando vita al più lungo governo del dopoguerra e al primo vero governo liberale che abbia avuto questo Paese. 
Noi siamo l’Italia umile e tenace, operosa e positiva, che è la maggioranza del Paese, che non accetta l’oppressione fiscale, l’oppressione burocratica, l’oppressione giudiziaria che le viene imposta da un governo di minoranza, un governo dominato da una sinistra estrema e fondamentalista, che affonda le sue radici nella perversa ideologia del comunismo.
Siamo il popolo del centrodestra, un popolo che condivide gli stessi valori, la stessa visione del futuro. Ci accomuna la stessa visione della libertà, della democrazia, della patria, della persona, della famiglia, del lavoro, dell’impresa.
Questa è la nostra grande forza.

Siamo un popolo unito, non un insieme confuso e disordinato di gruppi sociali, di interessi, di ideologie, come sono oggi le sinistre, tenute insieme solo dal potere, dall’invidia e dall’odio sociale.
Quando parliamo del nostro futuro dobbiamo sempre ricordarci che prima vengono gli elettori, prima viene il nostro popolo, prima vengono le nostre donne e i nostri uomini,  e solo dopo vengono i partiti, i loro dirigenti e i loro leader. Nella nostra visione del mondo di liberali e di cristiani, i partiti nascono sulla base dei valori condivisi dai cittadini. I partiti esistono perché esistono i valori, perché esiste un’idea comune della persona, della società e dello Stato. In una democrazia è il popolo che sceglie i leader, non sono i leader che scelgono il popolo!
Tutto questo lo sappiamo bene e dobbiamo sempre ricordarlo.
Ma oggi siamo qui soprattutto per   protestare contro questo governo che vuole saccheggiare i nostri redditi e i nostri risparmi impoverendo il Paese e impedendo la crescita dell’economia.
Oggi, in questa piazza, potremmo ripetere quello che dissero, alla fine del Settecento, a Boston, i protagonisti della rivoluzione americana: ’No taxation without representation’ ’Niente tasse senza rappresentanza’. Allora le tredici colonie si sollevarono contro le tasse decise a Londra, e imposte loro da un governo che non li rappresentava. Oggi, in Italia, siamo nella stessa situazione: c’è un governo che tassa gli italiani senza più rappresentarli. Noi siamo qui a rappresentare lo sdegno degli italiani.
Questo è un “governo contro”: contro l’economia, contro il lavoro, contro il risparmio, contro la proprietà, contro l’impresa, contro le professioni, contro gli artigiani, contro il commercio, contro la scuola, contro l’università, contro la ricerca, contro la famiglia.
È un governo ’contro’ i cittadini.
Un governo che divide:  divide gli italiani, divide l’Italia, instilla nelle vene del nostro Paese l’odio e l’invidia sociale, invece di promuovere la concordia e la solidarietà tra le classi sociali e le diverse generazioni.
Siamo qui ’dunque’ per protestare contro una Finanziaria che si riduce a una sola voce: più tasse per tutti.
Più tasse sugli stipendi, più tasse sui Bot e sui Cct, più tasse sulla salute, più tasse sulla casa, più tasse sulle imprese. Hanno rimesso la tassa di successione. Hanno imposto una tassa odiosa perfino su chi si presenta al Pronto soccorso!  In pochi mesi hanno gravato gli italiani di 67 nuove o maggiori tasse.

Hanno gridato: ’Anche i ricchi piangano’. Li abbiamo visti manifestare in piazza, quelli che loro chiamano ’ricchi’.
Gli artigiani accanto ai piccoli e ai medi imprenditori. I ricercatori e i precari dell’Università accanto ai rettori. I professionisti. I commercianti. I pensionati di ogni categoria, anche quelli che hanno sfilato con le bandiere rosse della Cgil. Il popolo dei piccoli risparmiatori, dei Bot, della prima casa conquistata con una vita di sacrifici. I cittadini che vivono di uno stipendio appena dignitoso. Sono riusciti persino a spingere per la prima volta alla protesta le forze dell’ordine e le forze armate alle quali invece tutta l’Italia deve riconoscenza.
Sarebbero questi i ricchi che devono piangere?
Per questa sinistra e per questo governo ’sì’.
Per loro l’impresa è solo una macchina per sfruttare i lavoratori, per loro il profitto è una colpa, per loro il risparmio è un privilegio da colpire e da tassare, per loro l’elevazione sociale,  la proprietà di una casa, ottenuta attraverso enormi sacrifici e una vita intera di lavoro, rappresentano un atto di superbia da punire.
Farò solo un esempio: in campagna elettorale la sinistra, a caccia di voti, indicava gli artigiani come la spina dorsale del Paese, oggi, la stessa sinistra, al potere, li considera soltanto come degli evasori.
Anche per questo noi oggi siamo qui. Siamo qui per dire no alla mostruosa macchina fiscale messa in opera dal governo per schedare tutti i cittadini,  per controllarne i comportamenti, fino ad ogni minimo passaggio di denaro e addirittura con l’invito alla delazione fiscale. Per loro il popolo è sempre immaturo, è sempre immorale.
Il loro Stato è il contrario dello Stato che vogliamo noi, il contrario di uno Stato liberale ¬amico dei cittadini».
Ci dicono che bisogna aumentare le tasse per favorire lo sviluppo economico. È falso. Nella storia si sono visti molti Paesi impoverirsi a causa della tassazione eccessiva. Ma non si è mai visto un solo Paese diventare ricco, crescere economicamente attraverso l’aumento delle tasse.

Ci dicono che vogliono redistribuire la ricchezza, togliere ai ricchi per dare ai poveri. In realtà tolgono a tutti senza dare nulla a nessuno.
Ci dicono che hanno ereditato da noi una situazione drammatica dei conti pubblici. Anche questo è falso e lo sanno bene anche loro!
Noi abbiamo governato lasciando i conti dello Stato in ordine, in perfetto ordine. Ma soprattutto abbiamo governato con il fine di garantire e ampliare le libertà dei cittadini.  Da Presidente del Consiglio, prima di approvare ogni provvedimento, mi sono sempre chiesto se quel provvedimento diminuisse la libertà dei cittadini, anche di uno solo. E se la risposta era sì, il provvedimento veniva cestinato.
Ma c’è qualcosa di più. Noi oggi siamo qui anche per riaffermare che la sinistra ha rifiutato fino ad oggi di ricontare le schede elettorali. Anzi, con assoluta impudenza ci ha addirittura lanciato l’incredibile accusa di aver tentato un colpo di Stato la notte degli spogli e dei brogli.  Se ci sono stati brogli, sono solo quelli fatti da loro che li hanno - come è storicamente provato - addirittura e sempre insegnati ai propri militanti.
Oggi siamo qui anche per questo, per chiedere, per esigere che si ricontino tutte le schede elettorali, non solo le bianche e le nulle. Tutte.
Lo abbiamo chiesto sin dal giorno dopo le elezioni. Noi non abbiamo paura della verità. Ci hanno deriso, dileggiato, boicottato. Eppure lo abbiamo chiesto e lo chiediamo in difesa della democrazia, in nome della sovranità popolare, a tutela dei cittadini.
Oggi, dopo le loro ultime accuse, ignobili, false e grottesche, lo vogliamo, lo esigiamo, lo pretendiamo anche a tutela della nostra onorabilità.
Infine, siamo qui, oggi per affermare tutti insieme il nostro grande amore per la libertà.
Noi siamo il popolo della libertà, noi crediamo in un sogno, in una prospettiva che può essere garantita solo con la realizzazione del nostro programma liberale fondato sui nostri valori di libertà.  Nostri, perché non appartengono a un solo partito, nostri perché tutti insieme ci crediamo, nostri perché noi tutti insieme abbiamo voglia di cambiare questo Paese, di riprendere il cammino delle riforme e della crescita. Noi sappiamo che ¬tutto» ci separa e ci distingue da questa sinistra, ma sappiamo anche che c’è tra tutti noi un vincolo ancora più forte che ci unisce:
noi crediamo negli stessi valori,
noi negli anni del governo abbiamo lavorato insieme alla realizzazione dello stesso programma,  noi, oggi, vogliamo lo stesso futuro di libertà e per questo lavoriamo insieme.
Noi qui, oggi, siamo già il partito unitario del centrodestra, siamo già il partito della libertà.

E stanno nascendo in Italia, dovunque, su impulso di tanti giovani, ma anche di chi è giovane nel cuore, quei circoli della libertà che hanno adottato come loro manifesto quello del Partito del Popolo Europeo, la grande famiglia della democrazia e della libertà in Europa.
Certo, qui oggi, innalziamo le nostre bandiere, i nostri simboli di partito, giustamente orgogliosi della nostra storia, delle nostre battaglie, della nostra identità.
Ma io sono convinto che il nostro cammino, il cammino del popolo della libertà, abbia un percorso segnato, perché siete voi, siamo noi l’anima di un unico, e solo, e grande partito della libertà.
Quel partito che stasera è sceso in questa piazza, felice e gioiosa, a rappresentare l’Italia operosa e onesta, l’Italia che lavora e che produce, l’Italia che vuole unire e non dividere,  l’Italia che rispetta i diritti di tutti, il lavoro di tutti, il patrimonio di tutti, la libertà di tutti. L’Italia che vogliamo.
Noi proponiamo agli italiani una società fondata sulla libertà, sullo sviluppo economico, sulla solidarietà.
Proponiamo una società basata sui valori del cristianesimo, sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio, formata dall’unione di un uomo e di una donna, nella quale far nascere e far crescere i figli. Proponiamo un’Italia forte nel mondo, rispettata. Proponiamo una Patria nella quale tutti gli italiani si riconoscano e che tutti amino,  perché è la casa comune di tutti, senza distinzioni.
La sinistra sta preparando invece per l’Italia un futuro di incertezza, di divisioni, di invidia sociale, di povertà. La sinistra attua delle politiche che distruggono la famiglia e che non rispettano i valori morali del popolo italiano, i valori della nostra tradizione. La sinistra vuole dividere i lavoratori e gli imprenditori, gli uomini e le donne, i padri e i figli, i giovani e gli anziani, gli italiani del nord e gli italiani del sud. Noi vogliamo invece un’Italia di persone libere e responsabili, in grado di prendere in mano il loro futuro, di scegliere un buon lavoro, di far crescere i figli secondo i propri valori e le proprie idee.
Noi vogliamo una società nella quale tutti i giovani possano frequentare una buona scuola, indipendentemente dalle proprie condizioni sociali, e possano conseguire un diploma o una laurea di qualità.
Noi vogliamo una società nella quale i giovani abbiano un lavoro ben pagato, che permetta loro di essere subito indipendenti e di formarsi una famiglia.  Vogliamo una società nella quale nessuno rimanga indietro. Perché ogni persona ha un valore inestimabile, e perché il benessere di ogni cittadino concorre al benessere di tutti gli altri, al benessere di tutta la società.
Vogliamo uno Stato che sia al servizio dei cittadini, e non vogliamo che siano i cittadini al servizio dello Stato.
Vogliamo una economia forte e vitale, fondata su imprese moderne ed efficienti.
Per queste ragioni noi ci opponiamo oggi al governo delle sinistre,  ci opponiamo alla peggiore Legge finanziaria della storia della Repubblica.
Per questa ragione noi intendiamo tornare al più presto al governo dell’Italia.
Per finire il lavoro che abbiamo fatto per cinque anni, e che abbiamo fatto bene.
Per realizzare pienamente quell’Italia che noi tutti abbiamo in mente e sogniamo:
l’Italia profonda, vera, giusta,
l’Italia della solidarietà, della tolleranza e dell’amore,
in una parola, la nostra Italia della libertà.
Grazie di cuore
un  abbraccio affettuoso a tutti
W l’Italia
W la libertà

Silvio Berlusconi













permalink | inviato da il 4/12/2006 alle 0:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa


3 dicembre 2006

IL POPOLO DELLA LIBERTA'.

Una marea umana proveniente da ogni angolo d’Italia,ma anche dall’estero, citando Don Sturzo un “popolo libero e forte”,ha invaso oggi Roma per una manifestazione che sicuramente passerà alla storia

Almeno due milioni di persone hanno manifestato pacificamente con allegria,goliardia,ma anche con tanta preoccupazione e rabbia per dire un grandissimo “NO ALLE TASSE CHE UCCIDONO IL LAVORO” e per ascoltare e vedere il loro leader e condottiero Silvio Berlusconi, apparso già in splendida forma  a meno di una settimana dal piccolo inconveniente di Montecatini.

I cittadini romani hanno notato e capito subito che questa non era una delle tante manifestazioni di sinistra, infatti non si bruciavano bandiere e fantocci,nessuna vetrina rotta, i Mac Donalds  erano regolarmente aperti, alle forze dell’ordine applausi anziché sputi ,sassi e insulti,commossi pensieri  per i caduti di Nassirya , nessuno sputava odio.

Insomma una manifestazione riuscitissima che ha dimostrato ancora una volta,casomai ce ne fosse ancora bisogno,che,i “moderati e le persone di buon senso” da popolo votante e poco propenso a scendere in piazza, si trasformano in popolo militante e presente  non appena vedono in pericolo la libertà,e i principi e valori in cui credono.

Una splendida giornata….




 
 





    




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